Documento politico

2006/07/22 alle 18:56

Quattro parole spese bene:

Ancora una volta, noi come molti altri in città e in Italia, ci troviamo ad affrontare la questione del diritto alla casa.
Si puo ancora dire che questo sia un diritto socialmente riconosciuto dalle istituzioni nazionali e territoriali?
Chi si occupa dell’ edilizia popolare? Chi costruisce nuove case? Come questi istituti rispondono alle esigenze della popolazione meno agiata? Quanto costa un affitto e chi vigila per impedire la speculazione? Come avvengono le assegnazioni?
Domande apparentemente semplici come queste, sono ancora prive di risposte concrete.

Con lo smembramento dell’ Istituto autonomo case popolari (ex IACP), in più istituti regionali (ACER), si è cercato di ripartire diritti e doveri dell’ edilizia popolare alle istituzioni territoriali (la famosa devolution…). Quindi se prima era lo Stato che garantiva la realizzazione di case popolari secondo il tanto decantato “diritto alla casa”, trasformandosi in un imprenditore del mattone con le mani sempre sporche di speculazione, ora, dopo una selvaggia cartolarizzazione (svendita delle proprietà statali per fare cassa…) si è delegata la Regione all’ amministrazione di cio che rimaneva degli immobili senza soldi per amministrarle.
Chiaramente la possibilità di costruire e offrire nuove case è notevolmente diminuita: oggi a Bologna con una domanda annua di quasi 6.000 case, la risposta è di più o meno 800 assegnazioni.
Si è quindi passato da uno Stato assistenzialista e corrotto, a un’ amministrazione territoriale che cerca di fare l’ imprenditore, senza capacità di investire e con un forte interesse a fare soldi e non a rispondere a un diritto.
Cosa succede oggi a una persona che cerca casa?
Due cose: – aspetta molti anni (anche 7-8) per una casa popolare, vivendo di espedienti, senza nessun aiuto, umiliandosi senza nessuna certezza né possibilità di risolvere la propria situazione. – si lascia il campo al privato che senza nessun controllo stabilisce affitti altissimi lontani dalla maggior parte degli stipendi.

Ma cosa succede se non hai reddito o ne hai uno non stabile?
E se non riesci a pagare l’ affitto?
Non hai niente… sei per strada…
Secondo un decreto legge a fine marzo avverranno 30.000 sfratti per morosità (quindi proprio chi non riesce a pagare è per strada…) e l’unica risposta che lo Stato dà a queste emergenze è un numero telefonico.
Secondo un’altra legge, la 24 sulle assegnazioni delle case popolari, se non hai reddito o sei precario, non hai diritto a nessuna assegnazione. Entri nel limbo delle emergenze… quindi ancora per strada.
E provate ad andare da un privato in queste situazioni a cercare casa…

Ci siamo stancati… noi come migliaia di altre persone.
Vogliamo ora una risposta a questa situazione.
Le emergenze, visto che riguardano la vita di migliaia di persone, vanno affrontate e risolte ora!

Intanto:

La casa è un diritto non puoi essere denunciato perchè tu e la tua famiglia siete disperati e per strada.
Occupiamo!
Case sfitte da anni e già ristrutturate di cui le istituzioni si dimenticano. Case vuote che garantiscono solo la speculazione delle istituzioni come dei privati.
Occupiamo, cioè diamo una risposta immediata a un bisogno vitale in uno stato di emergenza abitativa in cui vivono sempre più persone (anziani, disabili, famiglie senza reddito, precari, giovani, migranti, giovani coppie e single) non più disposte ad accettare passivamente la dinamica spietata del mercato degli affitti e del sistema delle assegnazioni.
Noi non possiamo permetterci un affitto, noi non abbiamo diritto all’assegnazione di una casa, noi che come unica risposta possibile proponiamo un percorso alternativo da costruire assieme a quelle realtà dove l’esigenza diventa emergenza….noi occupiamo!

Diamo vita alle case sfitte, diamo una risposta chiara all’esigenze di tutti, diamo un’esistenza migliore alla nostra vita

collettivo HABIT_AZIONE


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