Appendice 1
Documento del collegio difensivo 

Il processo per radunata sediziosa iniziato a Milano il 14 Dicembre 1994 si e' senza dubbio caratterizzato per le specifiche e gravi violazioni del diritto di difesa.
Del resto gia' l'imputazione mossa si connotava per la totale astratezza, nel senso che in contrasto con quello che impongono i principi generali di ogni ordinamento civile, agli imputati non erano addebitati comportamenti concreti ("hai fatto questo", "hai contribuito con altri a commettere quel fatto"), ma la sola presenza alla manifestazione. Per giunta, sempre in violazione del fondamentale principio per cui l'imputato deve ben conoscere il perche' dell'accusa, neppure era chiaramente enunciato per qual motivo la manifestazione - autorizzata! - sarebbe stata sediziosa, ed in cosa sarebbe consisstita questa famosa "sediziosita'".
Ma, se questo era il quadro (che nel contesto delle procedure della giustizia italiana non stupisce piu' di tanto, soprattutto se si ha presente la metodologia dei processi politici dei primi anni 80), nel corso del dibattimento quel che restava della possibilita' di difesa (e del relativo, sacrosanto diritto) e' stato poi del tutto vanificato.
Basti ricordare che all'inizio dell'udienza del 23 Dicembre '94 gli avvocati difensori hanno innanzitutto dovuto protestare per il fatto che l'udienza iniziava ( nel ben noto "bunker" di Piazza Filangeri) senza che gli imputati potessero raggiungere l'aula, dal momento che le (arbitrarie) operazioni poliziesche di identificazione e perquisizione procedevano al rallentatore. E si  pensi che la presenza fisica dell'imputato e' il dato base, preliminare ad ogni forma di difesa.
D'altra parte tutto il meccanismo di identificazione di chi voleva assistere all'udienza appariva illeggittimo, dal momento che era evidentemente lesivo del principio di pubblicita' del processo, da intendersi, quest'ultima, come possibilita' per chiunque di assistere al giudizio, senza dover sottostare ad alcuna forca caudina od intimidazione.
La risposta del giudice a queste eccezioni e' stata quasi paradossale dal momento che ha demandato, anche formalmente, ai CC di attestare chi, degli imputati, fosse assente o presente!
Ma il "crescendo" delle violazioni del diritto alla difesa si e' ulteriormente sviluppato quando il pubblico ministero ha chiesto, ed ottenuto, di acquisire agli atti fra le centinaia e centinaia di carte poliziesche riguardanti manifestazioni promosse dal C.S. Leoncavallo, proprio l'intestazione della notizia di reato trasmessa dai CC all'auorita' giudiziaria a proposito della manifestazione del 10 Settembre 1994.
Bene, da tale notizia di reato (assolutamente non acquisibile agli atti per chiare disposizioni del  codice di procedura) risultava che anche uno dei difensori, l'avv. Mirko Mazzali, risultava essere oggetto di indagine per radunata sediziosa...
A questo punto era evidente che l'unico scopo che si poteva intravvedere nella acquisizione di quell'atto, era quello di tendere ad appiattire la posizione dei difensori su quella degli imputati.
E se tale "appiattimento", sul piano umano e politico, non ha sicuramente in se' nulla di offensivo ed oltraggioso, tende pero' a rappresentare una realta' che non corrisponde al vero e, quel che piu' conta, a comprimere del tutto lo spazio processuale del proprio difensore.
Infine, l'impossibilita' di proseguire nella difesa diventava indiscutibile quando, successivamente alla rinuncia al mandato da parte dell'avv. Mazzali (difensore di 15-20 imputati), il pretore rifiutava di concedere un adeguato termine agli imputati per munirsi di altro soltanto dalle 12 e 30 alle 14 e 30, per iniziare a quel punto, si badi bene, quella quisquilia che e' l'esame dei testi d'accusa!
Ai difensori presenti non restava, percio' che, cortesemente, augurare buone feste al giudice ( si era all'antivigilia di natale) e abbandonare l'aula rinunciando a proprio volta al mandato.

Spesso la prospettiva del "comico" consente una intuizione profonda della realta': circola in questi giorni la battuta "BEATI COLORO CHE HANNO FIDUCIA NELLA GIUSTIZIA, PERCHE....SARANNO GIUSTIZIATI"!






Appendice 2
Procedimenti in corso.

Processi

Date aggiornate al 13.02.94

14 DICEMBRE 1994
Processo a carico di 72 imputati, relativo allo sgombero del Leoncavallo del 20 gennaio scorso.
Le imputazioni sono, per tutti :
ART. 654 C.P.	GRIDA E MANIFESTAZIONI SEDIZIOSE
ART. 655 C.P.	RADUNATA SEDIZIOSA

La SENTENZA : tutti gli imputati sono stati condannati a un totale di 110 giorni di arresto e 92.500.000 di multa, per adunata sediziosa, e invece assolti dall'accusa di grida sediziose.
Da sottolineare come nelle sentenze sia sempre attuato il meccanismo della diufferenziazione.

