070399
in questo numero:
1. Cermis - Coccodrilli
2.Movimenti/Como/Arci - Lettera aperta al segretario della LEGA NORD di Como
3.Movimenti/Como - Assalto di squatters al gazebo
4.Novara - Inceneritore Fontaneto
5.Romania - I lavoratori rumeni passano all'azione - FalceMartello
6.Lettere - Europee: vogliamo provarci?
7.Novara/Lettere - CSOA Cavalcavia Novara
8.Appuntamenti - cambia musica! concerti e seminari
9.Riviste - È uscito il foglio di senza censura: convegno a berlino // foglio n.4 contro la repressione
10.Riviste - È uscito il numero di marzo di Modus vivendi
11.Cultura - La corte dei miracoli
12.Satira - S.Remo
13.Culura - Luis Antoine Leon de Saint-Just
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TAZ la spiaggia da cui partirà la nostra brigata
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-----Messaggio originale-----
Da: P.C.I. - Partito Comunista Italiano <p.stilan@flashnet.it>
Data: Friday, March 05, 1999 1:07 AM
Oggetto: Coccodrilli
COCCODRILLI
Mentre si preparano le celebrazioni per il 50° anniversario della adesione dell'Italia alla NATO (vedi nota), un coro di coccodrilli con le loro ipocrite lacrime e' li a piangere per la sentenza della "lex" americana sulla strage del Cermis.
Tutti uniti da Fini a Cossutta .
Cosi come sono tutti uniti nel fregarsene della sovranita' limitata dell'Italia.
Naturalmente, come in tutte le vicende, anche per questa c'e' sempre da tener presente la scala di corresponsabilita'. Diciamo, con la chiarificazione che per fascisti intendiamo quelli che si comportano come tali al di la del nome, che c'e chi fa il suo mestiere (i fascisti) e chi non lo fa (i comunisti)
I fascisti prima consegnano l'Italia con mani e piedi legati al padrone americano e poi si lamentano che il.... padrone si comporta da padrone.
Quando Alcide De Gasperi, il futuro Beato del Vaticano per meriti anticomunisti, nel gennaio del 1947 va negli USA a risquotere il prezzo del tradimento e dell'asservimento dell'Italia allo straniero USA, nessuno dei benpensati di allora (o dei loro nipotini di oggi) si fece venire scrupoli. Cosi come non si fanno venire scrupoli i commercianti e i bottegai vari, ben felici di speculare sugli introiti economici provenienti dalle truppe di occupazione USA.Migliaia di occupanti stranieri significano centinaia di miliardi che vanno a finire nelle tasche dei nostri concittadini "patrioti".
Ora piangono per la tragedia del Cermis, domani piangeranno per la tragedia dell'Italia (e Europa) trascinata in un conflitto mondiale che dovra' servire da rilancio della asfittica industria americana. E "lorsignori" saranno i primi a piangere lacrime di coccodrillo. Saranno i primi a strillare ....mentre contano i "danari" accumulati.
E i "comunisti Cossutta e Bertinotti , che fanno?
Al governo, al governo! dice Cossutta.
Ribellarsi e' giusto! (ma non e' ora), dice Bertinotti. Ribellatevi!..... Voi, non noi!!
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La tragedia del Cermis e' stata una tragedia annunciata.
Prima o poi una delle tante bravate doveva per forza finir male.
Quando si risquotono miliardi non si protesta per le bravate di "quei scavezzacolli di biondi ragazzotti USA".
"Diamogli una svegliata a questo paesotto" urlavano esaltati i biondi ragazzoti americani mentre passavano sotto le funi del Cermis.
Questo paesotto, quale e' l'Italia, non lo svegliera' mai nessuno!
Sottoposta alla precedente occupazione straniera , l'italia in quel lontano 8 settembre 1943 seppe svegliarsi per ricacciare oltre le Alpi il nemico tedesco.
Ma allora c'erano i comunisti!!
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NOTA. Dopo la vittoria alle elezioni politiche del 18 aprile 1948 , ottenuta con le scomuniche anticomuniste del Vaticano e con i carri armati nordamericani, il governo della Democrazia Cristiana, in base al tradimento a favore degli USA del gennaio 1947 dei leader DC, richiese l'adesione al Patto Atlantico (NATO) la cui ratifica avvenne alla Camera dei Deputati il 18 marzo 1949 dopo 51 ore di continuo dibattito. La ratifica venne approvata con 342 voti a favore, 170 contrari e 19 astenuti. Il Senato, alcuni giorni dopo, approvava la ratifica il 27 marzo con 183 voti a favore, 112 contrari e 8 astenuti.
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"L'ORA dei Comunisti"
FOGLIO POLITICO TELEMATICO DEL P.C.I.
