Sostegno alla casa?

2006/12/18 alle 10:31

LA FAMIGLIA BRESCI SE NE OCCUPA,
ma il demanio di Bologna come forma di dialogo conosce solo la forza


A tutti gli individui, i collettivi, le realtà sociali bolognesi facciamo un appello di solidarietà ad un presidio permanente in Casa Bresci per difendere l’incolumità dei suoi abitanti dalla brutalità della repressione.
Resteremo in casa e con dignità aspetteremo l’arrivo delle forze dell’ordine.

la storia delle famiglie Bresci

Vuota da anni. Abbandonata al degrado che in poco tempo renderebbe inagibili la casa e il giardino. Pericolosa se attorno ci sono altre abitazioni, ma soprattutto esempio vergognoso dell’incuria statale.
Le famiglie Bresci, famiglie di precari, studenti, immigrati, disoccupati, nullatenenti credono che i diritti non vanno elemosinati, ma si prendono quando è in pericolo la nostra dignità, la nostra vita.
Presa villa del Sostegno, la famiglia Bresci ha cominciato il progetto di autorecupero per mettere lo stabile in sicurezza, raggiungendo il primo obiettivo:
con l’aiuto di architetti, ingegneri, muratori professionisti è stato risistemato il tetto che rischiava di non superare l’inverno, è stata ripristinata la trave danneggiata e ricostruito il tetto seguendo le antiche modalità di costruzione e rispettando le tecniche architettoniche dello stabile.

Un’ordinanza di sequestro vuole dare fine in modo autoritario e decisivo all’esperienza di autorecupero di spazi abbandonati e degradati che la Famiglia Bresci aveva avviato nella casa di manovra sul Navile in via del Sostegno 84.
L’Agenzia del Demanio di Bologna, sorda alle proposte di apertura di un tavolo di negoziazione partecipato e condiviso, ha deciso di dialogare con il solo uso della forza, richiedendo alla magistratura il sequestro dell’immobile.
Il legale dell’Agenzia del Demanio giustifica tale intervento per i presunti danneggiamenti che si sarebbero commessi all’interno dell’edificio e per una perizia tecnica, tutt’ora secretata, che dichiara questo luogo di importanza strategica nella gestione delle acque sul territorio bolognese.Se aver impedito il possibile crollo della casa, restaurando un tetto che per la vergognosa incuria di chi è preposto a vigilare sui beni pubblici, è un atto di manomissione e danneggiamento, allora siamo evidentemente fuori luogo in una società totalmente impazzita.
Una società che salvaguarda l’incuria e il degrado, che chiude gli occhi di fronte all’incapacità di gestire il bene pubblico e anzi la rivendica come valore da impugnare di fronte a chi volesse spendersi volontariamente nel recuperare queste aree degradate.
Per quanto riguarda invece la perizia tecnica sull’importanza di questo luogo che ne impedirebbe l’accesso a chiunque, ci sembra molto strano che sia possibile salvaguardare la funzionalità strategica del luogo abbandonandolo in uno stato di avanzato degrado. Dopo questi lunghi anni di abbandono, che hanno permesso a chiunque di poter circolare e bivaccare in questi luoghi completamente aperti e senza nessuna segnalazione di pericolosità, quale senso di responsabilità può dimostrare l’Agenzia del Demanio. Quella di una congenita incapacità e inadeguatezza nella gestione del bene pubblico, lasciato a marcire pur consapevoli della sua importanza strategica e con il risaputo rischio che l’edificio sarebbe potuto crollare mettendo in pericolo la sicurezza dei cittadini che giornalmente passano per la strada adiacente.
Un senso di responsabilità socialmente pericoloso e vergognoso, incapace di dialogare con un progetto di autorecupero che avrebbe potuto, attraverso una gestione partecipata e responsabile, intervenire sulla situazione di degrado e restituire all’area quel valore storico e di sicurezza ambientale che necessariamente merita.


VERGOGNA! ANCORA E SEMPRE VERGOGNA!

sito famiglia bresci


Atom Feed

RICERCA: