140399

in questo numero:

1.CENSURE: I CANCELLI DELLA COMUNICAZIONE

2.Appuntamenti/Movimento - Manifestazione del 27.03.99 a Parigi, concentramento Europeo venerdì 26 h.18.00 Ventimiglia

3.Cultura/FalceMartello - Il terrorismo Usa in Medio Oriente

4.Dissenso - Italia "d'oro"

5.Acerra/COBAS L.S.U - Questione di correttezza

6.Cultura - 1967 - Pierangelo Bertoli

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T.A.Z. la ricerca di un'identità

 

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1.CENSURE: I CANCELLI DELLA COMUNICAZIONE

 


Da: che guevara <bombarolo@hotmail.com>
Data: Sunday, March 14, 1999 12:47 PM
Oggetto: CENSURE: I CANCELLI DELLA COMUNICAZIONE

Segnalo l'iniziativa tenutasi a Leo venerdì, la serata riguardava propriamente la censura, a mio parere la questione và vista più direttamente, ossia esiste in questo paese (l'Italia) il diritto di parola, a parità di mezzi di comunicazione? …e la persone sono disposte a rimettersi in discussione dopo anni di declino culturale e sociale? Ai posteri ecc. ecc.

CENSURE: I CANCELLI DELLA COMUNICAZIONE

SINDROME DEL GOLFO. OVVERO LE CONSEGUENZE DELL'OPERAZIONE ``DESERT
STORM,, DEL 1991 SUI REDUCI STATUNITENSI E INGLESI: DOLORI MUSCOLARI,
STANCHEZZA CRONICA, PARALISI, PICCOLI TUMORI, GRAVISSIME DEFORMAZIONI
DEGLI EMBRIONI, UN CALVARIO CHE HA INTERESSATO ALMENO 50.000 SOLDATI
CHE, TORNATI `VITTORIOSI" HANNO TROVATO IN PATRIA LE STESSE CONDIZIONI
CHE SUBISCONO ANCORA OGGI CENTINAIA Dl MIGLIAIA Dl IRACHENI. IL NESSO
CON LA GUERRA È INCONTROVERTIBILE MA LA ``SINDROME DEL GOLFO" È NEGATA
DAI VERTICI MILITARI DEL PENTAGONO, E POLITICA E INFORMAZIONE SI
ADEGUANO.
IL VIDEO Dl ALBERTO D'ONOFRIO RACCONTA QUESTA STORIA E SUBISCE ESSO
STESSO QUESTO MECCANISMO: FINANZIATO DA RAI 2 NEL 1996 SI TROVA DA CIRCA
DUE ANNl NELL'ARCHIVIO Dl RAI 3. QUESTA SITUAZIONE È CONFERMATA
DALL'ATTUALE DIRETTORE Dl RAI 3 FRANCESCO PINTO, CHE HA DICHIARATO, PIU
VOLTE E PUBBLICAMENTE, Dl NON VOLERLO MANDARE IN ONDA PER SCELTA
EDITORIALE.
NE NASCE DUNQUE UN PROBLEMA E UNA RIFLESSIONE CHE HANNO UN CARATTERE
GENERALE, SUL RUOLO E LA NATURA DELL'INFORMAZIONE.
NE NASCE ANCHE UN DISCORSO POSSIBILE CON ALTRE FORME PIU DEFINITE Dl
QUELLA CHE NOI NOMINIAMO PIU PROPRIAMENTE: CENSURA.