9 GENNAIO 1995
Processo riguardo l'iniziativa antifascista contro la commemorazione fascista di Ramelli e Pedenovi, dell'aprile 1991.
La prima udienza era fissata per il 20 settembre '94, e poi rimandata.
Gli imputati sono 16.
Reati, per tutti :
ART 110 C.P.	CONCORSO NEL REATO
ART. 112 C.P.	CIRCOSTANZE AGGRAVANTI (in questo caso l'aver commesso il reato in 			pi di 5 persone).
ART. 432 C.P.	ATTENTATI ALLA SICUREZZA DEI TRASPORTI
ART.  99 C.P.	RECIDIVA
Art. 4 L 110/75	PORTO DI ARMI E OGGETTI ATTI AD OFFENDERE
Art. 5 L 152/75	TRAVISAMENTO

La SENTENZA ha condannato un imputato alla pena di mesi due di reclusione e L. 100.000 di multa per porto e detenzione di arma impropria, aassolvendo gli altri. Il procedimento, a carico di un imputato presso il RTribunale dei Minori verr celebrato il 21 febbraio '95.

24 GENNAIO 1995
Processo, a carico di 12 compagni, per la gestione del Leoncavallo dalla rioccupazione del 1989, fino al 20 gennaio 1994. Il processo  stato rimandato al 5 maggio '95.
Per tutti :
ART. 633 C.P.	INVASIONE DI TERRENI O EDIFICI
ART.  81 C.P.	REATO CONTINUATO
ART. 110 C.P.	CONCORSO NEL REATO
ART. 112 C.P.	CIRCOSTANZE AGGRAVANTI (in questo caso l'aver commesso il reato in pi di 5 persone).
ART 20-b l. 471/85	COSTRUZIONI IN ASSENZA DI CONCESSIONE EDILIZIA
ART. 648 C.P.	RICETTAZIONE 
ART. 624 C.P.	FURTO (di acqua dall'acquedotto)
ART. 625 C.P.	AGGRAVANTE dell'uso dlla violenza sulle cose e di mezzi fraudolenti (manomissione dell'acquedotto)
ART. 666 C.P	SPETTACOLI E TRATTENIMENTI PUBBLICI SENZA LICENZA
ART 68 T.U.L.P.S.	SPETTACOLI E TRATTENIMENTI PUBBLICI SENZA LA LICENZA DEL QUESTORE
ART. 665 C.P.	VENDITA ABUSIVA DI SOSTANZE ALCOLICHE E GESTIONE ABUSIVA DI BAR
ART. 681 C.P.	APERTURA ABUSIVA DI LUOGHI DI PUBBLICO SPETTACOLO E TRATTENIMENTO

Per 3 imputati :
ART.  99 C.P.	RECIDIVA
In pi, per un imputato :
ART.  81 C.P.	REATO CONTINUATO
ART 348 C.P	ABUSIVO ESERCIZIO DI UNA PROFESSIONE.

21 FEBBRAIO 1995 :
I 4 imputati di questo processo sono accusati di avere tenuto spettacoli senza la necessaria licenza, nella sede di Via Salomone. Il modo in cui l'accusa ha individuato gli imputati, analogo al processo del 20 gennaio,  che sono intestatari dei numeri di telefono indicati, per radio e a mezzo stampa, quali recapiti telefonici a cui rivolgersi per avere informazioni sulla programmazione dei concerti e degli spettacoli.
Per tutti .
ART.  81 C.P.	REATO CONTINUATO
ART. 110 C.P.	CONCORSO DI PERSONE NEL REATO
ART. 666 C.P.	SPETTACOLI E TRATTENIMENTI PUBBLICI SENZA LICENZA
ART. 68 T.U.L.P.S.	SPETTACOLI E TRATTENIMENTI PUBBLICI SENZA LA LICENZA DEL QUESTORE

21 FEBBRAIO '95 ( TRIBUNALE DEI MINORI )
Processo per un'iniziativa antifascista del 1991; i reati, sono gli stessi del processo del 9 gennaio '95, l'imputata  una, minore ai tempi dell'iniziativa.

22 FEBBRAIO 1995 :
Processo a una compagna accusata di OLTRAGGIO e RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE, nei confronti di ... un vigile urbano per una multa.

22 MARZO 1995 :
Con riferimento alla violazione della Legge Mamm e di altri reati, 8 sono gli imputati dell'attivit dell'emittente illegale RADIO ONDA DIRETTA, a partire dalla sua prima trasmissione durante Parco Lambro '92, quando si chiamava RADIO LAMBRO.
Il procedimento riguarda l'attivit della radio fino al 2 luglio '93, quando le apparecchiature vennero sigillate e poste sotto sequestro, e il periodo chev  dal 22 luglio dello stesso anno, giorno in cui sono riprese le trasmissioni, fino a 2 settimane prima che la Digos venisse a sequestrare l'antenna dlla radio, che nel frattempo era "sparita".
ART. 110 C.P.	CONCORSO DI PERSONE NEL REATO
ART. 513 C.P.	TURBATA LIBERTA' DELLA INDUSTRIA E DEL COMMERCIO 			(relativo all'accusa di avere coperto le 			frequenze di Radio Montecarlo e 			Radio Italia.)
ART. 30 L 223/90	LEGGE MAMMI'

