» giovedì, 06/10/2022

Eventi

Dic
3
Mer
Valerio Evangelisti presenta “Il sol dell’avvenir – Chi ha del ferro ha del pane”
Dic 3@19:30–23:45

image.axdIl libro fa seguito a Il sole dell’avvenire. Vivere lavorando o morire combattendo, ma può essere letto in forma autonoma. In questo secondo capitolo della sua nuova saga (Il Sole dell’’Avvenire) Valerio Evangelisti continua a seguire le vicende di alcune famiglie emiliano-romagnole attraverso i grandi cambiamenti che investono la regione, e l’Italia intera, in un arco temporale che va dal 1900 al 1920.

Sono anni densi di eventi:
Dall’’affermarsi del movimento operaio, cooperativo e socialista, con le sue varie anime e tendenze, ai grandi scioperi generali promossi dai sindacalisti rivoluzionari; dalle imprese coloniali alla Settimana Rossa del 1914;

Dalla prima guerra mondiale al “biennio rosso” 1919-1920, fino al primo affacciarsi dello squadrismo fascista.

Se nella parte iniziale della vicenda si insisteva sulla trasformazione di un territorio, da malsano in prospero e produttivo, in “Chi ha del ferro ha del pane” l’’autore pone l’’accento sul mutamento dei rapporti politici e sociali. Indirizzato a governare e risolvere l’’enorme problema nato dagli assetti economici: la tragedia della disoccupazione e della precarietà.

Attualmente Evangelisti sta lavorando al terzo volume della trilogia. Il sottotitolo provvisorio è “A conquistare la rossa primavera”. Sarà pronto nel 2015.

h 19:30 Aperitivo
h 20: Cena sociale
h 21
Presentazione

Interverranno:
Valerio Evangelisti (autore del libro)
Salvatore Panu (fisarmonica e voce)

Mar
11
Mer
MeryXM: Presentazione di “Sentieri Proletari. Storia dell’Associazione Proletari Escursionisti”
Mar 11@19:00
Dalle 19:30 aperitivo con i vini di GustoNudo-Vignaioli Eretici11marzo_web
Dalle 20:30 cena popolare bio vegan

Ore 21:00 presentazione del libro “Sentieri Proletari. Storia dell’Associazione Proletari Escursionisti” di Alberto Di Monte.

Ore 22.30 Bj Jazz Gag in concerto, jazz noise da Bologna

 

Sempre più in alto per una nuova umanità”, questo il motto di Ape, associazione nata a Lecco, Milano ed Alessandria i primi anni del ’900. Prima associazione sportiva proletaria ed antialcolica di chiaro orientamento socialista che rivendica il diritto allo sport non solo per un’elite borghese, ma per tutti e tutte. Una storia lunga un secolo, interrotta, solo apparentemente, dalle leggi liberticide del ventennio fascista, durante il quale gli apeini si arruolarono tra le file dei partigiani, nascosti sui monti del territorio lombardo. Oggi Ape rivive grazie ad un gruppo di ragazzi e ragazze, portatori sani dei veri valori che contraddistinguono l’andare in montagna e custodi preziosi di certe modalità con cui la montagna va vissuta ed amata. Una resistenza fatta, oggi come allora, di autogestione e partecipazione attiva di tutti e tutte, fatta di accoglienza ed integrazione, fatta di un modo di intendere la montagna antiautoritario, antifascista ed antiagonistico; la cui ambizione quindi non diventa la vetta in sé, ma la gioia di raggiungerla e il benessere fisico e mentale. Nostro e dei nostri compagni. Di cordata e di vita. Un autentico e sano modo di intendere il mondo verticale in modo davvero orizzontale.

Ecco, l’APE è proprio questo: la più alta espressione di una società orizzontale nella più alta espressione del mondo verticale.