OLTRE LA NOTTE. OVVERO UN DISCORSO SULLE ``CITTÀ Dl NOTTE', ATTRAVERSO
INSIEME Dl BREVI DOCUMENTARI, TESTIMONIANZE, SGUARDI, RACCONTI DEGLI
ABITANTI LE ORE NOTTURNE DELLE METROPOLI.
NE EMERGE UN QUADRO MOLTO DIVERSO DA QUELLO CHE Cl PROPONGONO LE
"EMERGENZE" CRIMINALITÀ, IMMIGRAZIONE, PROSTITUZIONE. LA
TRASGRESSIONE COME NORMALITÀ" LUNGI DALL'ESSERE UN PREGIO
DELL'INCHIESTA DIVENTA INVECE LA CAUSA PRIMA DELLA SUA RIMOZIONE, E
PER NOI L'OCCASIONE, ANCHE QUI, PER UNA RIFLESSIONE SUL FUTURO DELLE
-NOSTRE CITTÀ CHE SI VORREBBERO DISEGNARE SECONDO IL SEGNO DELLA
TOLLERANZA ZERO.

NE DISCUTIAMO IL 12 MARZO 1 999 ALLE ORE 2 1 .00, CONGIUNTAMENTE ALLA
PROIEZIONE DEI DUE VIDEO CON: ALBERTO D'ONOFRIO (REGISTA), ENRICO GHEZZI
(RAI 3), NICHI VENDOLA (PARLAMENTARE Dl RIF. COM.), SERAFINO MURRI
(REDAZIONE FILMAKER), GIULIO GIORELLO (UNIVERSITÀ DEGLI STUDI Dl
MILANO).
D.N.A.
International

Viale XXX Aprile 35 - 00183 - ROMA-
ph./fax 06-5810093

comunicato stampa-

.

"LA SINDROME DEL GOLFO"
un documentario di Alberto D'Onofrio
-durata 40 minuti -
RAI 2 1996

regia
Alberto D'Onofrio
organizzazione e montaggio
Alessandra Ugolini

riprese
Jack McQueen
prodotto da
Alberto D'Onofrio
per Alphabet Pictures inc. e RAl 2
1996-

