estratti dalla pubblicazione SEKTOR

La storia dell'associazione BBK - Artisti visuali di Berlino, e il modo in cui essa opera, ha fornito molti stimoli alla strutturazione della nostra associazione.
Per questo riportiamo alcuni articoli editi nella pubblicazione 'Sektor', documento che traccia le linee guida e le motivazioni politiche, le attività, gli scopi e le iniziative attuate dal BBK.



The Board of the BBK Berlin
IN / EX / TERN

Il Kulturwerk è una solida istituzione per le arti visuali a Berlino, alla base del quale si pongono il supporto agli artisti e l'idea di autonomia e di auto-aiuto. Insieme, queste cose ne determinano le caratteristiche e hanno portato al successo, reso flessibile, e dato stabilità a questa organizzazione, amministrata dagli artisti stessi. Persone di competenze molto diverse hanno lavorato in, con, e per questa istituzione: artisti dentro e fuori l'associazione degli artisti visuali, altre persone che si occupano comunque di arte, giornalisti e politici. Il kulturwerk si rende disponibile a tutti. Ogni artista può usare e formare parte di questo strumento.


Hannes Schwenger
What counts is accomplishments

Il Kulturwerk - una organizzazione no-profit gestita dall'associazione professionisti arti visuali - offre i suoi servizi a tutti gli artisti residenti o in visita a Berlino che abbiano bisogno di workshop, spazi in cui lavorare, e informazioni relative a gare pubbliche. Per questo ha gradualmente sviluppato quattro principali settori: laboratorio di stampa, di scultura, di architettura e lo studio office (più di 1000 artisti hanno utilizzato questo servizio anche per più volte). I risultati sono stati raggiunti: gli archivi sono pieni di lavori e documentazioni, ma tutto questo non è la realizzazione del Kulturwerk ma una giustificazione della sua esistenza. Il Kulturwerk si coinvolge, come struttura sostenuta da finanziamenti pubblici, nel momento in cui il commercio e l'industria non possono garantire opportunità per gli artisti o ancora, come nel caso di competizioni nel settore commerciale, minacciano di bloccare le loro opportunità. Ciò può sembrare astratto, perché, non c'è forse un numero sufficiente di tipografie, workshop, compagnie di costruzioni e di mediatori che vanno incontro alle necessità di alcune migliaia di artisti? La risposta concreta, tuttavia, è: non ad accettabili condizioni per l'arte stessa e non a costi accettabili I prezzi degli affitti di spazi di lavoro rimangono accessibili solo fino a quando questi non rappresentano opportunità di guadagni e analogamente ciò si verifica per i costi della produzione artistica a conduzioni industriali. Le tecniche classiche dell'arte visuale -depth printing, high-pressure printing, litografia- sono da lungo tempo scomparse dai laboratori di stampa, e c'è ad oggi una quasi impossibilità a reperire dei macchinari e un personale esperto. Già negli anni '60 era comune viaggiare da Ginevra ad Amsterdam per stampare litografie di alta qualità. Coloro che vogliono sperimentarsi in quelle tecniche più antiche, d'altra parte, ricevono scarse opportunità di usare le costose macchine delle industrie commerciali, dove i costi di produzione e di personale devono essere compensati da una rigida politica di efficienza. Entrambi i problemi divennero così insostenibili negli anni '70 da costringere la maggior parte degli artisti di Berlino a lasciare la città, fatto noto a tutti. Oggi si sta verificando una situazione simile, come il fatto che gli artisti di Berlino attivi nella sperimentazione di nuove tecniche sono costretti a ritirarsi a Monaco, Francoforte a causa della mancanza di workshops pubblici delle tecniche più rilevanti. Riguardo all'emigrazione in corso di artisti, Heinz Ohff scrisse nel Tagesspiegel a quel tempo: "Ciò è da attribuire alla mancanza di opportunità di lavoro nel settore delle stampe grafiche." E il BBK rimarcò in una petizione per il workshop di tipografia del Kulturwerk che: "Alla stampa grafica - screenprinting, litografia, acqueforti, e creative offset-printing - spetta una posizione determinante nel commercio artistico di oggi. Gli artisti di Berlino, in ogni caso, mancano di quasi tutti i requisiti per rimanere competitivi nell'ottica di alti standards richiesti dai mercati internazionali dell'arte." Il workshop di tipografia, nel frattempo, aveva intrapreso questa sfida considerando il fatto che artisti come K.H.Hodicke e A.R.Peck raggiungevano i loro circa 200 utenti all'anno. Inoltre ospiti di altre nazioni come Bruce McLean e Remy Zaugg trovarono lì durante gli anni '80 e '90 opportunità che stanno ancora cercando altrove. Queste considerazioni riguardano, con gli stessi risultati, anche il workshop di scultura aperto dal Kulturwerk nel 1985, workshop che non ha pari in Europa. Sin dall'inizio ha raccolto più di 100 artisti all'anno che hanno lavorato con metalli, pietre, materie plastiche, legni e ceramica. Joachim Schmettau ha costruiti li una delle sue grandi fontane e il grande maestro Anthony Caro ha supervisionato un workshop per giovani scultori dell'acciaio. Molti dei lavori creati li sono diventato parte del paesaggio della città. A questo proposito Heinz Ohff ha giustamente affermato - in un suo discorso a proposito dell'apertura del workshop - che: "Questi lavori sono di essenziale importanza, poiché rendono la città vera metropoli." Questo non è affatto trascurabile per una città che sta finanziando questi workshop. Importante è il fatto che il Kulturwerk ha reso possibile in primo luogo per molti artisti lavorare con macchine professionali e in grandi formati, questo è e rimane la funzione primaria. E così il seguito dei suoi successi è, allo stesso tempo, la descrizione dei suoi compiti: I workshops del Kulturwerk preservano le tradizionali e le moderne tecniche artistiche che nei termini di guadagno non sono ancora, o non più, in commercio o utilizzate dalle industrie ma che sono d'altra parte indispensabili per l'arte e le sperimentazioni artistiche. Il Kulturwerk fornisce opportunità di lavoro e di posizioni all'interno di graduatorie collegiali, a persone che sono di passaggio a Berlino e ad artisti senza un loro proprio workshop o commissioni permanenti; permette a singoli di lavorare indipendentemente o per collaborazioni, e di sperimentare durante il processo di produzione cose che, a normali condizioni commerciali sarebbero state portate avanti dai commercianti e da esperti senza l'assistenza degli artisti stessi; riempie un vuoto nelle necessarie infrastrutture della produzione artistica (così come la scarsità degli studio, di sale e possibilità tecnologiche per progetti di scultura di grande formato, la scomparsa delle presse più grandi a motore per le stampe ad alta pressione e litografie usate per le stampe in serie o per la rilegatura di libri, etc); offre agli artisti servizi combinati che il settore privato non può offrire, o se può, solo a prezzi inaccessibili per la maggior parte delle persone; non solo garantisce agli artisti la possibilità di fare un lavoro in modo autosufficiente senza una commissione fissata ( quasi una rampa di lancio per la carriera e una formula di imparare lavorando), inoltre offre (nel workshop tipografico) l'opportunità di documentare la formazione del lavoro in una maniera non costosa e di venire direttamente coinvolti nei processi tecnici della produzione - gli artisti che usufruiscono dei servizi portano circa 200.000 DM all'anno in questo modo contribuendo al loro stesso finanziamento. E questo, come dicono a Berlino, non è cosa da poco.