4 APRILE 1995 :
Durante lo sgombero del Leoncavallo del 20 gennaio '94, secondo l'accusa, l'imputato in questo procedimento, insieme ad altre persone al momento non identificate, avrebbe compiuto una rapina ai danni di un carabiniere, sottraendogli l'orologio che aveva al polso.
ART. 110 C.P.	CONCORSO DI PERSONE NEL REATO
ART.  81 C.P.	REATO CONTINUATO
ART.  56 C.P.	DELITTO TENTATO
ART. 628 C.P.	RAPINA

6 APRILE 1995 :
Processo relativo al corteo contro lo sgombero del Leoncavallo, svoltosi a Milano in data 18.10.94.
L'accusa  di avere sottratto da alcune impalcature dei tubi innocenti in un momento di tensione del corteo.
Gli imputati sono 10 :
Per 9 imputati :
Art. 4 L 110/75	PORTO DI ARMI E OGGETTI ATTI AD OFFENDERE

Per un imputato :
ART 336 C.P.	VIOLENZA O MINACCIA A PUBBLICO UFFICIALE

19 APRILE 1995:
Prima udienza dell'appello del processo per una iniziativa antifascista del 1991, il cui primo grado, nel luglio 1994, si  concluso con pesanti condanne per blocco stradale.

5 MAGGIO 1995
La pima udienza era fissata per il 24 Gennaio '95 ed e' stata aggiornata a questa data.

21 GIUGNO 1995
Processo a carico di 4 imputati per un fatto del 1990, per avere, secondo l'accusa, allontanato una volante di PS da Via Leoncavallo.
Reati, per tutti :
Art. 110 C.P.		CONCORSO DI PERSONE NEL REATO
Art. 340 C.P.		INTERRUZIONE DI PUBBLICO 				SERVIZIO


Procedimenti in corso.
Denunce

Aggiornamento al 14/02/95

1 MAGGIO '93: il corteo delle realta' dell'autorganizzazione e dell'autogestione. Viene fermato il furgone con l'amplificazione per il comizio finale in contrapposizione a quello ufficiale dei sindacati confederali, e vengono "clamorosamente" sequestrate 14 BANDIERE ROSSE. 
Per questa iniziativa: 7 denunce per porto d'armi impropria.

10 LUGLIO '93: il corteo "Apriamo spazi di libert", all'interno dell'iniziativa del V Parco Lambro. che il sindaco ha in tutti i modi tentato di impedire, dopo un lunghissimo percorso. Viene caricato brutalmente in Via De amicis.
Per questa inizitiva: 70 denunce per adunata sediziosa a danneggiamenti.

7 DICEMBRE '93: un'iniziativa anticapitalista, con le realta' dell'autorganizzazione, come quasi tutti gli anni, per la contestazione alla prima della Scala.
Per questa iniziaitva: 50 denunce per adunata e grida sediziose.

12 DICEMBRE '93: ma manifestazione per il 24simo anniversario della strage di Piazza Fontana. Prima del corteo vengono sequestrati fuochi pirotecnici che sarebbero serviti alla performance teatrale itinerante che accompagnava il corteo. Alla fine del corteo avviene un'aggressione a scapito dei compagni dei centri sociali da parte degli studenti indipendenti di sinistra, a seguito di questo fatto avviene anche una carica della polizia. Cinque compagni andranno a farsi medicare in ospedale.
Per questa iniziativa: 3 denunce per porto d'armi da guerra e circa 5 per aggressione e resistenza a pubblico ufficiale. 

20-23 DICEMBRE '93: allo sgombero minacciato del C.S. Leoncavallo rispondono centinaia e centinaia di compagni con un presidio permanente:
Per questa iniziativa: 300 denunce per blocco stradale continuato per tre giorni piu' reati vari.

7 GENNAIO '94: un'iniziativa promossa dalla L.I.L.A. (Lega Italiana Lotta contro l'AIDS), sotto il Palazzo Marino, per sensibilizzare la giunta all'installazione ella macchinetta scambia siringhe.
Per questa iniziativa: 6 denunce per diffusione di stampa clandestina e presidio non autorizzato.

24 GENNAIO '94: inizia la demolizione del C.S. Leoncavallo. Un gruppo di compagni riprende con la telecamera l'abbattimento della facciata da un edificio antistante previa autorizzazione degli inquilini e del custode.
Per questa iniziativa: 4 denunce per violazione di domicilio.

12 FEBBRAIO '94: un'iniziativa di quartiere nella zona del Casoretto contro l'edificazione speculativa sull'area di Via Leoncavallo. Divieto totale e militarizzazione del presidio.
Per questa iniziativa: denunce invasione di terreni e edifici e adunata sediziosa.

4 GIUGNO '94: ultimo giorno della settimana PRE-OCCUPANTE sulle tematiche del diritto negato alla casa. Divieto totale al corteo con militarizzazione dell'intera zona di P.le Loreto e presidio blindato davanti alla casa occupata di Via dei Transiti.
Per questa iniziativa: 135 denunce per adunata e grida sediziose, manifestazione non autorizzata e oltraggio a pubblico ufficiale.

