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Settimanale di Cultura e Satira politica
Un assemblaggio di documenti autoprodotti
-- i documenti rilanciati a baffa@tin.it verranno rilanciati settimanalmente al gruppo TAZ --
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in questo numero:
Gli articoli vengono pubblicati in ordine dal + vecchio.
- Da: Vladimir Voccoli <vlvoccol@tin.it>Data: venerdì 23 aprile 1999 17.40Oggetto: comunicato stampa Macchia Nera
- Da: slai-cobas pomigliano <slaicobas@hotmail.com>Data: venerdì 23 aprile 1999 19.04 Oggetto: Europee (versione definitiva)
- Da: Ya basta! <yabasta@tin.it>Data: venerdì 23 aprile 1999 20.22 Oggetto: R: IMPORTANTE !
- Da: Francesco D'Ambrosio <notut@iol.it>Data: sabato 24 aprile 1999 13.30 Oggetto: Telecom Aumenta la TUT e Internet si inkazza
- Da: Francesco D'Ambrosio <notut@iol.it>Data: sabato 24 aprile 1999 16.44 Oggetto: La protesta di NoTUT diventa Europea
- Da: Fulvio Mezzo <indip@edl.it>Data: domenica 25 aprile 1999 15.28 L'aggressione imperialista in Yugoslavia
- Da: Matteo Dominioni <domingo@venus.unive.it>Data: domenica 25 aprile 1999 23.55 Oggetto: [Fwd: >Subject: I marinai greci si rifiutano]
- Da: Leoncavallo <csleo@tin.it>Data: lunedì 26 aprile 1999 16.34 Oggetto: calendario attività
- Da: Depla <fenrir@iol.it> Data: martedì 27 aprile 1999 10.30 Oggetto: Fw: The Veils Fall: "Neo-nazi" School Shooter Was A Jew, "Neo-Nazi" Bands Aren't evil
- Da: Andrea Pizzamiglio <andrea.pizzamiglio@automation.it> Data: martedì 27 aprile 1999 12.53 Oggetto: Luna
- Da: Leoncavallo <csleo@tin.it> Data: martedì 27 aprile 1999 22.27 Oggetto: un venticinque aprile di liberazione
- Da: gurmanyach <gurmanyach@mx3.redestb.es> Data: mercoledì 28 aprile 1999 0.51 Oggetto: Info Squat 59 (Barcelona)
- Da: FEDERAZIONE DEI VERDI <marcellos@tin.it> Data: giovedì 29 aprile 1999 1.26 Oggetto: FRANZ DI CIOCCIO CANDIDATO DEI VERDI ALLE EUROPEE
- Da: Andrea Pizzamiglio <andrea.pizzamiglio@automation.it> Data: venerdì 30 aprile 1999 13.06 Oggetto: VOTE
- Da: mondo underground webzine <subjesus@geocities.com> Data: venerdì 30 aprile 1999 21.49
Oggetto: Annie Sprinkle needs your help- Da: Depla <fenrir@iol.it> Data: sabato 1 maggio 1999 1.25 Oggetto: INTERVIEW WITH MILOSEVIC da http://www.drudgereport.com/
- Da: gurmanyach <gurmanyach@mx3.redestb.es> Data: lunedì 3 maggio 1999 0.46 Oggetto: Empleo y desempleo en el tiempo del miedo (Eduardo Galeano)
- Da: Leoncavallo <csleo@tin.it> Data: lunedì 3 maggio 1999 13.29 Oggetto: Calendario attività 4\10 maggio
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Donne in Nero -- in piazza! |
video -Donne in nero a Como - formato realvideo
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Da: Vladimir Voccoli <vlvoccol@tin.it>
Data: venerdì 23 aprile 1999 17.40
Oggetto: comunicato stampa Macchia Nera
COMUNICATO STAMPA
Nella notte tra martedì 13 e mercoledì 14 aprile il CSOA MACCHIA NERA di Pisa è stato colpito da un incendio di origine inequivocabilmente dolosa (a detta sia della polizia che dei vigili del fuoco) che ha provocato allinterno delledificio danni ingenti, in particolare allimpianto audio (che è stato completamente distrutto) e delle attrezzature elettriche in genere oltre ad aver ucciso quattro gatti più o meno innocenti. I Vigili del Fuoco hanno dichiarato l'edificio inagibile . Ieri notte martedì 20 un altro incendio doloso divampava all interno del centro sociale dopo che nella passata settimana il precedente incendio erano comparse sulla stampa pisana articoli e lettere di vigliacchi che ancora infierivano sul centro sociale e ritenevano quello che era accaduto una fortuna. Da diversi giorni ci stiamo chiedendo quali possono essere state le motivazioni di questo gesto: ci sembra probabile che possa avere a che fare con le speculazioni immobiliari che si stanno addensando sul quartiere di San Michele Le Piagge che in pochi anni si e trasformato da rione popolare a zona residenziale per la classe media. Gli attentati sono avvenuti, tra l'altro, in un momento molto particolare per il Centro che dall' inizio di marzo aveva deciso di tenere chiuso al pubblico passivo per ristrutturarlo e per rinnovarlo. Da parte nostra ,comunque, non abbiamo nessuna intenzione di fare un favore a chi ha incendiato MACCHIA NERA e ai suoi mandanti: rimarremo per ora al Centro, verificheremo con laiuto di tecnici se esiste la possibilità per noi di mettere in sicurezza ledificio e porteremo avanti nel frattempo i lavori nel giardino. Quando sapremo qualcosa di più sulla agibilità dell' edificio, decideremo se rimanere li o andare via, ma vogliamo continuare a fare delle cose insieme: possono aver bruciato delle mura e delle attrezzature ma non hanno bruciato le nostre idee e i nostri desideri. Iniziamo da sabato 24: alle 17.30 ci ritroviamo in piazza Sant' Antonio per uno street parade antimilitarista e antipatriottica per portare attraverso le strade di Pisa i rumori di questo tempo di guerra in cui tutto brucia più facilmente .
Assemblea di MACCHIA NERA 21 Aprile 1999
Da: slai-cobas pomigliano <slaicobas@hotmail.com>
Data: venerdì 23 aprile 1999 19.04
Oggetto: Europee (versione definitiva)
>
>Sulla base di un appello per presentare una lista alle elezioni
>Europee del 13 giugno, apparso su «Il Manifesto» a nome di Mara
>Malavenda, si è costituito un primo comitato promotore che presenta
>il seguente testo chiedendo a tutti coloro che lo condividono di
>sottoscriverlo e di assumerlo come base dei contenuti fondamentali su
>cui costituire insieme la lista.
>
>Elezioni Europee:
>per una lista dellautorganizzazione e della sinistra alternativa,
>antagonista e di classe.
>
> Le elezioni europee del 13 giugno saranno vissute come estranee e
>lontanissime dalla vita quotidiana di decine di milioni di
>lavoratori, di disoccupati e povera gente.
>
>Una scadenza utile al padronato e a tutte le forze che difendono
>questo sistema di potere e che si preparano a cogliere loccasione
>per magnificare lEuropa della moneta unica e per legittimare le
>guerre «umanitarie» che, con bombe e missili «intelligenti»,
>impongono prezzi altissimi alle popolazioni civili.
>
>UnEuropa disegnata ad immagine e somiglianza delle classi dominanti,
>che sta bene ai vari Agnelli, De Benedetti, Pirelli, Berlusconi,
>Prodi, Fini, DAlema : lEuropa del grande capitale e della
>superborghesia, dello sfruttamento e della miseria, della
>disoccupazione e del razzismo, della violenza repressiva, delle
>guerre imperialiste e del militarismo, delle istituzioni e dei
>parlamenti marci e corrotti.
>
>UnEuropa per la quale hanno lavorato anche Cossutta e Bertinotti
>sostenendo stangate e sacrifici e ostacolando la nascita di qualunque
>forma di autorganizzazione dal basso.
>
>Su tali obiettivi si sono tenacemente impegnate Cgil-Cisl-Uil che
>hanno svenduto al padronato tutti i diritti materiali, politici e
>sindacali conquistati in decenni di lotte operaie puntando a
>vanificare peso e volontà dei lavoratori con la concertazione e
>lattacco ad ogni espressione del sindacalismo di base.
>
>Tre anni di centrosinistra hanno prodotto governi antioperai ed
>antipopolari con le mani sporche di sangue per la strage di stato di
>Otranto dei profughi albanesi, la complicità nel genocidio del popolo
>kurdo e ora con lintervento diretto nella guerra contro i popoli dei
>Balcani. Una guerra, decisa dagli stati e dai governi occidentali,
>incluso il governo DAlema, che colpisce le popolazioni civili del
>Kosovo e dei Balcani, e che alla ferocia genocida di Milosevic somma
>le bombe di Clinton e i missili di fabbricazione Europea.
>
>Tutto questo avviene mentre le destre e le sinistre di stato, che
>sguazzano nei palazzi del potere, stanno affilando altre armi, quelle
>delle menzogne e delle false promesse per prospettarci in forme
>diverse e apparentemente contrastanti tutti i fumosi vantaggi
>dellunità europea. Il loro obiettivo è quello di convincere che la
>soluzione dei problemi dei lavoratori e dei disoccupati sta sempre e
>comunque allinterno di parlamenti e istituzioni.
>
>Una valanga di ideologia elettoralistica che aumenterà a dismisura
>durante la campagna elettorale e che accomunerà governo e finte
>opposizioni.
>
>Sulla base di un rifiuto radicale di tutto ciò vogliamo partire dalle
>esigenze dei lavoratori, dalle mobilitazioni e dalle lotte,
>dalliniziativa diretta e da tutto ciò che si esprime quotidianamente
>nella società e che si contrappone alle «ingiustizie» ed alle
>«prepotenze» dei poteri grandi e piccoli.
>
>Vogliamo partire da tutte le realtà che hanno rifiutato di farsi
>imbrigliare dagli apparati della sinistra burocratica e statalista,
>che non si sono accodate al sostegno del governo Prodi, che viceversa
>hanno continuato a denunciare la natura antioperaia ed antipopolare
>del governo DAlema, e che hanno continuato a lottare contro il
>progetto di normalizzazione sociale in atto.
>
>Perché cè una realtà dellautorganizzazione di base e della sinistra
>alternativa, antagonista e di classe attivamente impegnata nello
>sviluppo delle lotte e delle mobilitazioni dei lavoratori e dei
>disoccupati, degli immigrati e dei giovani, che rema controcorrente
>fronteggiando nello stesso tempo le forze di destra, la sinistra
>governativa e la sinistra della finta opposizione.
>
>Vogliamo cogliere anche lopportunità di una lista aperta per le
>elezioni europee per rappresentare realtà diverse tra loro per storie
>e progetti, ma senza dubbio unite da una esperienza concreta per
>spingere verso una ripresa delle lotte e della lotta di classe contro
>e fuori derive istituzionali e intrighi politici e parlamentari.
>
>Vogliamo quindi costruire, anche nella campagna elettorale, la
>massima unità possibile : dei lavoratori e dei disoccupati in lotta
>per una reale democrazia nei luoghi di lavoro, per il lavoro e contro
>il precariato, delle donne in lotta contro la violenza maschilista e
>loffensiva ideologica reazionaria e clericale, degli studenti che si
>stanno mobilitando per una scuola libera dallo stato e dal vaticano,
>delle aggregazioni giovanili in difesa dei luoghi e gli spazi
>sociali, dell'ambientalismo non di facciata, degli immigrati contro
>la violenza razzista e la repressione dello stato e dei suoi
>apparati, per il diritto alla libera circolazione ed al libero
>soggiorno senza condizioni.
>
>Per questo proponiamo una riunione unitaria nazionale a Roma il 24
>aprile delle forze disponibili per costruire la lista, proporre e
>decidere le candidature, dando voce alle esigenze ed alle lotte
>sociali, alla «società che reagisce» e che vuole battersi contro
>lEuropa dei padroni e dello sfruttamento, del militarismo
>guerrafondaio e del razzismo stragista.
>
>Una lista con caratteristiche inedite e dirompenti : perciò ci
>rivolgiamo allinsieme delle forze dellautorganizzazione sindacale e
>sociale, del sindacalismo di base e della sinistra alternativa,
>antagonista e di classe, alle associazioni antirazziste ed
>antimperialiste, ai movimenti di lotta per la casa, per la tutela e
>la vivibilità del territorio, agli organismi di base e di lotta delle
>donne, ai collettivi ed ai comitati di base degli studenti,
>allassociazionismo democratico ed al volontariato impegnato negli
>aiuti umanitari ai profughi dei Balcani, e a tutti coloro che stanno
>scendendo in piazza in questi giorni contro Clinton, DAlema, la Nato
>e contro Milosevic per fermare la guerra imperialista ed il genocidio
>del popolo kosovaro e di tutti i popoli dei Balcani.
>
>Vogliamo costruire un fronte ampio per sostenere e promuovere
>lautorganizzazione di una lista che sia di diretta espressione delle
>realtà di lotta.
