Appuntamenti della rete universitaria milanese, a partire dal 16,. e volantino di rum e circolo fortini del prc sullo sciopero generale.


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www.ecn.org/rum, rum@ecn.org ci vediamo tutti i mercoledi in aula a,
università statale via festa del
perdono


Il 16
aprile Cgil, Cisl, Uil e i sindacati di base hanno proclamato lo sciopero
generale. Lo sciopero arriva in un percorso che ha visto negli ultimi mesi
un crescendo di mobilitazioni sui temi dei diritti negati dal processo di
globalizzazione (dagli studenti ai migranti ai lavoratori), contro la guerra,
dall’Afghanistan alla Palestina, strumento di dominio dei potenti sul mondo,
contro le politiche del governo Berlusconi, fino ai 3 milioni che hanno
invaso Roma il 23 marzo.
Al
centro della rivendicazione dei
lavoratori è la difesa dell’articolo 18 che impedisce il licenziamento
senza giusta causa ed è stato strumento negli ultimi decenni per impedire il
ricatto occupazionale nei confronti di chi sul posto di lavoro conduce battaglia
per i diritti e la democrazia. Ma i temi dello sciopero sono ben più ampi, il 16
sarà l’occasione per rivendicare l’estensione dello statuto dei lavoratori a
tutte le imprese (anche quelle con meno di 15 dipendenti) per opporsi
alla logica della precarietà e della flessibilità che il governo Berlusconi vuole spingere
ulteriormente nel libro bianco, per difendere le pensioni, per
denunciare le politiche sociali ed economiche del governo che
interpretano un sistema di sviluppo fondato sullo sfruttamento, sulla difesa di
interessi privati e sull’abolizione di quei diritti che permettono ai vari
soggetti di aggregarsi e di opporsi socialmente.
Per
questo il 16 aprile dovrà essere anche sciopero generalizzato, esteso
a tutti quei lavoratori che il sindacato non l’hanno mai visto neanche da
lontano perché sono atipici, fintamente autonomi, precari, immigrati, a tutti i
cittadini che condividono questa battaglia e possono astenersi dal fare, nel
giorno dello sciopero, le cose di tutti i giorni. Esteso al mondo della
formazione e dell’università che si deve bloccare, non solo perché
scioperano docenti (speriamo!) e personale negli atenei, ma perché non ci sono
gli studenti. Se le università sono sempre più un luogo organico ed interno al
processo produttivo che risponde, subalterno nella forma e nel contenuto, al
mercato, e non luogo di formazione, la partecipazione degli studenti allo
sciopero è un atto molto più che solidale o di mobilitazione di chi per studiare
lavora. Diventa un modo per opporsi alla sistema formativo che ci stanno
costruendo attorno.