29 GIUGNO '94: iniziativa davanti al Palazzo della Regione in solidarieta' con le famiglie sfrattate da appartamenti in Via Rilke (zona Ponte Lambro) che non sono riuscite ad ottenere l'incontro.
Per questa iniziativa: 3 denunce per aggressione a pubblico ufficiale.

29 LUGLIO '94: iniziativa davanti al Conisiglio di Zona 13 di Viale Ungheria, dove le famiglie alloggiavano precariamente da due mesi, per ottoenere un incontro con il vicesindaco Malagoli contro la mancata assegnazione di alloggi popolari. La polizia carica violentemente e ferma 24 partecipanti trattenendoli in questura fino a notte fonda. 
Per questa iniziativa: 24 denunce per blocco stradale.

10 SETTEMBRE '94: corteo nazionale dell'OPPOSIZIONE SOCIALE. Le forze dell'ordine caricano premeditatamente e con inaudita violenza un corteo di ventimila persone costretto in Piazza Cavour, che contiene a mala pena tremila. Grazie alla capacita' di autodifesa dei compagni il corteo riesce a raggiungere via Watteau, posta in stato d'assedio per diverse ore.
Per questa iniziativa: 107 denunce per resistenza a pubblico ufficiale, incendio, devastazione e saccheggio, grida e manifestazioni sediziose, adunata sediziosa, porto d'armi impropria, diffamazione e istigazione a disubbidire alle leggi, aggressione a pubblico ufficiale. Un arresto, poi tramutato in domiciliare, e 25 fermi.

14 DICEMBRE '94: prima udienza del processo dello sgombero del 20 Gennaio in cui si verificano pesanti provocazioni dei CC all'interno del tribunale.
Per questa "iniziativa": stanno arrivando diverse denunce.





Appendice n. 3
Elenco dei reati.
 
Quello che segue  l'elenco delle norme di reato per la cui violazione sono indagati i compagni di Milano. Per alcuni di questi si sono gi svolti i processi, e sono gi arrivate le relative condanne. Abbiamo omesso indagini che risalgono agli anni 80, ma ci sembra importante sottolineare come 11 compagni risultino indagati per la violazione dell'Art. 270 bis (ASSOCIAZIONE SOVVERSIVA).

1. NORME DEL CODICE PENALE

Art. 99		RECIDIVA
Art. 101	REATI DELLA STESSA INDOLE
Art. 105 	PROFESSIONALITA' NEL REATO
Art. 110	CONCORSO DI PERSONE NEL REATO
Art. 112	CIRCOSTANZE AGGRAVANTI
Art. 290	VILIPENDIO DELLA REPUBBLICA, DELLE ISTITUZIONI  COSTITUZIONALI E DELLE 		FORZE ARMATE.
Art. 336	VIOLENZA O MINACCIA A PUBBLICO UFFICIALE
Art. 337 	RESISTENZA A PUBBLICO UFFICIALE
Art. 339	CIRCOSTANZE AGGRAVANTI
Art. 340	INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO
Art. 341	OLTRAGGIO A PUBBLICO UFFICIALE
Art. 348	ABUSIVO ESERCIZIO DI UNA PROFESSIONE
Art. 349	VIOLAZIONE DI SIGILLI
Art. 415	ISTIGAZIONE A DISOBBEDIRE ALLE LEGGI
Art. 419	DEVASTAZIONE E SACCHEGGIO
Art. 423	INCENDIO
Art. 424	DANNEGGIAMENTO SEGUITO DA INCENDIO
Art. 432	ATTENTATI ALLA SICUREZZA DEI TRASPORTI
Art. 435	FABBRICAZIONE O DETENZIONE DI MATERIE ESPLODENTI
Art. 582	LESIONI PERSONALI
Art. 595	DIFFAMAZIONE
Art. 614	VIOLAZIONE DI DOMICILIO
Art. 624	FURTO
Art. 625	CIRCOSTANZE AGGRAVANTI
Art. 628	RAPINA
Art. 633	INVASIONE DI TERRENO
Art. 635	DANNEGGIAMENTO
Art. 650	INOSSERVANZA DEI PROVVEDIMENTI DELL'AUTORITA'
Art. 654	GRIDA E MANIFESTAZIONI SEDIZIOSE
Art. 655	RADUNATA SEDIZIOSA
Art. 663	DIVULGAZIONE DI STAMPA CLANDESTINA
Art. 664	DISTRUZIONE O DETERIORAMENTO DI AFFISSIONI
Art. 666	SPETTACOLI O TRATTENIMENTI PUBBLICI SENZA LICENZA
Art. 668	RAPPRESENTAZIONI TEATRALI O CINEMATOGRAFICHE ABUSIVE
Art. 681	APERTURA ABUSIVA DI LUOGHI DI PUBBLICO SPETTACOLO O INTRATTENIMENTO

2. NORME PREVISTE DA ALTRE LEGGI

Legge 18 aprile 1975, n. 110. Norme integrative della disciplina vigente per il controllo delle armi, delle munizioni e degli esplosivi.

