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Can Vies: le molte facce di una resistenza vittoriosa
Mag 24@18:00–22:00
Can Vies: le molte facce di una resistenza vittoriosa @ Xm24 | Bologna | Emilia-Romagna | Italia

Parleremo con due compagne di Can Vies della resistenza, sgombero e successiva rioccupazione di questo squat simbolo di Barcellona.
Oltre ad essere un caso molto interessante di per sé, che ha avuto grande risalto mediatico 3 anni fa (principalmente per la spettacolarità degli scontri, come da tradizione dei media mainstream che tralasciarono invece tutto il resto) vi sono molti parallelismi fra il caso di Can Vies e quello di XM24 ed altre realtà locali e possono essere fonte di ispirazione anche per noi qui a Bologna e infonderci un po’ di ottimismo in questi tempi di repressione.

Can Vies è un centro sociale occupato dal 1997 a Barcellona. L’assemblea di gestione dello spazio, come i collettivi che ne formano parte, è poliedrica e politicamente eterogenea, avendo così differenti gruppi marxisti, anarchici, autonomi, indipendentisti, queer…
Si trova in un quartiere multiculturale di tradizione operaia minacciato dalla gentrificazione ma ancora forte della propria identità.

Dopo anni di battaglie legali contro l’azienda di trasporti metropolitana, legalmente proprietaria dell’edificio, e di tentativi di negoziazione con l’amministrazione cittadina (che negli anni ha presentato vari progetti per riconfigurare l’area su cui si trova) il 26 maggio 2014, quasi 3 anni esatti da oggi, venne sgomberato e parzialmente demolito.
Le manifestazioni di protesta crebbero di intensità e di partecipazione, gran parte del vicinato e del resto della città dimostrarono il proprio appoggio a Can Vies, mentre il quartiere veniva militarizzato giorno e notte.

Al termine di una settimana di durissimi scontri, nonostante gli arresti e decine di feriti, con la maggioranza della popolazione cittadina schierata con i resistenti, l’amministrazione comunale si trovò di fronte all’impossibilità di raffreddare la situazione con la forza e fece marcia indietro rinunciando ai suoi intenti, lasciando l’edificio ai suoi occupanti che ne ripresero immediatamente possesso.

Ora toccava ricostruire le parti danneggiate e mettere in sicurezza quelle completamente demolite, quindi per mesi buona parte del vicinato, senza distinzioni di età, si adoperò ogni mattina per sgomberare il posto dalle macerie e ristrutturare.

Can Vies è ancora lì, più attivo che mai, a dimostrarci che la lotta paga e può e deve essere composta di pratiche diverse, anche all’apparenza contrastanti, e che vincere l’arroganza dei potenti è possibile.