1999 anti/epitaph
Album tra i più belli che abbia sentito negli
ultimi 2 anni, questo Unchained spirit è la degna continuazione del
precedente Till' Siloh da cui riprende l'estrema varietà di
stile.
Si passa infatti dall'acustica 23Rd Pslam alla dancehall infuocata di
guns and bombs attraversando tutti gli stili del reggae contemporaneo.
Molto lontane dal reggae classico sono le
prime 3 canzioni "23Rd Psalm", "Voice of Jah" e "Sudan".
Se 23Rd Psalm ha l'aspetto di una raffinata preghiera a due voci
(Buju e Gramps dei Morgan Heritage), arricchita da soffici ricami di tastiere,
chitarre e sassofono e Voice of Jah ricorda una jam session acustica
(con la partecipazione degli LMS) sostenuta da percussioni, chitarra acustica e
organo hammond in un atmosfera quasi gospel, Sudan sembra quasi un pezzo
two step molto morbido ma dal beat comunque sostenuto.
Superato lo scoglio di queste tre canzoni che
richiedono parecchi ascolti per essere metabolizzate ed apprezzate fino in
fondo l'album torna nel solco del reggae contemporaneo più tipico: con un
bell'alternarsi di basi allegre e veloci con altre più lente ed ipnotiche fino
alla traccia 11 ("Guns and bombs") che avvia un'accoppiata di
pezzi dancehall molto potenti.
La traccia 14 è una "chicca"
presentandoci una combinazione quantomeno curiosa: Buju realizza infatti "No
more misty days" nientemeno che con i Rancid!
Personalmente questo pezzo rimane comunque uno dei meno convincenti dell'album
(anche se devo ammettere che il ritornello è molto carino).
Sicuramente il pezzo più bello dell'album
rimane il singolone "Mighty dread" con la sua base trascinante
come poche altre. Ascoltarlo almeno una volta vuole dire portarsi sempre in
mente il ritornello e canticchiarla per giorni e giorni.
Un discorso a se merita anche "Better
must come": la prima volta che l'ho sentita ho pensato di avere
sbagliato disco... Trattasi di un pezzo molto carino in cui Buju si cimenta con
il rocksteady alla Skatalites superando, se c'è bisogno di dirlo, alla grande
anche questa prova.
Tra le tante ricchezze dell'album ci snono
anche le collaborazioni illustri: Morgan Heritage con i loro
"fratellini" LMS, Luciano, Beres Hammond, Stephen Marley, Rancid e
Wayne Wonder arricchiscono un album da quattro stelle!
Unica pecca sono le due produzioni dancehall:
nessuna delle due basi convince appieno (meglio comunque"Woman dem
phat" rispetto a "Guns and bombs")e il talento di
Buju è sacrificato su basi non all'altezza dei diretti concorrenti (Capleton in
primis e poi Sizzla, Junior Kelly ecc.ecc.).
***IOLE***
TORNA ALLA HOME PAGE