| 25 ottobre 2000 | 28 novembre 2000 |
5 ottobre 2000
Solidarietà con Bruno Ghirardi
Ancora un episodio dell'accanimento dello Stato contro i prigionieri politici rivoluzionari suoi ostaggi, non si cessa di voler far pagare il più caro e il più a lungo possibile la loro coerenza rivoluzionaria e la lotta contro condizioni di detenzione disumane.
Questa volta il bersaglio è il compagno Bruno Ghirardi, detenuto nel carcere di Opera, colpito da provvedimento che per sei mesi lo sottopone al regime di carcerazione regolato dal famigerato art. 14 bis dell'Ordinamento Penitenziario.
La "colpa" di Bruno Ghirardi, detenuto dal 1984 per una condanna a 23 anni, è di essere considerato tra gli "ispiratori" del movimento di lotta dei detenuti di questi mesi in quel penitenziario.
L'art.14bis prevede isolamento completo, sia dagli altri detenuti all'interno (vietato ogni contatto), sia dal mondo esterno al carcere (vietata la televisione), oltre che imporre una degradante deprivazione di qualsiasi residuo di spazio proprio (vietata la presenza di armadietti in cella). Solidarietà al compagno Bruno Ghirardi.
Per inviargli di messaggi (lettere, cartoline ecc.), l'indirizzo è:
Bruno Ghirardi
Via Camporgnago, 40
20090 Opera, Milano-Italia.
Fonte: comunicato del 05.10.2000, diffuso dal Comitato 19 Giugno
per la liberazione dei prigionieri politici rivoluzionari, E-mail: diciannovevi@tiscalinet.it
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25 ottobre 2000
Repressione sui compagni/e in carcere
Il compagno Bruno Ghirardi è sottoposto da alcune settimane al regime di sorveglianza speciale 14 bis, che prevede restrizione dei colloqui e dell'aria, isolamento ed altre misure punitive. La motivazione di questo provvedimento repressivo è che questo compagno viene indicato come organizzatore delle agitazioni dei detenuti/e all'interno del carcere di Opera durante la scorsa estate. È possibile scrivere a Bruno Ghirardi lettere e cartoline di solidarietà, anche come forma di pressione sulla direzione del carcere, a questo indirizzo: Via Camporgnago 40, loc. 5° Sole, 20090 Opera - è necessario esprimere solidarietà concreta, anche finanziaria, con spedizione di vaglia a seconda delle vostre possibilità e possibilmente in maniera continuativa, al compagno Marcello Ghiringhelli. È detenuto in isolamento nel carcere di San Vittore dopo essere stato estradato dalla svizzera, ed è attualmente impedito a lavorare.
Il suo indirizzo è : Piazza Filangieri 2, 20123 Milano
È necessario solidarizzare con i compagni e le compagne in carcere, che nonostante la dura repressione continuano a lottare !!
Collettivo Contro la Repressione Transiti 28 Gola8est (Milano)
OTTOBRE 2000
Fonte: Repressione sui compagni/e in carcere, comunicato diffuso
il 25 ottobre 2000 da COA Transiti 28, coa.transiti@tiscalinet.it
tramite http://www.ecn.org
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28 novembre 2000
Cari compagni,
mi tocca aggiornarvi nuovamente sulla mia situazione; in data 3/11/2000 sono stato avvisato con una certa sorpresa, di presenziare a una camera di consiglio per la "liberazione anticipata" (sic!) a Milano.
Al momento della perquisizione, dopo aver fatto un umiliante "flessione" seminudo, ho rifiutato d'aprire la bocca
ed estrarre la lingua, rifacendomi a quanto previsto dall'ordinamento penitenziario in materia di rispetto della dignità personale, di perquisizioni, che anzi già la flessione era di troppo. Comunque per evitare troppe discussioni ho chiesto di rinunciare all'udienza prevista. È intervenuto un altro sbirro, graduato a cui ho rifatto presente le mie ragioni e che comunque preferivo rinunciare a quel punto. È allora partita l'aggressione a cui un po' sono riuscito a difendermi, poi sono stato immobilizzato con manette rigide dietro la schiena, ho preso i soliti calci di prammatica nella schiena e sono stato lasciato sdraiato sul pavimento per due ore e mezza con le manette che mi provocavano un dolore lancinante ad ogni piccolo movimento o solo per il rilassamento dei muscoli. Con gli sbirri che un po' se la ridevano e un po' mi trascinavano per la cella, per le braccia, con conseguenze immaginabili. Presente il maresciallo capo. Dopo due ore e mezza sono stato sollevato di peso, portato in un'altra cella, dove davanti ad un medico compiacente, con non poca fatica, sono riusciti a togliermi le manette dai polsi gonfi e viola, che facevano pressione contro ogni tentativo d'apertura.
Da qualche battuta sul momento, mi è stato ricordato, casomai me ne fossi scordato, il mio supposto ruolo nella lotta dei mesi precedenti.
Da notare che per gli stessi motivi, in tema di perquisizioni avevo già rinunciato ad un processo a Bari, la settimana prima, facendo proforma, piccoli esposti in merito alla corte di Bari e al G. di S. di Milano, sapendoli comunque destinati al cestino.
Inoltre le dette manette rigide, introdotte nel periodo Diliberto, sono fatte per mettere a rischio l'incolumità ed a infliggere dolore ad ogni brusco movimento. Sono oggetto di proteste in vari carceri, perché fanno rimpiangere gli antichi schiavettoni.
Saluti comunisti .
Carcere di Opera
28/11/00
Bruno Ghirardi
Fonte: "lettera del prigioniero rivoluzionario Bruno Ghirardi
sottoposto a pestaggio", diffusa da aspilbollettino@virgilio.it
il 28.11.2000.
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