I luoghi comuni del comune

2006/07/22 alle 18:59

I luochi comuni del comune

Da mesi il Sindaco Cofferati e compagnia bella hanno insistito in dichiarazioni irreali che descrivono falsamente la situazione abitativa bolognese col solo scopo di screditare il Movimento per il Diritto alla Casa cittadino.

I maggiori quotidiani e le testate giornalistiche hanno spesso assecondato questa manovra politica che vede il Comune impegnato in una inutile lotta contro qualche occupante, destando furbescamente l’ attenzione dai reali problemi abitativi e di mala gestione del patrimonio immobiliare pubblico e privato.

1. A Bologna ci sono circa 7.000- 8.000 appartamenti sfitti fra proprietà dell’ ACER e dei privati.

Le stime degli appartamenti sfitti nell’ edilizia popolare che il comune fornisce all’ opinione pubblica sono nettamente inferiori alla reale quantità degli alloggi vuoti e abbandonati.
Il settore alle politiche abitative lascia centinaia di appartamenti, a volte intere palazzine, all’ abbandono e al degrado in attesa di una futura ristrutturazione.
Chiediamo quindi che il comune faccia reale chiarezza su tali stime, che fornisca i dati precisi delle case sfitte e di quelle abbandonate, che sia trasparente sulla reale composizione e sullo stato dell’ edilizia popolare.
E’ una sua responsabilità fornire dati documentati e un nostro diritto quello di accedervi !!! Continuare ad impedire l’ accesso a questi dati mostra da un lato una chiara volontà dell’ amministrazione comunale di imporre una gestione privatistica di un bene comune al fine di poter svicolare con dichiarazioni aleatorie dalle problematiche del diritto alla casa e di poter contribuire implicitamente alla speculazione edilizia che tanti soldi ha portato nelle casse delle imprese edili e dei grandi proprietari.

2. L’occupazione degli appartamenti popolari toglie le case ai reali assegnatari in lista da anni.

FALSO. E’ vergognoso che un’ amministrazione comunale di sinistra cerchi di affrontare una problematica sociale forte come quella del diritto alla casa, montando e istigando, con caparbia decisione, una guerra tra poveri. A fronte delle centinaia di appartamenti liberi di proprietà dell’ ACER, il comune individua nelle 40 case auto-assegnate il problema del malfunzionamento di gestione delle liste.
E’ un atteggiamento deplorevole da parte di un’ amministrazione comunale incapace di organizzare adeguatamente il proprio patrimonio abitativo (pagato dalle tasse dei cittadini)!
Le case che ci siamo auto-assegnati sono vuote da anni e versavano in condizioni fatiscenti, senza servizi e impianti a norma. Alcuni appartamenti sono addirittura considerati inagibili pur essendo in buone condizioni strutturali.
Come mai il comune e l’ ACER non si sono mai accorti di questi che noi definiamo “coni d’ ombra dell’ edilizia popolare”?
Signor Sindaco e signor Assessore, disprezziamo il vostro atteggiamento che con la menzogna ci scatena contro l’ opinione pubblica, denigrando la nostra lotta per il diritto alla casa, bypassando qualsiasi piano del confronto politico.

3. Gli occupanti dei Collettivi del Movimento per il Diritto alla Casa non appartengono a strati sociali realmente bisognosi.

FALSO. Ci avete accusato di essere degli occupanti di professione, gente che occupa come passatempo, senza esservi mai degnati di incontrarci.
Se per voi è un passatempo essere studenti, lavoratori precari, migranti, nullatenenti, per noi è la vita di tutti i giorni che affrontiamo con dignità. E per la dignità della nostra vita in una società che sta eliminando ogni garanzia sociale continueremo a lottare per tutto ciò senza cui non vale la penavivere… come il Diritto ad un Tetto per Tutti!

4. Gli occupanti non hanno mai cercato un confronto con i rappresentanti del Comune riguardo al problema abitativo a Bologna.