Mar
28
Sab
Corteo per la chiusura degli OPG a Reggio Emilia
Mar 28@14:30

28marzo-nopgCHIUDERE TUTTI I MANICOMI CRIMINALI (OPG):
28 Marzo 2015
Corteo a Reggio Emilia
– Concentramento ore 14,30 in Piazza GIOBERTI
– al termine del corteo saluto sotto l’OPG di Reggio Emilia

Altre info qui

CHIUDERE TUTTI I MANICOMI CRIMINALI
CAMPAGNA PER LA CHIUSURA DEGLI OPG
(gli Ospedali Psichiatrici Giudiziari)
LIBERIAMOCI DEI MANICOMI
LIBERIAMOCI DELLA PSICHIATRIA

Esistono muri, a volte invisibili, che dividono la normalità dalla “follia”. Sono costruiti dal potere e rafforzati dal deserto che si trova al loro esterno.

La presunta, prorogata ormai da 4 anni, chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari (OPG) lascerà spazio all’istituzione delle Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS). Cambia il nome, gli internati sono deportati, gli appalti assegnati e lo slancio riformista soddisfatto. Ma le nuove strutture conservano la medesima attitudine repressiva e il concetto stesso di manicomialità, perpetuandone lo stigma. Lungi dal rappresentare un indebolimento della detenzione senza fine e della psichiatria, ne sono la continuazione aggiornata, calibrata su modelli detentivi improntati a esternalizzazione e privatizzazione, come avvenuto per i CIE.

(Centri di Identificazine ed Espulzione)

Da questa prospettiva, si intravede un sistema detentivo sempre più articolato in cui i concetti arbitrari di “malattia mentale” e “pericolosità sociale” acquistano maggior rilievo, avallati da perizie mediche incontrastabili. È importante e urgente riconoscere il ruolo centrale che ricopre la psichiatria nella nostra società, come uno dei mezzi più violenti, invisibili, versatili e repressivi in mano al potere.

A Reggio Emilia sono concentrati i principali organi repressivi e di detenzione quali: tribunale di Sorveglianza, Carcere, Opg, le Strutture ad Alta Sorveglianza Psichiatrica e sono già in costruzione le future Rems.

Le mura possono essere di cemento o chimiche, possono essere utilizzate per punire o per prevenire. Non esistono compromessi: i corpi e le menti non si rinchiudono.
Distruggiamo i manicomi, liberiamoci dalla psichiatria: perché i nostri pensieri siano sempre più pericolosi per chi li vorrebbe incatenati.

Corteo nazionale a Reggio Emilia il 28 marzo
concentramento in Piazza San Prospero (Piazza dei Leoni) ore 14:30
al termine del corteo saluto sotto l’OPG
RETE ANTIPSICHIATRICA
per info: violazione@autistici.org

Tra realta’ psichiatrica e carceraria…
CENNI STORICI

Il Manicomio Criminale (MC) come principale istituzione per l’esecuzione delle misure di sicurezza è stato introdotto nel 1876 e regolamentato nel 1930 con il Codice Rocco.
Nel 1891, con il Regio Decreto 1 febbraio 1891, n. 260 “Regolamento generale degli stabilimenti carcerari e dei riformatori governativi”, il Manicomio Criminale viene ridenominato Manicomio Giudiziario (MG), pur rimanendo sostanzialmente invariato.1
Nel 1975, con la Legge n. 354 “Norme sull’ordinamento penitenziario e sulla esecuzione delle misure privative e limitative della liberta” (legge Gozzini), il Manicomio Giudiziario (MG), viene ridenominato Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG), pur rimanendo sostanzialmente invariato come principale istituzione per l’esecuzione delle misure di sicurezza.

Le riforme carcerarie del ’75-’86 e quelle psichiatriche del ’65-’78 hanno prodotto solo un cambiamento di definizione.
In tutti questi anni, mentre l’OPG è rimasto cristallizzato nella sua forma fascista, con la legge 180/1978 gli Ospedali Psichiatrici vengono lentamente smantellati e sostituiti da una serie di istituzioni (ospedali, case famiglia, comunità, ecc.) ed il ricovero coatto viene regolamentato e ridefinito come Trattamento Sanitario Obbligatorio in reparto psichiatrico.
Allo stesso modo le carceri vengono formalmente coinvolte in un processo di apertura, che paradossalmente conduce ad un allargamento della popolazione carceraria tramite un più ampio e capillare sistema di controllo esterno al carcere. Con la legge Gozzini le carceri si aprono alla società e si instaurano una serie di misure alternative all’internamento.

