ottobre 1998


AMI:
Partnership, governi e busines

Mettiamo in rete due traduzioni relative all' AMI ed alla partnership tra governi e business.

I due testi sono firmati da H. Maucher presidente della Camera di Commercio Internazionale e della Nestle'.  Inutile ricordare i crimini che questa multinazionale perpetra ai danni di milioni di esseri umani e dell'ecosistema.
Il personaggio in questione, grande nemico della Carta Sociale Europea é tra i fautori della flessibilità dei lavoratori.
Ecco cosa "ci spiega":

1.   Serve una data sicura per l'AMI
di Helmut O. Maucher

L' Accordo Multilaterale sugli Investimenti (AMI) riveste una tale importanza da non permettere l'attuale rinvio da parte dei ministri che non sono riusciti a fissare una scadenza all'interno dell'annuale meeting dell' Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo economico (OCSE).

L'enorme progresso nella liberalizzazione del commercio negli ultimi 50 anni e l'urgenza di un sistema di commercio multilaterale basato su regole si pone in marcato contrasto con le centinaia di trattati bilaterali e regionali che governano gli investimenti stranieri. Il valore dell'AMI persiste, anche se non evidente, per l'economia mondiale: una struttura sicura, coerente e prevedibile per gli investimenti transfrontalieri tra gli stati membri OCSE e quelli che desiderano aderirvi.

Va dato credito ai governi degli stati membri dell' OCSE che hanno preso parte all'iniziativa di lanciare i negoziati. Gli investimenti provenienti dall'estero creano lavoro e quasi sempre offrono ai consumatori locali prodotti e servizi nuovi e migliori. Incrementano in modo significativo gli standard sociali e ambientali nei paesi destinatari.

Il business ne beneficierà grazie ad un coerente sistema di regole internazionali per gli investimenti stranieri che incrementerà l'accesso ai mercati ed alle risorse e costituirà un incentivo per aumentare l'efficienza. La competizione accresciuta assicurerà che il guadagno di efficienza  giovi ai consumatori.

L'investimento straniero è una situazione sempre vincente. E' cresciuto più rapidamente del commercio di beni e servizi ed è la forza propulsiva della globalizzazione. Ma ogni accordo che si estende all'OCSE deve avere il più ampio campo di applicazione possibile per essere effettivo. Le nazioni non-OCSE dovranno esservi coinvolte.
E' per questo che il business vede un ruolo per l'Organizzazione Mondiale del Commercio.

Tenendo ben presenti gli indubbi benefici assicurati dagli investimenti esteri, i governi aderenti all'OCSE devono domandarsi perché - nonostante tre anni di negoziati nell'OCSE e l'accumulo di una montagna di specifiche eccezioni e concessioni nazionali - l'accordo sulle regole normative per il trattamento degli investimenti stranieri era oltre le loro possibilità.

Lo scrivente è stato sulla barricata dei negoziati dell'AMI per mesi. Gruppi di pressione esterna montavano una campagna selvaggia secondo cui l'accordo avrebbe permesso alle corporations straniere di scavalcare le decisioni delle legislature nazionali in aree quali l'ambiente, gli standard di lavoro o la cultura. In qualche modo, attraverso tutta questa svalutazione, il concetto principale dell'accordo, la non-discriminazione, venne lasciato fuori dal dibattito pubblico. Le controparti dell'AMI si dovranno affidare il compito di trattare gli investitori esteri e i loro investimenti in modo non meno favorevole di come trattino i loro propri investitori.

Ma anche il business non era soddisfatto. A gennaio, in consulto con i negoziatori, i principali gruppi economici internazionali, compresa la Camera di Commercio internazionale lamentavano che l'accordo non avrebbe fatto abbastanza per ridurre le restrizioni sugli investimenti e per creare un ambiente più sicuro per gli investimenti esteri. Il business sperava in un genuino "valore aggiunto" dell'accordo, che potesse determinare standards di non-discriminazione, protezione e giungere ad un assetto finale di quanto stabilito dal sistema esistente di trattati bilaterali.

E' l'OCSE il giusto forum per i negoziati AMI? Mentre l'AMI dovrebbe far molto per liberalizzare gli investimenti, anche oltre i membri OCSE, ogni giorno cresce la sfida per rimuovere le restrizioni sugli investimenti al di fuori dell'area OCSE. Allo scopo di riordinare queste restrizioni e di sviluppare un vero quadro multilaterale governante gli investimenti transfrontalieri, un forum più globale - come l'OMC - potrebbe essere più appropriato. Una nuova visione della questione sarebbe necessaria se siamo intenzionati a conseguire un progresso.

I negoziatori AMI puntano troppo in alto? Si rischia di costruire un edificio su una base modesta o di produrre un testo ambizioso e quindi "scorticarlo". Al prossimo round, i negoziatori devono resistere alle pressioni volte ad includere provvedimenti che renderebbero quasi impossibile alle nazioni sviluppate l'aderire all'accordo.

Il fatto che i negoziatori si sbagliassero nell'introdurre temi come gli
Standard nel lavoro e l'ambiente - cose troppo sovente usate come cortina di fumo per nascondere mosse protezionistiche - è dimostrato dal modo in cui i negoziati s'impantanarono. E' comprensibile che i governi volessero negoziare ulteriori miglioramenti in queste due aree, avrebbero però avuto la massima chance di un genuino progresso se si fossero usati gli opportuni fori internazionali.

