01/25 gio SalaVisioni <br>il Libano sotto le bombe israeliane<br>

2006/12/13 alle 14:14

RASSEGNA DEL GIOVEDI’ SU CONFLITTI BELLICO-ECONOMICI IN ATTO

25 GENNAIO 2007 – ORE 19,00

PROIEZIONE DEI DOCUMENTARI D’INCHIESTA
SULLE NUOVE ARMI SPERIMENTATE DAGLI ISRAELIANI
SUI CIVILI LIBANESI E PALESTINESI NELL’ESTATE 2006:

CHIMICHE DI GUERRA video
di Fabio De Ponte e Sabrina Sanfilippo – 33 min – Italia 2006
“Tutti i cadaveri avevano nella parte del corpo esposta all’esplosione una zona nera. Non era una bruciatura perché i vestiti non erano bruciati e anche i capelli, la barba, i baffi e le ciglia non erano bruciati”. La testimonianza di Bachir Cham, medico di Sidone, ha alcuni tratti in comune con quella di Ibrahim Faraj, dell’ospedale Hiram di Tiro che, a proposito delle ustioni, spiega: “Io non sapevo neanche classificarle. In pratica appena toccavi il tessuto che era esposto all’ustione veniva fuori una sorta di ‘fango nero’, o qualcosa del genere”. E, aggiunge, “soprattutto l’odore: io ustionati insomma ne ho visti in vita mia”, ma in questo caso “il paziente dopo un quarto d’ora aveva odore tipo cadaverico”. Non solo, ma “mai sono riuscito a trovare le schegge, neanche ai controlli radiografici”.
I campioni di Cham sono stati esaminati dall’Istituto forense dell’università di Francoforte, che ha escluso si potesse trattare di fosforo. Il laboratorio di tossicologia dell’Università americana di Beirut ribatte invece che dai campioni non è possibile tracciare delle conclusioni definitive. Ma alcune immagini trasmesse dalla tv locale Lbc e le stesse ammissioni israeliane confermerebbero invece l’uso della sostanza. D’altra parte le segnalazioni sono simili anche a quelle dei medici di Gaza, dove invece sarebbe stato usato il nuovo ordigno Dense Inert Metal Explosive.
“Qui a meno di cento metri – racconta Cham – è caduta una bomba. Io dormivo su un divano nel mio ufficio. Sono caduto dal divano verso l’esplosione” e aggiunge che i doppi vetri dell’ospedale “hanno fatto una specie di ellisse aspirata dall’esplosione”.
Si tratta di bombe termobariche. “Quando la bomba si apre – spiega Marc Garlasco di Human Rights Watch – manda fuori una nebbia fine che si sparge nell’aria e poi viene infuocata. Quando parte crea un’enorme onda di pressione che risucchia tutta l’aria e ti investe. Se sei vicino al punto in cui esplode muori per il fuoco, ma molte persone muoiono per la pressione”.
“E’ un’arma molto recente – aggiunge – che non è stata usata estensivamente perciò non abbiamo molta esperienza. Uno dei motivi per cui non è ancora illegale è che è così recente”.

GAZA FERITE INSPIEGABILI
di Maurizio Torrealta Rainews24 – 16 min – Italia 2006
L’inchiesta è nata dall’allarme lanciato a metà luglio da alcuni medici degli ospedali di Gaza che hanno trattato per la prima volta ferite inspiegabili che hanno portato all’amputazione di un arto inferiore in almeno 62 casi. I medici hanno chiesto più volte aiuto alla comunità internazionale per comprendere le cause di queste strane ferite che presentavano piccoli frammenti, spesso invisibili ai raggi x e inspiegabili recisioni provocate dal calore negli arti inferiori.
Dopo una lunga ricerca il nucleo inchieste di Rai News 24 ha individuato la possibile causa di questi effetti: si tratterebbe di una arma nuova che viene sganciata da aerei droni, senza pilota, e viene teleguidata con precisione sull’obbiettivo fissato.
L’arma, secondo la rivista militare “Defence Tech”, viene chiamata DIME che significa “Dense Inert Metal Esplosive” si tratta di un involucro di carbonio che al momento dell’esplosione si frantuma in piccole schegge e nello stesso momento fa esplodere una carica che spara una lama di polvere di tungsteno caricata di energia che brucia e distrugge con un’angolatura molto precisa quello che incontra nell’arco di quattro metri.
Questa tecnologia si inserisce nella nuova classe di armi “a bassa letalità” che minimizzano i danni collaterali e circoscrivono in uno spazio ristretto gli effetti letali.

POLVERI DI GUERRA: URANIO A BEIRUT – Rainews24 – Italia 2007
L’inchiesta realizzata da Flaviano Masella, Angelo Saso, Maurizio Torrealta denuncia il pericolo rappresentato dalla presenza di polveri di Uranio nel Sud del Libano. Le zone coinvolte non sono lontane dall’area di azione del contingente militare italiano nel sud del Libano. Rainews24 ha raccolto le preoccupazioni dei libanesi che vivono nelle zone colpite, ha rintracciato l’ autoambulanza contaminata, ha intervistato uno dei guidatori, ha intervistato i due ricercatori inglesi che hanno raccolto e fatto analizzare i campioni radioattivi, ha intervistato lo scienziato libanese che ha lanciato l’allarme sulla radioattività a Khiam, ha verificato lo stato delle analisi svolte dall’ Unep.

dalle ore 20,00:

HOSTAGE OF TIME
Jean Khalil Chamoun – Libano 1994 – 50 min – v.o.sott.inglese

La giovane dottoressa Laila ritorna al suo villaggio nel Libano del sud, poco dopo l’attacco israeliano del 1993 che ha raso al suolo 50 villaggi e provocato mezzo milione di rifugiati. Attraverso i legami familiari e di comunità la gente lotta coraggiosamente per ricostruire le proprie vite.


SIDDIQINE’S HARVEST
video.indymedia.org – Libano 2006 – 16 min – v.o.sott.inglese
Un video workshop nel villaggio di Siddiqine, Libano meridionale, illustra come durante il conflitto del luglio 2006 l’esercito israeliano abbia distrutto più di metà del villaggio, con pesanti implicazioni per la locale coltivazione del tabacco: la raccolta nel giusto periodo è stata impedita, e le piante si sono seccate, inoltre le cluster bombs disseminate ovunque rendono impossibile il ritorno nei campi.


SERVIZI DI TV ARABE
sui massacri di civili libanesi durante gli attacchi israeliani della terribile estate 2006.


a cura di venerdicinema.altervista.org
per il Progetto SalaVisioni


calendario

03 Aug, 22:42 - EMERGENZA GAZA

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