L’individualizzazione della pena, voluta dalla Gozzini, ha fatto sviluppare nell’ambito carcerario ipotesi sul soggetto criminale sempre più somiglianti alle pratiche psichiatriche sui “malati di mente”; infatti i percorsi rieducativi si confondono con quelli terapeutici e gli psicofarmaci si diffondono massicciamente anche in carcere2.

Negli anni ’70-’80 una rivoluzione culturale antisegregazionista si afferma sul piano legislativo, ma nella realtà rimangono inalterati il pregiudizio di pericolosità sociale del malato mentale e lo stigma del recluso.
Se nel tempo l’attenzione politica e legislativa si è spostata dalla malattia al malato, dalla pericolosità al disagio, e dalla punizione alla rieducazione, nella società i corpi degli psichiatrizzati e dei carcerati sono rimasti comunque esclusi e imprigionati.
Una nuova tecnologia del controllo sociale si diffonde: l’industria farmacologica sforna prodotti capaci, in alcuni casi, di sostituire le camicie di forza, i letti di contenzione e le sbarre.

Qual è e qual è stato il fondamento di tutte queste istituzioni deputate all’esecuzione delle misure di sicurezza?
E’ ed è sempre stato l’internamento di una persona giudicata socialmente pericolosa, cioè di una persona che potrebbe reiterare la stessa condotta in futuro.
In altre parole, si priva della libertà un individuo per quello che si suppone sia e non per quello che effettivamente fa.
Tale principio è un fondamento delle società autoritarie: non a caso è stato il fascismo a introdurre le misure di sicurezza, tra le quali rientra anche il confino.

LA SITUAZIONE OGGI

E’ del 30 maggio 2014 la Legge n°81 che converte il decreto legge del 31 marzo 2014 n°52 recante
disposizioni in materia di superamento degli Opg (Ospedali Psichiatrici Giudiziari).

Il decreto n° 52/2014 prevede la proroga dal 1° aprile 2014 al 31 marzo 2015 il termine per la chiusura degli OPG e la conseguente entrata in funzione delle REMS (Residenze per l’Esecuzione Misure Sicurezza).

Attualmente in Italia gli OPG presenti sono sei e si trovano ad Aversa, Napoli, Barcellona Pozzo di Gotto, Montelupo Fiorentino, Reggio Emilia, Castiglione delle Stiviere.
Ad oggi, in questi veri e propri manicomi criminali, ci sono rinchiuse circa 850 persone.
I dati nel trimestre 1 giugno/1 settembre 2014 segnalano: n. 84 ingressi contro n. 67 persone dimesse; quindi continuano nuovi ingressi, nonostante si debbano privilegiare le misure alternative al ricovero in OPG.

Come si finisce in un OPG? In Italia, in caso di reato, se vi sia sospetto di malattia mentale, il giudice ordina una perizia psichiatrica; se questa si conclude con un giudizio di incapacità di intendere e di volere dell’imputato, lo si proscioglie senza giudizio e se riconosciuto pericoloso socialmente, lo si avvia a un Ospedale Psichiatrico Giudiziario (articolo 88 c.p.) o in una struttura residenziale psichiatrica per periodi di tempo definiti o meno, in relazione alla pericolosità sociale.

