L’esercito di mestiere: nuovi costi, nuovi pericoli

Tra le trovate di questo governo che viene demagogicamente definito “di sinistra”, ma che fa una politica di destra, come si è lamentato Fini, c’è l’abolizione del servizio di leva. I giovani, che odiano giustamente la naia, hanno tirato un respiro di sollievo, ma bisogna riflettere bene sul significato di questa misura, che naturalmente i giornali di regime hanno definito “rivoluzione” o “riforma fondamentale” (è il metodo abituale per screditare definitivamente l’idea stessa di rivoluzione e di riforma).
Sono state dette grandi bugie sui costi, lasciando intendere che così si risparmierà molto. Falsissimo. Uno dei ministri che ha sommessamente protestato (Ronchi) ha parlato di una spesa di oltre 2.700 miliardi in più all’anno. E sappiamo che i conti preventivi vengono poi sistematicamente gonfiati con la scusa dei soliti imprevisti. Va detto che poi, come al solito, si è raggiunta l’unanimità del gabinetto grazie al solito allontanamento dalla seduta dei presunti dissenzienti, ad esempio i “comunisti italiani” Diliberto e Belillo (certi ministri sono così attaccati alla poltrona che se allontanano solo nei dieci minuti del voto, e poi tornano a presidiarla saldamente).
Sempre sul piano delle frottole, si è fatto leva sull’assassinio di un parà nella caserma della Folgore a Pisa (a proposito, chissà come, non se ne parla più) per affermare spudoratamente che ora sarà possibile l’eliminazione del “nonnismo”. Che faccia tosta! Proprio la Folgore è uno dei reparti selezionati (come i Lagunari o il Battaglione San Marco) che già prefigura il “nuovo modello di difesa”, basato su volontari ben pagati. Quanto al “nonnismo” i primi responsabili sono proprio gli ufficiali, che ovviamente non sono di leva, e serve per inculcare alle reclute l’idea di gerarchia.
Tra l’altro hanno protestato tutte le associazioni del volontariato ambientalista e di solidarietà: il nuovo sistema militare farebbe saltare il servizio civile, che Scognamiglio ha definito “un’ipocrisia vergognosa”, anche se in realtà era servito a eliminare dall’esercito un po’ di possibili contestatori.
Il vero scopo di questa “riforma” è quello di avere a disposizione un esercito più piccolo, ma pronto a un uso rapido per guerre “umanitarie” senza perdere tempo ad adescare i volontari con stipendi favolosi, che già in Somalia superavano i sei milioni mensili per i soldati, per non parlare delle indennità proporzionalmente più elevate per sottufficiali e soprattutto ufficiali, non volontari ma da “incentivare” con premi favolosi. Per poi fare quello che si è fatto in Somalia…
Quasi nessuno oggi parla del possibile uso di corpi selezionati e addottrinati da ufficiali imbevuti di ideologia fascista per fini reazionari interni: eppure questa è sempre stata la ragione principale dell’ostilità della sinistra (quando c’era davvero) verso ogni proposta di un esercito di mestiere.
Inoltre è benericordare che il primo paese che ha eliminato la leva sono stati gli USA, dopo la guerra del Vietnam (col rifiuto delle cartoline di precetto, le proteste delle mamme, ecc.) Da allora gli Stati Uniti sono andati ancora più di prima a “mettere ordine” in ogni parte del mondo. Poi si sono mossi in questa direzione i britannici (che usano anche sanguinari mercenari gurkha), ecc.

Le proposte alternative
Tra tutti quelli che si sono impegnati contro la Guerra dei Balcani (e quelle precedenti) emergono varie proposte: ridurre la leva per tutti a pochi mesi (due mesi possono essere sopportabili, e quindi accettati senza problemi), che sarebbero sufficienti per quel poco che si insegna di utile, il resto del periodo oggi serve solo a inculcare idee servili di obbedienza a nonni, caporali e ufficiali. Alcuni propongono di abolire il concetto stesso di “leva” e di esercito. C’è comunque un accordo generale sulla proposta di eliminare le spedizioni militari con pretesti umanitari, inutili e dannose (e costosissime), e di ridurre l’esercito a puri compiti realmente difensivi della popolazione e del territorio, che per giunta oggi nessuno minaccia, riducendo drasticamente la grande quantità di generali razzisti, reazionari, omertosi, che hanno dato prova di loro con l’insabbiamento di Ustica e l’intreccio con tutte le trame nere (i capi dei Servizi deviati provenivano tutti dai tre rami dell’esercito). Non ne abbiamo bisogno, e con quello che si può risparmiare (sono pagati profumatamente) si possono creare posti di lavoro, aumentare le pensioni, rendere gratuita la sanità.