05/04 dom Proprio nei nostri giardini

2008/05/03 alle 12:54

Proprio nei nostri giardini

Le citta’ non sono piu’ luoghi pubblici I progetti urbanistici, se ancora si possono definire così, si articolano attorno alla circolazione dei veicoli e all’eliminazione di ogni spazio di stazionamento; le politiche sicuritarie insieme all’informazione spettacolarizzata attorno ai fenomeni di microcriminalità,
consolidano l’economia della paura che spinge tutti a trincerarsi in casa; nel frattempo si costruisce dappertutto, riempiendo di cemento ogni spazio vuoto rimasto, con la rapidità che quasi sempre nasconde bassa qualità e alto sfruttamento
di manodopera.
Poco lontano da qui, ai limiti della Bolognina, nell’ area dove si sta realizzando la nuova stazione dell’ alta velocità, ogni giorno si ha notizia di nuovi cedimenti negli stabili adiacenti.
Ancora una volta, come spesso è successo nella storia delle città, i poteri forti stanno trasformando violentemente i territori senza che gli abitanti possano far nulla. Se qualcuno si organizza viene subito tirata in ballo la sindrome di nimby – non nel mio giardino – come se l’ attenzione rispetto al territorio che si abita e si rende vivo, rappresentasse una rivendicazione egoistica ed identitaria.
CrepeUrbane ha organizzato per oggi, 4 maggio 2008, un’azione collettiva di giardinaggio abusivo in questo piccolo parco pubblico, per rendere visibile l’idea che la città è in primo luogo di chi la abita;
che gli spazi pubblici sono i gangli vitali della città stessa;
che ogni luogo pubblico abbandonato o ceduto in qualsiasi modo al mercato e alle logiche privatistiche, è una perdita ulteriore della possibilità di vivere degnamente e civilmente;
che i parchi cittadini possono avere delle aree autogestite dove coltivare piante, erbe e fiori che siano anche luoghi di scambio e socializzazione tra chi vive nelle vicinanze, che sia nato qui o che venga da qualsiasi altra parte della terra;
che una città più vivibile e sicura è quella che si può attraversare a piedi o in bicicletta, con meno automobili e più servizi di trasporto pubblici;
che l’ agricoltura urbana può essere qualcosa di più di un esperimento, cioè una vera e propria strategia urbanistica.
CrepeUrbane/CriticalGarden si attiva come ecosistema urbano resistente per una città in cui le persone abbiano ancora voglia di vivere insieme, scoprendo le diversità come elementi di ricchezza comune; allo stesso tempo denuncia e critica materialmente le nuove ondate speculative del mercato immobiliare, mix
di economie legali ed illegali, che lasciano assolutamente irrisolta la questione dell’ accesso ad un’ abitazione decente e ad una città vivibile per tutti.
CrepeUrbane/CriticalGarden oggi pianta e semina una piccola aiuola di erbe aromatiche, fiori e arbusti, e la rende pubblica, aperta alla collaborazione degli abitanti e dei passanti, in modo che quest’ area di parco pubblico sia qualcosa di più di un luogo di sgambo per i cani, e diventi luogo di incontro e riferimento
per il quartiere.
CrepeUrbane è un collettivo aperto a tutte le persone che considerano la città luogo pubblico e comune, e che sono convinte che solo nuove idee e nuove pratiche dei beni comuni garantiscano il benessere di tutti.
Prossimamente ci troveremo a chiaccherare di questi ed altri temi in questo stesso parco, garantendo così la cura delle piante.

Ecosistemi Urbani Resistenti
CrepeUrbane/CriticalGarden
crepeurbane.noblogs.org
criticalgarden@indivia.net


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