La Borsa sale, la borsa scende…

L’ultimo giorno dell’anno, i giornali erano pieni non solo di sciocchezze sul Millennium bug (che ogni informatico serio sapeva campate in aria, ma hanno giustificato l’erogazione di somme enormi ai cosiddetti "Centri di controllo" sulla emergenza), ma anche di annunci trionfalistici sull’ascesa dei titoli azionari in tutte le Borse del mondo.
Appena riaperte le Borse dopo le feste, c’è stato un tonfo a Wall Street, e di conseguenza in tutte le grandi piazze finanziarie, da Milano a Buenos Aires, da Parigi a Città del Messico, da Zurigo a San Paolo del Brasile.

Alcune brevi considerazioni sono necessarie:

* Da anni molti lavoratori sono stati convinti ad acquistare azioni, sia con le campagne di privatizzazioni, sia con le ripetute minacce di tagli definitivi alle pensioni; sono loro, che hanno fornito i propri risparmi ma non hanno i mezzi per seguire le grandi manovre di coloro che detengono i pacchetti di controllo, quelli che pagheranno di più.
* Tutta la campagna che criminalizza i pensionati come sfruttatori dell’economia del paese, privilegiati che impediscono ai giovani l’accesso al lavoro, punta non solo a ridurre ulteriormente le pensioni, ma a rastrellare altro denaro dai lavoratori con le buone (la martellante pubblicità) o le cattive (lo spostamento più o meno forzato dei TFR, cioè delle liquidazioni, nei fondi pensione privati); il risultato sarà l’opposto di quello dichiarato: renderà assai meno sicura la vecchiaia, dato che i rendimenti dipenderanno dall’anda-mento dei titoli in cui gli "esperti" avranno investito.
* Gli "esperti" hanno sbagliato centinaia di volte le previsioni, non solo quando erano in malafede e volevano solo pilotare gli ingenui risparmiatori, ma anche semplicemente perché non riuscivano più a distinguere l’economia reale dietro quella fittizia dei guadagni speculativi: ne ha tracciato un quadro tragicomico il grande economista Galbraith in una Breve storia dell’euforia finanziaria, che parte addirittura dal crollo della Borsa di Amsterdam nel 1637, dopo che i …bulbi di tulipani vi avevano raggiunto quotazioni incredibili. Galbraith descrive decine di casi di crescite vertiginose finite catastroficamente, e conclude che i meccanismi non sono mai troppo diversi da quelli delle Catene di S. Antonio, o delle Piramidi finanziarie che hanno sfasciato definitivamente l’Albania.
* Ogni volta che molti cadono, qualcuno guadagna… Quando i giornali dicono "bruciati in due giorni 72.000 miliardi" (tre finanziarie!), dicono una mezza verità: molti, soprattutto piccoli risparmiatori, hanno perso moltissimo, ma dato che in Borsa non si produce né si distrugge nulla, quei miliardi sono finiti a qualcuno.
* Tra quelli che stanno meglio, sono gli azionisti della FIAT: non hanno perso, hanno guadagnato. E gli operai FIAT? Per loro cambia poco: la FIAT va forte sul piano speculativo (ha comprato recentemente il pacchetto di maggioranza della Case, una grande casa statunitense che produce trattori), ma non ha mai una lira non dico per i salari, ma per investimenti produttivi per potenziare gli impianti.

Alcune conclusioni: una parte dei pensionati e dei lavoratori si sono fatti attirare dai propagandisti del padronato, come Pinocchio dal gatto e dalla volpe che gli promettevano la moltiplicazione delle sue monete. Hanno creduto di poter diventare ricchi investendo i loro risparmi in Borsa. Alcuni sono stati già spennati, altri lo saranno.
Bisogna invece ricominciare a pensare che l’unica strada è quella della lotta in difesa dei propri interessi, non quella dell’illusione di arricchirsi seguendo i consigli dei propri nemici di classe. La strada della solidarietà tra sfruttati, la strada dell’autorganizzazione, non quella illusoria della competizione (truccata) per entrare nella categoria degli sfruttatori.