SEZIONE PIETRO SECCHIA
Via Corinto 5 - 00146 ROMA - Telfax: 065.433.250 http://OrCo.freeweb.org *** http://village.flashnet.it/users/fn028394
E.mail: p.stilan@flashnet.it>
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In questo momento ogni comunista deve assumersi le proprie responsabilita:
RICOSTRUIRE IL PARTITO COMUNISTA ITALIANO
2.Movimenti/Como/Arci - Lettera aperta al segretario della LEGA NORD di Como
-----Messaggio originale-----
Da: como.arci@tin.it <como.arci@tin.it>
Data: Wednesday, March 03, 1999 1:12 PM
Oggetto: Lettera di Enzo alla Lega
Lettera aperta al segretario della LEGA NORD di Como.
Le scrivo per manifestare tutta la mia indignazione per la proposta di referendum contro la legge Turco-Napolitano ad opera del suo partito. Unindignazione che nasce per i contenuti di tale proposta e per lipocrisia di cui sono piene le motivazioni che portate a sostegno delle vostre tesi. Nellintervista rilasciata dal suo predecessore il 26 Febbraio u.s. al quotidiano "La provincia" egli affermava: "Bisogna permettere lingresso in Italia solo alle persone con documenti in regola, permesso di soggiorno,lavoro e abitazione." Vi siete chiesti come fa una persona ad avere un lavoro, una casa, e quindi un permesso di soggiorno se non le viene data la possibilità di cercarli? Vi siete chiesti come fa una persona a dimostrare che ha un lavoro e una casa, se questo lavoro è "in nero" e per laffitto della casa non ha nè un contratto nè una ricevuta? Questo succede a molti immigrati, ed io le chiedo: chi è il delinquente, limmigrato o chi dà il lavoro "in nero"? Chi è il delinquente, limmigrato o chi gli affitta un buco per molti soldi e senza contratto nè ricevute? Ma cè dellaltro.
Voi state cercando consensi sfruttando la paura e la disinformazione di molta gente, state conducendo unoperazione illusoria facendo credere che basti una firma e labrogazione di una legge per risolvere il problema. Ma il problema è molto più complesso: nasce dal fatto che siamo in un mondo dove il 20% della popolazione detiene l80% delle risorse, dove un miliardo di individui muoiono di fame e non è una firma che può risolverlo e VOI LO SAPETE BENE!
Il risultato di questa operazione sarà che quando la gente che state illudendo se ne accorgerà si incattivirà ancora di più.
Signori, la multietnicità è nei fatti, sta a noi decidere come vogliamo che si realizzi.
Non si può impedire al ghiacciaio di sciogliersi, si può costruire una diga, ma lacqua deve comunque poter defluire, se no cè la tracimazione. Ci pensi.
Il Presidente dellA.R.C.I. provinciale
Enzo DAntuono
Articolo comparso su La Provincia - quotidiano di Como il 07/03/99
Tafferugli vicino a Porta Torre e nel centro di Como - Contusi due leghisti
Assalto di squatters al gazebo
Incendiata la tenda dove la Lega raccoglieva firme anti-clandestini
COMO - Gazebo della Lega distrutto dagli squatters. L'obiettivo del gruppo Kep, (Kollettivo emergenza psichedelica). che si riconosce nella sinistra extraparlamentare, era il referendum sull'immigrazione e così ieri pomeriggio una cinquantina di giovani si sono diretti verso porta Torre, dove i lumbard comaschi avevano allestito il gazebo per la raccolta firme. Lungo il tragitto hanno ripetuto slogan sull'argomento clandestini, ma arrivati davanti al liceo "Volta" hanno attaccato i leghisti prima con le parole e poi coi fatti. "Pretendiamo le scuse ufficiali e il biasimo dei responsabili di questi gesti da parte dei rappresentanti del Governo". E' stato il commento del segretario della Lega Lombarda, Roberto Calderoli.