>
>Prime adesioni:
>
>Vittorio Granillo RSU per Cobas Slai Fiat Auto Pomigliano (NA) -
>Antonella Pelillo Presidentessa Associazione nazionale antirazzista
>"3 Febbraio" - Fahé Emmanuel, Ismail Bhairaty, Maurizio Buzi
>Coordinamento Nazionale «Assoc. 3 Febbraio» - Pio Rapagnà Movimento
>di Lotta per la Casa Abruzzo - Luigi Ranfino Cobas Slai Fiat New
>Holland (LE) - Francesco Semerari Cobas Scuola (TA) - Enzo Greco Slai
>Cobas Provinciale (SA) - Pellegrino Montuori RSU, Allemand Ippolito,
>Vincenzo Napoli Cobas Slai Università (SA) - Massimo Morone, Gabriele
>Corona RSU Cobas Slai Comune (BN) - Cobas Slai Fiat Iveco Ricambi
>(TO), Cobas Slai Fiat Auto Mirafiori (TO) - Cobas Slai Fiat Auto
>Rivalta (TO) - Cobas Slai Tnt Traco Rivalta (TO) - Cobas Slai
>Ministero Finanze Susa (TO) - Giuseppe Marziale avvocato coll. legale
>nazionale Slai Cobas - Ugo Preziosi RSU Cobas Slai Lucchini Piombino
>(LI) - Riccardo Forte Movimento diritti utenti delle due ruote -
>Tiziano Tussi insegnante liceo classico Parini (MI) - Coordinamento
>Sanità LAB-CNL Lombardia - Maurizio Corcelli RSU LAB-CNL comune (TO)
>- Gigi Gilardi Cobas Slai Banco Napoli (NA) - Antonio Tammaro RSU,
>Ciro Russo RLS Cobas Slai Lear Caivano (NA) - Bruno Pisani RSU Cobas
>Slai Ospedale S. Bruno Vibo Pizzo (VV) - Anna De Blasio RSU Cobas
>Slai Breed Caivano (NA) - Andrea De Stasio Cobas Slai Cavis Afragola
>(NA) - Lucia Belmonte RSU Cobas Slai Rinascente (NA) - Bonifacio
>Marchetti RSU Cobas Slai Fiat Ges.Co Pomigliano (NA) - Angelo Panico
>Cobas Slai Euroelle Pomigliano (NA) - Antonio Ragosta Cobas Slai
>Lirsa Ottaviano (NA) - Giovanni Russo RSU Cobas Slai Sepsa (NA) -
>Stefano Federici RLS Cobas Slai Datitalia (NA) - Camillo Coppola
>Cobas Slai CGA Casalnuovo (NA) - Alberto Cunto Cobas Slai Marlane-
>Marzotto Praia a Mare (CS) - Per lEsecutivo Nazionale di Socialismo
>Rivoluzionario Renato Scarola, Michele Santamaria, Silvia Ghidotti,
>Federico Stolfi - Alberto Gazzarri LAB-CNL Sanità (SI) - Gabriella
>Peraizza poetessa (RM) - Clemente Spina operaio Ansaldo Trasporti
>(NA) - Antonio Bosco pensionato Cartiere Miliani Fabriano Castel
>Raimondo (MC) - Paolo Di Rienzo medico (RM) - Paola Smerigli Cobas
>Slai Honda Val di Sangro (CH) - Umberto Petrillo Cobas Slai Sevel Val
>di Sangro (CH) - Nadia Trivilino licenziata politica Sevel Val di
>Sangro (CH) - Cobas Slai Inps Budrio (BO) - Michele Natale RSU LAB-
>CNL Uff. Registro Gioia del Colle (BA) - Francesco Vitale Cobas Slai
>Fiat Elasis S.C.P.A. Pomigliano (NA) - Edo Gusmaroli Coordinatore
>nazionale LAB-CNL - Nuccio Giovinetto Coordinatore Sanità LAB-CNL -
>Filippo Carella Esecutivo Lombardo LAB-CNL - Roberto Marrone
>Coordinatore LAB-CNL - Giorgio Floridia Coordinatore industria LAB-
>CNL - Mimmo Figliolino RSU LAB CNL Ospedale Fatebene Fratelli (MI) -
>Angelo Anardu RSU LAB-CNL Ospedale Gaetano Pini (MI) - LAB-CNL USL n.
>7 (SI) - Prof. Giovanni DAlascio preside in pensione (NA) -
>Giuseppina Borriello disoccupata (NA) - Gianni Carravetta RSU Cobas
>Slai Comune (RM) - Giovanna Forti, Della Sciucca Antonio Comitato
>Città per Vivere Abruzzo - Gaetana Bifera disoccupata Lentini (SR) -
>Massimo Gullotta operaio metalmeccanico precario Lentini (SR) -
>Alessandro Carchidi impiegato Tecnoimpianti Rende (CS) - Filippo
>Senatore coordinatore lAltra Milano (MI) - Fabio Massi lavoratore
>Alenia Cobas Slai (RM) - Giuseppe Mattia precario Ippodromo Agnano
>(NA) - Godwin Club Italia Letteratura & Spettacoli - Paolo
>Vernaglione Cobas Scuola direttore rivista cinematografica Visioni
>(RM) -Anna Angellotto commerciante Castellammare di Stabia (NA) - Ida
>Arpesi impiegata Folletto Vorwek Ercolano (NA) - Mena Puglisi
>commerciante (NA) - Ivana Cecchinelli RSU Cobas Slai Rinascente (RM)
>- LAB-CNL Comune (GE) - Caterina Campobasso LAB-CNL Poste (GE) - Sara
>Montoli Collettivo Antirazzista «Semira è viva» (GE) - Daniela
>Vassallo Collettivo Omosessuale Zephyros (GE) - Barbara Sciolla Ass.
>Nazionale antirazzista «3 Febbraio» (GE) - Elena Costarelli LAB-CNL
>Comune Garbagnate Milanese (MI) - Vito Barletta operaio Nuova Siet
>Cobas Slai (TA) - Visone Gennaro, Sparagno Vincenzo Cobas Slai Di
>Palma Casalnuovo (NA) - C.S. Rive Gauche (BN) - Giuseppe Morone
>studente universitario (BN)
>
>
>
>
>
>
>
>Riunione Unitaria Nazionale
>ROMA
>Sabato 24 aprile - ore 10.00 - Casa della Cultura -
via
>Crisogono, 45
>(Quartiere Trastevere tel. 06/58333253 - a 50 metri da piazza Sonnino)
>
>In auto : arrivare alla stazione Trastevere, proseguire per viale
>Trastevere fino a piazza Sonnino
>Dalla stazione Termini : Bus n. 64, scendere a Largo Argentina e
>prendere tram n. 8, scendere a piazza Sonnino
>
>Tel. 0368/3600543 - 081/5703903 - 02.466294 - fax: 06/67603117 - e-
>mail: malavenda_a@camera.it
>
>
>______________________________________________________
>Get Your Private, Free Email at http://www.hotmail.com
-----Messaggio originale-----
Da: Ya basta! <yabasta@tin.it>
Data: venerdì 23 aprile 1999 20.22
Oggetto: R: IMPORTANTE !
>
>-----Messaggio originale-----
>Da: ROBERTO_LEONI@HP-Italy-om3.om.hp.com
><ROBERTO_LEONI@HP-Italy-om3.om.hp.com>
>Data: venerdì 23 aprile 1999 15.00
>Oggetto: IMPORTANTE !
>
>
>Author: Non-HP-dalerba (dalerba@pointest.com)
at HP-Italy,mimegw3
>Date: 22/04/99 16.54
>
>
>>>Ci scusiamo per l'intrusione, ci è stato inviato il seguente messaggio e
>ci
>>>è sembrato giusto inviarlo a quanta più gente possibile.
>>>
>>>Leggetelo con attenzione e tentate di divulgarlo.
>>>
>>>Saluti,
>>>Massimo Mandich (Redazione IdeaNet)
>>>----------------------------------
>>>IMPORTANZA VITALE!!! PER FAVORE INOLTRARE AD ALTRI!!!
>>>
>>>ATTENZIONE! ATTENZIONE!
>>>Spedite questo mesaggio a tutti quelli che conoscete. Stiamo cercando un
>>>donatore di midolllo, gruppo sanguigno B positivo, che sia così altruista
>da
>>>accettare i rischi che un trapianto comporta. Se c'e' qualcuno che vuole
>>>salvare una vita, per favore scriva a questo indirizzo:
>>>
>>>E-mail: jbiast@on-luebeck.de <mailto:jbiast@on-luebeck.de>
>>>
>>>e gli verranno fornite informazioni piu precise dai genitori della
>ragazza
>>>ammalata.
>>>Divulgare questa e-mail a chiunque....... GRAZIE!
>>>
>>>Nunzio Incorvaia
>>>Dipartimento di Fisica - Politecnico di Milano
>>>P.zza L. Da Vinci, 32 - 20133 Milano
>>>tel. ++39-2-23996183
>>>fax. ++39-2-23996126
>>>mailto:nunzio.incorvaia@fisi.polimi.it
>>>-------------------------------------------------
>>
>
-----Messaggio originale-----
Da: Francesco D'Ambrosio <notut@iol.it>
Data: sabato 24 aprile 1999 13.30
Oggetto: Telecom Aumenta la TUT e Internet si inkazza
>TELECOM AUMENTA LA TUT, E INTERNET SI INKAZZA.
>
>Come molti di voi ricorderanno, le proteste indette da Notut per i mesi di
>ottobre e novembre, mobilitando migliaia di utenti di internet contro la
>TUT, riuscirono quanto meno a fermare i previsti aumenti delle tariffe
>urbane, che, si diceva, avrebbero raggiunto anche il 20
>Ora, purtroppo, si riparla di aumenti, sempre piu' forti e sempre piu'
>ingiustificati:
>"Niente da fare, invece, per chi spera negli sconti nelle fette di servizio
>ancora monopoliste.Le chiamate urbane sono per il momento rimaste ferme, ma
>l'Authority per le comunicazioni su richiesta di Telecom Italia sta
>preparando un rincaro che sara' nell'ordine del 10"
>Questo e' quanto ha scritto "La Repubblica", il 19/4.Proprio per fermare
>questi aumenti, e per rilanciare la lotta contro la tariffa urbana a tempo,
>che danneggia la Rete ritardando lo sviluppo economico e culturale del
>nostro paese, il coordinamento NOTUT ha indetto per il giorno 6 MAGGIO 1999
>una nuova azione di protesta: un NETSTRIKE mirante a bloccare
>temporaneamente il sito della monopolista Telecom Italia,
>www.telecomitalia.it .
>Il 6/5/99 dalle ore 21.30 alle 22.30 tutti gli utenti della Rete sono
>invitati a collegarsi al sito www.telecomitalia.it
e a ricaricare
>costantemente le pagine secondo le modalita' che illustreremo nei prossimi
>giorni sul nostro sito( www.notut.org), al fine di
provocare un blocco
>*temporaneo* del sito e mostrare a Telecom, come in una specie di
>corteo virtuale, che noi utenti non siamo disposti a accettare
>passivamente aumenti ingiustificati delle gia' alte tariffe urbane.
>Chi vuole ribellarsi con noi al monopolio Telecom e conoscere tutti i
>particolari sul Netstrike contro la TUT, puo' iscriversi alla mailing-list
>informativa di NOTUT, nei seguenti modi:
>-inviando un msg vuoto a notut-subscribe@onelist.com
>-cliccando sull'apposito bottone inserito sul nostro sito www.notut.org
>Altre informazioni, inoltre, le diffonderemo nel prossimo meeting in chat,
>che si terra' il giorno 26/4 a partire dalle 21 sul canale #notut sul server
>irc.tin.it
>Diffondete questo comunicato ovunque!Tutti gli utenti di internet devono
>conoscere e partecipare a questo Netstrike- gli aumenti colpiranno tutti
>noi!
>Piu' saremo, piu' a lungo fermeremo il sito di Telecom Italia, piu'
>possibilita' avremo di fermare gli aumenti!!!
>
>COORDINAMENTO NOTUT
>www.notut.org
>________________________________________
-----Messaggio originale-----
Da: Francesco D'Ambrosio <notut@iol.it>
Data: sabato 24 aprile 1999 16.44
Oggetto: La protesta di NoTUT diventa Europea
>Questo messaggio viene inviato a tutti gli organi di informazione italiani.
>La notizia e' importante: NoTUT, insieme ad altre decine di movimenti
>europei, annuncia una grande azione di protesta per il 6 giugno '99, che
>vedra' unita tutta Europa contro le tariffe a tempo.
>Nel frattempo, mi preme ricordarvi che NOTUT ha organizzato la piu'
>importante azione di protesta, su Internet, dell'anno: un'altra azione
>di protesta a livello nazionale: un NETSTRIKE che colpira' il sito
>www.telecomitalia.it il giorno 6 maggio '99
dalle 21.30 alle 22.30, con lo
>scopo di far convergere piu' utenti possibile sul sito dell'ex-monopolista
>per saturarne temporaneamente le linee.
>Ecco, di seguito,. il comunicato-stampa comune a tutti i movimenti europei,
>che annuncia la giornata di protesta del 6 giugno.
>___________________________________________
>10 STATI PARTECIPANO INSIEME ALL'"EUROPEAN TELECOM BOYCOTT"
>
>Internet, 24/4/1999
>
>Per immediata diffusione
>
>Gli utenti di internet in 10 stati europei hanno unito le loro forze per
>lottare per tariffe di telecomunicazione piu' eque per quanto riguarda gli
>accessi a Internet.10 stati prenderanno parte, il giorno 6 giugno 1999, a un
>"European Telecom Boycott": Belgio, Inghilterra, Francia, Grecia, Italia,
>Polonia, Portogallo, Romania, Spagna e Svizzera.
>
>In quella data, gli utenti di Internet di quei paesi sono stati invitati a
>spegnere i loro modem e a non fare alcun uso dei loro telefoni; proprietari
>e gestori di siti web chiuderanno i loro siti per l'intera giornata,
>smistando tutto il traffico su un unico sito centrale dove saranno
>illustrate le ragioni di questa protesta.
>
>Il boicottaggio e' coordinato dal gruppo "Telecom.eu.org", la comunita' che
>riunisce tutte le campagne di protesta partecipanti all'azione, la quale ha
>realizzato un sito e una mailing-list per mettere in contatto i vari
>movimenti.
>
>Il movimento unito europeo lotta affinche':
>
>1.I costi di tutte le chiamate telefoniche rispecchino in maniera piu'
>stretta i costi sopportati dagli operatori che forniscono questi servizi,
>secondo quanto stimato da autorita' indipendenti, in osservanza di quanto le
>leggi comunitarie dell'Ue gia' hanno stabilito.
>
>2.Si introduca una tariffa di tipo fisso( flat-rate) per le chiamate dirette
>agli Internet Service Provider( ISP), per consentire a tutti gli utenti
>europei di accedere a internet senza discriminazioni economiche o
>geografiche.
>
>3.Sia abolita ogni forma di scatto alla risposta, cosi' che laddove siano
>ancora presenti tariffe a tempo, le chiamate siano pagate esclusivamente in
>ragione del tempo effettivo.
>
>4.Siano introdotte piu' velocemente possibile metodi di accesso a internet
>come i cable-modems, la trasmissione di dati via satellite o via xDSL,
>tecnologie che dispensano gli utenti dall'uso di modem telefonici e che
>rappresentano un enorme progresso per utenti e operatori di
>telecomunicazioni, separando la rete dedicata alla fonia da quella, a banda
>larga, utilizzata per il trasporto di dati.