La "Sindrome del Golfo" e un insieme di malattie che attacca il sistema
immunitario e colpisce i reduci della Guerra del Golfo del 1991 . Il
documentario viene girato negli Stati Uniti nel 1996, quando circa
50.000 soldati americani sono affetti dalla malattia. Si segnalano casi
anche in Inghilterra . I sintomi si manifestano inizialmente con forti
dolori muscolari stanchezza cronica e possono trasformarsi lentamente in
paralisi parziale o totale, piccoli tumori sparsi per il corpo, fino ad
arrivare in alcuni casi addirittura alla morte . 10.000 soldati
americani sono già deceduti . In alcuni casi i bambini messi al mondo
dalle mogli dei veterani presentano gravissime deformazioni, come la
mancanza di organi , paralisi parziale, distruzioni cerebrali o mancanza
degli arti . La malattia sarebbe contagiosa anche nei casi di
co-abitazione prolungata con una persona, come nel caso di un soldato
che ha infettato la sorella con la quale divide l'appartamento. Molti
non sanno di avere contratto la malattia e rischiano di infettare amici,
parenti o fidanzate . Il Pentagono ha negato l'esistenza della
'`SINDRONE DEL GOLFO" fino ad un anno e mezzo fà circa, accusando i
soldati di fingersi malati, oppure di avere delle sintomatologie che non
potessero essere messe in correlazione con la Guerra del Golfo . Un anno
e mezzo fà il Pentagono è stato costretto dalle evidenze e dalla
indagine della commissione Clinton ad ammettere l'esistenza della
"SINDROME DEL GOLFO". Sarebbe stato ano dei primi bombardamenti
americani proprio ai depositi di armi chimiche di Saddam a provocare la
contaminazione in alcune truppe americane esposte alla corrente dei
venti del deserto, che avrebbe spinto la nuvola di fumo tossico prodotta
dall'incendio dei depositi in direzione degli accampamenti alleati .
L'accusa che alcuni dei soldati contaminati muovono nei confronti del
Pentagono è ancora più grave: il vaccino fornito dall'ospedale militare
Walter Reed avrebbe scatenato gravissime reazioni genetiche in alcuni
dei figli dei veterani nati dopo il 1991, ed avrebbe fatto ammalare
altri soldati . Il vaccino attaccherebbe persone che presentano
determinate caratteristiche genetiche, circa il 5% della popolazione,
che non "regge" in particolare la miscela di sostanze che agiscono
contro la pertosse e contro l'effetto dei gas nervini . Infatti dei
700.000 soldati americani inviati nel golfo 50.000 risultano contaminati
nel 1996 (oggi, secondo le ultime notizie, sono diventati circa 99.000
). Altri soldati accusano il Pentagono di usarli come cavie per studiare
una possibile difesa dalle armi chimiche e batteriologiche . Il
Pentagono si e sempre rifiutato di rivelare la composizione dei vaccini
incriminati . Nel documentario si alternano le testimonianze di soldati
ammalati, di medici e ricercatori che confermano le suddette tesi con
dati e statistiche, un ex-agente della CIA che ricostruisce la dinamica
dei bombardamenti americani nel Golfo, infermiere che hanno contratto la
malattia, ma anche ufficiali sani che smentiscono qualsiasi rapporto tra
le varie sintomatologie e la Guerra del Golfo Ed infine la commissione
Clinton, che attraverso il lavoro dei suoi rappresentanti cerca di
esaminare gli elementi a disposizione .
IL documentario è stato interamente finanziato da RAI 2 nel 1996, e dopo
alcuni traslochi di varie strutture RAI, si trova da circa 2 anni
nell'archivio di RAI 3 a disposizione quindi del suo attuale direttore
Francesco Pinto, che ha dichiarato su molti quotidiani (L'Unità,
Corriere della Sera ecc.) di non volerlo mandare in onda per una sua
scelta editoriale, ed anche perché il programma MIXER lo avrebbe già
trasmesso in parte . Il programma MIXER ha realizzato una puntata sulle
armi chimiche un anno fà circa, all'interno della quale ha inserito
soltanto 6 minuti di testimonianze tratte dal documentario "LA SINDROME
DEL GOLFO" . Quindi il documentario non è mai andato in onda . Un mese
fà circa alcuni parlamentari (Rif. Comunista - Verdi-inf. - Nichi
Vendola. . . ) hanno presentato una interrogazione parlamentare che è
stata respinta dal governo perchè non è di sua competenza . I
parlamentari hanno inviato il testo al Presidente della commissione di
vigilanza Storace . Nichi Vendola è in attesa dí un appuntamento.
Alessandro Curzi ha chiesto pochi giorni fa all'interno di una lettera
aperta al Presidente della RAI Zaccaria, la messa in onda del
documentario . Zaccaria ha difeso il diritto di scelta editoriale . Il
regista Alberto D'Onorio ha chiesto a RAI 3 la possibilità di
riacquistare i diritti del documentario "LA SINDROME DEL GOLFO", infatti
MEDIASET è interessata ad acquistarli . Per adesso non è giunta ancora
na risposta . IL documentario accompagnato da un dibattito e dalla
presenza del regista è stato già proiettato all'interno di Centri
sociali, associazioni pacifiste e culturali ad Alessandria, Lucca,
Torino, Roma, Siena, Firenze, Pietrasanta, Pescara, San Benedetto del
Tronto, Lecce, Trento, Bologna e Brescia . Si sta procedendo ad una
raccolta di firme per chiedere a RAI 3 di mandare in onda come previsto
,alle ore 23.00, il documentano nella sua versione Integrale

2.Appuntamenti/Movimento - Manifestazione del 27.03.99 a Parigi, concentramento Europeo venerdì 26 h.18.00 Ventimiglia

 


From Ludo <ludo@ecn.org>
Date Thu, 25 Feb 1999 20:12:12 +0100
Subject cs: manifestazione del 27 03 a Parigi
PER UN'EUROPA APERTA!

Con l'approvazione del Trattato di Amsterdam, le politiche
sull'immigrazione e l'asilo saranno determinate dall'Unione Europea e non
più da ciascuno Stato membro. 

Sta a noi prevenire il rischio che questo processo decisionale a livello
europeo introdotto dal Trattato di Amsterdam possa ridurre gli standard
adeguandoli al minimo comune denominatore.