Pomeriggio di fuoco. I militanti del Carroccio non hanno reagito - Tanta paura, ma nessun ferito
Leghisti aggrediti, fiamme al gazebo
Ore 16.30: dagli autonimi insulti e fumogeni a Porta Torre
"Bossi boia", "Maggiolini boia". Intonando questi slogan una cinquantina di ragazzi (loro più tardi diranno cento) è partita da piazza Duomo in un corteo a sorpresa, ieri pomeriggio verso le 16.30. Chi sono lo hanno scritto in calce a uno striscione ("Bastardi voi, bastardi noi col sangue agli occhi") che portavano a braccia: Kep, ovvero Kollettivo emergenza psichedelica. L'obiettivo del gruppo, che si riconosce nella sinistra extraparlamentare era il referendum sull'immigrazione della Lega Nord e così si è diretto verso Porta Torre, dove i lumbard comaschi hanno allestito il gazebo per la raccolta firme. Lungo il tragitto hanno ripetuto discorsi e slogan sull'argomento clandestini ("Se ci sono i disoccupati è colpa dei padroni e non degli immigrati") e anche contro i giornalisti. Arrivati davanti al liceo "Volta" hanno attaccato i leghisti prima con le parole e poi coi fatti. Il gazebo e i tavolini sono stati abbattuti e in rapida sequenza sono partiti una bottiglia vuota, che fortunatamente non ha colpito nessuno, due o tre candelotti fumogeni e una torcia che ha incendiato i manifesti e quel che rimaneva della tenda. Al banchetto in quel momento c'erano solo quattro lumbard, che non hanno reagito in alcun modo. Mentre si infittiva la folla dei curiosi, da Porta Torre è arrivata una gazzella dei carabinieri. I ragazzi del Kep hanno sgombrato il campo disperdendosi per le vie della città murata. Nel giro di un quarto d'ora gran parte dei manifestanti si è ritrovata sotto i portici di piazza Duomo, dove erano allestiti alcuni banchetti di gruppi femminili per l'otto marzo, dell'Arci per Silvia Baraldini e della Sinistra giovanile per nuovi centri di accoglienza e contro la pena di morte. L'impianto stereo di uno degli stand ha cominciato a diffondere musica a palla e diversi ragazzi si sono messi a ballare in mezzo alla piazza. Una ha preso il microfono e ha ricostruito la vicenda dal loro punto di vista: "La volante ha disperso dei giovani che hanno solo espresso la loro opinione". Alla spicciolata sono arrivate in piazza diverse pattuglie delle forze dell'ordine. Hanno fatto abbassare la musica e chiesto spiegazioni ad alcuni esponenti dei sodalizi presenti sotto i portici: tutti si sono dichiarati estranei all'iniziativa, organizzata in autonomia dal Kep. Più tardi la polizia ha chiesto i documenti a una ventina di giovani, ma per ora non è stato possibile accertare la loro partecipazione al corteo. Verso le 17.30, quando quasi lutti i manifestanti se ne erano andati e i banchetti erano in fase di smobilitazione, sono arrivati alcuni leghisti che hanno inveito contro "i drogati dei centri sociali". Ci sono stati un paio di spintoni ai danni dei volontari, che si sono sentiti accusare di aver coperto i giovani, ma poi la polizia municipale ha sedato gli animi. La Lega Nord ha sporto denuncia per i danneggiamenti e l'aggressione subita dal Kep. Solo per la manifestazione non autorizzata i promotori, in particolare coloro che hanno preso la parola, rischiano fino a sei mesi di arresto o un'ammenda da 200 a 800mila lire. Finora il Collettivo, nato nel gennaio di quest'anno e formato in gran parte da ragazzi di Como e della Bassa, si era segnalato per alcune iniziative culturali, come cineforum e concerti. Ieri sera si è ritrovato in una sala vicino ai campi da tennis di Tavernola per la secondo di due appuntamenti musicali contro il referendum leghista, entrambi monitorati dalla questura. Di solito si riunisce ogni martedì alle 21.30 al Mingus Live di Bregnano.
Pietro Berra
-----Messaggio originale-----
Da: daniele barbone <dbarbon@tin.it>
Data: Thursday, March 04, 1999 9:31 PM
Oggetto: Inceneritore Fontaneto
>La Conferenza dei Servizi il giorno 2 Aprile 99 presieduta
>dall'Assessore all'ambiente Enrico Marone (verdi), riunita presso la
>Provincia di Novara ha definitivamente bocciato il progetto di
>inceneritore della ditta Doria da ubicarsi nel comune di Fontaneto per
>gravi carenze tecniche e per la non rispondenza del progetto alla
>pianificazione approvata dall'Ente con il Piano Provinciale di
>Smaltimento Rifiuti.
>
>Ora gli ambientalisti, il comitato spontaneo dei cittadini, i Verdi
>possono guardare con fiducia ai prossimi incontri tra la Provincia di
>Novara e quella di Biella che dovranno determinare la tipologia e
>l'ubicazione dell'impianto di termovalorizzazione che andrà a smaltire
>le sole frazioni residuali dalla raccolta differenziata.
>
>
>daniele barbone
>portavoce dei Verdi
>provincia di Novara
5.Romania - I lavoratori rumeni passano all'azione - FalceMartello
Da: lania <lania3@iol.it>
Data: Sunday, February 28, 1999 7:44 PM
Oggetto: I lavoratori rumeni passano all'azione
Il 22 gennaio nel monastero di Cozia, a 150 km da Bucarest, è stato firmato
un accordo che ha posto fine alla lotta dei minatori, durata 18 giorni.
Malgrado tutti i ministri dicano che "nessuno ha vinto, se non il Paese",
non è stato affatto così.
Il governo ha dovuto cedere, concordando aumenti del 30% e impegnandosi a
mantenere in attività le due miniere che voleva chiudere. Al loro ritorno
nella Valle del Jiu, gli scioperanti sono stati accolti dalla popolazione al
grido di "vittoria!".
di Ion Udroiu
Lo sciopero dei minatori era cominciato il 4 gennaio, in seguito
allannuncio della chiusura di due miniere accompagnata da 6.500
licenziamenti. Ladesione allo sciopero dei 20.000 minatori del bacino
carbonifero del Jiu (fino a qualche anno fa erano 40.000) è stata sin
dallinizio praticamente totale. Alla richiesta della riapertura delle
miniere era unita quella di aumenti salariali del 35%.