Art. 4	PORTO DI ARMI E OGGETTI ATTI AD OFFENDERE

Legge 22 maggio 1975, n. 152. Disposizioni a tutela dell'ordine pubblico.
(Si tratta della cosidetta "Legge Reale")

Art. 5	TRAVISAMENTO


Norme previste dal TULPS (Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza)

Art. 18	MANIFESTAZIONE NON AUTORIZZATA
Art. 20	MANIFESTAZIONI E GRIDA SEDIZIOSE
Art. 68	SPETTACOLI E TRATTENIMENTI PUBBLICI SENZA LA LICENZA DEL QUESTORE
Art. 85	TRAVISAMENTO
Art. 86	GESTIONE ABUSIVA DI BAR ED ESERCIZI PUBBLICI






Appendice 4
Appello per il processo ai dodici

PREMESSA:
Lo stato processa 12 compagni, per la gestione del Leoncavallo dalla rioccupazione del 1989, fino al 20 gennaio 1994. Il processo  stato rimandato al 5 maggio '95.

PROPOSTA:
Raccogliamo per l'udienza del 5 Maggio '95 un numero veramente spopositato di firme, attraverso l'appello popolare che segue, da rispedire al C.P.17051 MILANO.
Per coloro che firmano non ci saranno conseguenze dal punto di vista giuridico, ci teniamo a precisarlo, ma sara' un atto di solidarieta' per supportare i compagni inquisiti.

INTRODUZIONE:
Nel contesto economico-politico di smantellamento dello stato sociale, di garanzie e diritti conquistati da generazioni di lotte, assistiamo oggi a un attacco repressivo senza precedenti nell'ultimo decennio.
La destra al potere porta sul banco degli imputati lavoratori, disoccupati, studenti, immigrati, Centro Sociale soggetti politici che in questi anni hanno lottato per avere il reddito, la casa, l'istruzione, la salute, la socialita', per il diritto all'autogestione e all'autorganizzazione.
Centinaia di procedimenti penali istituiti su una cosia preferenziale che velocizza prodigiosamente la burocrazia dei tribunali per questi soggetti sociali. Un attacco repressivo la cui gravita' non consiste soltanto nella pesantezza delle condanne, ma nell'uso squisitamente politico dello strumento legale: leggi emanate nel Ventennio, ad esempio il Codice Rocco, per processare inizitive antifasciste; applicazione di capi d'accusa quali grida e adunata sediziosa senza che questi abbiano esatta definizione giuridica, colpendo pesantemente il diritto di espressione e manifestazione, affermando cosi' un giudizio politico sul presunto reato, e un precedente per ulteriori procedimenti; riattualizzazione di capi d'accusa quali Blocco Stradale, che prevede fino a dieci anni di reclusione; la dinamica dibattimentale arriva a riproporre scenari anni settanta, con aule bunker e militarizzazione dei tribunali fino ad arrivare a criminalizzare nelle stesse aule la difesa di fiducia con denunce e violazioni della normale dinamica processuale, imponendo avvocati d'ufficio. 
L'operazione repressiva che colpisce oggi i compagni, frequentatori o simpatizzanti del C.S. Leoncavallo e' emblematica, costituendo un precedente giuridico e politico di tale peso da poter supporre sia banco di prova di un metodo destinato a fare scuola nei prossimi anni.
Piu' di mille e trecento denunce in meno di tre anni, concertate e collegate tra loro da un ristretto numero di magistrati. La prospettiva e' chiaramente intimidire e allontanare questo composito soggetto politico-sociale dal conflitto che questa societa' crea,  criminalizzando un intero corpo sociale. L'esperienza del C.S. Leoncavallo, reso simbolo di conflittualita' per le istanze politiche e sociali di cui e' portatore, per lo scontro di cui e' stato soggetto e oggetto dalla resistenza dell'89 fino al 10 Settembre di Milano, e ancora amplificato dallo scontro istituzionale ai massimi livelli che ne ha fatto strumento propagantistico nella lotta tra poteri dello stato, deve essere represso e rimosso con un'operaione esemplare.
Allora ecco costruire un vero e proprio TEOREMA REPRESSIVO PROCESSUALE CHE VEDE ACCUSATI DOODICI COMPAGNI DELL'OCCUPAZIONE ABUSIVA DEL C.S. LEONCAVALLO CON TUTTE LE INFRAZIONI E I REATI PENALI E AMMINISTRATIVI CONNESSI.
Un teorema che rinverdisce la tradizione inquisitoria degli "anni di piombo". L'ACCUSA INDIVIDUA I DODICI "CAPI" DEL LEONCAVALLO, IN BARBA ALLA PRATICA DI DEMOCRAZIA DIRETTA E ASSEMBLEARE CHE CARTTERIZZATA IL PERCORSO DELL'AUTOGESTIONE, FONDANDOSI SULLA LORO "DISPONIBILITA' MATERIALE E ADESIONE SPIRITUALE AL MOVIMENTO DEI CENTRI SOCIALI AUTOGESTITI E ALLE LORO MANIFESTAZIONI POLITICHE".(1)
Prova e reato consistono dunque nella partecipazione ad un movimento che vede nel paese centinaia di centri sociali e migliaia di persone che ne rivendicano il percorso. LA MACCHINA PROCESSUALE HA BISOGNO DI UN CAPRO ESPIATORIO PER CRIMINALIZZARE UN MOVIMENTO.