Gli attuali progetti di armonizzazione già evidenziano i contorni di questa
politica: ingressi limitati per gli stranieri, controlli ai confini europei
interni ed esterni, maggiore precarietà nello status di immigrato
temporaneo, accelerazione delle procedure di asilo, diminuzione degli
standard di democrazia nelle normative applicate ai cittadini non europei.

Questi sembrano essere gli obiettivi principali dell'Europa di domani.
Questa Europa vuole mostrarsi come un continente con una politica di
chiusura verso uomini e donne vittime                     dell'ingiustizia
economica o di persecuzioni. Allo stesso tempo, l'Europa facilita l'arrivo
e la permanenza degli stranieri di cui l'economia ha bisogno, pronta
tuttavia a scaricarli e respingerli nei periodi di crisi economica. 

Da tre anni i sans papiers lottano per ottenere la loro regolarizzazione,
riuscendoci solo parzialmente sulla base di criteri differenti nei vari
paesi. In diversi paesi dell'Unione europea, i sans papiers organizzano
l'occupazione simbolica di luoghi pubblici e/o indicono scioperi della
fame; per farla breve, lottano per farsi sentire. Queste azioni, per il
momento sparse, non                         potrebbero ricongiungersi per
costituire un vasto movimento europeo in favore del rispetto dei diritti
degli stranieri, per la regolarizzazione dei sans papiers?

L'armonizzazione progressiva delle politiche europee in materia di
migrazione si attuerà in maniera essenzialmente repressiva se gli Europei e
gli stranieri che vivono in Europa non definiscono delle rivendicazioni
comuni e non lottano insieme per farle adottare. Il Parlamento di
Strasburgo, nella sua risoluzione del 17 febbraio '98, chiedeva a "tutti
gli Stati membri di procedere alla                         regolarizzazione
dei sans papiers nel rispetto dei diritti umani e delle convenzioni
internazionali". Questa indicazione non è stata seguita dagli Stati,
favorendo in questo modo il mantenimento di una manodopera super sfruttata
e non dichiarata. 

La difesa dei diritti degli stranieri è parte integrante della lotta per
un'Europa sociale rispettosa degli uomini e delle donne che la compongono. 

Per questo le organizzazioni firmatarie lanciano l'appello ad una
manifestazione europea sabato 27 marzo '99 a Parigi che sarà seguita,
l'indomani, da una riunione di lavoro durante la quale i rappresentanti dei
diversi paesi potranno informare gli altri della situazione che prevale a
casa loro e delle lotte in corso. Così, di fronte alla logica di chiusura e
di repressione degli Stati in sintonia con gli accordi di Schengen, le
nostre organizzazioni cominceranno insieme ad imporre la considerazione
effettiva delle loro preoccupazioni sui diritti e le libertà degli stranieri. 

Manifestazione europea per i diritti e le libertà degli stranieri, sabato
27 marzo '99, ore 14.00, Paris, Place d'Italie (Fermata della
Metropolitana: Place d'Italie) 

Per il rispetto della libertà di circolazione 
Per un'Europa aperta e rispettosa dei diritti e delle libertà degli stranieri
Per la regolarizzazione dei sans papiers 
Basta con le espulsioni 
Per il ritorno in Europa degli espulsi 
Per la chiusura dei centri lager, dove esistono 
Per l'abolizione della "doppia pena", dove esiste 

Prime organizzazioni firmatarie di Francia : 

Coordination nationale des sans-papiers, AC !, Act Up Paris, les
Alternatifs, Alternative libertaire, ATF, CFDT-FGTE, CGT, Collectif
féministe Ruptures, Droits devant!!, FASTI, FSU, FTCR, GISTI, LCR, Ligue
des droits de l'homme, LO, MRAP, PCF, Portugais actifs et solidaires, SUD
Culture, SUD Éducation, SUD PTT, les Verts.