Di fronte alla mobilitazione il governo ha risposto da subito con durezza:
come fece lanno scorso in una situazione analoga, ha rifiutato ogni
trattativa e ha isolato la regione, bloccando tutti i treni ed i pullman.
Dopo due settimane di sciopero, i minatori hanno deciso di passare alle vie
di fatto. Da Petrosani, la città che era diventata il loro quartier
generale, sono partiti in 10-15mila verso Bucarest, chi sui camion, chi a
piedi. Dopo soli 20 km di marcia, a Tîrgu Jiu, hanno trovato la polizia a
sbarrargli la strada, ma né le granate lacrimogene né i manganelli sono
riusciti a fermarli. Il giorno dopo sono ripartiti gridando "Bucarest,
Bucarest". Su uno degli striscioni cera scritto "noi moriamo di fame e voi
ci picchiate".
La gente lungo la strada solidarizzava con loro e intanto fioccavano le
dimissioni: prefetti, ufficiali, direttori di miniere. Hanno marciato per
altri 130 km, dormendo nei boschi a -7 gradi, fino a Horezu. Lì il governo
aveva fatto disporre blocchi di cemento armato sulla statale e aveva mandato
3.500 uomini aspettandosi una battaglia campale. E così è stato. A
mezzogiorno del 21 i minatori sono arrivati ai blocchi. Le donne hanno
provato a convincere i poliziotti ma non cè stato nulla da fare. La sera il
bilancio era chiaro: 8 minatori feriti, 124 poliziotti feriti e 50 presi in
ostaggio. Il presidente Constantinescu ha fatto sostituire il ministro degli
interni e si è preparato a dichiarare lo stato demergenza. La mattina dopo
alle 5,45, è partito da Bucarest un convoglio militare lungo 3 chilometri
composto da blindati e carri armati. Nel pomeriggio però, il primo ministro
Radu Vasile è partito in elicottero per il monastero di Cozia dove ha
firmato laccordo.
Sotto il giogo del FMI
La lotta dei minatori non è un episodio isolato ed è il risultato del
peggioramento delle condizioni di vita dei lavoratori rumeni. Nel novembre
96 le elezioni presidenziali sono state vinte da Constantinescu, appoggiato
da una coalizione di centro-destra. Questi ha nominato primo ministro Victor
Ciorbea che nel febbraio 97 ha esposto il suo programma: abolizione delle
sovvenzioni alle industrie pubbliche (che erano il 90% di tutte le aziende)
e liberalizzazione dei prezzi. Il governo spiegava che ciò era necessario
per ottenere finanziamenti dal Fondo Monetario Internazionale (414 milioni
di dollari) e dalla Banca Mondiale (625 milioni di dollari), malgrado
prevedesse che le conseguenze sarebbero state un calo della produzione
nazionale (Pil), un aumento della disoccupazione e linflazione al 100%. Le
previsioni erano giuste. Il Pil, che nel periodo 90-92 era crollato del
23,9% per poi risalire nel 93-96 del 17,3%, ha ricominciato a calare:
-12,5% nel 97 e -9,4% nel 1° trimestre del 98. La disoccupazione è passata
dal 6,1% del 96 al 9,6% del 98. Ma ancora più grave è il problema
dellinflazione: in otto anni i prezzi sono aumentati di 525 volte, mentre i
salari di 300. Nel 98 il potere dacquisto del salario medio era la metà di
quello del 90. A Ciorbea è succeduto lanno scorso come capo del governo
Vasile, che ha annunciato come suo programma per il 99 di ridurre del 15% i
debiti delle aziende statali, il che metterà a rischio 70.000 posti di lavoro.
Aumentano le lotte
Tutto ciò ha delle conseguenze. Con uninflazione altissima, con le aziende
in via di privatizzazione che licenziano e quelle statali che ogni tanto si
"dimenticano" di pagare, il malcontento cresce e da circa un anno vediamo in
Romania un forte aumento dei conflitti di lavoro. Lanno scorso ci sono
stati molti scioperi importanti, la maggioranza dei quali spontanei: oltre
ai minatori (che si erano mobilitati anche a maggio e a dicembre) ci sono
state lotte in fabbriche di trattori, siderurgiche, chimiche, nelle
ferrovie, nella sanità.
Il 9 dicembre nel distretto di Bihor hanno scioperato tutti gli operai del
settore minerario, petrolifero e metallurgico. Anche gli studenti hanno
fatto uno sciopero generale, con l80% di partecipazione, ottenendo un
aumento del 4% del Pil per la spesa per listruzione e un salario mensile.
