2000 virgin
Sedici pezzi per gli amanti
di uno dei progetti più audaci e longevi dell'hip hop "moderno". Il
progetto collaterale dell'MC dei Gangstarr giunge alla terza edizione
proponendo, come nelle due precedenti, la sua riuscitissima mistura di hip hop
e jazz. Come sempre sono moltissimi gli ospiti più e meno illustri: Angie
Stone, Macy Gray, I Roots, Erykah Badu, Isaac Heyes, Junior Reid e (perfino)
Craig David sono solo i più conosciuti.
Rispetto ai precedenti
volumi (soprattutto al primo)si tratta di un album molto più orientato verso un
tipo di hip hop classico (anche se molto venato dal jazz e dal soul) con molti
brani prodotti dal socio di sempre Dj Premier. Che si tratti di brani
integralemnte suonati, cantati su basi fatte al campionatore o di una
commistione delle due cose il disco suona sempre molto soul.
Guru dichiara, all'interno del bel
libretto del CD, di avere voluto fare un disco diverso dall'hip hop ordinario,
un disco maturo e sofisticato, un disco - dice - sulle note del quale gli piacerebbe
fossero concepiti dei bambini; un disco in grado di colmare il gap generazionale
e di apparire autentico e gradevole anche alle generazioni precedenti a quella
cresciuta con l'hip hop.
Sicuramente Guru ha centrato
l'obiettivo di comporre un ottimo disco: quasi tutti i pezzi sono molto belli e
le collaborazioni decisamente azzeccate! L'album si apre con Keep your
worries in cui la voce roca di Angie Stone ricama un bel ritornello ed una
splendida strofa sulla base di Dj Scratch. A seguire si fanno notare la base e
gli scratch di Premier su Hustlin' daze con Donell Jones.
Quarta traccia dell'album è
la bellissima All i said prodotta di Neptunes dove Guru collabora con la
grandissima Macy Gray. La base in cui la fa da padrona una batteria
schizofrenica si sposa perfettamente con la voce di Macy regalando uno dei
momenti più intensi dell'album.
Decisamente apprezzabile
anche Certified con Bilal (molto belli i ritornelli), Guidance con
Amel Larrieux e Supa love con Kelis su un'altra ottima produzione dei
Neptunes.
Uno dei pezzi più belli è Plenty
composta da Erykah Badu. È uno dei pochi pezzi completamente suonati e ci
regala un bellissimo crossover tra hip hop e swing, tra la voce profonda di
Guru e quella profondamente jazzata di Erikah (che pare registrata negli anni
'50!).
Altro momento veramente
intenso è Night Vision in cui Guru non si cimenta più con ottimi artiti
contemporanei... Qui il partner è il mostro sacro del soul Isaac Heyes. Victor
Flowers ricama una base minimale sulla quale scorre senza problemi il rappato
di Guru, ma ancor meglio scorre la voce bassissima di Isaac nel suo
recitativo...
Come ultimo brano cito Mashin'up
da world sulla quale Guru duetta con l'irruente MC Prodigal Son ma
soprattutto con Junior Reid (ex cantante dei Black Uhuru e stella delle
dancehall jamaicane negli anni '80). Reid, non nuovo a queste collaborazioni
(aveva già lavorato con il Wu Tang Clan) incastra alla perfezione vocalizzi e
ritornell su una base veramente bella prodotta da Guru e Agallah.
L'unico pezzo
sostanzialmente inutile dell'album è No more in cui una base molto
piacevole di Guru è vanificata da un brutto cantato di Craig David. Pur non
essendo un brutto brano risulta nettamente inferiore alla media del CD.
Rispetto agli altri due
volumi questo terzo jazzmatazz è decisamente poco jazz e molto orientato verso
il soul, ma questo era l'obiettivo dichiarato sin dal titolo: comporre un album
che rappresentasse il soul di strada...
Obiettivo pienamente centrato con un disco da quattro stelle!
***IOLE***
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