Rivolgiamo un'appello di solidarieta' ai compagni alla sinistra tutta, ai sinceri democratici, ai garantisti, affinche'  venga fermata la volonta' politica che porta la questioni sociali nelle aule di tribunale appiattendole a problemi di ordine pubblico. Solidarieta' per chi lotta per i diritti fondamentali, casa, reddito, istruzione, centri sociali, contro fascismo, razzismo e sessismo.
(1) Stralcio verbale digos 1993.

TESTO:
Dichiaro la mia solidarieta' agli imputati. 
Ritengo che l'esperienza dei centri sociali autogestiti, espressione di ricchezza sociale, luoghi di esercizio e sperimentazione di una democrazia partecipata, non sia riconducibile a una gerarchia di potere quale questo procedimento penale sottende. 
Cosciente che le inziative culturali e spettacolari non sono organizzate per fini di lucro, la sottoscrizione che lascio e' un contributo per sostenere le attivita' che il centro sociale svolge, senza sponsor ne finanziatori, dunque non penso debba sottostare alle leggi di mercato.
Appellandomi al diritto di parola e associazione, rivendico il diritto a esistere dei centri sociali autogestiti, come luoghi fondamentali  e necessari per la formazione dell'individuo con una coscienza politica e sociale. 


Appendice 5
Cronistoria...

MILANO E' LA CITTA' PIU' LIBERA DEL MONDO:
Abbiamo in questi mesi denunciato il regime speciale a cui  sottoposto il diritto a manifestare nella citt di Milano, a opera della Questura e della macchina amministrativa del Comune di Milano, completamente assoggettata ai fini politici della giunta leghista. Quello che segue e' una cronistoria delle vicende legate agli ultimi due anni di vita del C.S. Leoncavallo a questa si intreccia anche l'innumerevole sequela dei divieti posti alle iniziative di carattere politico e culturale proposte dai centri sociali milanesi, e dal C.S. Leoncavallo in particolare, che soprattutto da dopo lo sgombero del C.S. Leoncavallo del 20 Gennaio ha trovato la strada sbarrata ad ogni richiesta di uscita pubblica del centro.
Non abbiamo annotato le iniziative organizzati da altre forze politiche, il 25 Aprile e Primo Maggio, a cui abbiamo partecipato con spezzoni di realt autogestite e autorganizzate.



Cronistoria

GIUGNO '93 Formentini (ex P.SI.), primo sindaco leghista di Milano. Punto centrale della sua campagna: sgomberare il Leoncavallo. Contemporaneamente la Questura ordina la chiusura di Radio Onda Diretta che da un anno trasmetteva illegalmente dal Centro Sociale, e il sequestro delle strutture di trasmissione. Il Leoncavallo risponde con 4000 compagni in corteo e la riapertura della radio.

LUGLIO '93: Formentini vieta la quinta edizione del meeting di Parco Lambro malgrado l'approvazione data dalla commissione tecnica del Comune.
Il quinto meeting dei centri sociali si terra' lo stesso. Inizia il presidio permanente del centro, le iniziative e la mobilitazione proseguono a pieno ritmo.

AGOSTO '93:  Bossi accusa il C.S. Leoncavallo di essere un covo di terroristi e gli autori dell'attentato di Via Palestro a Milano. Inizino ad arrivare gli attestati di solidarieta', mentre i compagni continuano a vigilare sui tetti. 

SETTEMBRE '93: Il comune concede alla proprieta' dell'area. la Cifim di Carlo Cabassi, la licenza edilizia. Pochi giorni dopo Formentini con due ordinanze esige verifiche e controlli sulla strutture e la demolizione di alcune parti dello stabile ritenute abusive.

OTTOBRE '93: Formentini chiede l'intervento della forza pubblica per poter eseguire lo sgombero. Un corteo nazionale di 10.000 compagni, uno cittadino di migliaia di persone. assemblee, iniziative con attori registi gruppi musicali in difesa dell'autogestione e del diritto ad esistere dei centri sociali. Inizia il braccio di ferro tra Sindaco e Prefetto, mentre il questore fa sapere che non sgomberera' se prima non sara' trovata una nuova sede al C.S. Leoncavallo. il prefetto in accordo con il ministro degli interni impone al sindaco la ricerca di aree alternative. Vengono individuate: Bovisa, Parco delle Cave, Ponte Lambro. Nessuna rispetta il principio di territorialita' richiesto dagli occupanti. Il prefetto requisisce l'area del parco Trotter a non piu' di 200 mt dal Leoncavallo. La stuttura, inagibile ed adiacente ad una scuola, viene bocciata grazia alla mobilitazione comune degli occupanti e degli abitanti del quartiere.