Esemplare è stata la manifestazione a Brasov del 15 novembre, lundicesimo
anniversario della rivolta operaia contro Ceausescu. I lavoratori che erano
in piazza erano gli stessi che nell87 furono imprigionati e torturati per
essersi ribellati alla dittatura che li affamava. Il corteo è stato di più
di una semplice commemorazione, visto che i protagonisti erano gli operai
della "Tractorul", "Hidromecanica" ed altre fabbriche, tutte colpite da
licenziamenti e mancati pagamenti, che hanno fatto dimettere i propri
dirigenti dazienda. Gli slogan erano "contro il nuovo potere che non ci
illude più".
Il bilancio della lotta
Il malcontento e la voglia di lottare quindi continuano a crescere, anche a
causa delle dure politiche imposte dal Fondo Monetario. Ma ciononostante per
il movimento operaio ci sono ancora grossi problemi. Il PDSR (Partito della
democrazia sociale) anche se ufficialmente ha una linea "socialdemocratica"
non ha programmi molto differenti da quelli degli altri partiti.
Addirittura, di fronte alla marcia dei minatori, era daccordo col governo
per dichiarare lo stato demergenza.
Sul terreno sindacale il panorama è molto diviso. Oltre al BNS (Blocco
nazionale sindacale) e al CNS (Confederazione nazionale sindacale), ci sono
molti altri sindacati nazionali, locali o di categoria, come il LSMVJ (Lega
sindacale minatori Valle del Jiu). Questultimo è guidato dal leader della
recente lotta dei minatori, Miron Cozma. Un uomo dal passato ambiguo, per i
suoi rapporti con la Securitate (i servizi segreti stalinisti), ed oggi
membro del direttivo del partito ultra-sciovinista România Mare (Grande
Romania). Il fatto che un personaggio del genere sia un dirigente sindacale
la dice lunga
Quello che possiamo dire è che in Romania, dove ci sono molte analogie con
la situazione in Russia, i prossimi anni non saranno di pace sociale.
I lavoratori si troveranno sempre più pressantemente di fronte ad una
questione: chi deve gestire le aziende, leconomia, la società? Lo
stalinismo è stato spazzato via dalla Rivoluzione del 1989, anche se molti
dei suoi vecchi burocrati si annidano nellapparato statale; il capitalismo
sta mostrando la sua natura sulla pelle dei lavoratori.
Questo articolo è tratto dal n*129 della rivista FalceMartello
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FalceMartello
mensile marxista per i lavoratori e i giovani
web: http://members.tripod.com/~falcemartello
per info e commenti: lania@freemail.it
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-----Messaggio originale-----
Da: mara malavenda <malavend@hotmail.com>
Data: Monday, March 01, 1999 6:59 PM
Oggetto: Europee: vogliamo provarci?
Vogliamo provarci ?
Dalla strage di Otranto ai campi di concentramento per gli immigrati
alla "cacciata" di Ocalan dallItalia -oggi sotto tortura in Turchia in
barba a qualsiasi "diritto" dasilo- Prodi prima e DAlema dopo hanno
definitivamente trasformato in farsa il fallimento strategico
dellintera sinistra istituzionale.
Il restringimento della democrazia politica e sindacale, lattacco al
diritto di sciopero e la deregolamentazione del mercato del lavoro e dei
diritti sociali, il crollo occupazionale, dimostrano la provata
impossibilità di qualsiasi uscita riformista dalla crisi e di qualsiasi
ingresso indolore nellEuropa dei padroni di Maastricht per gli operai,
i lavoratori dipendenti ed assimilati, i disoccupati, e la povera gente.
E se Prodi è stato levoluzione trasversale dei governi dellEUR e del
CAF, passando per Berlusconi e Dini, DAlema sta radicalizzando a destra
questo processo.
Ostinarsi a riproporre, come fa ancora il PRC, una fallimentare
prospettiva di "alternativa sociale" per lo "spostamento a sinistra" di
istituzioni e governi in Italia ed Europa significa continuare a suonare
la marcia funebre ai contenuti di classe delle lotte predisponendo
lennesima illusione per imbrigliare, controllare e vanificare il
conflitto e lantagonismo, invischiandoli in un percorso neoriformista
che rivendica un capitalismo "più equo e sociale".
Con gli sciagurati programmi da "regime della concertazione" dettati dal
grande capitale e dalle collegate lobbie presenti pariteticamente nel
Polo e nellUlivo, Prodi e DAlema hanno osato fare ciò che nessun
governo, né democristiano, né Craxiano, né di destra aveva mai osato
fare !
Con il pacchetto Treu, il patto sociale, la farsa delle 35 ore per la
massima flessibilità del lavoro e dello sfruttamento già anticipata dai
contratti di chimici e metalmeccanici, gli LSU e LPU, si punta a rompere
lunità politica e normativa dei lavoratori dipendenti e a spaccare
lItalia tra zone forti ed aree di crisi, tra sud e nord, tra singole
aziende, tra occupati, precari, disoccupati ed immigrati.
