REGGAE SOUNDS #1

  1. Mystic revelears RASTAMAN IN NEW YORK È l'ennesima versione di Englishman in New York di policiana memoria, ma a differenza delle altre versioni ha uno spessore musicale notevole. La base è, infatti, un bel pezzone new roots molto lento ed ipnotico che poco ricorda l'originale. Il cantato è la classica rilettura del brano dei police: in questo caso sono le tribolazioni di un rasta vessato dagli sbirri della grande mela, più xenofobi del solito nel clima post 11 settembre.
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  2. Innocent crew FRIDAY THE 13Th Sly Dunbar e Robbie Shakespeare (Storica sezione ritmica dei black uhuru) curano il basso e la batteria di questa produzione di dancehall estrema e si sente! Su un tappeto ritmico molto tirato e notevolmente ispirato dall'hip hop più duro scorrono dei bei vocioni ragga che nulla hanno da invidiare ai colleghi più blasonati (Sizzla, Elephant man e Beanie man solo per citare i più somiglianti). Bella tamarrata degna delle dancehall più infuocate!
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  3. Garnett Silk, Buju Banton & Anthony B HALLO MAMA AFRICA Un'altra cover: qui le due star della dancehall Anthony B e Buju Banton riprendono il classico del compianto Garnett. All'altezza della splendida (e consigliatissima) originale e adattissima ad una bella selezione
    di dancehall morbida.
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  4. Pato Banton & The reggae revolution DON'T SNIFF COKE Un bel pezzo che rientra perfettamente nei canoni del raggamuffin di qualche annetto fa (almeno una decina direi) incentrato su una delle poche idiosincrasie dei rasta jamaicani che mi sento di condividere: quella verso la cocaina. "I do not sniff the coke i only smoke sensimilla" è quanto ci ripete ossessivamente il signor Pato Banton su questo bel pezzone rilassato.
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  5. Elephant man WAR BEGGAR Ottima produzione in stile digital dancehall: la base è veramente tirata (quasi al confine con un certo tipo di drum and bass) e arricchita da numerosi effettini da dancehall (improvvisi rewind, esplosioni e altri suonini stupidi del genere)e completata da un basso digitale che per una volta risulta molto azzeccato e lontano dagli stucchevoli clichet alla sleng teng riddim!
    Elephant man non si discosta dal suo stile classico e strepita, urla ed incalza incessantemente per tutti i tre minuti e mezzo di questo brano veramente selvaggio!
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  6. Capleton HOT HOT HOT Se vi rifiutate di credere che si possa trasformare il rock'n'roll in raggamuffin questo è il pezzo che fa per voi! Tre minuti di puro delirio del buon Capleton su una base degna dell'Elvis dei tempi migliori! Esilarante nella sua assurdità è anche l'ennesima prova della bravura di questo sing jay che, a mio parere, è secondo solo a Buju Banton! Consigliatissimo come qualsiasi altra interpretazione di Capleton!
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  7. George nooks TWO ROADS un altro bel brano dall'autore di "god is standing by". Un lungo cantato sostenuto praticamente solo da un basso ipnotico e da una bella batteria tranquilla (con pochi inserti di tastiere e chitarra) scorre bene per tutti i tre minuti e mezzo della canzone. Si presta all'ascolto in molteplici occasioni, ma un pezzo del genere è irrinunciabile per carburare la fattanza!
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  8. Bob Marley & The Wailers RIDE NATTY RIDE Come ogni pezzo dell'album Zimbawe è indimenticabile! Tra i meno conosciuti del disco è un bel pezzone roots che ci ricorda come i Rasta non spariranno mai nonostante tutti i tentativi che, allora come oggi la borghesia e la politica jamaicana facciano per eliminarli.
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  9. Barrington Levi HERE I COME Il pezzo più famoso su revolution riddim!
    Sicuramente avete ballato almeno una volta questo grandioso brano. I vocalizzi di Barrington danno un bel tocco particolare ad un brano che, pur riprendendo il riddim di un pezzo di Gregory Isaac, elabora il tema in una maniera tutta particolare, affidando per gran parte delle strofe l'incedere ad un tappeto ritmico frammentario legato solo dalla voce.
    Un inno da dancehall che ha attraversato i decenni senza perdere un grammo del suo splendore!
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  10. Morgan Heritage LIBERATION Capostipite dei pezzi sull'omonimo riddim apparsi su "Morgan Heritage and friends volume 1" è tra i pezzi migliori della più nota formazione new roots.
    La base che ha fatto da sfondo ad uno dei pezzi più ballati dell'estate scorsa ( "Jah jah city" di Capleton ) è qui elaborata in maniera molto tranquilla e suggestiva, adatta sia in fase di riscaldamento in una selezione sia in un contesto seza dubbio più interessante dotato di mare, tramonto, palme e dolce compagnia (tutti gli elementi escluso l'ultimo sono sostituibili con ciò che avete a disposizione).
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***IOLE***
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