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Collettivo Infodiret(t)e-Sherwood Comunicazione
http://www.sherwood.it/
ludo@sherwood.it

 

3.Cultura/FalceMartello - Il terrorismo Usa in Medio Oriente

 


Da: lania <lania3@iol.it>
Data: Saturday, March 13, 1999 4:09 PM
Oggetto: Il terrorismo Usa in Medio Oriente

L’attacco missilistico degli Usa e della Gran Bretagna contro l’Iraq ha
mostrato più chiaramente che mai l’ipocrisia e l’arroganza
dell’imperialismo. Ma, nonostante la barbarie e il massacro gratuito, mostra
anche le difficoltà dell’imperialismo nella regione. Il pretesto dell’azione
sarebbe il presunto boicottaggio da parte dell’Iraq delle ispezioni Onu. La
realtà è che dal 15 novembre al 14 dicembre gli ispettori Unscom hanno
visitato 427 posti. Su questi hanno dichiarato di avere incontrato un blocco
in cinque casi, e in tre di questi alla fine hanno potuto entrare ugualmente
mentre in due l’ingresso è stato negato perché gli impianti erano chiusi per
il fine settimana. A fronte di questo, è bene ricordare che uno degli
ispettori americani ha dovuto dimettersi perché sorpreso a passare
informazioni ai servizi segreti israeliani.
La pretesa "precisione chirurgica" dei bombardamenti è già stata smentita
dopo la guerra del 1991. L’estate scorsa General Accounting Office, un
organismo di indagine del Congresso Usa, ha pubblicato un rapporto secondo
il quale il tasso di precisione delle bombe a guida laser lanciate dagli
F-117 era del 41%. La prima notte dell’attacco un missile ‘intelligente’ è
andato fuori rotta di 40 chilometri cadendo sulla città iraniana di Khorramshah.
Qualcuno ha indicato nella coincidenza fra i bombardamenti e il processo di
impeachment contro Clinton un fattore di questo attacco. Qualunque cosa
pensassimo della "performance" di Clinton nell’affare Levinsky, è chiaro che
non può esserci questa ragione dietro i bombardamenti all’Iraq, le ragioni
sono più profonde e hanno radici negli interessi dei grandi capitalisti Usa,
di cui Clinton è un semplice rappresentante.
La decisione assunta dagli Stati Uniti di attaccare l’Irak ha profonde
radici economiche legate alle nuove alleanze che si stanno formando a
livello internazionale per lo sfruttamento dei giacimenti di petrolio.
La crisi dell’Opec
È ormai evidente l’incapacità da parte dell’Opec (organizzazione che
raggruppa i paesi esportatori di petrolio) di controllare la produzione e il
prezzo del petrolio. Solo una minoranza di paesi produttori ne fa parte ed
anche gli stati aderenti non rispettano le quote di produzione loro assegnate.
Il crollo del prezzo del petrolio, così come quello delle altre materie
prime, sul mercato mondiale spinge tutti i paesi a tentare di esportare di
più superando le quote stabilite nel tentativo di salvare la propria
economia dal tracollo. Negli ultimi 12 mesi il prezzo si è dimezzato
arrivando al di sotto dei 10 dollari al barile, e con la diminuzione dei
prezzi sono diminuite anche le entrate. Le entrate valutarie dell’Algeria
dipendono per il 95% dall’export di petrolio; il Venezuela per il 70%; la
Nigeria, che è il 6° esportatore mondiale di petrolio ed ha una popolazione
di 110milioni di abitanti, per il 90%. Tra i paesi arabi si diffonde ormai
l’idea di attuare uno sciopero delle esportazioni e delle vendite nel
tentativo di aumentare le quotazioni del greggio. Il ritorno sul mercato
mondiale del petrolio irakeno sarebbe la fiammella che farebbe saltare tutta
la polveriera.
Il problema degli Usa è che i loro punti d’appoggio nella regione sono
sempre più deboli. Israele è in preda a una profonda instabilità, l’Egitto
vive una crisi ormai cronica. Ma soprattutto è l’Arabia Saudita, con le
altre monarchie del golfo, a destare preoccupazioni. È chiaro che la
presenza militare degli Usa nel Golfo è sempre più malvista e provoca la
reazione delle masse, che in mancanza di altri canali si manifesta nel
fondamentalismo islamico. Questa opposizione trova una espressione anche
nelle sfere dominanti, come dimostra l’esempio di Osama Ben Laden, il
miliardario saudita ora diventato il "nemico numero uno" degli Usa.
Gli attacchi missilistici sono un tentativo di puntellare nel modo più
barbaro la posizione degli Usa e di lanciare un avvertimento a tutto il
mondo arabo.
Chi può rovesciare Saddam?
Lo scopo dichiarato di questi bombardamenti doveva essere quello di
indebolire il regime irakeno e rovesciare la dittatura di Saddam Hussein.