La stretta sulle privatizzazioni (pensioni, sanità, aziende di stato, e
tutti i servizi di pubblica utilità smantellati e stornati al mercato),
e i finanziamenti alla scuola privata per la sottomissione della ricerca
e della didattica ai poteri confindustriali, confederali e clericali,
anticipano di fatto le controriforme costituzionali e fanno il paio con
la drastica riduzione delle tasse e i multimiliardari finanziamenti
pubblici per i padroni (ed i loro sindacati: dai Caaf ai patti in
deroga, dalla formazione lavoro ai fondi pensione integrative ecc.).
Il referendum Segni-Di Pietro per labolizione della proporzionale,
appoggiato da Cossiga, Agnelli, Veltroni, Cipolletta, Fini, Abete,
Fossa ecc., la prossima legge-truffa sulla rappresentanza sindacale di
Confindustria-CGIL-CISL-UIL (che consente alla controparte datoriale il
potere giuridico del riconoscimento delle organizzazioni gradite e
colluse), la corsia durgenza per lapprovazione dellulteriore
restringimento del diritto di sciopero, sono lulteriore riprova della
pericolosa svolta autoritaria in atto per ingabbiare nelle leggi dello
stato lautonomia della lotta operaia e proletaria ed impedire qualsiasi
opposizione anticapitalista e di classe.
Ma possono ancora i lavoratori dipendenti ed i settori sociali a loro
collegati fermarsi a semplici valutazioni di carattere economico
continuando a subire lo smottamento "politico"della loro condizione
-indipendentemente dai volumi e dalla durezza delle lotte- senza porsi
il problema di colmare labissale vuoto politico creatosi a sinistra ?
Il permanere di sostanziali differenze, né secondarie né tantomeno al
momento superabili tra le forze dellautorganizzazione,
dellanticapitalismo e dellantagonismo di classe, il progressivo
allargamento del divario tra rilancio mondiale delleconomia capitalista
e polverizzazione sociale e politica dellopposizione diffusa, se da una
lato pongono la necessità della ricostruzione di un nuovo soggetto
politico comunista, autorganizzato e di massa, dallaltro ne dimostrano
loggettiva impossibilità di realizzazione in tempi ravvicinati.
Premettendo che, a nostro avviso, tale processo potrà avvenire solo come
diretta necessità della classe stessa che "rompe" e si autorganizza
innescando una svolta storica, non ci spaventiamo, e lo abbiamo
dimostrato, delle possibilità al momento ancora date, di utilizzo
"eversivo" delle istituzioni intese come semplici articolazioni
secondarie e strumentali di supporto al conflitto ed allazione
politica.
La nostra esperienza di questi ultimi anni, con una presenza organizzata
in parlamento, ci convince, senza alcuna illusione istituzionalista, che
mettere a disposizione dellautorganizzazione, e di tutta la sinistra
sociale e politica collocata "fuori e contro i palazzi" la possibilità
di presentare liste comuni alle prossime elezioni europee contribuisca a
definire utili demarcazioni nonché a dare maggiore voce e visibilità
alle lotte.
Assemblee territoriali e nazionali "dal basso" e congiuntamente promosse
potrebbero servire alla verifica di utilità e praticabilità di questo
percorso:
Proviamoci !
Cobas
per lAutorganizzazione
E-MAIL: MALAVENDA_A@camera.it
tel: 0368-3600543 - fax: 06/67603117 - 081/5703903
-----Messaggio originale-----
Da: elisa gregori <elisa_gregori@hotmail.com>
A: baffa@tin.it <baffa@tin.it>
Data: Friday, March 05, 1999 10:26 PM
Oggetto: CSOA Cavalcavia Novara
>Caro compagno,sono Elisa, l'addetta, se cosi' si puo' dire, del Centro
>Sociale Cavalcavia di Novara.Ti scrivo innanzitutto per ringraziarti per
>i messaggi mandati fino ad adesso, che purtoppo il piu' delle volte
>leggo molto in ritardo, perche' non uso spesso connettermi.D'ora in poi,
>comunque vista la quantita' di informazioni arrivate al mio
>indirizzo,prometto di essere piu' "diligente" e di informare a mia volta
>di cio' che organizziamo.Negli ultimi giorni siamo arrivati vicino ad un
>"accordo" con il sindaco per il contratto, ma come tu ben saprai riecono
>sempre a farci inciampare nella loro squallida burocrazia, per cui siamo
>ancora in attesa.Ogni nostra iniziativa ha avuto luogo nei locali
>offertici dai compagni della camera del lavoro, l'ultima e' stato un
>incontro con le forze armate rivoluzionarie colombaine, esercito del
>popolo.A presto Elisa CSOA Cavalcavia
-----Messaggio originale-----
Da: GIOVANI VERDI <marcellos@tin.it>
Data: Monday, March 01, 1999 10:25 PM
Oggetto: cambia musica! concerti e seminari
CAMBIA MUSICA!
la campagna dei giovani verdi per liberare e diffondere la musica:
per costruire gli spazi e diminuirne i costi, per il pluralismo
nell'offerta e la promozione nelle scuole.
http://www.verdi.it/giovaniv/cambiamusica/
I primi appuntamenti di Cambia Musica! sono programmati. Molti
altri ne seguiranno in tutta Italia per sostenere l'APPELLO
promosso dai Giovani Verdi.
