Che cosa proiettare?
È la risposta a questa domanda che, in sostanza, motiva
lesistenza di questa sala cinematografica.
Il panorama della distribuzione italiana, paragonabile a
quello di tutta larea europea e filo-hollywoodiana,
si è definitivamente strutturato su logiche prettamente
commerciali. La progressiva apertura delle multisale ne
è il paradigma più concreto ed evidente: strutture
architettoniche di transito, disseminate nelle periferie
post urbanizzate, che propongono modalità di visione
passive e alienanti. Il multiplex infatti elimina il
processo di scelta che spinge a vedere un film anziché
un altro, aggregando in un unico luogo più sale e
programmi diversi, portando lo spettatore ad essere
ignaro della scelta della visione fino allingresso
nel cinema. Il consumismo cinematografico è
lorizzonte unico delle scelte di programmazione: le
grandi industrie cinematografiche producono materiale
dintrattenimento, il multiplex lo smercia nel modo
più veloce ed economicamente vincente. Eliminando le
scelte, proponendosi come contenitore di visioni
differenti, a sua volta condiziona la produzione piccola
e media, che non potendo permettersi di entrare nei
multiplex, sforna film per la tv.
Una simile politica della visione produce un inevitabile
ostracismo verso unenorme quantità di prodotti
audiovisivi (fiction e non fiction), riducendo inoltre in
modo drastico la possibilità di riproporre e rivedere
film del passato. Intere cinematografie e autori, film
bizzarri, estremi, indipendenti, sperimentali, non
accondiscendenti alle logiche del successo commerciale,
alla pari di documentari di controinformazione, materiali
video di documentazione politico-sociale, sono rimasti ai
margini della cultura senza avere la possibilità di
essere visti e reclamano la necessità della visibilità
e della visione pubblica, diffusa e condivisa.
A questi films e materiali video è dedicata la
programmazione della Sala Visioni, questa è la priorità
dintenti: ci si propone di dar luce a schermi
trascurati o da troppo tempo dimenticati, smuovendo
lostracismo moralista dei critici e degli storici
cinematografici che hanno tacciato di invedibilità
intere pagine della storia del cinema strappandole alla
pubblica visione, ma ci si propone anche di contribuire
allo smantellamento del pregiudizio occidentale di
retaggio coloniale e al contrasto
dellincomunicabilità nazionalista che esclude
dalla considerazione le cinematografie altre e lontane,
geograficamente ed esteticamente, per arrivare a proporre
finalmente una valida alternativa
allonnipervasività del made in USA in cui si
crogiolano i media commerciali.
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Rapporto
spettatore/visione/ sala
La Sala Visioni costruisce la sua programmazione
attraverso delle pubbliche assemblee in cui gli
spettatori (reali o potenziali), che aderiscono con noi
al desiderio di rendere visibile il non visto, propongono
le proprie rassegne e i film che vorrebbero veder
proiettati.
Non essendo però questo cinema strutturato attorno nè
ad una direzione artistica che prescrive le linee
editoriali, nè a un gruppo di operai che si occupano
della manutenzione e degli apparati tecnici, lo
spettatore è coinvolto in prima persona nella gestione
artistica e tecnica della programmazione.
Gestire un cinema significa non solo costruire una
programmazione, ma anche rendere possibile tecnicamente e
logisticamente la visione stessa: promozione della
programmazione, realizzazione di manifesti, preparazione
della sala, scelta dei formati di proiezioni, uso degli
apparati tecnici per la proiezione, accoglienza del
pubblico, ecc
Nonché curare la condivisione del
progetto con quelle che sono le attività e le
progettualità dello spazio sociale che accoglie la Sala
Visioni, ovvero la realtà dellXM24 di via
Fioravanti.
Lobiettivo è quindi quello di far gestire il più
possibile il cinema agli spettatori, nellottica di
una progressiva crescita delle dinamiche di
partecipazione individuale nella gestione dei processi e
delle strutture che condizionano e con cui relazioniamo
le nostre vite.
Scelta
dei supporti
Privilegiamo
senza dubbio i supporti analogici e digitali, magnetici e
ottici, e al di là di vincoli di copyright o SIAE.
Riteniamo che la diffusione della cultura, soprattutto di
questa parte della cultura trascurata e nascosta, debba
essere di pubblico dominio, libera da qualunque vincolo
proprietario commerciale.
per
contatti:
filmxm24@indivia.net
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