Questo è l’obiettivo che formalmente gli Usa perseguono dal ‘91, ma da
allora il potere personale di Saddam è enormemente aumentato. È restato in
sella dopo gli attacchi missilistici di mezzo mondo, dopo rivolte e
tentativi di colpo di stato. Perché gli Usa non hanno mai inferto l’ultimo
colpo decisivo? La realtà è che Washington preferisce mille volte un Saddam
al potere piuttosto che la prospettiva di una rivoluzione popolare. Brent
Scowcroft, ex consigliere della sicurezza nazionale americana, dichiarò nel
1996: "Ci siamo resi conto che la prospettiva, per quanto apparentemente
invitante, di sbarazzarci di Saddam non risolverebbe i nostri problemi".
Saddam ha avuto modo di attaccare i suoi nemici interni, ha potuto reprimere
le rivolte curde del nord, quelle sciite musulmane al sud, ha potuto
imprigionare tutti i suoi oppositori.
Il compito di rovesciare Saddam Hussein spetta ai lavoratori, ai contadini e
ai giovani irakeni. Già nel 1991 hanno mostrato la loro determinazione
nell’organizzare una rivolta di massa alla fine della Guerra del Golfo. Le
forze alleate guidate dagli Usa sono rimaste a guardare mentre la Guardia
Nazionale di Saddam li massacrava.
L’idea che un attacco militare o le manovre diplomatiche dell’imperialismo
occidentale possano servire al popolo irakeno, alla "democrazia" o alla pace
è priva di ogni fondamento. La stessa posizione della Russia o della Francia
che si sono apertamente dichiarate contrarie ai bombardamenti non è dovuta
affatto a considerazioni di carattere umanitario ma al fatto che la Total,
multinazionale francese, è in prima fila per firmare un contratto per lo
sfruttamento del giacimento di Naar Umar non appena l’Onu allenterà
l’embargo nei confronti del’Irak.
Oil - for - food?
La risoluzione denominata oil-for-food che permetterebbe all’Irak di
esportare petrolio in cambio di generi di prima necessità, presa ad esempio
come grande risultato della diplomazia mondiale, è uno specchietto per le
allodole, non risolve nessuno dei problemi dell’economia e del popolo
irakeno. Il 30% di queste entrate sono obbligatoriamente versate per il
funzionamento dell’Unscom e delle vittime dell’invasione irakena contro il
Kuwait. Questa risoluzione votata nel ‘95 e attiva dal ‘96 permetterebbe
all’Irak di incassare 2,6 miliardi di dollari (cifra raddoppiata nel 1997)
dalla vendita di petrolio per comprare cibo e medicine. A causa della crisi
economica dovuta all’embargo stesso l’Irak oggi non è in grado di esportare
ogni 6 mesi petrolio per 5,2 miliardi di dollari. Secondo esperti dell’Onu
anche se importasse subito 300 milioni di dollari di pezzi di ricambio per
le oramai vecchie attrezzature e piattaforme, non riuscirebbe nemmeno a
raggiungere i 4 miliardi di dollari entro i prossimi 6 mesi.
Le sanzioni economiche già decretate dal 1990 hanno portato l’intero paese
alla fame, il reddito pro-capite si è ridotto a 300 dollari l’anno; il tasso
di mortalità infantile è del 101 per mille; la speranza di vita è scesa a 62
anni, centinaia di migliaia di persone sono morte e l’intero paese è allo
sfascio; secondo una indagine dell’Unicef e dell’Università di Bagdad il 30%
dei bambini ha dovuto abbandonare la scuola per andare a lavorare. E tutto
questo per un paese come l’Irak che galleggia sopra la seconda più grande
riserva mondiale di petrolio e dove le riserve accertate di gas sono pari a
3.100 miliardi di metri cubi. Questa è la più evidente condanna per un
sistema economico che in nome del profitto porta verso la miseria milioni di
persone e la dimostrazione della sua incapacità di armonizzare l’economia.
Una volta che le masse cominceranno a muoversi non ci sarà nulla che le
potrà fermare. Se i lavoratori della regione, a partire dai lavoratori del
petrolio che hanno un’enorme forza contrattuale, entrassero in lotta e
unissero le loro forze, tutti i regimi reazionari nella zona cadrebbero come
un castello di carta. Dopo aver rimosso gli odiati dittatori (a partire dai
fantocci dell’Occidente come la monarchia saudita) sarebbero in grado di
prendere le enormi ricchezze naturali del Medio-Oriente e pianificare
democraticamente il loro uso negli interessi della maggioranza della
popolazione, gettando le basi per un innalzamento senza precedenti del
tenore di vita.
La potenza dell’imperialismo sarebbe impotente di fronte all’azione
determinata e cosciente del movimento operaio in Occidente e nei paesi del
Terzo mondo.

