30 agosto 2008 - ROMA-BOLOGNA: NO PASARAN

2008/08/31 alle 12:11

Ennesima aggressione fascista, a Roma questa notte, al termine di una iniziativa per ricordare Renato Biagetti e la sua storia, nei confronti di quattro compagni, di cui uno ancora in ospedale.


testimonianza audio compagno ferito


testimonianza audio compagno presente sul posto


COMUNICATO ANTIFASCISTI ROMANI


Rassegna Stampa


Mobilitazione a Roma e assemblea antifascista 6/9/08


Questo ultimo episodio, che ha coinvolto anche un attivista dell’XM24 di Bologna, non solo testimonia di un clima politico nazionale e locale in cui le squadre fasciste si sentono nuovamente legittimate ad aggredire coltelli alla mano, ma anche la totale impunità che ormai circonda questo tipo di azioni.
La tenace e lucida determinazione della madre di Renato nel denunciare in tutte le sedi l’omicidio del figlio non è bastata e nel giorno del ricordo le strade della capitale si bagnano ancora di sangue. Ancora una volta siamo costretti ad assistere ad un esercizio della violenza nei confronti di chi quotidianamente testimonia il proprio antifascismo.
Da più parti ci sentiamo dire che le aggressioni fasciste sono un residuo di un passato ormai definitivamente sepolto e che queste squadre sono espressione solo di un disagio esistenziale. L’aggressione proprio nel giorno del ricordo di Renato è la più evidente smentita, se ancora era necessaria, di simili discorsi che tendono esclusivamente a giustificare il proprio sottrarsi rispetto ad una pratica quotidiana dell’antifascismo. Semmai oggi assistiamo ad intreccio sempre più stretto tra squadrismo fascista nei quartieri popolari e azione istituzionale di governo, all’insegna di una comune volontà di cancellare ogni forma di resistenza e istanza di trasformazione dell’esistente.
La pratica dell’antifascismo e il conflitto contro la nuova destra al governo sempre più sono una sola lotta.
La teoria dell’equidistanza, fatta propria dalle varie giunte comunali, sottolinea ancora una volta il pericolo che questi atti vengano visti come risse tra bande opposte, di cui purtroppo troviamo l’esempio più lampante nella ricostruzione in sede giudiziaria della storia di Renato.
Sappiamo bene invece il significato delle parole: agguati, aggressioni, omicidi… e non lo scordiamo.
Solidarietà ai compagni aggrediti
Con Renato nel cuore, ora e sempre resistenza -XM24


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