
Era minuto, sorridente, affabile e colorava le sue storie con l’accento toscano.
Una vita a parte come tante vite a parte, finita con un funerale alla Bunuel con i parenti che sottraggono la sua salma agli amici e alle sue stesse ultime volontà.
Volonta pensate e scritte velocemente, ma con cura e con il desiderio di lasciare qualcosa e di sceneggiare l’ultimo spettacolo della sua vita, quello del quale sarebbe stato l’unico protagonista.
Resta il manuale del mangiatore di foco e di spade, resta il ricordo di un funerale incredibile sfuggito alla sceneggiatura e scivolato nella farsa cara ai gitani, agli ubriachi e ai refrattari al lavoro, la farsa con tutti presenti, anche i gendarmi con i pennacchi e con le armi.
Resta l’immagine del suo volto sorridente, resta l’amaro di perchè senza risposta, e il dispiacere di non averti potuto augurare buon viaggio
Ciao Claudio