>
>Per altre informazioni:
>Visita: http://www.telecom.eu.org
>
>Per l'Italia, contatta:
>Paolo Graziani- pgraziani@dada.it
>Francesco D'Ambrosio- notut@iol.it
>
>Questa e' la lista delle campagne partecipanti all'European Telecom Boycott
>(la lista e' ancora incompleta):
>
>ITALIA:
>NOTUT- www.notut.org
>
>BELGIO:
>IBEC-KBI- http://www.trifide.com/ibec-kbi/
>
>FRANCIA:
>IMC- www.ft-strike.org
>ADIM- www.altern.org/adim/
>
>REGNO UNITO:
>CUT- www.unmetered.org.uk
>
>SPAGNA:
>ASOCIACION DE INTERNAUTAS- www.internautas.org
>PLATAFORMA LA HUELGA- http://www.ctv.es/USERS/la_huelga/
>
>SVIZZERA:
>ASDI- www.asdi.ch
>
>PORTOGALLO:
>MOVIMENTO GREVE.NET- www.terravista.pt/meco/2119/
>
>GRECIA:
>OTE SUCKS - http://www.periptero.com/ote/ote.htm
>
>POLONIA:
>PROTEST POLSKIEJ SPOLECZNOSCI INTERNAUTOW-
>http://riva.koti.com.pl/~protest .
>
>ROMANIA:
>RomTeleNoise- http://rtn.go.ro
>_______________________________
>
>Cordialmente,
>Francesco D'Ambrosio
>Responsabile del Movimento NoTUT
-----Messaggio originale-----
Da: Fulvio Mezzo <indip@edl.it>
Data: domenica 25 aprile 1999 15.28
Questo scritto è del 31 marzo, per problemi con il server non ci è stato
possibile inviarlo prima.
Contro l'aggressione imperialista Nato/Usa in Yugoslavia!
Per il diritto/dovere degli individui, delle classi e delle nazioni
oppresse a lottare contro ogni forma di capitalismo e l'imperialismo!
Per percorsi plurali di liberazione nazionale e sociale!
Per la costruzione possibile (e necessaria!) di un movimento
nazionalitario italiano di liberazione, anticapitalista ed
antimperialista!
L'aggressione imperialista in Yugoslavia usa strumentalmente la
questione dei diritti nazionali della comunità albanese in Kosovo ed il
dramma dei profughi, le cui fila sono volutamente ingrossate dalle bombe
della Nato per mantenere, a livello massmediatico, la giustificazione
alla prosecuzione dell'intervento e del massacro in corso in Serbia,
Montenegro e Kosovo. Questo non significa negare e rimuovere le
gravissime responsabilità dell'apparato di Stato serbo che andrebbero
combattute come parimenti si fa nei Paesi Baschi, in Irlanda, nel
Kurdistan 'turco', in Chiapas, ecc. Ma adesso non è questo il cuore
della questione né la posta in gioco.
1) L'intervento militare nei Balcani è stato costruito e avviato dagli
Stati Uniti nel '91, quando la prevista implosione dell'Unione Sovietica
si è effettivamente verificata. L'onda lunga del vuoto politico/militare
rappresentato dall'Urss, con la riduzione 'ad uno' dello schema
planetario di 'condominio conflittuale' duopolistico, ha reso necessario
per il sistema politico/economico mondiale, con al centro il 'libero'
mercato capitalistico, il bisogno di un nemico. Per gli Stati Uniti, che
di questo sistema sono il 'vecchio cuore malato', la 'resa senza
condizioni' del socialismo reale ed il suo fulmineo scivolare
nell'accogliente alveo del capitalismo liberista, non corrispondeva ad
un regime di monopolio -in atto o possibile. Si sono piuttosto trovati a
fronteggiare la crescita, economica e politica, del Giappone ad ovest e
dell'Europa ad est, avendo dalla propria la potenza militare su cui
avevano fondato la propria egemonia sul mondo capitalistico (e sul mondo
in senso lato!). In altri termini si assicurava la 'copertura' armata
all'economia capitalistica di tutti i paesi. Questo elemento ha alla
lunga logorato l'economia di pace americana, consentendo ad Europa e
Giappone di rimontare il gap economico con gli Stati Uniti.
Agli Usa non restava (e non resta!) che inventarsi drammaticamente nuovi
nemici e portarli alla guerra perché l'economia di guerra
(strutturalmente portante in modo particolare negli Usa) fa da volàno ad
una ripresa economica generale del paese e perché la guerra ha funzioni
strategiche nei confronti degli 'alleati/concorrenti': scambio egemonia
politica/copertura militare e, con il coinvolgimento diretto, si
incatena lo sviluppo economico dei 'concorrenti' alle spese militari. La
necessità di scatenare queste guerre deve peraltro avvenire in aree di
interesse nevralgico per i 'concorrenti', dove vi siano caratteristiche
'oggettive' di inimicizia da svendere massmediaticamente (diversità
'etnico/culturale' marcata, anti-occidentalismo, 'primitivismo' bellico
ed ideologico) e non possono essere guerre-lampo perché altrimenti non
servirebbero allo scopo (area del Golfo e Balcani sono in tal senso
indicativi, fermo restando che ancora non è stato aperto un fronte di
guerra in funzione anti-nipponica. Oggi il fronte prescelto, per ragioni
oggettive su cui non ci dilunghiamo, è quello anti-europeo. In Asia la
situazione è tenuta 'in caldo', a bassa intensità, cui si può in
qualsiasi momento dare la stura. I pretesti -con le caratteristiche di
cui sopra- non mancano: Corea del Nord in primis).
2) Il non aver saputo affrontare 'correttamente' la questione delle
nazionalità offriva un terreno fertile, in Yugoslavia, per far esplodere
risentimenti e rancori accumulati nel tempo. Bastava lavorarci
sapientemente con tecniche di cui Cia e Dipartimento di Stato sono
maestre, avendole collaudate nel tempo. Non è certo il nobile
disinteresse a muovere l'azione della Casa Bianca. Oggi i kosovari sono
il pretesto da usare come lo furono i kurdi 'iracheni' nel '91. Come
ieri Baghdad, non è oggi Belgrado il vero obiettivo delle bombe
Nato/Usa, bensì appunto Bonn, Parigi, Roma. L'obiettivo della Casa
Bianca è la riaffermazione della leadership statunitense. In ballo c'è
una guerra non dichiarata nei confronti dell'Europa dell'euro (la
seconda, considerando anche quella ancora in corso nel Golfo, ad alterna
ma continua intensità). Questo obiettivo si manifesta concretamente su
una pluralità di terreni: saggiare la propria capacità di mobilitare i
governi europei; saggiare qualità e quantità dell'impegno ottenibile
dagli alleati; creare vantaggi per la propria economia (rilancio della
produzione industriale connessa alle commesse belliche, certa impennata
del dollaro, ecc.); saggiare le proprie capacità di intervento bellico
in Europa e sperimentare nuovi strumenti di distruzione (dopo averlo
fatto nello scacchiere mediorientale); mettere un freno all'espansione
(innanzitutto economico/commerciale) della Germania e dell'Europa verso
est e verso la Russia (una possibile saldatura che potrebbe diventare
partenariato anche di tipo militare, pericolosissimo per il mantenimento
della leadership statunitense). Tutto questo significa, in questo
momento, rendere permanentemente instabile i Balcani giustificando,
riaffermando e rafforzando nella regione esistenza e presenza della Nato
(in quest'ottica e come interposizione nei confronti della Russia va
letta, secondo noi, la determinazione che ha visto gli Usa premere
sull'acceleratore per l'ingresso nella Nato di Polonia, Ungheria e
Repubblica Ceca). In subordine, normalizzare e inserire pienamente nel
'libero' mercato un'area non ancora del tutto integrata e subalterna.
Questa conflittualità (non dichiarata) scatenata dall'alleato/padrone
statunitense nei confronti dei partner dell'euro (coinvolti
malvolentieri e contro i loro propri stessi interessi) non deve
concedere nulla a quanti vorrebbero realizzare un polo europeo
(attualmente in formazione) che si presenta concorrenziale e competitivo
sul suo stesso terreno (perché di identica natura) con quello
statunitense, ma rilanciare il diritto/dovere degli individui, delle
classi e delle nazioni oppresse a lottare contro ogni forma di
capitalismo e l'imperialismo.
Collateralmente (ma non marginalmente!), prima di porre alcune questioni
'di casa':
a) l'informazione blindata e con l'elmetto fa il paio, con il suo
bombardamento mediatico, alle bombe Nato/Usa. Quello dell'informazione
resta (e nella moderna 'società della notizia' lo è ancor di più) il
terreno su cui si gioca una parte decisiva nella capacità di mobilitare
le coscienze e gli uomini. Per fare un esempio che viene da
un'esperienza di liberazione nazionale, pensiamo al ruolo della kurda
Med-tv anche come collegamento con le comunità dell'emigrazione e con
quelle operative in Kurdistan, non a caso oggetto attualmente della
repressione del governo turco.
b) Il principio 'buonista' (clintoniano, dalemiano, vaticano, ecc)
dell'"ingerenza umanitaria" (che è contraddetto ad esempio in Iraq, dove
continua l'embargo che è causa della morte di centinaia e centinaia di
migliaia di persone) è un autentico cavallo di Troia ideologico per
l'ingerenza militare, battistrada alla penetrazione della colonizzazione
imperialista. Va assolutamente e continuamente denunciato e smascherato
nelle sue mille forme (che sia alimentare -do you remember the 'green
revolution'?-, giuridico, culturale, militare, ecc.).
c) Il 24-25 aprile, a Washington, il padrone statunitense convoca i suoi
subalterni partner per sancire, con tutta probabilità, una ridefinizione
ancor più offensiva della Nato: l'intervento in qualsiasi area sia
ritenuta di interesse (statunitense). L'aggressione in corso costituisce
un precedente significativo ed inquietante, che va peraltro contro la
lettera dello stesso trattato Nato, formalmente difensivo. Va rilanciata
la battaglia -foss'anche unilaterale- per l'uscita da organismi militari
di questo tipo (non certo per entrare in uno omologo 'europeo') come
pezzo importante di un'indipendenza nazionale da conquistare. I
pacifisti con l'elmetto (dai corifei di radio radicale ai suoi urlatori
Bonino, Pannella, dalle benedizioni vaticane che non abbiamo
dimenticato, ai post-comunisti diessini ed al loro codazzo di nani e
ballerine) sono referenti ideali degli stragisti guerrafondai bombaroli
oggi nuovamente all'opera.
d) L'assoluta strumentalità delle ragioni 'interventiste' sono
contraddette non solo dalle politiche criminali che da decenni gli Usa
esercitano a danno delle classi e delle nazioni dovunque siano presenti,
ma, per rimanere 'in area', dalla scandalosa impunità del sionismo
israeliano che occupa da decenni territori non suoi (nonostante
risoluzioni Onu di condanna -lo notiamo incidentalmente 'pro forma') e
nonostante il genocidio di ancor più grosse dimensioni a danno dei kurdi
in Turchia. Perché l'Uck kosovara va bene e il Pkk kurdo no? Per la
solita semplice differenza che corre tra movimenti di liberazione
nazionale (alla fin fine neanche tali) che sono subalterni e funzionali
(comunque scaricabili dopo l'uso!) all'ordine capitalista ed
imperialista mondiale e quelli che questo ordine combattono. L'Ira
irlandese, l'Eta basca, il Flnc còrso, ecc., componenti armate di più
vasti movimenti di liberazione nazionale e sociale, non si sono mai
sognati di chiedere aiuto alla Nato, tantomeno bombardamenti contro gli
stati oppressori. La loro resta una lotta istituzionale, armata e di
massa all'oppressione. Guerriglia generalizzata allo sfruttamento.
Criticare l'atteggiamento filo-Nato dell'Uck non deve però indurre a
gettare via il bambino con l'acqua sporca, il che significa capire le
ragioni che portano i kosovari a riconoscersi in gran parte nell'Uck. Ci
sarebbe altro da dire ma nel merito ci fermiamo per ora qui.
e) Tutti gli Stati partecipanti all'aggressione, che esigono da Belgrado
l'applicazione del documento di Rambouillet (stilato a Washington!) e si
inalberano scandalizzati per il rifiuto, perché non lo ripropongono al
loro interno nei confronti di baschi, irlandesi, corsi, bretoni,
occitani, galiziani, catalani, sardi, kurdi, ecc.?
3) Cermis, Ocalan, aggressione alla Yugoslavia. La Casa Bianca ha
applicato la sua 'lex' coloniale ancora una volta in Italia in uno
stretto lasso di tempo. Ambiti diversi e interconnessi che fanno
emergere ancora una volta (e talora in modo eclatante, come in questi
casi) la sudditanza nazionale dell'Italia. Ambiti di politica estera che
rappresentano una condizionante ipoteca sugli assetti e sulle scelte di
fondo in politica interna. L'assetto sancito a Yalta si è virtualmente
chiuso, ma la subalternità e la condizione coloniale dell'Italia è
ancora immutata. Non auspichiamo una vocazione 'indipendente' di potenza
dell'Italia di nessun tipo, e consideriamo politicamente sbagliato (cioè
non rispondente ad una lettura seria e approfondita di fatti strutturali
e materiali) e strategicamente pericoloso (per una prospettiva di
cambiamento radicale, di liberazione nazionale e sociale da costruire
anche in Italia) la tesi di chi sostiene l'esistenza o lo stato nascente
di un presunto imperialismo 'italiano' (che se esistesse andrebbe
radicalmente combattuto e smascherato in sé, squarciando veli
strumentali da paravento 'nazionale').
Il governo di centrosinistra (uno di centrodestra non si sarebbe
comportato diversamente) entra in guerra contro la lettera e lo spirito
della sua stessa Costituzione (art.11), senza volerlo convintamente,
senza che il consiglio dei ministri venga riunito, senza che nemmeno il
Parlamento venga consultato. Insomma, senza che ci sia nemmeno un
tentativo formale di salvare le apparenze. Ovviamente queste forme non
ci stanno a cuore. Si vuole marcare ciò che è sotteso a tutto ciò, il
riflesso di una questione che è continuamente elusa ma che è decisiva,
irrisolta ed ineludibile, e cioè che non c'è e non ci sarà (né in Italia
né altrove) alcuna possibilità di cambiamento radicale del tipo di
società e del modo di produzione, se le prospettive di liberazione
individuali e di classe non si legheranno e compatteranno attorno a
progetti plurali di liberazione nazionale.