Esiste una serie di istituzioni che trattano le questioni ambientali - come la conferenza delle controparti alla convenzione strutturale sui cambiamenti climatici, che ha prodotto il trattato di Kyoto sul riscaldamento planetario. L' Organizzazione Internazionale del Lavoro è il luogo adatto per negoziare miglioramenti negli standard lavorativi nell'economia locale e internazionale, nell'impiego pubblico e privato.

I governi non devono mai perdere di vista gli scopi dell'AMI, da loro fissati nell'interesse delle loro stesse economie: accrescere i flussi d'investimento rinsaldando la fiducia degli investitori tramite una maggiore prevedibilità e trasparenza, nell'interesse di tutte le parti coinvolte.

L'OCSE si merita un grande credito nell'attività di preparare il terreno.
Le aree di accordo sono state identificate, le definizioni sono state chiarite e le difficoltà son venute alla luce. E' stata dimostrata l'importanza di escludere le questioni, benché legittime, che non concernino lo scopo principale dell'accordo.

Il business applaude alla decisione dei ministri dei paesi OCSE secondo cui i negoziatori devono continuare il loro lavoro "con l'obiettivo di raggiungere una conclusione positiva e puntuale dell'AMI capace anche di permettere un'ampia partecipazione ad esso". E' incoraggiante che i governi OCSE, secondo il testo del comunicato, vogliano "cercare il supporto di tutti i loro partner per i passi successivi verso la creazione di regole agli investimenti nell'OMC".

Ma bisogna fare le cose più velocemente. Il processo di creazione di regole globali e di adattamento delle istituzioni dev'essere ora accelerato per poter andare al passo con l'evoluzione degli investimenti e del business transfrontaliero. Il fallimento nell'indicare una scadenza chiara per il completamento dell'AMI, a dispetto di quasi tre anni di negoziati, suggerisce che i governi stiano semplicemente coprendo di carta le loro differenze e accettino il rischio di ulteriori ritardi.

Nel frattempo, l'economia mondiale sta cambiando rapidamente e il bisogno di un accordo globale multilaterale sugli investimenti diviene più acuto. I governi OCSE devono considerare il loro insuccesso nell'accordarsi lo scorso mese come niente più che un passo indetro temporaneo, il segnale per una nuova partenza.

Helmut O. Maucher,
 

2. Dichiarazione d'intenti

La priorità è la partnership

L'economia e i governi hanno bisogno di entrare in dialogo stretto e di lavorare in partnership nel contesto della nuova economia globale.

Una comunità economica mondiale è la realtà odierna.
Le barriere politiche, economiche e finanche fisiche stanno cadendo nella nuova economia basata sulle informazioni in cui la comunicazione è istantanea. Le compagnie fanno affari con partner nei più lontani angoli del mondo tanto facilmente, quanto un tempo trattavano con il fornitore, dall'altra parte della città.

Quando la CCI ( Camera di Commercio Internazionale e le politiche sugli investimenti) fu fondata nel 1919, l'idea di un mercato mondiale operante senza legacci in tempo reale era un sogno irraggiungibile. Quel mercato è ora alla nostra portata. L'obiettivo preponderante della CCI è, oggi, supportare i suoi membri nell'incontrare le domande poste da un'economia integrata globalmente. E' l'unica organizzazione economica con una prospettiva globale, rappresentativa di tutti i settori dell'industria e di aziende di ogni dimensione, sparse per il mondo. Non parla a nome di gruppi d'interesse particolari all'interno dell'economia. Le aziende in modo crescente guardano a CCI nell'adattarsi a un mondo in cui il ruolo dello stato nell'economia non sarà più a lungo preminente. Esse sanno che i comitati nazionali di CCI hanno unicamente il ruolo di comunicare una visione economica del mondo degli affari ai rispettivi governi.

Oggi, CCI raggruppa migliaia di membri, compagnie e associazioni di oltre 130 nazioni. Essi sono la fonte della competenza CCI in tutti gli aspetti del business internazionale.
Le loro conoscenze ed esperienze sono un punto di forza unico.

La nostra focalizzazione negli anni a venire venne tracciata dalla dichiarazione economica CCI di Shanghai del 1997 ed è stata successivamente aggiornata, in linea con i recenti sviluppi. Qui i punti salienti:

* Dobbiamo continuare a cercare il giusto bilanciamento tra libertà di decisione ed azione, da un lato, e strutture di regole per gestire il business in una società stabile, dall'altro. Perciò abbiamo bisogno di un governo forte, effettivo ed efficiente.
* La globalizzazione sta creando ricchezza in una scala senza precedenti. Dobbiamo sconfiggere le paure ingiustificate della globalizzazione ed assicurarci che ognuno possa trarne benefici.
* * In molte questioni di interesse internazionale, il processo di decisione deve divenire globale, con l'economia coinvolta in un dialogo politico significativo. Il business e i governi devono essere partner e non avversari in questa economia globale.
* * L'obiettivo più importante fronteggiante insieme i governi e il business sarà costruire una struttura davvero globale per gli investimenti transfrontalieri e le attività di business mondiale.
* * Sforzi devono essere compiuti nelle arene pubbliche e politiche per migliorare ulteriormente la comprensione dei meccanismi del libero mercato e della prosperità che essi creano.
* * Priorità aggiuntive sono: incrementare la presenza regionale e locale di CCI e rafforzare la sua capacità di fissare regole e standard; migliorare i servizi forniti dalla segreteria internazionale CCI, i suoi contatti e le informazioni ai membri.

Helmut O. Maucher, Presidente di CCI  +  Presidente di Nestlé