» martedì, 01/12/2020

Solidali con Eddi

Il 12 novembre a Torino si è tenuta l’udienza di appello contro l’applicazione della sorveglianza speciale nei confronti di Eddi. La misura risale a marzo 2020, quando il tribunale di Torino ha deciso che Eddi fosse “socialmente pericolosa”, condannandola alla sorveglianza speciale, una misura degli anni 30 figlia del fascismo che di fatto impedisce ogni contatto sociale a chi ne è sottoposto. Ancora una volta la procura di Torino, accusa Eddi di aver combattuto con le YPJ ad Afrin, di aver acquisito capacità militari sul campo, che potrebbe impiegare o insegnare in Italia. Conosciamo da tempo i teoremi e le metodologie repressive messe in campo da Caselli contro i no tav o varie compagini piemontesi, figli di una cultura forcaiola e giustizialista verso chi lotta dal basso. La rivoluzione del Rojava è l’esempio più lampante, in cui varie etnie convivono pacificamente per una società ecologista e femminista, nonostante l’invasore turco e i suoi alleati continuano a massacrare civili inermi.

Biji Rojava, Biji YPG, Biji YPJ, Sekeftin Eddi libera!

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