Dieter Honisch
Importance of the Artists' Services


La scarsità di spazi di lavoro per gli artisti a Berlino è un fatto ben noto. Da quando il muro è stato abbattuto la situazione è diventata ancora più grave a causa della necessità di fornire nuove situazioni commerciali con locali da rendere operativi e a causa del conseguente sistema di speculazioni. Gli artisti non possono più pagare gli affitti dei loro studios e così hanno ancora minori possibilità di continuare a lavorare lì. Dal 1990, circa 200 spazi di lavoro per artisti scompaiono annualmente. La Commissione Studios, i cui incarichi sono stati assegnati nel 1991 all'interno del Kulturwerk -associazione artisti visuali di Berlino (BBK)-, è diventata così sempre più importante. Il suo ufficio distribuisce 2,4 milioni di marchi annualmente, forniti dalla città di Berlino, per prendere in affitto e sovvenzionare adeguati spazi di lavoro. Fino ad ora, 130 studio sono stati assicurati in questo modo, un numero estremamente basso in confronto alla necessità di fornire supporto per 1.500 studios. L'insoddisfazione, principalmente dei giovani artisti, espressa in molte dimostrazioni e occupazioni illegali di edifici, è giustificata. Nuove modalità devono essere trovate per impedire la conversione o la distruzione di spazi di lavoro per gli artisti. Quale è la cultura che si sviluppa se gli artisti sono costretti ad abbandonare la loro città (o a rinunciare ai loro progetti N.d.T.) ? È, a questo punto, di estrema importanza sostenere i workshops diretti dal Kulturwerk e accessibili a tutti gli artisti. I workshops sono in parte strutturati in programmi di auto-aiuto e vengono utilizzati da artisti di tipo molto differente - da alcuni su commissione, che possono affrontare un alto prezzo d'affitto, e poi da altri che sperano solamente di riuscire a vendere i loro lavori e che hanno difficoltà a finanziare i loro progetti. Il workshop tipografico, creato nel 1975 come parte del Bethanien Artists' House, può essere menzionato qui allo stesso modo del workshop di scultura, creato nel 1985 nel Pankehallen a Wedding e senza il quale molti lavori non avrebbero potuto essere realizzati a Berlino. La maggior parte degli spazi di lavoro sono stati persi ma il più urgente e necessario workshop centrale è stato realizzato. Il Kunst-am-Bau-Buro inoltre ha il ruolo di mediatore per i progetti artistici, è anche supervisionato dal Kulturwerk del BBK ed è stato alquanto utile a numerosi artisti che risentivano delle crescenti difficoltà del mercato. Tutti i lavori di cui si è parlato e che sono state compiuti dal Kulturwerk del BBK non hanno solo composto un importante lavoro di rete a livello sociale per questa città e i suoi artisti; ciò che ha realizzato in passato e i suoi successi nelle imprese future sono necessari requisiti perché Berlino diventi non solo un centro politico ed economico ma anche un centro nazionale ed europeo della cultura capace di fornire un luogo agli artisti per vivere e per lavorare. Il lavoro svolto dal Kulturwerk del BBK contribuisce sensibilmente a fare di Berlino una città di questo tipo.