Questo articolo è tratto dal n*129 della rivista FalceMartello
FalceMartello
mensile marxista per i lavoratori e i giovani
web:
http://members.tripod.com/~falcemartello
per info e commenti:
lania@freemail.it

4.Dissenso - Italia "d'oro"

 


Da: Red <antonio@globalnet.it>
Data: Thursday, March 11, 1999 11:15 PM
Oggetto: Italia "d'oro"

Grazie Andrea e grazie Baffa per avermi mandato TAZ.

Aggiungo delle mie considerazioni sullo stato attuale delle cose in
Italia.

Purtroppo l'Italia continua a dimostrare di essere uno stato senza
dignita'. Dopo aver rifiutato ospitalita' ad Ocalan, non aver protestato
vibratamente con gli USA per la strage del Cermis e permettere che gli
stessi USA tengano prigioniera Silvia Baraldini ormai da vent'anni,
nonostante le pessime condizioni di salute della nostra connazionale e
l'assurdita' dei capi d'accusa per cui e' imputata, apprendo con schifo,
sdegno e rabbia che Sofri, Bompressi e Pietrostefani non saranno
graziati dal capo dello stato, forse troppo impegnato a ricevere Soldini
o a prepararsi per il Giubileo del 2000.
E' incredibile come queste tre persone stiano pagando una sorta di
compensazione che la giustizia italiana ha voluto accordare alla destra
populista e fascista, che si lamentava dei troppi capi d'accusa levati
sul collo di Berlusconi e Dell'Utri. Come dire: scusate se incolpiamo
questi mafiosi, per consolarvi sbattiamo in carcere con un processo
farsa tre ex di Lotta Continua grazie alle sballate testimonianze di un
pentito pagato dai giudici come Marino.
E di cosa si discute invece in Parlamento? Di finanziamenti ai partiti,
di leggi elettorali per eliminare quei partiti che sono fuori dalla
mangiatoia comune come Rifondazione Comunista e, non ci volevo credere,
di far rientrare in Italia i Savoia. Lancio gia' un appello: uova e
pomodori all'areoporto al rientro dei reali!!
E il peggio deve ancora venire: con il Giubileo dell'anno prossimo, gli
integralisti catto-nazisti riusciranno sicuramente ad ottenere
finanziamenti per le loro scuole, dove, presumo, si insegnera' che la
Terra e' rettangolare, che la donna e' nata con una costola dell'uomo e
che usare il profilattico fa male a Gesu'.....
Sempre l'ignoranza fa paura e il silenzio e' uguale a morte.

