11/09 ven 9novembre<br>Proiezioni SalaVisioni<br>VISIONI DA UN CONTINENTE<BR>

2007/11/05 alle 21:15

– VISIONI DA UN CONTINENTE –
rassegna di films e documentari in occasione del ventennale dell’assassinio di Thomas Sankara (15/10/1987)



venerdì 9 novembre 2007 – ore 21,00

SHAKE HANDS WITH THE DEVIL – The journey of Romeo Dallaire

Peter Raymont – Canada 2004 – 90’ – v.or.fr/ingl
Nel 1994 l’ONU incaricò un uomo di assicurare che la pace venisse mantenuta in Rwanda: il generale canadese Romeo Dallaire. Senza sostegno dal quartier generale ONU, e con il Consiglio di Sicurezza lontano a New York, Dallaire e il suo pugno di soldati furono incapaci di fermare il genocidio. Dopo 10 anni di tormento, rivedendo ogni giorno quegli orrori, dopo aver tentato più volte il suicidio, Roméo Dallaire ha scritto un libro, “Shake Hands With The Devil”, che è un grido profondo di accusa contro i funzionari ONU, i politici europei e statunitensi dell’amministrazione Clinton, che scelsero deliberatamente di non agire (memori delle perdite americane a Mogadiscio) mentre Dallaire supplicava di inviare rinforzi e nuove regole d’ingaggio. Con poche migliaia di soldati in piu’ e con mandato allargato, avrebbe potuto fermare lo sterminio. La sua impotenza nel momento estremo ancora gli devasta la coscienza. La troupe cinematografica ha seguito Dallaire nel suo primo ritorno in Rwanda durante l’aprile 2004 nel decimo anniversario del genocidio: Dallaire incontra le persone di allora, ripercorre insieme a loro i ricordi, in un difficile lavoro sulla memoria e sulla responsabilità. Il punto di svolta, secondo Dallaire, in cui si poteva ancora agire per cambiare le cose, perché c’era ancora un numero consistente di militari stranieri, fu il momento dell’evacuazione dei civili stranieri. Anche l’Italia inviò le sue truppe, perfino i cagnolini dei civili occidentali trovarono posto sugli aerei militari per l’evacuazione, mentre uomini, donne e bambini ruandesi imploravano piangendo di essere fatti salire. Poi un buco temporale di poche ore e quando la telecamera si riaccende, quegli uomini, donne e bambini giacciono li, a pezzi, straziati da machete di importazione cinese, acquistati per pochi centesimi cadauno… I cagnolini invece scodinzolano, insieme ai propri padroncini bianchi, in volo per Parigi, Bruxelles, Roma. Dei pochi uomini che componevano il contingente Onu, alcuni che (contravvenendo agli ordini) provarono ad opporre una minima resistenza, furono trucidati. Gli altri, indignati dall’indifferenza internazionale, hanno stracciato gradi e baschi azzurri. Quanto ci vuole per uccidere un uomo col machete? Quanti colpi? Quante volte urlerà prima di stramazzare, ormai fatto a pezzi? Quanti uomini ci sarebbero voluti per fermare i responsabili della strage?


ore 22,30

KEEPERS OF MEMORY

Eric Kabera – Rwanda 2004 – doc 54’ – v.or.inglese
Un mandriano tutsi seduto sulla collina di Bisesero ripensa alla perdita della sua famiglia durante i 100 giorni del massacro, e guardando l’orizzonte commenta: “Questo posto era bello una volta… Ora l’unica bellezza sono gli scheletri sui monti”. La sua riflessione prosegue con la critica delle periodiche riapparizioni dei giornalisti internazionali sui luoghi del massacro, lì per prendere testimonianze e poi andarsene, senza apportare nessun cambiamento tangibile alla condizione della gente del posto dal 1994 ad oggi. Impotenza, rancore, rassegnazione, traspaiono dalle parole dei sopravvissuti nei 6 maggiori luoghi di massacro del Rwanda, ognuno di loro divenuto a modo proprio “custode dei morti” e guida del memoriale del sito, attraverso le proprie testimonianze sulla tragedia. Come la donna gravemente ferita in casa sua dalle milizie hutu Interahamwe, che rimase per giorni sul pavimento in mezzo ai corpi della sua famiglia, senza poter chiedere aiuto per timore che I miliziani fossero ancora nei dintorni, e che per la grande sete arrivò persino a bere da una pozza di sangue dei suoi parenti che le si era raccolta accanto… Dieci anni dopo si sente ancora maledetta ogni volta che beve un sorso d’acqua, per quel gesto compiuto in un momento di estrema autoconservazione. O come l’altra donna, che porta su di sè la terribile cicatrice sfigurante di un colpo di machete ricevuto in testa, e che si rifiuta ostinatamente di indossare un foulard che la copra, come le consiglierebbero i suoi conoscenti, sostenendo che la sua deformità è un monito costante a tutti sulla capacità umana di compiere malvagità. Keepers of Memory è un documento viscerale, sensibile e molto personale, sull’enorme tragedia che continua a torturare l’animo dei sopravvissuti, spesso dimenticati e marginalizzati, ponendovi a contrasto i discorsi artefatti, ben cesellati, sterilizzati, ipocritamente pacificatori, dei rappresentanti della comunità internazionale ansiosa di lasciarsi alle spalle la contabilità dei morti e le proprie responsabilità per non aver agito quando era necessario. Una potente accusa contro il fazionalismo e la complicità morale di chi si astiene con indifferenza e inerzia.




selezioni e proiezioni a cura di Venerdicinema
programma completo alla pagina Visioni da un continente


calendario

31 Jul, 19:00 - Cena benefit per Gaza

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