NOVEMBRE '93: Su inziativa della proprieta' dell'area viene avanzata la proposta di Via Adriano una piccola parte dei 341.000 mt quadrati di area industriale dismessa ex Marelli. Un manipolo di leghisti e fascisti bloccano per protesta Via Adriano, il blocco durera' 2 mesi senza l'intervento delle forze di polizia. Continuano le manifestazioni di migliaia di persone in solidarieta' e per l'esistenza di spazi autogestiti.

DICEMBRE '93: Continuano le proposte senza senso di trasferire il C.S. Leoncavallo in luoghi inadatti. Prima in una scuola inagibile vicino all'aula bunker di Via Ucelli di Nemi e successivanmente, data la ridottissima metratura che quella scuola offriva, la Cascina Van Gogh di Parco Lambro. La minaccia di sequestro del tendone "agibile" del C.S. Leoncavallo da parte della Pretura blocca l'ultimo possibile trasferimento prima dell'ordinanza di sgombero del 20 Dicembre. Quel giorno davanti al C.S. Leoncavallo a rispondere allo sgombero c'erano piu' di ottocento persone che daranno vita alla tre giorni di presidio davanti al C.S. Leoncavallo che riesce a far slittare l'ordinanza di sgombero al 20 Gennaio. 

...e divieti.

12 FEBBRAIO '94: Richiesta di manifestazione di quartiere nella zona del Casoretto contro l'edificazione speculativa sull'area di Via Leoncavallo. Divieto totale e militarizzazione del presidio.

18 MARZO '94: Richiesta di manifestazione in occasione del sedicesimo anniversario dell'omicidio di Fauso e Iaio: divieto del concentramento in Piazza Fontana e autorizzazione della sola parte di corteo da Via Palestro a Via Mancinelli.

4 GIUGNO '94: Richiesta di manifestare per il diritto alla casa e agli spazi a uso sociale e collettivo, iniziativa che conclude una 10 giorni di iniziative su questi temi. Divieto totale, militarizzazione dell'intera zona di P.le Loreto, con soppressione di fermate della metropolitana, di mezzi pubblici, e concentramento blindato davanti alla casa occupata di Via dei Transiti.

15/24 LUGLIO '94: Divieto totale della manifestazione culturale e politica PARCO LAMBRO 94 NESSUNA GIUSTIZIA NESSUNA PACE e sequestro delle strutture montate in forma alternativa in Via Salomone.

23 LUGLIO '94: Richiesta di manifestazione all'interno dell'inizitiva di parco Lambro: divieto del concentramento in Pazzale Loreto e autorizzazione, invece, di un percorso alal'inverso, dal centro alla periferia, con l'esclusione di parte di Corso Buenos Aires.

19/21 AGOSTO '94. (Dopo lo sgombero, manu militari del 9 Agosto della sede di Via Salomone che portera' i compagni/e al randagismo nei parchi cittadini, per rimanere visibili e dare una, seppur provvisoria, collocazione al C.S. Leoncavallo in vista di una unova occupazione) si richiede l'autorizzazione di una tre giorni di iniziativa antifascista e antirazzista al Parco Alessandrini a nome dei consiglieri Gay, e Tinelli: divieto totale dell'iniziativa che viene trasferita in condizioni di fortuna all'interno del centro Sociale Hacmi Spazzali di Baggio, con il divieto all'iniziativa spettacolare e militarizzazione totale della zona.

29 AGOSTO '94: Richiesta di una settimana di controinformazione e inizzitive politiche e culturali al Pacro della Martesana: divieto dei vigili urbani e indicazione di altro luogo nella citta' (Piazza Lima).

10 SETTEMBRE '94: (Dopo l'occupazione della sede di Via Watteau, avvenuta l'8 settembre, con minaccia di sgombero immediato, appena due ore dopo.) Richiesta di manifestazione nazionale dell'OPPOSIZIONE SOCIALE organizzata dalle forze dell'autogestione e dell'autorganizzazione: divieto della parte di percorso tra Piazza Cavour e Piazza Duomo.

12 DICEMBRE '94: richiesta di manifestazione per il XXV anniversario della strage di Piazza Fontana: divieto totale e autorizzazione di un presidio in Piazza S.Stefano.

10 GENNAIO '95: richiesta di manifestazione, in occasione della terza udienza per il processo relativo allo sgombero del Leoncavallo dalla sua sede storica.: divieto totale, per motivi di ordie pubblico, a due distinte richieste di percorso, e autorizzazione di un presidio davanti al Tribunale.