Il nazionalismo moderno si è affermato come 'ideologia dello sviluppo'
economico, una mistificazione strumentale della nazione operata a suo
tempo dalle borghesie interessate ad assumere in prima persona il potere
politico, così da gestire in modo opportuno le nuove fasi di sviluppo
economico. Da qui l'identificazione (a ben analizzare strumentale e
falsa) di Stato=nazione, funzionale alla logica capitalistica.
Strumentale e falsa perché la nazione esprime culturalmente un concetto
'comunistico' (non si capisce perché l'uguaglianza culturale tra membri
che si riconoscono in una stessa nazione non debba investire anche il
terreno economico, sociale e politico) e 'libertario' (l'eguaglianza tra
nazioni ognuna differente e perciò uguale alle altre è cosa 'altra' dal
dire che sono diverse e perciò diseguali). Da qui consegue il perché
movimenti autenticamente anticapitalisti, che fanno proprie
rivendicazioni nazionalitarie, si caratterizzano (si debbano
caratterizzare!) necessariamente in modo diverso dal nazionalismo
classico.
Assumere la questione nazionale nell'interezza delle sue problematiche
(autonomia/autodeterminazione in politica estera ed interna,
preservazione dell'identità culturale rispetto all'americanizzazione
forzata in corso sul pianeta, difesa degli interessi economici della
collettività rispetto a quelli oligarchici e finanziari, preservazione
del territorio e dell'ecosistema dalla logica devastante industrialista
e di profitto, ecc.) e trasformarla come collante e asse di un progetto
politico per fondarvi le possibilità di emancipazione per tutti e per
ciascuno (nella propria terra innanzitutto e solidarmente ovunque), ci
sembra la prospettiva credibile di fuoriuscita sempre possibile dal
sistema capitalistico dominante. Senza indipendenza nazionale effettiva
non c'è presupposto per una liberazione globale possibile.
L'universalismo, dunque, come dialogo delle differenze, non come
cancellazione o riduzione folkloristica di una plebe planetaria
post-moderna livellata. Senza liberazione dei popoli (comunità
democratiche coscienti) e delle comunità nazionali non c'è quindi,
viceversa, liberazione effettiva e sostanziale neppure per gli
individui.
Quindi, riconoscendo a tutte le nazioni il diritto all'autodecisione,
riteniamo si possa apporre un primo tassello che rappresenta il massimo
di democrazia nelle relazioni inter-nazionali e che necessita comunque
di un completamento interno a valorizzarne l'essenza. Nessuna
concessione, quindi, allo sciovinismo, al colonialismo, all'imperialismo
che hanno necessità di avvalersi strumentalmente di connotati nazionali
per affermarsi. Nessun alibi nemmeno a chi, virtuosamente, pur
sostenendo di essere contro ogni sciovinismo, finisce di fatto con il
fargli da portatore d'acqua:
a) sia quando giudica antistorica -quindi negandola- la rivendicazione
del diritto di autodecisione delle nazioni. In nome dell'opposizione a
"qualunque nazionalismo", si sancisce di fatto l'oppressione del
'nazionalismo' di Stato dominante, l'assorbimento della nazione dominata
nello stesso, accettando e facendo proprio il retaggio storico della
nozione e della natura borghese del concetto di nazione e implicitamente
degli interessi dominanti di classe;
b) sia quando, in nome del cosmopolitismo, della cittadinanza del mondo,
del meticciamento multietnico e multiculturale, si intende aggirare,
talvolta anche con nobili intenti, il tipo di sciovinismo di cui sopra
ma se ne alimenta un secondo, più sottile, subdolo e pericoloso, che sia
mai stato conosciuto: l'americanizzazione culturale in corso sul pianeta
che propugna il meticciamento multietnico e multiculturale, base
ideologica ideale per la più completa libertà d'azione della
globalizzazione capitalistica.
Entrambe queste forme di sciovinismo sono a diverso titolo funzionali
allo sviluppo -anche conflittuale al suo interno- del capitalismo che si
comporta, per le finalità che si prefigge, come rullo compressore di
identità individuali, collettive e nazionali.
Quanto sopra è parte dell'assunzione critica dell'istanza nazionalitaria
su cui lavorano da anni i compagni e le compagne dell'area politica di
"Indipendenza" per una riflessione collettiva ed una convergenza
d'azione che sta crescendo e che ha bisogno di una polifonia di voci, di
intelligenze, di una irriducibile determinazione ad una lotta continua
di emancipazione, che non accetta lo stato di cose presenti e nemmeno le
litanie stucchevoli su 'storiche sconfitte'.
Saluti collettivi da "Indipendenza"
-----Messaggio originale-----
Da: Matteo Dominioni <domingo@venus.unive.it>
Data: domenica 25 aprile 1999 23.55
Oggetto: [Fwd: >Subject: I marinai greci si rifiutano]
>Subject: BOUNCE internazionale@www.ecn.org:
Non-member submission from
["Monia Dragone" <mdragone@net-service.net>]
>
>
>Quelli che seguono sono due messaggi, uno di un marinaio greco che si
>rifiuta di partecipare alla "missione in Adriatico" sulla quale lavora,
>l'altro di tutto l'equipaggio della nave che smaschera l'operazione come
>non di addestramento e chiede il sostegno di tutto il popolo greco per
>evitare che la missione parta. I marinai greci evidentemente hanno capito
>che stanno per essere usati come carne da cannone...
>
>
>
>
>
>
>Io sono un marinaio del torpediniere 'Themistoklis'.
>
>L'annuncio verbale che la nave si prepara a partire con destinazione il mar
>Adriatico, ha creato molta agitazione tra l'equipaggio e in me.
>
>Per ciò che mi riguarda, io penso che questa missione avverrà agli ordini
>del Comando e rientra nel quadro di molteplici attività operative della
>NATO contro la Yugoslavia, e costituirà una violazione delle convenzioni
>internazionali e delle risoluzioni dell'ONU, e anche del carattere
>cosiddetto difensivo della NATO.
>
>Un tale ordine oltrepassa i limiti del servizio militare ed io credo che
>non potrà essere imposta al soldato greco.
>
>D'altronde, nessuno mi ha chiesto se accetto d'andare fuori delle frontiere
>della mia patria, se accetto di svolgere il servizio sotto il Comando della
>NATO e di obbedire ai suoi ordini.
>
>Esprimo un'opposizione radicale alla mia partecipazione obbligatoria
>diretta o indiretta, alla realizzazione o all'appoggio delle attività
>criminali della NATO. Io mi rifiuto di diventare complice del crimine,
>della carneficina del popolo Yugoslavo commessa dai veri terroristi degli
>Stati Uniti, della NATO e dell'Unione europea.
>
>Questa opposizione si fonda sulla convinzione del nostro popolo che la
>missione delle Forze Armate è la difesa dell'indipendenza nazionale e
>dell'integrità territoriale del mio paese.
>
>E' questa missione che io ho giurato di difendere e non gli interessi delle
>forze che cambiano i confini e dividono le sfere d'influenza.
>
>Il ruolo delle Forze Navali della NATO in Adriatico dove io sono stato
>invitato ad andare come membro dell'equipaggio del torpediniere
>Themistoklis non serve gli interessi che io ho giurato di difendere
>arruolandomi in Marina.
>
>E' per questo che io rifiuto.
>
>Non accetto di servire sotto due bandiere.
>
>La bandiera della NATO non conviene a me come non conviene ad alcun giovane
>greco.
>
>Io ho già una bandiera.
>
>Io ho una bussola!
>
>Gli interessi dell'indipendenza nazionale e dell'integrità della mia
>patria, la pace e l'amicizia di tutti i popoli indipendentemente dalle
>origini, dalla religione, ecc.
>
>Io sono disposto come tutto il popolo e la gioventù greca, a difendere gli
>interessi della pace, dell'indipendenza e dell'integrità della mia patria,
>con tutto ciò che questo comporta come sacrifici.
>
>Ma io rifiuto di fare lo stesso per gli interessi di coloro che massacrano
>oggi il popolo yugoslavo e immediatamente dopo i popoli balcanici.
>
>Io sono contro una tale guerra.
>
>E' la mia coscienza, il mio dovere verso la mia vita che non me lo
>permettono.
>Marinaio Nikos Gradikis
>Del torpediniere Themistoklis
>
>
>
>
>
>La missione della nave Themistoklis in Adriatico ci trova in
assoluta
>opposizione. La nave non andrà laggiù in missione d'addestramento. Sarà
>incorporata nel comando NATO (SNFM) e parteciperà in un modo o nell'altro a
>sostegno delle operazioni e dei bombardamenti che partono dall'Adriatico.
>Le assicurazioni date che non vi saremo implicati non sono convincenti.
>D'altronde la missione iniziale della nave era diversa e ora la mandano in
>Adriatico.
>
>Il denaro che ci promettono come esca non riuscirà a farci accettare questa
>missione. I marinai e l'equipaggio della Marina di Guerra non sono carne da
>cannone. La nostra nave non ha niente da fare fuori dalle nostre frontiere.
>
>La nave non deve partire!
>
>I responsabili sappiano che se partirà, ciò avverrà contro la nostra
>volontà e la volontà dei nostri genitori.
>
>Ci appelliamo al popolo greco per impedire questa missione. Noi alziamo la
>nostra voce insieme al popolo. Contro l'aggressione barbara della NATO in
>Yugoslavia. Perché il nostro paese rifiuti di offrire appoggio alla NATO
>I marinai del torpediniere Themistoklis
>
-----Messaggio originale-----
Da: Leoncavallo <csleo@tin.it>
Data: lunedì 26 aprile 1999 16.34
Oggetto: calendario attività
>CENTRO SOCIALE LEONCAVALLO
>VIA WATTEAU 7, 20125,
>T 026705185- F 02 6705621- EMAIL CSLEO@TIN.IT
>
>Programmazione di questa settimana
>
>
>Martedì 27
>
>21.30 Riunione del gruppo di lavoro per ospiti ucraini.
>
>
>Giovedì 29
>
>ORE 9.00 1^ SEZ. CORTE D'APPELLO: II GRADO DEL PROCESSO A LUCA GHEZZI per i
>fatti di Piazza Greco del 1997.
>
>H.U. ALTERVOX 5^ EDIZIONE - HAPPENING INTERNAZIONALE UNDERGROPUND DEL
>FUMETTO, DELL'ILLUSTRAZIONE GRAFICA E DELL'ARTE INDIPENDENTE.
>
>18.00 Inaugurazione della mostra con gli autori presenti, Livezetcomix by:
>Eventologia e interferenze Lab, Spazio Aerosol Gallery: DJ HipHop black
>music e mixtape cover. LK 14 in concerto.
>
>21.30 Riunione del Gruppo di Lavoro con gli ospiti ucraini
>
>21.30 Riunione delle Tute Bianche per programmare le prossime iniziative.
>
>
>Venerdì 30
>
>dalle 16.00: Apertura mostra, performance del Teatro dei Sassi, e tutto il
>pomeriggio presentazioni materiali indipendenti e proiezioni video. Spazio
>Aerosol Gallery.
>
>In serata concerto folk.
>
>21.30 Riunione Associazione Ya Basta!
>
>
>Sabato 1
>
>16.00 Apertura Mostra.
>
>21.00 Incontro con Alexander Zograf e Stripburger
>
>22.00 Traumfabrik in concerto e performance di Palumbo, Squaz e Amazing
>Virus. Spazio Aerosol Gallery.
>
>
>Lunedì 2
>
>h.22.00 assemblea di gestione del centro, per
programmare le prossime
>iniziative
-----Messaggio originale-----
Da: Depla <fenrir@iol.it>
Data: martedì 27 aprile 1999 10.30
Oggetto: Fw: The Veils Fall: "Neo-nazi" School Shooter Was A Jew,
"Neo-Nazi" Bands Aren't evil
a guardate che buffo questi'artcoli arrivatimi da degli anarchici americani in difesa del gothic rock dopo la caccia alle streghe scatenata in Colorado con degli strani risvolti...
-----Original Message-----
From: Anarchist News Service <news@overthrow.com>
Date: Saturday, April 24, 1999 1:33 PM
Subject: The Veils Fall: "Neo-nazi" School Shooter Was A Jew,
"Neo-Nazi" Bands Aren't
The Veils Fall:
April 24, 1999
Littleton, Colorado -- The lie that the Colorado school shooters were "neo-Nazis" continued to collapse today as a startling fact emerged at the very bottom of an article in the Washington Post: Dylan Klebold, the alleged neo-Nazi Hitler worshipper, was Jewish. This came among continuing reports that the school shooters listened to radical anti-racist bands and were into anarchist anti-racist culture.
Local students said it is not unusual for Jewish kids to yell
"Heil Hitler" and crack Nazi jokes. Said Anarchist PR Coordinator Bill
White in interview to ANS today:
"There are two types of Jewish kids who go around yelling 'Heil
Hitler.' On the one hand, you find kids like a very good friend of mine who's up now
at Sarah Lawrence. He's into being annoying, and he knows that yelling 'Heil Hitler'
is a really annoying thing to do. He also makes constant Holocaust jokes. His
parents, who are Russian Jewish emigres, are always bothering him about that, saying 'Many
of your relatives died in the Holocaust, Why do you make jokes like that?' But
he has a lot of resentment for his parents, and I think he does it also because it makes
his parents angry.
"The other type of Jewish kid who goes around yelling 'Heil Hitler' are kids like two different girls I used to go out with, one Hannah, and the other, Amy. Both of them were very angry at their parents, who were Jewish, and thought that joining the neo-Nazi subculture and pretending to be Aryan were good ways at getting back. Both of them got out of it, but both of them also went on to really fuck up their lives.
"Really, you have two things. To most Jewish kids today, Hitler is an absolute joke, and they think its funny to pretend they're into him, because he's like Satan or some other 'evil incarnate', making jokes about is like a verboten thing. The other kids are the ones who get into him seriously because they're mad at their families. Andrew Greenabum, that loser in South Carolina, is like the ultimate example of that kind of Jewish kid, but there's about a million more like him."