FALSO. Da più di due anni, da quando sono cominciate le prime auto-assegnazioni e sono sorti i primi collettivi sul Diritto alla Casa, sono stati invitati i rappresentanti dell’ amministrazione pubblica ad iniziative aperte per discutere delle problematiche abitative.
Il Comune non ha mai deciso di affrontare il problema, ascoltando le nostre proposte ed avviando un serio tavolo di trattative. Questi rispettabili signori continuano ad esprimersi solo sui giornali, confondendo il piano mediatico con quello politico: minacciano sgomberi ed ripristino della legalità, innalzando trincee inesistenti dietro cui proteggersi dal confronto e inasprendo le dinamiche del dialogo perchè questo legittimo problema sociale venga ancora una volta affrontato come problema di ordine pubblico.

5. Il Comune non ha gli strumenti adeguati per poter controllare le speculazioni del mercato degli affitti in nero e delle situazioni di alto affollamento a Bologna.

FALSO. I controlli incrociati fra contratti di locazione e bollette dei consumi sono sempre in grado di rivelare il numero di utenti. Com’ è possibile che la gestione comunale non riesca ad effettuare tali semplici indagini sul territorio cittadino? Se il Comune riesce a quantificare così bene la situazione degli affitti in nero non può non essere in grado di smascherare tale rete speculativa.
Questa situazione di malgoverno permette di fatto ai proprietari di affittare a prezzi esasperanti appartamenti che vengono poi abitati in condizione di sovraffollamento per poter far fronte agli elevati oneri: ciò accade anche negli appartamenti del patrimonio ACER dove si registrano spesso situazioni di grande affollamento.
D’ altronde se l’ amministrazione pubblica non controlla nei suoi stabili, perché dovrebbe farlo in quelli dei privati?

6. All’ indomani del vergognoso sgombero del Lungoreno il sindaco Cofferati disse: << … La legalita’ e’ la condizione per esercitare la solidarieta’. L’intervento sul Lungoreno e’ stato determinato dallo stato di necessita’. In quell’area verrà completato l’intervento con lo sgombero totale per la realizzazione di un parco fluviale … >>.

In realtà quel giorno le ruspe del Comune abbatterono una baraccopoli come tante altre a Bologna, improvvisamente diventata scomoda perché l’ amministrazione decise che quel terreno era da destinarsi ad altro uso. Uno scopo che a nostro avviso ha poco o niente a che fare con la legalità: tale concetto non va di pari passo col concetto di giustizia.
Storicamente le sinistre hanno cercato di forzare il concetto di legalità per estendere i diritti civili ad una più larga fascia della popolazione, rivendicando la “giustizia universale”.
L’ attuale amministrazione bolognese, che si definisce di sinistra ma che utilizza metodi peculiari delle destre, si accanisce con la forza su fasce sociali disagiate e deboli, peggiorandone la situazione invece di cercare alternative di dialogo e confronto.
Riteniamo che nel caso di baraccopoli ed occupazioni abusive ( che Cofferati con un’ abile mossa massmediatica subito si è preoccupato di accomunare, come se il percorso fosse lo stesso, togliendo qualsiasi barlume di “azione politica” al caso delle occupazioni del Movimento per il Diritto alla Casa ) siano da affrontare in un senso che porti a risolvere il disagio sociale che le crea e non si possa semplicisticamente etichettarle come “atti eversivi”.
In nome di una presunta “ legalità ” oggi a Bologna ci sono senzatetto e famiglie da molti anni nelle liste di attesa ACER, con migliaia di iscritti fra italiani e migranti i quali, a causa delle assurde leggi volute da Governo e dalle Amministrazioni Locali su casa e lavoro, per poter mangiare, dormire ed assicurarsi una dignità minima si trovano spesso costretti a vivere perennemente nella cosiddetta illegalità.

  • per maggiori contro- informazioni :

XM24

Indymedia

e-mail: habit_azione@autistici.org


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