Appello per le manifestazioni contro il G8
Il Coordinamento dei Collettivi universitari de "La Sapienza" di Roma sarà presente alle manifestazioni del movimento antiglobalizzazione che si terranno a Genova in concomitanza con il vertice dei G8, all’interno del quale i governi dei paesi più industrializzati discuteranno e adotteranno provvedimenti comuni sui principali temi di interesse mondiale, tra i quali la ristrutturazione del mercato del lavoro e, di conseguenza, anche la riforma dei sistemi pubblici di istruzione.
La ristrutturazione del mercato del lavoro si fonda sui processi di precarizzazione delle figure lavorative, con conseguente riduzione dei diritti sociali e dei livelli di retribuzione finora acquisiti. Inoltre, la liberalizzazione dei mercati e l’evoluzione tecnologica portano le aziende ad aver bisogno di manodopera flessibile alle esigenze, in continuo e rapido mutamento, della competizione mondiale.
Le nuove domande di questa organizzazione della produzione stanno portando ad una radicale trasformazione dell’istruzione pubblica all’interno di un sistema che mira alla formazione di nuovi lavoratori mentali flessibili al servizio delle imprese. L’istituzione di figure professionali strutturalmente precarie, come quelle, ad esempio, che si stanno creando nell’università con i nuovi corsi di laurea di primo livello, è centrale per formare manodopera che sappia essere produttiva in un’economia altamente tecnologizzata e basata sull’innovazione continua dei beni di consumo. Così, i laureati di primo livello si specializzeranno in settori utili nel breve periodo e saranno di conseguenza costretti a rientrare periodicamente nei meccanismi di formazione, rimanendo così sempre precari e sottopagati.
Lo stesso processo è in atto all’interno della scuola. Infatti, l’autonomia scolastica e la riforma dei cicli appena varata stanno creando, anche culturalmente, soggetti flessibili fin dalle elementari, cui il sapere sarà dato solo in forma acritica, parcellizzata e senza punti di riferimento fissi. Queste riforme, invece di portare tutti gli studenti verso una crescita sociale e culturale, a prescindere dalle condizioni economiche individuali, tendono sempre più a trasformare l’istruzione in formazione professionale, a tutto vantaggio e senza costo per le imprese.
È evidente dunque che le contraddizioni espresse dalle politiche formative sono, in questi anni, sempre più interne ai rapporti tra capitale e lavoro; non a caso, grazie all’autonomia universitaria, saranno le imprese a decidere quali corsi di laurea aprire e chiudere e quali contenuti trasmettere per formare i suoi futuri lavoratori salariati.
Essendo dunque evidente la centralità delle politiche formative in questo processo di ristrutturazione del mercato del lavoro, proponiamo per le manifestazioni del 19 e del 21 luglio la creazione di uno spezzone che unifichi lavoratori e studenti della scuola e dell’università. Dopo la lotta che abbiamo intrapreso all’interno de "La Sapienza" per il diritto allo studio e contro questa riforma universitaria e le mobilitazioni degli insegnanti e degli studenti medi contro la riforma dei cicli, questa è l’occasione per riunificare chi subisce questi processi di ristrutturazione del sistema formativo, contestando in particolare la riunione dei G8 che discuterà un documento sulla formazione.
Ciò che rivendichiamo con forza, in contrapposizione alle politiche neoliberiste dominanti, sono un aumento straordinario dei fondi per l’istruzione pubblica, che garantiscano a tutti il diritto allo studio; un’università basata sull’autogoverno, che rifiuti le logiche del mercato; una didattica che renda possibile una comprensione critica della realtà, dei metodi e dei fondamenti delle scienze.
COORDINAMENTO DEI COLLETTIVI UNIVERSITARI ROMANI
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