In other news today, the AP Wire today said that the school shooters 'worshipped' the neo-Nazi songs "Du Hast" by "Neo-Nazi techno-rocker" Rammstein and "Ich Bin Ein Auslander" by "Neo-Nazi" band "Pop Will Eat Itself." Both songs are radical anti-nazi songs. The first "You Hate" is a radical anti-nazi song by Rammstein, and the second "I am an outsider" is a radical anti-racist, anti-ethnic cleansing song by PWEI.
Ironically, the song "Ich Bin Ein Auslander" was named in an Anti-Racist Action 'zine in 1996 to be one of the "top ten" anti-racist songs out there.
Said one anarchist today, "They might as well be saying these kids were into those 'Neo-Nazi rockers' the Dead Kennedys."
Another anarchist laughed at reporters ignorance, saying they can't understand a lot of white youth subculture because they don't have even rudimentary knowledge of European languages and cultures. In America's multi-cultural society, many, many white youths have begun to embrace and use German, Russian, and even languages like Saxon as part of relating to their 'cultural' heritage.
-----
For more anarchist news and information, contact:
Utopian Anarchist Party
Post Office Box 12244
Silver Spring, MD 20908
-----Original Message-----
From: TROY SOUTHGATE <enm_revnat_erwache@compuserve.com>
To: DEPLA <fenrir@iol.it>
Date: lunedì 26 aprile 1999 14.44
Subject: [solidarity] Tormented by dead Nazis? Try lavender!
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RE: [solidarity] Tormented by dead Nazis? Try lavender!
[This one's good for a chuckle.]
Bizarre Theory Behind Littleton Massacre
WILDOMAR, Calif. (Wireless Flash) -- A pagan priestess in California claims Tuesday's
school massacre in Littleton, Colorado, might have been triggered by some sort of psychic
energy from beyond the grave.
High Priestess Brenda Matarazzo of Wildomar, California, claims that since the massacre
took place on the 110th anniversary of Adolf Hitler's birth, it's possible spirits of dead
Nazi soldiers coordinated the shooting from beyond the grave as a grisly birth!
day present to the Fuhrer.
Matarazzo says the current Kosovo crisis is weakening the "psychic energy" of
everyone on the planet -- especially teenagers who are susceptible to possessions by evil
spirits who force the teens to commit violent acts.
Although it's too late to prevent the Littleton massacre, Matarazzo says parents of teens
might want to give them a "purification bath" in salt, lavender and sage to
protect from possible possession.
NewsMax Saturday April 24,1999
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THE COLUMBUS DISPATCH:
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http://www.dispatch.com/news/newsfea99/apr99/look.html
Distant relative bemoans tragedy
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April 24, 1999
By Scott Powers
Dispatch Staff Reporter
One killer's alleged Nazi beliefs fly in the face of his mother's Jewish
background.
If 17-year-old Dylan Klebold was driven by neo-Nazi beliefs to commit a
high-school holocaust in Littleton, Colo., there is no irony in his
family's Jewish background -- only tragedy, said a distant cousin, Solly
"Skip'' Yassenoff.
Klebold's great-grandfather was Leo Yassenoff, a prominent developer and
philanthropist for whom the Leo Yassenoff Jewish Community Center, 1125
College Ave., and the Leo Yassenoff Foundation are named.
When he died, Leo Yassenoff left $13 million -- nearly his entire estate --
to the foundation that bears his name. It provides money for charitable
programs and to help the disabled.
Dylan Klebold and a friend, Eric Harris, 18, killed 12 classmates and a
teacher Tuesday at Columbine High School in Littleton and then killed
themselves.
Classmates said Klebold and Harris were part of a dark group of outcasts
who spoke German among themselves and were fans of Adolf Hitler. The
shootings occurred on Hitler's birthday. Klebold's mother, Susan
Yassenoff Klebold, 50, was raised in Bexley and educated at Temple
Israel.
"Once I realized that her son was the shooter, I just couldn't believe it.
Reading about the neo-Nazi thing, if you can take that seriously, it must
have been very difficult for Susan,'' said Skip Yassenoff, whose father
was Leo Yassenoff's cousin.
"But even if she's Lutheran or Baptist or Catholic, or whatever, wouldn't
the reaction to your son being an advocate of Hitler's actions and so
forth be the same?'' he asked.
Skip Yassenoff said he didn't know whether his cousin had continued
practicing Judaism or had converted to another religion, nor did he know
what, if any, religious faith her children were taught or practiced.
The Denver Post reported the Klebolds had attended a Lutheran church in
Colorado.
Yassenoff, 49, had not kept in close touch with Susan Klebold and had never
met her husband, Thomas E. Klebold; Dylan; or the Klebolds' older son,
Byron Jacob. Yassenoff said he had last seen Mrs. Klebold a few years ago
at a family funeral.
"She was a nice, normal person,'' Yassenoff said. "My take on her in
talking
to her on the phone once or twice in the past couple of years is she was
the same sweet Susan I had known.''
Both Susan and Thomas Klebold graduated from Ohio State University in the
early 1970s. Mr. Klebold, 52, is from Toledo, and the couple married in
1971
in Columbus.
She grew up on S. Roosevelt Avenue in Bexley. A 1967 graduate of Columbus
School for Girls, she majored in art education at OSU. He started out as
an engineering major at OSU, switched to art and graduated with a major in
sculpture.
Though OSU records show them as alumni living on Brookside Drive on the
East Side, the couple apparently moved from Ohio before either of their
sons were born. The university apparently has had little, if any, contact
with either. Several OSU art professors of that era said they did not
recall
either of them.
In the 1880s, two Yassenoff brothers -- Susan Klebold's great-grandfather
and Skip Yassenoff's grandfather -- immigrated to the United States from
Russia, said Yassenoff, who has researched his family's genealogy. Two
cousins of the next generation, Leo and Frank, moved to Columbus in the
1910s,
went to Ohio State and went into real-estate development.
Frank Yassenoff, Skip's father, was slain in 1970, a case that has never
been
solved.
Susan Klebold's father, Milton, died in 1967 and her mother, Charlotte,
died
in 1987.
Associated Press reports were used in this story.
http://www.dispatch.com/news/newsfea99/apr99/look.html
-----Messaggio originale-----
Da: Andrea Pizzamiglio <andrea.pizzamiglio@automation.it>
Data: martedì 27 aprile 1999 12.53
Oggetto: Luna
Ho trovato queste parole scritte su un mille lire, mi sono piaciute.
Ero triste:
la Luna mi disse:"Se ti fà soffrire perché non la lasci",
io risposi:"Luna, tu lasceresti mai il tuo cielo?"
-----Messaggio originale-----
Da: Leoncavallo <csleo@tin.it>
Data: martedì 27 aprile 1999 22.27
Oggetto: un venticinque aprile di liberazione
>CENTRO SOCIALE LEONCAVALLO
>
>COMUNICATO STAMPA
>
>Basta bombe
>Basta nazionalismi
>Basta frontiere
>
>Con questo striscione il Centro Sociale Leoncavallo ha partecipato al corteo
>milanese del 25 aprile.
>
>Un invito, raccolto da molte migliaia di persone, a manifestare contro la
>barbarie dellintervento militare della NATO, contro le pulizie etniche, i
>nazionalismi e quelle atroci ferite, frontiere, che ne sono il prodotto.
>
>Una presenza estremamente significativa determinata a segnare con un chiaro
>rifiuto della guerra e delle sue violenze lanniversario della liberazione.
>
>Non hanno invece trovato spazio nel corteo e nel comizio posizioni
>favorevoli alla partecipazione italiana alla sanguinosa avventura della
>NATO.
>
>Questa composizione del corteo e i suoi contenuti rappresentano il senso
>reale di questa giornata per la città di Milano.
>
>Che alcuni episodi assolutamente marginali siano stati evidenziati con
>sproporzionata attenzione da alcuni organi di stampa è spiegabile soltanto
>per il loro forte valore simbolico.
>
>Indubbiamente la guerra ridisegna linformazione compromettendone
>irrimediabilmente la già ridotta volontà di comprensione dei processi
>sociali, ottundendone ulteriormente il contenuto di verità e la misura delle
>cose che si dicono e delle tesi che si sostengono.
>
>Il numero di bandiere italiane bruciate in questo mese di guerra in tutta
>Italia ricorda molto da vicino gli Stati Uniti e la guerra del Vietnam. Come
>allora lo scempio del diritto internazionale e la brutalità che lo
>sostituisce, i valori profondi e non negoziabili che la guerra mette in
>gioco dissolvono le identità collettive, comprese quelle nazionali.
>
>Come allora, come il 25 aprile del 1945, una generazione di giovani e
>giovanissimi è oggi chiamata a scelte che non possono essere in continuità
>con quelle dei loro padri oggi in larga parte schierati dentro
>irresponsabili logiche militari.
>
>Che la disobbedienza civile entrerà maggiormente a far parte dei movimenti e
>della loro pratica è unevidenza che dovrebbe far riflettere i padrini e i
>difensori di questa guerra.
>
>Respingiamo il tentativo di criminalizzazione cui si vorrebbe sottoporre una
>parte consistente del movimento contro la guerra in cui, vogliamo sperare,
>risiede il miglior futuro di questo paese.
>
>Ci chiediamo dove siano oggi coloro che per anni ci hanno sottoposto verbali
>e dichiarazioni tendenti a certificare il nostro rifiuto della violenza.
>Temiamo che, di fronte alla violenza organizzata degli stati, allorrore
>sulle popolazioni civili, siano oggi impreparati ad affrontare un passaggio
>diventato per loro compromettente.
>
>Sosteniamo lazione di quanti, colpiti esemplarmente da operazioni
>politico-giudiziarie, vogliano affermare i contenuti e i valori di
>solidarietà e di rifiuto attivo della guerra e delle sue logiche,
>rappresentati dalla manifestazione del 25 aprile che sono oggi al centro di
>una nuova offensiva giudiziaria.
>
>
-----Messaggio originale-----
Da: gurmanyach <gurmanyach@mx3.redestb.es>
Data: mercoledì 28 aprile 1999 0.51
Oggetto: Info Squat 59 (Barcelona)
Hola a tod@s! Para visualizar correctamente estas páginas usad una letra
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Boletín Semanal de Contr@información de
Barcelona ###
Número 59 Semana del 28 de Abril al 4 de Mayo de 1999 ###
http://personal.redestb.es/gurmanyach/usurpa.htm
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CARTA BLANCA PARA LA POLICIA
Este sábado 24 de abril, mientras en Madrid una manifestación por la
libertad de Mumia y contra las cárceles era brutalmente disuelta por
antidisturbios (más de 20 compas apalizad@s en la calle Atocha), en
Barcelona, más concretamente en el Paseo de Gràcia, varios policías
intentaron reventar una bicicletada contra los desalojos, llegando uno de
ellos a encañonar con su pistola a la gente. No es la primera vez que la
policía usa las pistolas para reprimir actos de protesta (Sants, Terrassa,
Cornellà...) y las recientes muertes por disparos de la Guardia Civil y de
la Policía Municipal de una joven de Dos Hermanas y de un joven de
Sabadell respectivamente nos recuerdan que este tipo de amenazas no son
en vano. Pretender que se tratan de acciones aisladas por parte de
incontrolados de la policía es ingenuo, máxime cuando los medios de
comunicación vienen desde hace tiempo justificándolas y por tanto dando
más alas a la policía de las que sus propios superiores ya les dan para
que sigan con esta linea. Esta carta blanca para el todo vale en aras de
mantener el orden público/paz democrática, demuestra que el Estado no
confía plenamente en otros mecanismos de control más lights y está
dispuesto a seguir adelante con la mano dura para reprimir a los
movimientos antagonistas con el sistema y acabar a toda costa con el
panorama cada vez más tenso de conflictos sociales que Ell@s mism@s
provocan. Usurpa, 26/4/99 <usurpas@iname.com>
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NOTICIAS
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DESALOJO DE LA KELO DE SATURTZI Y NUEVA OKUPACION
Sobre las 8.30 de la mañana la policia municipal comandada por el alcalde
y el concejal de urbanismo, desalojó La Kelo, casa okupada del barrio de
Mamariga (Santurtzi). Unos 8 munipas entraron en la Kelo, tirando la
puerta. Subieron hasta el local de música dónde estaban las 3 personas que
formaban el turno de vigilancia y les dijeron que recogieran todo y que
desalojaran. Al cabo de un rato se comenzaron a concentrar ante la Kelo
jóvenes de la asamblea y vecin@s, para interesarse por lo que ocurría.
La policía municipal formó un cordón alrededor de la casa. Al llegar la
excavadora, la gente concentrada decidió hacer una sentada en la
carretera para impedir la demolición. Los munipas se abalanzaron sobre la
gente para sacarla de la carretera a rastras y dejar paso a la excavadora
que comenzó a destruir los talleres, la vivienda, la biblioteca ...
También demolió parte los edificios colindantes que entran en el proyecto
de derribo del ayuntamiento. A modo de protesta y reivindicación, 3
miembros de la asamblea okuparon simbólicamente uno de los edificiós. Se
desplegaron varias pancartas, en las que se podía leer: "Derribar La Kelo,
matar un sueÒo! "y "No desalojareis nuestras ideas, La Kelo gure
etxea!",
también fueron constantes los gritos contra el desalo-jo y la demolición.
En respuesta al desalojo y derribo de la Kelo se realizó una mani en la
que han participó cerca de un centenar de personas. Se recorrió el barrio
hasta llegar a la plaza de Mamariga, donde se quedó a la una del mediodía
para bajar a okupar el nuevo local. Vino gente de otros gaztetxes y
centros sociales okupados como el Kukutza, Gaztetxe de Rekalde, Amets-giza
etc. Desde la plaza de Mamariga se fue al barrio de Las Viñas donde se
entró a okupar el antiguo Lavadero que llevaba abandonado más de cinco
años. Una vez dentro se tiró la puerta para que tod@s l@s allí presentes
pudieran entrar a limpiar y sacar escombros, ya que el local está bastante
deteriorado, y fue quemado en dos ocasiones. Las gentes de La Kelo fueron
a hablar con la asociación de vecin@s para comentar que estaban okupando y
decirles que esos locales están abiertos para tod@s. A la asociación de
vecin@s le pareció maravilloso que alguien les dé utilidad ya que ell@s
solicitaron poder utilizarlos al ayuntamiento santurtziarra y este no
les hizo caso. Al nuevo espacio ocupado se trasladaran todas las
actividades que se realizaban en La Kelo, como taller de piedra, de
costura, malabares, local de estudio, local de música ,donde ensayan
gratuitamente tres grupos y se estaba utilizando como vivienda. Si te
quieres acercar a echar una mano su direccion es: c/ Las Viñas nº 63 en
Santurtzi. Pititako Irratia 21-24/4/99 <pititako@eusnet.org>
SASE VIVE, SOLANILLA VIVE!!!