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17/03/99
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Incontro - Dibattito
al BLOOM di Mezzago (MI) Via Curiel 39 - h. 21.00
Info: mailto: marcellos@tin.it , oppure tel. 039.623853
Partecipano: Sen. Fiorello Cortiana (Verdi), Angelo Casiraghi
(Bloom), Luca "Zulù" (99 Posse), Franz di Cioccio (PFM), Marco
Grompi (giornalista), Marcello Saponaro e Giuseppe Vergani
(Giovani Verdi), Stefano Marchesi (Arezzo Wave).
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19/03/99
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da Bologna una band di punta del progressive italiano
D E U S E X M A C H I N A
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in concerto (ingresso libero)
al BLOOM di Mezzago (MI) Via Curiel 39 - h. 22.30
Info: mailto: marcellos@tin.it , oppure tel. 039.623853
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24/03/1999
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Seminario a Perugia - Sala de Notari - h. 17.30
Info: 0330.740948
Partecipano: Mogol, Sen. Fiorello Cortiana (Verdi), Franco
Parlavecchio (Giovani Verdi), Sen. Stefano Semenzato, e al-
cuni musicisti dei Negrita, dei Timoria e dei Labyrinth.
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11/04/99
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GREENmusicPUNK Festival (ingresso libero)
in collaborazione con Decibel Records
al BLOOM di Mezzago (MI) Via Curiel 39 - h. 16.00 / 23.00
Info: mailto: marcellos@tin.it , oppure tel. 039.623853
Pomeriggio 16.00 - 19.00:
Amnesia, New Ortensia Sox, Berenice Beach
Sera 19.00 - 21.00:
Film musicale (titolo da decidersi)
Sera 21.00 - 23.00:
Fantastici 4, Succo Marcio, Gambe di Burro
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Marcello Saponaro
responsabile campagna "Cambia Musica!"
per il Coordinamento Nazionale Giovani Verdi
Cell.: 0347.4149789
Fax : 035.4823519 (dopo le h. 18.00)
email: marcellos@tin.it
Url : http://www.verdi.it/giovaniv/cambiamusica/
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http://www.verdi.it/giovaniv/cambiamusica/
9.Riviste - È uscito il foglio di senza censura: convegno a berlino // foglio n.4 contro la repressione
-----Messaggio originale-----
Da: gara bombo <garabombo17b@hotmail.com>
Data: Friday, March 05, 1999 1:32 PM
Oggetto: foglio di senza censura: convegno a berlino
care/i compagne/i, vi spediamo il numero "speciale - conferenza di berlino" di "Senza
Censura - Foglio del Coordinamento contro la repressione a sostegno di
Mumia Abu-Jamal Le compagne i compagni del Coordinamento
(nel caso vogliate modificare la vostra mail o cancellarla dalla nostra
list, scrivete a garabombo17@hotmail.com
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SENZA CENSURA
per rilanciare il dibattito su repressione e carcere
Foglio del Coordinamento Nazionale contro la repressione
a sostegno di Mumia Abu-Jamal
foglio speciale - febbraio 1998
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IN QUESTO NUMERO:
- PACIFICAZIONE O LIBERAZIONE? SOLIDARIETÀ INTERNAZIONALE E LIBERTÀ PER
TUTTI I PRIGIONIERI POLITICI - conferenza internazionale a berlino
dall1 al 5 aprile 1999
- PER UNA CONFERENZA INTERNAZIONALE
- STRUTTURA DELLA CONFERENZA
- PROGRAMMA
- APPELLO
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Da: gara bombo <garabombo17b@hotmail.com>
Data: Sunday, March 07, 1999 3:03 PM
Oggetto: foglio n.4 contro la repressione
SENZA CENSURA
n. 4 - febbraio 1999
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IN QUESTO NUMERO:
- IL SEQUESTRO DI ABDULLAH OCALAN E LA STRATEGIA CONTRORIVOLUZIONARIA
- LIBERTA' PER MANSUR RESITOGLU
- MANIFESTAZIONE NAZIONALE CONTRO PER MUMIA, CONTRO LA REPRESSIONE
- ECHELON: IL CONTROLLO GLOBALE (Iª PARTE)
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Da: Marco Gisotti <m.gisotti@agora.stm.it>
Data: Tuesday, March 02, 1999 9:07 AM
Oggetto: MODUS N.2
È uscito il numero di marzo di Modus vivendi
Questo mese:
Biotecnologie: Geni a sorpresa
Il mercato delle biotecnologie è esploso. Trenta milioni di ettari del pianeta sono già coltivati con piante transgeniche. Una nuova diversità biologica si sta affermando, non più frutto della selezione naturale, ma della tecnologia umana. Limpatto, ambientale, sanitario o economico, che tale rivoluzione comporta è, in molti casi, tutto da scoprire.
