12/20 gio proiezioni<br>VISIONI DA UN CONTINENTE<br>

2007/12/15 alle 14:12

– VISIONI DA UN CONTINENTE –
rassegna di films e documentari in occasione del ventennale dell’assassinio di Thomas Sankara (15/10/1987)


LE BALLON D’OR

Cheikh Doukouré – Guinea/Francia 1994 – 90’ – v.or. francese

Bandian ha 12 anni ed è campione di calcio nel villaggio guineano di Makono. Lo stregone gli predice un futuro di gloria, finchè una dottoressa gli regala un pallone di vero cuoio, col quale finalmente può giocare come si deve. Il suo idolo è il grande calciatore africano di quegli anni, Roger Milla. Le difficoltà della realtà africana sono notevoli, ma nel film le cose sono viste attraverso gli occhi di un bambino entusiasta di vivere. Il calcio per lui diverrà il più rapido ascensore sociale in quella situazione, e per questo la sua passione verrà accettata dalla famiglia. Sempre attraverso una chiave sorridente, il regista ci mostra come nelle società povere dove la giustizia è inesistente, spesso la sopravvivenza debba passare attraverso la frode e la corruzione, e l’arte di arrangiarsi diventa il mezzo per emergere (analogie con il già proiettato film burkinabé Ouaga Saga). Il talento di Bandian lo farà arrivare fino in Europa, ma il finale aperto non ci dice esplicitamente quale sarà la sua sorte…


ore 22,30

KEITA l’heritage du griot

Dani Kouyaté – Burkina Faso 1994 – 94’ – v.or.sott. francese
Una pagina della storia africana: l’epopea mandinka, e il rischio della sua progressiva cancellazione dalla memoria collettiva. In questo film (dallo stesso regista di Ouaga Saga, lui stesso di famiglia griot) vengono rappresentati i racconti «magici» dell’anziano griot Deliba: il protagonista lascia il villaggio per recarsi in città ad iniziare il giovane Mabo alla conoscenza di sé, attraverso la storia dei suoi antenati. L’opera, in cui è incastonata la storia del sovrano Sundiata Keita fondatore dell’impero mandinka, fa riflettere sull’incompatibilità moderna tra la conoscenza tradizionale e il sapere istituzionale di tipo occidentale, imposto dalle scuole e dagli organi dell’istruzione fortemente globalizzanti. Si evidenzia la funzione di inculturazione che la parola possiede, ma anche i suoi limiti: l’oralità espone maggiormente la cultura africana agli attuali disarmonici squilibri del neocolonialismo economico e culturale, che rischiano di far perdere alle popolazioni le conoscenze tradizionali e la propria identità storica. Fu proprio il timore di vedere svanire negli anni la memoria storica di un popolo che indusse il grande letterato Amadou Hampâté Bâ a lanciare il monito: «ogni griot che muore, per l’Africa, è una biblioteca che brucia».




selezioni e proiezioni a cura di Venerdicinema
programma completo alla pagina Visioni da un continente


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