Entrando nello specifico, il Decreto prevede l’eliminazione del cosiddetto ergastolo bianco, che consiste nell’indeterminatezza della durata dell’internamento.
Nelle future REMS la durata della misura di sicurezza non potrà essere superiore a quella della pena carceraria corrispondente al medesimo reato compiuto: ci preoccupiamo, pertanto, del fatto che le persone che hanno già scontato in OPG tale pena non finiscano nelle REMS, ma vengano liberati subito e senza condizioni.
Tuttavia la legge prevede, al momento della dimissione dagli OPG, percorsi e programmi terapeutico-riabilitativi individuali, predisposti dalle regioni attraverso i dipartimenti e i servizi di salute mentale delle proprie ASL.
Alla fine di tale percorso, qualora venga riscontrata una persistente pericolosità sociale, è comunque prevista la continuazione delle esecuzione della misura di sicurezza nelle REMS.
Tradotto significa l’inizio di un processo di reinserimento sociale infinito, promesso ma mai raggiunto, legato indissolubilmente a pratiche e sentieri coercitivi, obbligatori, contenitivi3.
Come ben ricorda Giorgio Antonucci, il manicomio non è una struttura, bensì un criterio; la continua ridenominazione di tali strutture sopra riportata, infatti, non può nascondere la medesima contraddizione di fondo: l’isolamento del soggetto dalla realtà sociale per la sua incapacità di adattamento nei confronti di un mondo su cui nessuno muove mai alcuna questione e che nessuno mette mai in discussione.
L’intervento diventa così a priori manipolativo.
Nella realtà, pertanto, è lo stesso obbligo a una perenne assistenza psichiatrica territoriale a configurarsi come un vero e proprio ergastolo bianco.
Noi crediamo, invece, nel bisogno e nella costituzione di reti sociali autogestite e di spazi sociali autonomi, in grado di garantire un sostegno materiale, una casa senza compromessi di invalidità, nonché un reddito e un lavoro non gestiti dai servizi socio-sanitari, bensì autonomamente dal soggetto.
Una rete in grado di riesumare e coltivare quel legame unico, antispecialistico e non orientato a una cura protocollare che, in nome della scienza, non lascia spazio all’uomo.
Quel legame sciolto dal discorso capitalistico, demiurgo di consumatori in solitario godimento.

IN ALTRE PAROLE…

Chiudere i manicomi criminali senza cambiare la legge che li sostiene vuol dire creare nuove strutture, forse più accoglienti, ma all’interno delle quali finirebbero sempre rinchiuse
persone giudicate incapaci d’ intendere e volere.
La questione, insomma, non può essere risolta con un tratto di penna, non è sufficiente stabilire che quello che è stato non deve più essere, e pensare che il problema si risolva da sé. È vero che per troppo tempo gli Opg sono stati un territorio dimenticato in cui ogni dignità e diritto sono annullatati ma ci sono da più di un secolo e mezzo e la legge che gli regola è del 1904.
Per abolire realmente gli OPG bisogna non riproporre i criteri e i modelli di custodia ma occorre metter mano a una riforma degli articoli del codice penale e di procedura penale che si riferiscono ai concetti di pericolosità sociale del “folle reo, di incapacità e di non imputabilità”, che determinano il percorso di invio agli Opg.
Viene ribadito, oltretutto, il collegamento inaccettabile cura-custodia riproponendo uno stigma manicomiale; dall’altro ci si collega a sistemi di sorveglianza e gestione esclusiva da parte degli psichiatri, ricostituendo in queste strutture tutte le caratteristiche dei manicomi. La proliferazione di residenze ad alta sorveglianza, dichiaratamente sanitarie, consegna agli psichiatri la responsabilità della custodia, ricostruendo in concreto il dispositivo cura-custodia, e quindi responsabilità penale del curante-custode.
La questione non è solo la chiusura di questi posti: non si tratta solo di chiudere una scatola, per aprirne tante altre più piccole. Il problema è superare il modello di internamento, è non riproporre gli stessi meccanismi e gli stessi dispositivi manicomiali. Il problema non è se sono grossi o piccoli, il problema è che cosa sono. Il manicomio non è solo una questione di dove lo fai, se c’è l’idea della persona come soggetto pericoloso che va isolato, dovunque lo sistemi sarà sempre un manicomio. Magari più bello, più pulito, ma la logica dominante sarà sempre quella dell’esclusione e non dell’inclusione.
La Legge 81/2014 con la misura di affidamento ai servizi sociali costituisce un passo in avanti nella riduzione delle misure reclusive totalizzanti, ma, mantenendo inalterato il concetto di pericolosità sociale, non cambia l’essenza della modalità di risoluzione della questione.
Nonostante sia previsto un maggiore contatto dell’individuo con la società, l’isolamento rimane all’interno dell’individuo attraverso trattamenti psicofarmacologici debilitanti che conducono a fenomeni di cronicizzazione.
Cambieranno i luoghi di reclusione, in strutture meno fatiscenti e più specializzate, ma allo stesso tempo ci sarà una gestione affidata al privato sociale, andando così incontro a fenomeni di allungamento della degenza per mantenere i finanziamenti, con una presa in carico vitalizia ad opera dei servizi psichiatrici.