Consumi & Alimentazione: Qualità a vista docchio
Il tempo che trascorre dalla raccolta allofferta sul bancone del mercato può rovinare la qualità di frutta e verdura. Per questo vengono usati vari sistemi di conservazione, dalla chimica al gelo. Ma con quali effetti sulla qualità finale?
Conservazione: Il segreto delle specie minori
Tutta limportanza per la conservazione della diversità biologica europea degli ambienti agricoli salta agli occhi se si considera il numero delle specie di uccelli minacciate nel continente. La minaccia principale si chiama intensificazione agricola.
Kosovo: Proposta di pace
Anche se lesplosione del Kosovo è avvenuta solo un anno fa, le prime rivendicazioni nazionaliste del "dopo Tito" erano partite proprio da Pristina, la capitale kosovara, nel 1981. La Serbia non vuole rinunciare a una terra dove si trovano i luoghi sacri della sua storia e che è la culla del nazionalismo, ma il Kosovo è oggi abitato da una popolazione per il novanta per cento di albanesi.
Ambiente & Territorio: Un futuro per Marghera e le altre
Presentato dal ministero dellAmbiente il regolamento per la bonifica dei siti inquinati, con il concerto dei ministero dellIndustria e della Sanità. Già da aprile partirà il programma nazionale di bonifica dei siti inquinati di interesse nazionale, fra i quali Cengio e Porto Marghera.
Medicina: Terapie geniche
Come un uso responsabile delle biogenetica possa essere utile nella lotta ai tumori o per prevenire le malattie genetiche. Ma il dilemma etico, in alcuni casi, resta
DOSSIER
Una nuova terra contadina
Alla luce della nuova legge che incentiva limprenditoria giovanile in agricoltura, in viaggio fra passato e futuro delle generazioni contadine, fra tradizione e innovazione
Inoltre le rubriche: Pianeta Terra - Le parole delleconomia - Boycott - Stili di vita - Politica e Ambiente - Sapere e Consumare - BioArchitettura - Alimentazione - Benessere - Le piante officinali - Crescere Genitori - Viaggiatori per lItalia - Viaggiatori per il Mondo - CODICI E CULTURE
e Modi di Fulco Pratesi
From: "Red" <antonio@globalnet.it>
La corte dei miracoli
Era fame, era sete, erano giorni di carestia
era la corte dei miracoli era l'inverno e la malattia;
Era ordine e pulizia, era il tempio il supermercato
erano fantasmi che tornavano, era il futuro surgelato.
Era ancora l'assalto al treno, era l'imbroglio e la rovina
era la ruota della fortuna era tutto come prima.
Erano in pochi erano in tanti, era la vecchia dinastia
era piccola e feroce, era la nuova borghesia.
Era una sporca camicia nera mandata in lavanderia
era l'uomo dei miracoli, era di nuovo la nostalgia.
Era il telepredicatore, era l'inferno e la catena
era l'inizio della fine, era il rogo era la pena.
Era Arcore l'epidemia, era l'idiota l'ideologia
era vino che diventa aceto, era ancora piazzale Loreto.
Erano in pochi erano in tanti, era la vecchia dinastia
era piccola e feroce, era la nuova borghesia.
Con Dio dalla sua parte, era un soldato mandato lontano
erano le borse dei mercati, era la notte che scendeva piano
era il feudo e il federale, era Pontida la capitale
era il trionfo dei barattieri era la ciurma da tribunale
era il vuoto e la vertigine, era il trionfo del carnevae
era l'ingorgo dei canali, la TV era la cattedrale.
Erano in pochi erano in tanti, era la vecchia dinastia
era piccola e feroce, era la nuova borghesia.
Che il vento tristo, che il vento tristo
che il vento tristo se la porti via
Che il vento tristo, che il vento tristo
che il vento tristo se la porti via.
-GANG-
e Red
Da: Depla <fenrir@iol.it>
Data: Monday, March 01, 1999 6:19 PM
Hallo...
eh eh grazie,.... stasera io e Cinzia updateremo il sito su san remo stanotte...
vatti a vedere questo grande sito...
http://members.tripod.com/marcowertham/sremo.htm/
d
Luis Antoine Leon de Saint-Just (un generale di diciotto anni), uno che di
rivoluzioni se ne intendeva, ebbe a dire:
"Chi fa la rivoluzione a metà si scava la fossa con le proprie mani."
da Franco Senia seniaf@dada.it