Hace unas semanas fueron juzgadas 13 personas , 3 de las cuales se
encadenaron tiempo atrás a las puertas de la Diputación de Aragón en
solidaridad con los peblos de Sasé y Solanilla, recuperados del abandono y
rehabilitados. Estos pueblos han sufrido continuos desalojos y destrozos
de las casas, huertas, vallas,...por parte de la Guarra incivil. En el
juicio se les pedía 2 fines de semana de arresto domiciliario y 2000pts.
de multa a cada un@. Ahora, del 1 al 10 de Mayo se van a realizar en Sasé
unas jornadas de trabajo rural y demás actividades para dar vida a este
pueblo okupado.Usurpa 27/5/99 <usurpas@iname.com>
OTRO ESTUDIANTE ASESINADO EN NICARAGUA
Las fuerzas especiales de la Policía Nacional nicaragüense han asesinado a
otro estudiante (el tercero) en una mani que pedía el 0,6% del presupuesto
para los Centros de Estudios Superiores. Roberto González Herrera,
estudiante de tercer año de la UNAN, fue asesinado a quemarropa. El jefe
nazional de policía justificó el asesinato asegurando que el lugar ocupado
por l@s manifestantes, el Banco Central, es "un lugar estratégico" donde
se guardan "documentos vitales" y las "reservas nacionales". Desde el
martes no han cesado los enfrentamientos entre l@s estudiantes y la
policía. El jueves han sido más fuertes en las cercanías de la Universidad
Centroamericana, UCA, y la rotonda Rubén Darío. L@s estudiantes y el
pueblo en general siempre se han defendido de los ataques de las fuerzas
antimotines de la Policía Nazional con morteros, piedras y palos, pero la
noche del jueves han surgido las célebres bombas de contacto, como las que
durante la dictadura de Somoza fabricaron los indígenas de Monimb, en
Masaya. A la lucha del 6% también se han unido pobladores de varios
asentamientos espontáneos, particularmente l@s habitantes del barrio "Vida
Nueva", surgido después de los daños que provocara el huracán Mitch en
Managua. La alcaldía liberal y el gobierno de Alemn habían dicho a l@s
poblador@s de este asentamiento que las tierras y las casas que
construirían serían gratis, pero repentinamente el alcalde Cedeo les
comunicó que tendrían que pagar los terrenos y las casas. L@s poblador@s
se levantaron en lucha, okuparon la alcaldía de Managua y casi linchan al
alcalde. Cedeo anunció entonces que los terrenos serían gratis, pero las
casas no. L@s poblador@s quemaron varios vehículos y destruyeron parte de
las instalaciones del Partido Liberal Nacionalista, la tarde del martes.
Entonces Cedeo dijo que todo sería gratuito. L@s poblador@s continúan en
lucha exigiendo escrituras legales que garanticen el derecho a la
propiedad. La noche del jueves los enfrentamientos dejaron un saldo de 4
estudiantes heridos leves, un fotógrafo de La Prensa herido y vari@s
detenid@s. Las protestas se han extendido a varios departamentos del país,
particularmente a Estel, Matagalpa, Granada y Masaya. El país está tenso,
en la capital los nuevos negocios de nicaragüenses venidos de Miami,
cierran temprano sus locales. La transnacional MacDonalds es una de las
primeras en cerrar. El gobierno ha hecho correr el rumor de que teme un
"paraguayazo" y hasta han afirmado que temen que la oposición (lease
Frente San-di-nista) asesine al Contralor de la República para obligar al
gobierno a dimitir. Alemn ha reforzado (según él para protegerlos) la
seguridad del Contralor de la república, del ex presidente Daniel Ortega
y a ciertos dirigentes liberales. El Contralor se opuso a la medida.
Noticias de Nicaragua 25/4/99 <epueblos@ibw.com.ni>
PROTESTA CONTRA LA GUERRA Y LA OTAN EN ZARAGOZA
El miércoles 14/4 unas 300 personas se manifestaron en Zaragoza para
exigir el cese inmediato de los bombardeos de la OTAN y de la matanza del
régimen de Milosevich. Se acusó al Secretario General de la OTAN, Javier
Solana, de complicidad en la masacre y al presidente Asnar de títere del
gobierno yanky. Un insumiso, en busca y captura desde hace tres años, se
encadenó al edificio de Capitanía mientras un grupo de jóvenes desplegó
una panacarta que decía "A l@s antimilitaristas l@s condenais y a l@s
matarifes l@s condecorais". Los antidisturbios mantuvieron acordonada la
zona hasta después de las diez de la noche, hora en que se disolvió la
mani. Al otro día, en el concierto de Goran Bregovic, cuando
interpretaban el tema "Kalasnjikov", se desplegó una pancarta que decía
"La guerra no es la solución. ¡Basta de Barbarie!". Usurpa 19/4/99
<usurpas@iname.com>
UNA MANIFESTACION DETIENE UN CONVOY DE LA OTAN, EN GRECIA
Una manifestación popular (estimada en medio millar de personas) hizo
volverse atrás a un convoy militar de la NATO cuando se dirigía a
Macedonia. Sucedió, según la Policía, al bloquear l@s protestatari@s la
carretera nacional a pocos kilómetros del cruce fronterizo de Evzoni, en
la frontera Greco-Macedonia. Forzaron al convoy, de 15 camiones, a
regresar por donde había venido, tras romper a pedradas las ventanas del
vehículo conductor. MOC Valencia,15/4/99 <cedsala@xarxaneta.org>
PRIMER ANIVERSARIO DEL CSO MILADA, EN CHEQUIA
El CSO Milada , en la República Checa, celebra su primer año de vida con
unas jornadas festivas que durarán tres días (del 29/4 al 1/5). Esta okupa
fue reconstruida tras un intento de desalojo de cuatro días de duración
por parte del estado (presunto propietario), las fuerzas de seguridad y
la policía, al cual se resistió desde el tejado. Lo típico en los "Squats"
checos durante estos últimos años (a excepción del CSO Ladronka) es que la
policía los desaloje antes de cumplir el año de existencia. Si quereis
comunicaros con ell@s via e-mail:
<csaf-pr@usa.net> Milada 22/4/99
LA UNIVERSIDAD DE MEXICO TOMADA POR LOS ESTUDIANTES
Sin visos de solución, se cumplió el primer día de huelga en la UNAM que
afectó a 29 de las 36 facultades de la máxima casa de estudios, así como
Colegios de Ciencias y Humanidades y preparatorias. Estudiantes
inconformes con el aumento de cuotas mantienen una guardia en dichos
plantes, donde colocaron las banderas rojinegras desde el primer minuto
de este martes. Por la noche, un grupo de estudiantes a favor de la huelga
tomó por la fuerza la Facultad de Derecho, donde los estudiantes votaron
contra la huelga en un referéndum. Este miércoles, 21/4, en el segundo
día de paro en la UNAM losestudiantes tomaron las facultades de
Veterinaria, Medicina, Ingeniería, Psicología y Química y amenazan con
hacer lo propio con Contaduría y Administración. Con ésto, aumenta a 35
(de 36) el némero de planteles con las banderas rojinegras. Al cumplirse
el tercer día de paro en la UNAM, los estudiantes tomaron la torre de
Rectoría, la Dirección General de Preparatorias, el edificio del Centro
Cultural Cinematográfico y la Facultad de Contaduría, el único de los 36
planteles que faltaba por sumarse al paro, y cerraron todos los accesos a
Ciudad Universitaria.
CNI en Línea. 22-24/4/99 <noticias@cni40.com.mx>
UN MISIL DE LA MARINA YANQUI MATA A UN PUERTORRIQUEÑO
El pasado lunes en la noche, durante unas prácticas, un cohete disparado
por un avión de la Marina de Guerra de los Estados Unidos mató a un civil
e hirió a otras cuatro personas en la isla-municipio de Vieques, Puerto
Rico. El proyectil que quitó la vida al guardia de seguridad civil David
Sanes, fue lanzado por un avión F-18, adscrito al portaaviones USS
Kennedy, que realiza preparativos para ser enviado a Yugoslavia. Sanes,
como todos los puertorriqueños, era un ciudadano norteamericano. El
incidente ha provocado una reacción unánime de repudio hacia la Marina
norteamericana. Representantes de todos los sectores políticos y sociales
han levantado sus voces. Hasta el gobernador Pedro Rosselló, que nunca
había expresado oposición a la Marina, envió una carta al presidente
Clinton pidiendo el cese de las prácticas militares con municiones vivas.
La Marina respondió con un escueto pedido de perdón por el "error". Un
portavoz enfatizó que Vieques es "esencial" para los intereses militares
norteamericanos por ser el único lugar donde se practica en condiciones
reales de combate. Algunos de los heridos han dado muestras de haber sido
intimidados para que no hagan declaraciones a la prensa. La isla de
Vieques tiene 52 millas cuadradas y 9,000 habitantes civiles. Tres
cuartas partes de su territorio están ocupadas por la Marina, y son
usadas continuamente para prácticas de tiro. Esta situación ha impedido
el desarrollo de Vieques, una isla con un potencial turístico ilimitado,
forzando a la mayoría de la gente a irse. A través de los años, amplios
sectores del pueblo viequense, en especial los pescadores, y del pueblo
puertorriqueño en general se han manifestado en contra de la Marina.
Además de reclamar que se ven impedidos de llevar adelante una vida
normal, por la ocupación de sus tierras por la Marina, y por el constante
bombardeo, han señalado repetidamente que existía el peligro de un
incidente de fatales consecuencias. Desde el lunes, todos los días miles
de personas se han manifestado en Vieques en contra de la ocupación por
la Marina, y se realizará una manifestación masiva, con la asistencia de
gente de Puerto Rico, el próximo sábado.José Fortuño 23/04/99
<jfortuno@icepr.com>
NUEVA OKUPACION EN WASHINGTON
El viernes pasado, 16 de abril, okupa mos otra vez. Despues de entrar en
el edificio varias veces para mirarlo y analizar las posibilidades de
okuparlo, nos decidimos. Entramos cuatro personas por la noche y en
seguida comenzamos a rehabilitarlo. Primero pusimos cerraduras en todas
las puertas que no tenían. Luego limpiamos uno de los 5 apartamentos del
edificio, que llevaba abandonado por lo menos dos aÒos. El barrio da un
poco de miedo y todavía no hemos logrado mucho diálogo con los vecinos,
pero creemos que saldrá adelante. Llevamos media semana okupándolo sin
problemas. Hemos juntado algo de muebles y esta vez se ha vinculado mas
gente con la okupacion. Entre 2 y 4 personas duermen allí cada noche,
pero hay 8 o 9 personas involucrados. Saludos de los anarko-punx de
Washington. El Gallo 22/4/99 <crustyrooster77@hotmail.com>
MARCHA DE 150 KILOMETROS POR LA DIGNIDAD, EN URUGUAY
El pueblo de Juan Lacaze esta ubicado a unos 150 kms al oeste de
Montevideo. Como todo pueblo del interior la vida es tranquila y sin
sorpresas. El unico problema es que las principales fuentes de empleo del
lugar son la fabrica de papel y la empresa textil. Ambas industrias han
sufrido la reconversion del Mercosur dejando sin empleo a cientos de
familias. La cooperativa Coviam 2 fue fundada en 1985. Hasta 1990 no se le
otorgo la personeria juridica. Culmino la construccion de sus 18 viviendas
hace dos años. Todo fue sacrificio, confianza y una busqueda incansable de
respuestas.Hoy quieren devolver el prestamo hipotecario pero no pueden. La
mitad de las familias quedo sin empleo, de la otra mitad, siete estan
subocupados.La Ley Nacional de Viviendas preve que se otorguen subsidios
en estas situaciones. La reglamentacion establece que si la cuota de
amortizacion de los prestamos sobrepasa el 26% de los ingresos, el Estado
se hace cargo a traves del subisidio. El Ministerio de Vivienda no les
quiere otorgar subsidios. Ni a ellos ni a nadie. Ni siquiera les quiere
recibir ³pagos a cuenta² para evitar los cargos por morosidad. Entonces
COVIAM 2 decide caminar hasta Montevideo. Las 18 familias, hombres,
mujeres y chicos recorreran los 150 kms para buscar una solucion. A su
paso se iran sumando todos los companieros, los pobres, los necesitados,
los humildes, los que no se resignan y pelean. 150 kilometros de dignidad.
La marcha partira de Juan Lacaze el proximo 19 de abril y llegara a
Montevideo el 30 de abril en la tarde. Todo se realizara en el marco del
gran circo electoral que vienen montando los partidos para sus elecciones
internas del 25/4. Por eso necesitamos tuapoyo y solidaridad.