Questa legge non soddisfa l’idea di un superamento di un sistema aberrante e coercitivo, infatti permangono misure di contenzione svilenti per l’individuo e trattamenti farmacologici troppo debilitanti e depersonalizzanti per poter essere definiti positivi per la persona.
Uno concreto percorso di superamento delle istituzioni totali passa necessariamente da uno sviluppo di una cultura non segregazionista, largamente diffusa, capace di praticare principi di libertà di solidarietà e di valorizzazione delle differenze umane contrapposti ai metodi repressivi e omologanti della psichiatria.

Mag
20
Mer
MeryXM: seminario di autodifesa neuro-digitale con Ippolita.net
Mag 20@21:00
ippolita_copertina_open_non_e_free
Dalle 19:30 aperitivo con i vini di GustoNudo-Vignaioli Eretici
Dalle 20:30 cena popolare bio vegan

Ore 21:00 Warmup HackIT0x12: Autodifesa digitale con ippolita.net

Seminario (e possibilmente laboratorio) con esercizi di autodifesa neuro-digitale. Come si fa a convivere con i dispositivi digitali? Si possono usare senza essere usati? Siamo sotto controllo, senza via d’uscita? E la politica? Siamo dipendenti dal digitale? Posto che individui e collettivi secondo noi dovrebbero tendere alla libertà e non all’apertura (nel 2005 scrivemmo in merito Open non è Free), poiché nel quadro del digitale siamo immerse in un mondo di strapotere e dominio commerciale, quali sono le tattiche per fare autodifesa senza entrare nella dinamica militarista di attacco-difesa? Come crescere in maniera co-evolutiva con gli strumenti digitali?

Venite con i vostri dispositivi, e con le vostre domande

Hackmeeting 2015
> Napoli 19-20-21 giugno
http://hackmeeting.org

bozzalogo0

Lug
21
Ven
Sciogliere il ghiaccio//Nutrire la fiamma. Concerto+cena
Lug 21@20:00–Lug 22@2:00

-SCIOGLIERE IL GHIACCIO // NUTRIRE LA FIAMMA-

Genova, 21 luglio 2001 – Bologna, 11 giugno 2017 – Hamburg, 7-8-9 luglio 2017

Bologna, 21 Luglio, 2017 :il Collettivo FRIGOTECNICHE è fiero di presentare ancora una volta un infuocato appuntamento musicale. Perchè la musica underground è la nostra voce, il nostro linguaggio, il nostro mezzo di unione e solidarietà. Perchè nella ricorrenza del 21 Luglio 2001 si tracci una linea comune con le tre giornate quì sopra descritte, accumunate dall’esprimere l’urgenza di un cambiamento radicale ed un desiderio di liberazione che ha attraversato ed attraversa le città ed i cuori di tante e tanti che in una società che ci vorrebbe impauriti e silenti decidono di non abbassare la testa. Perchè si ricordi il passato, perchè si guardi al presente, sempre al fianco di chi non si arrende ! Perchè la fiamma del nostro amore, della nostra passione per la musica e per un desiderio di libertà, nello sciogliersi del ghiaccio in questi tempi torridi, continui ad ardere sopravvivendo a noi ed allo scorrer del tempo.
Ancora una volta decidiamo di farlo a XM24, casa nostra e vostra, che resta dov’è, in Autogestione.

DALLE 20.00:
CENA rigorosamente VEGAN! benefit per i recenti fogli di via bolognesi e per gli arrestati di Hamburg.