Ciao
Red

5.Acerra/COBAS L.S.U - Questione di correttezza

 


Da: antonio tammaro <cobaslai@hotmail.com>
Data: Wednesday, March 10, 1999 1:39 PM
Oggetto: Questione di correttezza


Comunicato a tutte le realtà di lotta

I COBAS L.S.U di Acerra pongono all'attenzione del Coord.Naz.
L.S.U/L.P.U la scorrettezza fatta nel porre la firma di adesione ad una
manifestazione da tenersi il 29 maggio a Colonia senza aver prima
contattato i precari citati nell'adesione.
Pertanto chiediamo che ai prossimi comunicati rispetto all'iniziativa
sopra citata, non venga posta la nostra sigla.
Rispetto alla piattaforma di indizione del 29 maggio a Colonia ci
riserviamo di discuterne nei luoghi opportuni.
COBAS L.S.U-Acerra

6.Cultura - 1967 - Pierangelo Bertoli

 


Da: Andrea Pizzamiglio <andrea.pizzamiglio@automation.it>
Data: Friday, March 12, 1999 3:37 PM
Oggetto: 1967

1967

Ho detto a mio padre forse rincaso tardi, ma tu non preoccuparti,
cosi' sono tornato a casa come un topo, pero' 10 anni dopo.
Dapprima il genitore non era contento del mio comportamento,
ma avevo una cravatta e allora l'ho mostrata pendente sotto al mento.
L'ha guardata soddisfatto e poi mi ha salutato e quindi mi ha
abbracciato,
finito di cenare mi ha chiesto noncurante perché del mio ritardo,
gli ho detto che ero stato in giro in tanti posti tramonti valli e
boschi,
mi ha chiesto di descrivergli per lui che le ha sognate le terre
visitate.
Ho cantato le montagne, l'oceano infinito, il cielo sconfinato,
ho parlato della fame antica dell'oriente, del vizio in occidente,
ho accusato e maledetto gli ebrei, gli americani, di vile genocidio,
l'epidemia dei negri trattati come i cani, l'angoscia degli indiani.
Ho pianto disperato l'antica Palestina ridotta ad un macello,
il razzismo clericale vestito di menzogna, coperto di vergogna,
il sadismo della legge che abusa di potenza e vive di violenza,
ho pianto per il Vietnam, teatro del confronto assurdo dei potenti.
Mio padre si nutriva soltanto di giornali e di televisione,
cosi' per quanto detto non sono mai riuscito a toccargli la ragione,
mi ha dato del bugiardo, poi duro mi ha guardato e quasi mi ha
picchiato,
e poi per non sentire nemmeno una parola l'esercito ha chiamato.
Ed i carabinieri non vollero esulare la loro competenza,
dissero che ero anarchico e andavo a bombardare i tralicci della luce,
che andavo per il mondo in modo improduttivo ed ero dispersivo,
cosi' mi hanno mandato a farmi analizzare al manicomio criminale.
Aspetto la mia sorte e intanto sto scrutando curioso i loro visi,
forse m'impiccheranno, pero' non e' sicuro perché sono indecisi,
gli ebrei son per bruciarmi sessantasei milioni di volte per nazismo
e per gli americani e' meglio assai cassarmi per sporco comunismo.
I preti mi hanno detto che vogliono inchiodarmi appeso ad una croce
e i figli del benessere vorrebbero strozzarmi per togliermi la voce,
i ricchi per sfruttarmi mi voglion trasformare in chimico concime
e invece gli avvocati mi vogliono impiccare finche' giunga la fine.
Se indosso il paraocchi, mio padre mi ha giurato mostrandomi una carta,
posso tornare a casa insieme alla mia mamma a vedere la TV.

Pierangelo Bertoli