Fucvam 18/4/99 <fucvam@chasque.apc.org>/fax:(598 2) 401 98 74
==========================================================================
CONVOCATORIAS
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PROTESTA per la destrucció de l'Amazonia
Dijous 29 d'Abril a les 19.30h a la Pça.Catalunya (Metro L1-3 Catalunya)
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CONCENTRACION en repudio a la muerte de un estudiante por la policía en
Nicaragua.Divendres 30 a les 13h delante del consulado (Aribau 175)
__________________________________________________________________________
MITING-MANIFESTACION del 1º de Mayo de CNT-AIT
a las 11h en Les Cotxeres de Sants (Metro L1 Pça de Sants)
__________________________________________________________________________
MITING-MANIFESTACION del 1º de Mayo de CNT-AIT
a las 11h en Arco de Triunfo (Metro L1 Arc de Triomf)
__________________________________________________________________________
MANIFESTACIÓ de Resistència Anticapitalista
Dissabte 1 de Maig a les 20h a Canaletes (Metro L1 i L3 Catalunya)
__________________________________________________________________________
MANIFESTACIÓ contra les ETT's
Divendres 30 a les 19h a la Pça Catalunya de REUS
__________________________________________________________________________
MANIFESTACIÓ pel repartiment del treball i la riquesa
Dissabte 1 de Maig a les 19.30h Pça. Imperial de TARRAGONA
==========================================================================
* CUMBRE ALTERNATIVA EN COLONIA, DEL 3 AL 6 DE JUMIO DEL 99
Direccion de contacto:
Oficina Federal Marchas Europeas
c/Alianza de Colonia 99 (Kölner Bündnis 99)
E-Mail: euromarsch@hotmail.com
en el estado español:
Movimiento contra la Europa de Maastricht y la Globalización Económica"
Campomanes 13, Madrid
Tel: 91 5474216
E-Mail: maast@nodo50.ix.apc.org
Página web: http://nodo50.ix.apc.org/maast/home.htm
__________________________________________________________________________
Estamos organizando un ENCUENTRO INTERNACIONAL DE FEMINISTAS
REVOLUCIONARIAS para junio del 2000 (sólo para mujeres). El encuentro
esta destinado a feministas activas y la idea es crear una plataforma
para intercambiar experiencias. El proposito es una fuerte red
internacional para cooperar en el futuro (por ejemplo campañas). Nos
gustaría planear y concretar el encuentro entre todas juntas. Si teneis
ideas de talleres/lecturas y gente que las pueda llevar a cabo,
avisadnos antes del 1 de setiembre del 99. Necesitamos direcciones de
mujeres y grupos feministas revolucionari@s de todo el mundo, tan
pronto como sea posible, o, a más tardar, antes del 1 de julio del ´99.
Contacto:
Viskaforce Revolutionary Feminists
Rogsholmsv. 6-8, 515 32 Viskafors
<feminism2000@hotmail.com>
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RADIO JOVE ELX ??? FM (ELX, ALACANT)
RÀDIO KLARA 104.4 FM (VALENCIA) Tel 96 3915721/96
3912016
RADIO PROLETARIA ??? FM (ALACANT) kei@apdo.com
RADIO QKRACHA 107.3 FM (UVIEU, ASTURIES) Ap de Co 577, 33080 Uvieu
RADIO KRAS 105 FM (XIXON, ASTURIES)
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PITITAKO IRRATIA 107 FM (SANTURZI) Tel 94 4835727
EGUZKI IRRATIA 105.4 FM (IRUÑA) Tel 948 220758
HALA BEDI IRRATIA 107.4 FM (VITORIA GASTEIZ) hbi@eusnet.org
IROLA IRALA 107.5 FM (BILBO) Tel 94 4217060
TAS TAS IRRATIA 97 FM (BILBO) Tel 944 151414 Fax 944 164088
RADIO KALIMERO 108 FM (COMPOSTELA, GALIZA) Tel/Fax 981
575444
RADIO VILLALBA ??? FM (VILLALBA)
RADIO FUGA 90.7 FM (ARANJUEZ) Tel 91
8920403
RADIO CARCOMA 96.2 FM (MADRID) 0366469l02@abonados.cplus.es
ONDA LATINA 87.6 FM (MADRID) Tel/Fax 91 5188786
RADIO JABATO 103.8 FM (MADRID) Tel 91 6742680
RADIO RESISTENCIA ??? FM (MADRID) Tel 91 5234797
RADIO VALLEKAS 107.5 FM (MADRID) Tel/Fax 91 7773545
FM LIBRE 95.7 FM (USHUAIA,
ARGENTINA)
FM LATINOAMERICA 97.1 FM (BUENOS AIRES, ARGENTINA)
FM AIRE LIBRE ??? FM (ARGENTINA)
FEUU
??? FM (URUGUAY)
ALTERNATIVA 97.5 FM (MONTEVIDEO, URUGUAY)
FM TRINIDAD 95.1 FM (PARAGUAY)
trinid@quanta.com.py
_______________________________________________________________
RADIO UTOPIA CONVOCA SU CONCURSO DE LOGOTIPOS
Esta radio libre que emite para Alcobendas y San Sebastián desde 1991 se
ha planteado la necesidad y deseo de tener un logotipo, más moderno,
ágil, y más atractivo para la emisora, ya que estan usando el de la
Asociación Utopía y no uno propio. Para ello han convocado un concurso
cuyas bases podeis solicitar a :
Colectivo Utopía, c\ Carlos Ruíz 14,
28700 San Sebastián de los Reyes, MADRID
tel/fax: 91 6547575 e-mail: utopia@nexo.es
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Les mando la dirección de Radio FM TRINIDAD(95.1) ³La voz de la gente²
Pueden enviar correspondencia a esta dirección: trinid@quanta.com.py
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Para sacar adelante esta info necesitamos la ayuda de tod@s
(la crítica sin colaboración no nos sirve de mucho). Hacednos llegar las
actividades de los centros en los que os movéis, así como las opiniones,
artículos,etc.
Podéis dejarnos mensajes en el buzón Usurpa, junto a la barra del
Ateneu @ Gràcia, llamarnos al teléfono 93 284 86 67,
enviar faxes al 93 213 72 08, escribirnos por E-mail: usurpas@iname.com o
por correo a Kasa de la Muntanya (Usurpa) S Jose Muntanya 33,
08024 Barcelona, Expaña
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-----Messaggio originale-----
Da: FEDERAZIONE DEI VERDI <marcellos@tin.it>
Data: giovedì 29 aprile 1999 1.26
Oggetto: FRANZ DI CIOCCIO CANDIDATO DEI VERDI ALLE EUROPEE
COMUNICATO STAMPA
IL MUSICISTA FRANZ DI CIOCCIO ACCETTA LA CANDIDATURA
NEI VERDI ALLE ELEZIONI EUROPEE NEL COLLEGIO NORD-
OVEST
Il batterista e cantante Franz Di Cioccio, uno dei fondatori dello
storico gruppo rock italiano PFM - Premiata Forneria Marconi, sarà
candidato dei Verdi nella circoscrizione nord-ovest (Lombardia,
Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta) alle prossime elezioni Europee
del 13 giugno.
Da alcuni mesi Franz Di Cioccio è impegnato nella campagna
"Cambia Musica!" promossa dai Giovani Verdi per liberare e
promuovere la musica in Italia e in Europa, per diminuire l'iva ed il
prezzo dei CD, per abbassare i costi della musica dal vivo, per
costruire nuovi spazi musicali per i giovani, per creare nuove aree
per i concerti e per diffondere il "pluralismo" nelle trasmissioni
radiotelevisive.
Ma Franz Di Cioccio, non si occuperà solo di musica.
"Ho accettato la candidatura nei Verdi - ha dichiarato Franz Di
Cioccio - perché con loro voglio difendere i diritti delle generazioni
future. Se non ci fossero i Verdi, l'Europa sarebbe sempre più
l'Europa del nucleare e delle manipolazioni genetiche."
"L'Europa che voglio e che vogliamo, invece, - ha proseguito il
cantante - sarà tanto più abitabile, quanto più riuscirà a
promuovere la propria cultura, la propria storia e quindi anche l'unità
politica del continente".
Per quanto riguarda la musica in particolare, Franz Di Cioccio,
promette di proseguire a livello europeo la campagna iniziata con i
Verdi.
"La musica è fatta di tante razze: rock, jazz, classica, rap, funky.
Tutte insieme creano una CULTURA UNIVERSALE. Ecco perché
l'Europa deve riconoscere la musica come cultura, perché la
musica unisce la gente, non la divide e, in questo momento,
l'Europa credo ne abbia veramente bisogno. La diminuzione
dell'I.V.A. al 4% sarà la mia prima battaglia in Parlamento".
Attestati di stima e promesse di voto sono arrivati in questi giorni
da molti musicisti ai quali Franz Di Cioccio aveva prospettato la
propria candidatura.
Cordiali saluti.
Per maggiori informazioni:
Iaia De Capitani (D&D Comunicazione) 02.4981132 cell.
0335.8003870
Marcello Saponaro (Coordinatore Nazionale Giovani Verdi) cell.
0347.4149789
//////////////////////////////////////////////////
Marcello Saponaro
responsabile campagna "Cambia Musica!"
per il Coordinamento Nazionale Giovani Verdi
Cell.: 0347.4149789
Fax : 035.4823519 (dopo le h. 18.00)
email: marcellos@tin.it
Url : http://www.verdi.it/giovaniv/cambiamusica/
//////////////////////////////////////////////////
Aggiungi Cambia Musica! ai tuoi links:
http://www.verdi.it/giovaniv/cambiamusica/
-----Messaggio originale-----
Da: Andrea Pizzamiglio <andrea.pizzamiglio@automation.it>
Data: venerdì 30 aprile 1999 13.06
Oggetto: VOTE
It is CNN inquiry about stopping bombing on Kosovo. You can vote on
mentioned address below.
"Should the NATO allies immediately end the bombing campaign and pursue
a
political solution to Kosovo?"
http://www.cnn.com/CNNI/Programs/qa/
la CNN sta facendo un sondaggio per sapere quanti vorrebbero la
cessazione immediata dei bombardamenti nei balcani.
si può votare a questo URL
-----Messaggio originale-----
Da: mondo underground webzine <subjesus@geocities.com>
Data: venerdì 30 aprile 1999 21.49
Oggetto: Annie Sprinkle needs your help
ANNIE SPRINKLE NEEDS YOUR HELP!
Dear Friends,
Sadly, I'm writing to tell you about a tragedy that happened last night
(Wed. evening 14 April). Annie Sprinkle's beautiful houseboat home
inSausalito, California was destroyed by fire. Thankfully, she was not
there;she was in Seattle performing her show. It seems that her
housesitter left a candle burning when she went out to do the laundry.
The fire destroyed everything, but the most difficult part for Annie
was that her two beloved
cats, Linda & Tuddles, perished in the fire.
Annie is handling this tragedy with
all the heart, forgiveness and generosity
of spirit that we have all come to
know and treasure in her. She is also
keenly aware that this cleansing by
fire is also an incredible, undeniable
opportunity for rebirth. And this is
why I am writing to you.
Annie's entire professional life as
well as all her personal possessions were
destroyed in this fire: her camera
equipment, all her photo archives, the
master copies of her videos, her
computer (and it's contents), her
wardrobe, the drafts of her upcoming
books, her art supplies, her books,
her music... EVERYTHING.
Quite simply, I am asking for a
donation. Not so that Annie can "replace
things" but so that she may build a
new life for herself in whatever form
she chooses. The form of your
donation is completely up to you. You may
wish to dedicate an orgasm to her.
You may wish to pray or do a ritual (if
you use any candles, for Goddess's
sake, be careful!!!) . Perhaps you'd
like to write her an email of
support (her big desktop computer was
destroyed, but she has an old laptop
with her in Seattle so she can get
email.)
Or perhaps you'd like to send
$$$money$$$. The plain and simple truth is
that as rich and full as Annie's
inner life is, we all live in the physical
world and it is going to take
$$$money$$$ to rebuild her outer life. (No,
she did not have any insurance. Like
most artists, she puts the money she
makes back into her
art&endash;except, of course, for all the money she
has so generously given to or spent
on others in their time of need.)
Annie obviously has no phone right
now and no address. (In fact, she is
still in Seattle honoring her
commitment to her performances.) But she does
have a post office
box&endash;P.O.Box 396, Sausalito, CA 94965.
Whatever form you choose for your
donation(s), I invite you to be as
generous to Annie right now as she
has always been to all of us. Annie has
touched all our lives in so many
ways. She may be one of your dearest
friends. You may have had the good
fortune to work with her. You may
consider her a role model or a
mentor. Your life may have been enriched by
one of her workshops or videos. Or
perhaps you are one of the many people
who have benefited from her
courageous and delightful discoveries about
sex. Perhaps you've had sex with her
yourself! Whatever your connection
to Annie, she needs your love and
support right now.
Please give in whatever way you can.
There are so many of us who love
Annie. If we all chip in we can make
this so much easier for her. Please do
it today.
With Love, Blessings, & Gratitude to
you all,
Barbara Carellas
P.S. Please feel free to forward
this message to anyone you know who
might want to help.
