| I risultati delle elezioni suppletive: il PRC resiste ed è il "terzo incomodo" Consideriamo un dato molto positivo il fatto che il PRC non si è limitato a criticare latteggiamento suicida del governo e dei DS, ma ha deciso di rendere più visibile il proprio ulteriore allontanamento dalla maggioranza, presentando propri candidati nelle elezioni suppletive in cinque collegi importanti. Ora è arrivata una conferma significativa: il PRC è aumentato nettamente in percentuale e in voti a Pesaro, in percentuale a Firenze e Terni, e ha retto bene a Bologna, nonostante una campagna insidiosa che aveva utilizzato anche grottesche bugie (immediatamente prima del voto molti giornali hanno attribuito al nostro candidato una falsa e inverosimile dichiarazione ... a favore di Parisi!). A Potenza la federazione aveva deciso a larghissima maggioranza di presentare un candidato prestigioso (Gerardo Melchionda), aveva raccolto le firme necessarie, e aveva buone possibilità di successo, dato che partiva da un 10,9%, ma un "disguido tecnico" ha ritardato e quindi reso nulla la presentazione del nostro candidato: risultato, il centrosinistra ha vinto apparentemente con il 65,5% dei voti, ma passando da 34.089 voti a 25.732 grazie ad un altissima percentuale di astensioni. La "vittoria" dellUlivo è solo apparente: a Firenze passa da 60.405 voti a 27.109, a Pesaro da 85.922 a 41.178, a Terni da 48.952 a 27.572, a Bologna da 55.617 a 31.011. La ragione è semplice: a Bologna ha votato solo il 64,7% degli aventi diritto (contro il 92,3% del 1996, a Terni il 51,8% contro l88,1%, a Firenze il 49,4% (nel 1996 il 91,2%), a Pesaro il 48% contro l85,8%, e Potenza addirittura soltanto il 42,9% contro il 71,1 di tre anni fa! Insomma, lUlivo ha mantenuto dei collegi ottimi, ma ha dimostrato un ulteriore calo di consensi, che permette al Polo di sperare bene per le prossime politiche (non tutti i collegi nazionali partivano da risultati così buoni come questi cinque...). E i successi relativi o assoluti del PRC dimostrano la sua insostituibilità: solo la ricostruzione di una forza di sinistra visibile e non confusa col minestrone di ulivisti, asinelli, trifogli ecc., può arginare la crescente sfiducia degli elettori nel voto. |