04/01 dom assemblea progetto expò-one

2007/03/28 alle 11:07

Expò-one

assemblea expò-one, rassegna di autoproduzioni (Feltre), che terremo all’XM24 di Bologna domenica 1 aprile alle 15.00

Le forme organizzative ereditate dal moderno sono partiti e/o patiti per lo spettacolo integrato. Non saranno mai strutture di servizio!

Cosi come le autoproduzioni al servizio dell’autorappresentazione identitaria, ideologica, di genere, razziale, ecc., non saranno mai insurrezione di corpi e saperi che decostruiscono l’appartenenza insieme al rapporto sociale di capitale.

Non basta affermare/afferrare che l’autoproduzione è di per se espressione di potenza e non manifestazione di forza, perché la costruzione di una situazione non si risolva in un evento fine a se

stesso e neppure che lo renda evidente-mente sovversivo…

La critica dell’autorappresentazione è critica unitaria della rappresentanza e dell’autoreferenzialità oppure non è che feed back dello spettacolo. Il cut up ce lo fanno a noi i poteri più o meno forti.

I d e t o u r n a t i siamo noi! Sentirsi e percepirsi libertari non significa essere mone.

Non esiste autoproduzione senza auto-costruzione. Una situazione collettiva non di mercato, singolare ma marcatamente politica, antagonista, sovversiva, è una situazione diretta a ricomporre una dimensione unitaria che contraddice ogni aspetto della microfisica del potere. L’agire in comune promuove il conflitto, l’exposizione, ma non l’azione diretta che invece è la sintesi unitaria di singolare e collettivo, di politico e sociale, di sapere e conoscenza, di storico e culturale, ecc. Solo l’autorganizzazione singolare flessibile mobile temporanea promuove azioni dirette potenti – indipendenti dai rapporti di forza. Qualità contro quantità ne determina l’efficacia politica. Non è solo ciò che si fa ma come lo si costruisce.

Di situazioni in cui un’azione diretta rancorosa rabbiosa, promuove il camouflage dell’ opportunismo, non se ne può più!

Un divenire comune riscopre la grande cultura della libertà comune, uguaglianza/reddito parità di diritti per le persone gli animali la natura, e li afferma come inellutabili universalmente, potenza costituente… utopia concreta che arreda l’ambiente in cui viviamo. Cambiare il mondo senza prendere il potere? Un’utopia concreta… politicamente scorretta… ma quotidianità insorgente che il potere può solo cercare di contenere, normare, regolamentare, governare… e anche se ci riesce siamo già altrove perchè “veniamo dalla luna” (Caparezza).

Recita un graffito di Atomo al Désir “L’obbligo di produrre annulla la facoltà di creare – K. Marx” e l’obbligo alla riproduzione la seppellisce.

Quindi quale produzione di soggettività?!!! Perchè ci aspettano – non solo nei non-luoghi della politica – ma anche si aspettano che noi ci comportiamo e lottiamo come lo facevano loro quando erano partigiani autonomi anarchici femministe socialiste radicali ecc. per ricattarci e depotenziarci. Per questo si sono tutti rifondati!

Dal ’68 l’immaginazione è andata al potere… ed è iniziata la raccolta differenziata della creatività.

«Il progetto rivoluzionario di una società senza classi, di una vita storica generalizzata, è il progetto di un deperimento della misura sociale del tempo, a favore di un modello ludico di tempo irreversibile degli individui e dei gruppi, modello nel quale sono simultaneamente presenti dei tempi federati. E’ il programma di una realizzazione totale, nell’elemento del tempo, del comunismo che sopprime “tutto ciò che esiste indipendentemente dagli individui”» (Guy Debord).

Bene, la soggettività che darà vita ad expone dovrà farsi carico di tutto.

Attraverso la Biopolitica.

Padroni di niente servi di nessuno!

Questi concetti aprono alla costituzione di gruppi di affinità mobili ad una organizzazione informale flessibile e con/temporanea.


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