» martedì, 20/10/2020

Renderemo il vostro soggiorno indimenticabile

Charlie MacGregor, fondatore e amministratore delegato dello Student Hotel, interrogato in conferenza stampa a proposito della storia dell’ex Telecom, dichiara: «Non solo ne eravamo al corrente, ma diciamo che questo è quasi il motivo principale per il quale abbiamo scelto proprio quella location […]conosciamo la brutta storia [dell’ex-Telecom] ma non ci interessa, ci interessano di più le potenzialità per il futuro […]».

E invece a noi la storia interessa.

Questo palazzo, che ora ospiterà pochi ricchi studenti, fino a 5 anni fa era abitato da trecento persone, tra cui decine di famiglie e un centinaio di minori. Famiglie che avevano fatto domanda per un alloggio popolare, ma non avevano un tetto. Un’esperienza incredibile di autodeterminazione dal basso che ha visto coinvolto il volto più accogliente del quartiere e della città.

Questa esperienza terminò brutalmente il 20 ottobre 2015 per volere della questura con il beneplacito del Comune di Bologna a guida PD. Le forze dell’ordine “in assetto da guerra” (cit. V. Merola) si avventarono sul palazzo abbattendo muri e scavando una voragine in uno di essi a colpi di mazza, trascinando fuori le famiglie e i bambini atterriti, con la promessa, mai mantenuta, di sistemazioni alternative.

Di quel giorno ci ricordiamo bene la violenza dei celerini in antisommossa, le esitazioni dell’amministrazione comunale nella trattativa con le occupanti, i bambini trascinati fuori dalla polizia, le donne afferrate per i capelli o per il velo, le cariche sui presidi solidali, da Bologna a Roma.
Uno sgombero che per violenza e per portata ha segnato indelebilmente la città di Bologna, tracciando una netta linea di separazione tra una classe dirigente che punta a cancellare ogni spazio di agibilità per le classi sociali più povere e ogni sorta di welfare e chi lotta per una vita degna di essere vissuta.
Lo sgombero dell’occupazione abitativa all’ex Telecom si inseriva in una lunga guerra che l’amministrazione ha dichiarato da anni alle esperienze autogestite dal basso culminata con lo sgombero di xm24, abbandonato poi alla polvere come centinaia di altri spazi che nutrivano e illuminavano la vita culturale e sociale di Bologna.

L’amministrazione comunale a guida PD, ormai intercambiabile con le destre neofasicste, si vanta di aver raggiunto a Bologna la cifra di zero occupazioni, facendo il verso alla Lega parla di legalità e poi multa, reprime e manganella.
La Bolognina viene sottratta a chi la abita per renderla un quartiere vetrina, tutto smart e social. È in atto un processo che mentre si appropria esteticamente delle controculture vantandosi ipocritamente di multiculturalità, caccia a colpi di sgomberi le realtà che contribuiscono a crearle, rimpiazzandole con studentati di lusso.

Questo è lo student hotel: uno studentato per ricchi, in cui la classe dirigente del futuro possa incontrarsi, formarsi e brindare, alla faccia di chi in quel palazzo aveva trovato il modo di vivere una vita degna, un tetto e il calore di una comunità.
In un momento storico in cui l’abitare è un problema pressante per tuttx, l’amministrazione si vanta di offrire questa macchina per soldi e trappola per studenti (740 euro per una singola) costruita sulla distruzione di un progetto di accoglienza e autogestione.

Ci è chiaro da che parte sia schierata l’amministrazione della “rossa” Bologna, e ci è chiaro da che parte stare.
Benvenuti in Bolognina, renderemo il vostro soggiorno indimenticabile.

Vi aspettiamo tutte e tutti Giovedì 1 Ottobre alle 15:00 in piazza dell’Unità!

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