Appendice 6
Processo per lo sgombero dell'89

Premessa

Ringraziamo i compagni imputati nel processo del '89 che hanno reso possibile la pubblicazione della dichiarazione collettiva al processo per lo sgombero coatto del Centro Sociale Leoncavallo il 16 Agosto 1989. 
Ricordiamo che il PM Greco chiese, in mancanza di prove e non potendo stabilire la responsabilita' individuale degli imputati, l'assoluzione collettiva; per le 22 molotov trovate sul tetto... tredici assoluzioni e unidici condanne ad un anno di reclusione per resistenza aggravata. 
Il presidente della Corte Renato Caccamo della VII Sessione Penale dichiara la sentenza ".. solo quando l'area fu formalmente acquistata dal gruppo Cabassi la vecchia vicenda si sblocco' e l'esecuzione dello sgombero fu agevolmente ottenuta, scavalcando il competente commissariato di PS "Lambrate", grazie a contatti diretti col questore e col prefetto. Le circostanze che proverebbero, per chi ancora non lo sapesse, che la cosiddetta giustizia alternativa spesso prevale su quella ufficiale, fanno sentire un senso di amarezza alle persone che ancora credono alle istituzioni...L'equivocita' del comportamento dell'autorita' comunale nei confronti del C.S. Leoncavallo e' emersa in tutta la sua evidenza durante l'esame dell'Assessore Lanzone...l'interrogatorio degli imputati ed il sopralluogo al C.S. sono stati molto utili al Collegio per avere una visione realistica e diretta di una fascia sociale diversa da quella in senso lato borghese, da cui ranghi in buona parte proviene la magistratura... Appare evidente la necessita' e l'utilita' di apprestare dei centri dove i giovani si sentano  a loro agio... Il sopralluogo ha consentito al Collegio di avere un'idea, anche se approssimativa, dell'attivita' culturali e ricreative che nel centro si svolgono e la cui utilita' sociale giustificherebbe una concreta attivita' di sostegno economico e morale da parte e dell'autorita'... Per questo motivo non pare al Collegio azzardato concedere ai prevenuti, la circostanza attenuante all'avere agito per motivi di particolare valore morale e sociale." La pena e' infine aumentata (?!?) a un anno e sei mesi di reclusione e seicentomila lire di multa.per 24 imputati. Pena sospesa e non menzione per tutti ( ed eccezione di due imputati). 
che la sentenza del 27 Giugno '91 dell'allora Pretore Caccamo della VII sessione penale condanno' i 24 compagni imputati a 20 mesi di reclusione col beneficio  


Dichiarazione collettiva

Gli spazi sociali autogestiti come C.S. Leoncavallo rappresentano all'interno di questa societa' la risposta a uno stato di alienazione e di disagio diffuso, e' una leggitima e generalizzata esigenza di socialita' non mercificata.
Un 'esigenza che esprime e soddisfa bisogni reali di autodeterminazione, soggettiva e collettiva, per una migliore qualita' della vita e un divewrso modo di intendere i rapporti sociali e l'intera societa'. Un diverso modo che e' politico e culturale, oltre che sociale; un modo che determina i luoghi dove i soggetti si autorganizzano lo spazio e il tempo, fuori da culture repressive e moralisticamente assistenziali.
Autorganizzazione larga e di base che, direttamente e nel quotidiano, agisce dentro la sostanza dei problemi, per la loro soluzione reale a partire dalle cause di sfruttamento, oppressione e sofferenza che li determinano.
La realta' degli spazi sociali e' quindi composta da piu' osggetti, differenti tra loro per eta', sesso, interesse e percorsi soggettivi. Queste differenze sono per noi riccehzze e sono di fatto la nostra forze, in quanto attraverso il confronto e il vissuto collettivo delle singole esigenze ed esperienze si realizza un percorso comune di autogestione e di lotta.
Per tutti questi motivi non accettiamo nessuna logica di differenziazione, perche' non rientra nella nostra concezione di agire collettivo, "una cultura" della divisione gerarchica e della delega, cultura questa da cui si sentiamo totalmente estranei. 
Una estraneita' che accomuna tutti i C.S.  el e migliaia di persone che, in vario modo, ci hanno espresso solidarieta' anche materiale dal 16 Agosto in poi. Individuiamo i veri responsabili di cio' che e' accaduto quel giorno nell'interesse privato delle immobiliari e nel potere politico ad esse connivente, responsabili che, a quanto pare, nessun tribunale processera' mai.
Tutto questo lo vediamo inserito in un contesto ben piu' ampio di attacco ad ogni forma di dissenso con l'emanazione di leggi repressive e di controllo sociale. Un contesto nel quale si vive un clima di normalizzazione dove il privato puo' perseguire i propri interessi indisturbato, a discapito della collettivita'. Sottolineamo l'importanza della difesa degli spazi sociali e della loro cultura, esigenza questa che nasce dalla convinzione collettiva di avere diritto ad esistere. Esistere pero' con le nostre caratteristiche che si determinano come identita' collettiva, multiforme e complessa, da cui nessuno puo' realisticamente prescindere e che non si puo' cercare di cancellare cosi' come fu tentato il 16 Agosto 1989.

Il C.S. Leoncavallo e' oggi ricostruito e vivo, pieno di gente edi contenuti e tutto questo non puo' essere ridotto a categorie giudiziarie, giornalistiche o sociologiche, come troppo spesso e' stato fatto.
A questo punto siamo convinti che lo sgombero, la ricostruzione e via via fino a questo processo siano stati un qualcosa che a livello sociale ha fatto capire un po' di piu' quello che succede e che continua a succedere quotidianamente a Milano e in molte altre citta' da un punto di vista speculativo e repressivo.