DALLE 22.00 (Puntuali come Padre Pio nei momenti peggiori, pedalare e supportare tutte la bands ! ):
LIVE:

-ICEPICK- (experimental electro-acoustic) da VENEZIA
https://icepickexperimentaltrio.bandcamp.com/releases
-CANI DEI PORTICI- (instrumental/ noise/ post hc/ barks) da BOLOGNA
https://canideiportici.bandcamp.com/album/due-2
-LLEROY- (noisey grungy mudcore veterans) da BOLOGNA
https://lleroy999.bandcamp.com/
-END OF A SEASON- (post hc veterans) da REGGIO EMILIA
https://endofaseason1.bandcamp.com/

..ancora una volta : FOR PASSION, NOT FOR BUSINESS !!!

Genova, 21 luglio 2001 : nell’ultima giornata di contestazione ai processi di globalizzazione ed ai ” grandi 8 ” che ne simboleggiano gli interessi economici e di potere, un fiume in piena di manifestanti attraversa nuovamente la città di Genova. La voglia, la necessità di comunicare l’urgenza di un profondo cambiamento sociale è tanta ed esce dalle menti e le gole di tantissime persone, apparentemente molto diverse fra loro. Altrettanta è la rabbia, aumentata sensibilmente dalle angherie subite nelle precedenti giornate di lotta (impossibile dimenticare le cariche, i pestaggi,la violenza dei giorni scorsi, per non parlare delle torture subite da coloro che sono stati fermati e portati nella caserma Bolzaneto), fino a raggiungere il culmine dopo l’ assassinio di Carlo Giuliani, avvenuto il giorno prima. Ci sono scontri e nonostante la narrazione dei media ufficiali e di chi vuol dividere fra manifestanti ” buoni e cattivi” a parteciparvi sono individualità e gruppi fra loro diversi, perchè in gioco c’è la libertà, il futuro di tutte e tutti. Verso sera, alcuni manifestanti e giornalisti si recano, per riposarsi, alla Scuola Diaz, occupata. Il loro sonno verrà interrotto da una delle più feroci irruzioni poliziesche di cui si ha memoria : il bilancio è di 93 arresti (poi rilasciati per l’evidente mancanza di prove a supporto delle accuse a loro carico) e 63 feriti, alcuni in modo molto grave. Nel frattempo viene sgomberata anche la Scuola Pascoli, da dove spariranno parecchi documenti che in quei giorni erano stati raccolti e compilati per narrare i fatti di quei giorni. Ad oggi, con l’accusa di ” devastazione e saccheggio”, circa una decina di persone sta ancora pagando con la reclusione l’aver preso parte a momenti di manifestazione del dissenso e di contrattacco, cui presero parte milioni di persone, scrivendo pagine di una storia lungi dall’esser finita.

Bologna, 11 giugno 2017 : nella giornata culmine del G7 Ambiente, la città felsinea subisce l’apice di un processo di militarizzazione ” preventiva” e di una strategia della tensione (che passa anche dall’espulsione di alcune persone presenti in città, colpevoli non dell’aver compiuto reati, ma dell’essere riconosciute come attiviste politiche, alcune anche perchè fermate vicino ad XM24 ) che ne deturpa il volto, instillando ansia e paura nei cuori di chi la vive. La mole e l’invadenza dell’apparato poliziesco e militaresco coinvolto è sicuramente più adatto a una zona di guerra, piuttosto che al pacifico corteo che attraversa le zone accessibili del centro cittadino, il quale lancia comunque un messaggio : ciò che riguarda la Terra, riguarda le nostre vite e a decidere per esse non possono certo essere pochi rappresentanti del potere costituito, certamente più vicini agli interessi del capitale e del neo-liberismo (mostri dall’ipocrita facciata sempre più ” green”, a discapito di cosa realmente succeda fuori dai palazzi del potere e dagli uffici dei businessmen..) che al benestare del pianeta e di chi lo abita ! Nel frattempo, alcune individualità fra loro diverse, ma unite dalla stessa volontà di creare spazi di libertà, decidono di liberar dalla polvere uno spazio abbandonato ; la repressione però sa colpire veloce e prima ancora che riescano a portare a riuscire nel loro intento vengono portati in Questura, dove passano una lunga giornata. Due di loro, accusati di furto, verranno rilasciati solo il giorno dopo, a seguir di un processo dove verranno fatte cadere le accuse a loro carico. In tante e tanti, fra cui persino alcuni con la residenza a Bologna, ricevono l’ormai tristemente famoso ” foglio di via “, misura repressiva atta all’allontanare persone scomode con l’intento di spezzare i legami e indebolire le lotte. Lotte che però rimangono lungi dall’essere concluse, quando in gioco c’è la resistenza di un mai sopito desiderio d’autogestione delle nostre vite, nonchè la difesa della Terra dagli interessi di chi la sta distruggendo.

Hamburg, 7-8-9 luglio 2017 : in queste giornate si svolge il G20, il summit dei ” 20 grandi ” rappresentanti di altrettante nazioni, i quali fra un’ora di shopping, un pranzo di gala ed un’uscita a teatro, si apprestano a (teoricamente) discutere del destino dell’intera umanità e del pianeta da essa abitata, da sempre favorendo gli interessi di banche e grandi multinazionali, di quei reali ” poteri forti ” per i quali siamo meramente forza-lavoro (ciò sacrificabili e scambiabili schiavi), consumatori, numeri. A contestare il meeteng, in un’ Hamburg da mesi ormai fortemente controllata e militarizzata, giungono milioni di attivisti da tutto il mondo. In strada scendono persone fra loro estremamente variegate, che agiscono nelle più svariate modalità. Il nemico comune è chiaro : il capitalismo e chi continua a volerne spingere il motore. Il messaggio rivolto ai padroni è ” welcome to hell “, benvenuti all’inferno che voi stessi avete creato. La rabbia di una città che da mesi subisce un costante clima di tensione (peggiorato dal recente attacco all’ Antikap Protestcamp) e di chi, conscio del proprio esser ridotto a numero e a schiavo, decide di alzare la testa, fa presto ad esplodere. Molteplici sono i momenti di scontro. La solidarietà di molti cittadini nei confronti dei manifestanti è ben più diffusa e praticata di quanto narrino i media ufficiali. Gli apparati polizieschi perdono il controllo di intere aree della città portuale. Vengono effettuati più di 300 arresti. I fermati provenienti dall’ Italia sono 56, la maggiorparte rilasciati,ma con provvedimenti di allontamento da Hamburg, di questi 6 si trovano attualmente in carcere.

Bologna, 21 Luglio, 2017 :il Collettivo FRIGOTECNICHE è fiero di presentare ancora una volta un infuocato appuntamento musicale. Perchè la musica underground è la nostra voce, il nostro linguaggio, il nostro mezzo di unione e solidarietà. Perchè nella ricorrenza del 21 Luglio 2001 si tracci una linea comune con le tre giornate quì sopra descritte, accumunate dall’esprimere l’urgenza di un cambiamento radicale ed un desiderio di liberazione che ha attraversato ed attraversa le città ed i cuori di tante e tanti che in una società che ci vorrebbe impauriti e silenti decidono di non abbassare la testa. Perchè si ricordi il passato, perchè si guardi al presente, sempre al fianco di chi non si arrende ! Perchè la fiamma del nostro amore, della nostra passione per la musica e per un desiderio di libertà, nello sciogliersi del ghiaccio in questi tempi torridi, continui ad ardere sopravvivendo a noi ed allo scorrer del tempo.
Ancora una volta decidiamo di farlo a XM24, casa nostra e vostra, che resta dov’è, in Autogestione.

Apr
19
Ven
DRÖMSPELL + HYLE + SHOKI +Køntraū
Apr 19@20:00
Bologna Punx presenta:

VENERDì 19 APRILE
dalle 21.00 concerti con:

✦ DRÖMSPELL
[d-beat da Roma]

✦ Hyle
[Death’n’crust da Bologna] https://hylepunx.bandcamp.com/

✦ Shoki 鍾馗
[Superpunk da Milano] https://shoki.bandcamp.com/releases

 
✦ Køntraū
[metal-punx da Milano]