----------------------------------------------
info: http://www.heck.com
----------------------------------------------
DISCLAIMER
Ricevi questo messaggio perché risulti iscritto alla mailing-list di
mondo underground webzine
http://www.geocities.com/SoHo/Cafe/8541
Per cancellarti dalla lista fai un reply con "remove" nel subject
Per iscriverti manda un messaggio con "subscribe" nel subject
-----Messaggio originale-----
Da: Depla <fenrir@iol.it>
Data: sabato 1 maggio 1999 1.25
Oggetto: INTERVIEW WITH MILOSEVIC da http://www.drudgereport.com/
Text of Milosevic interview with UPI |
Friday, 30 April 1999 18:00 (GMT) (NOTE: Interview Thursday sted Wednesday) Text of Milosevic interview with UPI BELGRADE, April 30 (UPI) - Here is the transcript of Yugoslav President Slobodan Milosevic's interview Thursday with UPI's Arnaud de Borchgrave: Q: What do you hope to get out of this? Milosevic: I find it hard to believe what is happening. America is a great country and Americans great people. But your leaders are not strategic thinkers. Short-term quick fixes, yes. They said let's bomb Yugoslavia and then figure out what to do next. Some said Milosevic would give up Kosovo after a few days of aggression from the air. To set out to destroy a country for a pretext no one can buy is simply unbelievable. I don't expect to get anything out of this because I did not start it. You may recall there were no refugees before March 24 when the NATO aggression started. But the Clinton administration did expect to get something out of this terrible decision. I understand you had two general goals. One dealing with Europe, the other with the Balkans. First is to prove U.S. leadership in Europe and the second to re- establish U.S. leadership in NATO in the post-Cold War era. Regretfully, we were targeted as a guinea pig to achieve those goals. Simply because of our weaknesses and of the internal problems we faced. But, as you know, you will find in at least 100 countries around the world different ethnic separatist movements. If you decide to support separatist movements it is very hard to believe any country can survive. There are 4,000 ethnic groups in the world and only 185 members of the United Nations. In Yugoslavia, we have 26 different ethnic groups. Any one of them could cause trouble if agitated from the outside. Which is what happened in Kosovo. In Belgrade, we have 100,000 Yugoslav Albanians. And never a problem with them. Walk from our Parliament building and you will see many shops with their Albanian names. Not one window smashed here in all those years of violence in Kosovo. Our people never considered them responsible for the behavior of the so-called Kosovo Liberation Army terrorists. In Kosovo, Albanian Kosovars were bigger victims of the KLA than Kosovar Serbs. When we looked at the figures the number of Albanians killed by them was twice as large as Serbs dead. They simply terrorized Albanians to join their underground and impose their idea of an ethnically pure state. That movement is Nazi in its character because of their publicly declared goals of a racially pure state. Where can you find such a state in the world today? It is precisely the opposite of what is happening in the world. Ethnically mixed states is the trend in the new global village. The Kosovar terrorists were trying to reverse a global phenomenon. Q: Which you then attempted to do in Kosovo after March 24? Milosevic: Absolutely not. That is the big lie which, repeated often enough, becomes conventional wisdom. Q: You are denying that your armed forces drove people out of their homes and torched entire villages? Milosevic: We are not angels. Nor are we the devils you have made us out to be. Our regular forces are highly disciplined. The paramilitary irregular forces are a different story. Bad things happened, as they did with both sides during the Vietnam war, or any war for that matter. We have arrested those irregular self-appointed leaders. Some have already been tried and sentenced to 20 years in prison. We reinforced our forces after Rambouillet for a major offensive against KLA terrorists, not to ethnically cleanse Kosovo as was done with the expulsion of 500,000 Serbs from Croatia, which was ignored by the world media. And the refugees were fleeing in panic because of the war against the terrorists and also because of disinformation horror stories being spread by the terrorists which then became word of mouth and forced ever more people to join the exodus. Q: Satellite recon shows entire villages torched? Milosevic: Individual houses, yes. But not whole villages as we saw on TV in Vietnam when American forces torched villages suspected of hiding Viet Cong. Q: Just in the past 10 years, the Soviet Union has become 15 independent republics. Four former republics of Yugoslavia have declared their independence. Scotland and Wales are moving toward self-rule. As we approach the next millennium, it is becoming increasingly obvious that the nation-state is too big for small problems - and too small for big problems. Devolution is going on everywhere. Why not in Kosovo? What is so important there? Milosevic: To us Kosovo is critically important because it is the heart of country (sic) and an integral part of our long history. It is also home to a quarter of million Serbs whose forebears have lived there for centuries. It is also home to some 5,000 Christian churches. A Swiss expert categorized 1,800 of them as historical monuments that are the heritage of world civilization and that list was sent to President Clinton. Q: After thousands of NATO strikes against Yugoslavia, most of your country's communications and transportation networks, as well as your petroleum production and storage capacity, have been largely destroyed, along with your principal bridges, or about $100 billion worth of damage and about 1,000 killed. Now NATO is raising the total number of warplanes in action against you from 700 to 1,000. Are you prepared to see Yugoslavia's entire infrastructure destroyed? Milosevic: We never thought we could defeat NATO, an alliance of some 700 million people armed with the most advanced and sophisticated weaponry in the world. But NATO believes it can pick on a small nation and force us to surrender our independence. And that is where NATO miscalculated. You are not willing to sacrifice lives to achieve our surrender. But we are willing to die to defend our rights as an independent sovereign nation. The U.S. Congress is beginning to understand that bombing a country into compliance is not a viable policy or strategy. I think your strategic thinkers are also beginning to understand that missiles and other sophisticated weapons will not always be the monopoly of high-tech societies. And with the example it is now setting, we can see the day when lesser nations will be able to retaliate. The development of these weapons is taking place so fast there is not a single spot on the planet that cannot be reached. America can be reached from this part of the world. We have no quarrel with America. We all know NATO is the strongest military machine in the world. We simply want them to stop being so busy with our country and worry about their own problems. NATO was formed to defend the western democratic nations from totalitarian aggression, not to commit aggression. We just want to be left alone and free. more Copyright 1999 by United Press International |
xxx and free. |
Friday, 30 April 1999 17:20 (GMT) xxx and free. Q: At the cost of another month of bombing? Milosevic: Tell me, what choice do we have? Q: It seems to be that left alone is not an option in what you called a global village. Doesn't your future lie with the European Union in an increasingly integrated Europe? This will require compromise to end this war. Surely the rest of Europe has a stake in what happens in Yugoslavia. Doesn't EU have a role to play in this impasse? Isolation is not an answer. Milosevic: Just the opposite. In fact, our policy has been consistent on this front. We launched a series of initiatives with a view to increasing integration in the Balkans. We had a highly successful conference in Crete a year ago. I met with the Albanian prime minister in an attempt to normalize relations completely with open borders and freedom of movement, free trade and so forth. My point to him was that borders in Europe were becoming irrelevant and that we could not be holdouts against these trends. European countries have no other choice than to cooperate and integrate. We had a follow-up conference of all the southeastern European nations in Istanbul. I suggested to Bulgaria we do the same we had already done with Macedonia, namely abolish customs duties and open borders for free trade. The same was offered to Bosnia and all other states in the region. With a very simple idea in mind. We are all market economies now. In fact, Yugoslavia is a little bit ahead in this respect having started before the collapse of the Soviet Union and communism. I told all my neighbors that we could not afford to wait to enter EU one by one in the years ahead. We had to do something together as a region which would then facilitate joining the wider European enterprise later but earlier than would otherwise be the case. Parallel with this was the process of privatization which we started long before our former communist neighbors. We privatized our telecommunications 18 months ago with Italian and Greek companies. Telecom Serbia is now 50 percent owned by foreign entities. Up and down the line our policy has been one of integration, not isolation. Your policy has been to isolate us and demonize us and get NATO to treat us as a pariah state. Q: After you walked away from the Rambouillet accords on Kosovo, did you really expect more than a month of sustained bombing? Milosevic: Rambouillet was not a negotiation. It was a Clinton administration diktat. It wasn't take it or leave it. Just take it or else. We did not expect bombing. It was unbelievable to us that even as an excuse that we didn't want to sign something that we weren't even negotiating it would be used to bomb us as the Nazis did in World War II. Rambouillet was a recipe for the independence of Kosovo, which clearly we could not accept. Especially given the fact that we never contemplated depriving Kosovar Albanians of their legitimate rights. The proof is what happened when half a million Serbs were forced out of Croatia. We never retaliated by expelling a single Croat from Serbia. When Serbs were expelled from Bosnia, we protected all our Muslims from retaliation. We never considered Muslims in Yugoslavia were responsible for what happened in Bosnia. Of course there were irresponsible Serb politicians in Bosnia making all kinds of demagogic threats. But this was heated rhetoric. Foreign visitors are invariably impressed at how we handle our unique minorities problems. Go to Vojvodina in the north and see how the Hungarian minority of 360,000 is treated - it after Hungary became a member of NATO and has now offered its bases to American warplanes to attack us. They have schooling in their own language, their own newspapers and radio and TV programs. Twenty-six such communities enjoy the same rights. There is no other way in such a diversified society. It has been our philosophy from the very beginning. In Kosovo as well. Equality was the basic principle in Kosovo. Without equality between the two communities there would be no basis for durable peace. That was our approach for Rambouillet. But the American approach was to favorize the Albanian community. This could only lead to ethnic cleansing of anyone who was not of Albanian origin. Serbs clearly could not have stayed under the overlordship of Albanians. There are 250,000 Serbs in Kosovo and 200,000 Muslim Serbs who are not of Albanian origin but whose families converted to Islam under the Ottoman Empire. Then you have 150,000 Gypsies and 50,000 Turks. Even this last community has its own newspaper and TV program. U.S. diplomats knowledgeable about Kosovo have confirmed that we were indeed respecting those principles. So I said to them, "OK, gentlemen, now please put those principles into the Rambouillet agreement." Equality means nothing unless incorporated into the institutions. Q: And how did you propose to do this in practice? Milosevic: Very simple. Takes only one minute to explain. The parliament in Kosovo has to be composed of two houses. The lower house elected on the basis of one-citizen one-vote and the other house to be made up of national communities, with each community entitled to five representatives. That way everyone is guaranteed against majority domination. That way, too, Serbs could not impose anything on Albanians and vice versa. When I talked to Ibrahim Rugova (the moderate Kosovar Albanian leader), we agreed that it was in our common interest to have real peace, welfare for all citizens, clean towns and villages and develop industry. But at the back of the minds of Kosovar Albanians is how to become the masters of the rest of the population. Several decades ago when the Albanians had complete power in their hands, they started a process of Albanization of the rest of the population. Gypsies, for example, could not register newly born child unless willing give it one of the officially recognized Albanian first names. In Rambouillet, regardless of the fact that the delegations never met, never exchanged so much as a single word, we had a delegation in which Serbs were a minority. We had three Albanians, Serb Muslims, Turks and four Serb Christians. Our delegation represented a real cross-section of Kosovo. The Albanian Kosovars were all representatives of the Albanian separatist movement. EU's dilemma at the end of the 20th century is whether they are going to support a multi-ethnic and multi-cultural society and multi-religious approach to society or a kind of Nazi-like approach with one racially pure ethnic group ruling a diverse society like Kosovo. Henry Kissinger said Rambouillet was a mechanism for permanent creation of problems and confrontation. President Clinton should have listened to this wise geopolitical expert rather than some of his own less knowledgeable advisers. more Copyright 1999 by United Press International |
xxx knowledgeable advisers. |
Friday, 30 April 1999 17:36 (GMT) xxx knowledgeable advisers. Q: So how do we get out of this mess? Milosevic: A political process, not by more bombing. Q: But you must be prepared to compromise. Milosevic: From the beginning of April I have had five meetings with Rugova. He was not a prisoner or under duress. This week, the President of Serbia went to Pristina (the capital of Kosovo) and he and Rugova signed a statement of agreed joint principles, which called for respect for the equality of national communities, respect for the equality of all citizens, direct negotiations, because U.S. shuttle diplomacy was completely useless as Rambouillet demonstrated. So we have ourselves begun a real political process. This first joint statement with the Albanian Kosovar leader is the first joint victory in our struggle for peace. At the same time we have been talking about the formation of a temporary joint executive board for Kosovo composed of representatives of all national communities in Kosovo. Its first task will be to help refugees return home. The problem for returning refugees will be bombing. So clearly this insanity will have to stop. Before bombing, regardless of what you hear from NATO and Pentagon briefings, there were no refugees. It wasn't only the Albanians who fled, but also the Serbs, Turks, everyone. Q: Are you saying that the idea of a U.S.Trusteeship or protectorate is a non-starter in your mind? Milosevic: Please tell me why a U.N. protectorate is needed. That is not to say we are against a U.N. mission. Before the war, we accepted 2, 000 verifiers from OSCE. It was OSCE's biggest ever mission. We also had in Kosovo the International Red Cross and the United Nations High Commission for Refugees, both with huge missions. Plus 1,000 journalists from all over the world, with no restrictions. Plus Kosovo Observation Diplomatic Mission run by Embassies from Belgrade. All this in Kosovo. So who could say we were not open to the international community? They were all free to verify what was happening in this small territory. But this was abused. Q: How? Milosevic: Foreign diplomatic missions were to all intents and purposes supporting KLA terrorists. Instructing them how to organize and what to do to achieve their objectives. Also to create something that would look more like a regular army. That way they were told to create the kind of situation that would make it look to the rest of the world that there was a war between the regular Yugoslav army and the KLA. The KLA was then composed of different terrorist groups. Just judge them by their acts. They were never able to attack any military or police unit. Instead they were taking hostages and killing civilians. One hundred and fifty hostages were never seen again. They were planting car bombs and dynamiting supermarkets. Classic terrorism. Q: Are you suggesting that since the U.N. and other international organizations couldn't do anything before, you see no point in bringing them back now? Milosevic: No, not at all. The U.N. can have a huge mission in Kosovo if it wishes. They can bear witness to the legal behavior of our law enforcement agencies and to the fact that everything is now peaceful, that the KLA has ceased to exist except for scattered small groups that can still stage ambushes. Q: Is it possible to have a U.N. presence without a U.N. peacekeeping force? Milosevic: We cannot accept an occupation force, whether it flies under a NATO or U.N. flag. Q: So you accept a U.N. peacekeeping force? Milosevic: Yes, but no army. Q: Without weapons? Milosevic: Self-defense weapons is normal, but no offensive weapons. We cannot accept anything that looks like an occupation. The idea behind Rambouillet was 28,000 troops, including 4,000 Americans, who would be occupying Kosovo with tanks, APCs and heavy weaponry. Kosovo has social and economic problems which an army of occupation cannot alleviate. Aid, not arms, is what Kosovo needs. Q: So in your judgment what is the nature of a compromise between NATO and Yugoslavia? Milosevic: I will tell you. Several points. First of all, cessation of all military activities. Second, simultaneity between the withdrawal of NATO troops now concentrated on our borders in Albania and Macedonia, on the one hand, and the decrease of our own troops in Kosovo from their present level of 100,000 to the normal garrison strength of between 11, 000 and 12,000, which was the regular Pristina Corps. Q: You went from 40,000 to 100,000 troops in Kosovo since the bombing started? Milosevic: Yes, because of the danger of aggression across our borders by NATO forces. Every day we heard NATO voices urging political leaders to order ground forces into action. But if the danger of NATO aggression is over, we can send our troops back to Serbia. Some are mobilized reservists and they are anxious to get back to their regular jobs. Q: How long would such a simultaneous withdrawal take in your judgment? Milosevic: We can do it in one week. Q: And the third point? Milosevic: The return of all refugees, regardless of their ethnic or religious affiliation. Q: And when would the U.N. peacekeeping force go in? Before the refugees can return presumably. Milosevic: I don't like the word "force." We would welcome U.N. mission not what "force" implies. There is no job for forces. What would such forces do? Just ruin our roads with their tracked vehicles. We would welcome anyone, any mission, that accepts to be our guests. Their mission would be to observe that all is peaceful and not to act as an occupation force. They can see that we are not terrorizing anybody. Even now we are not terrorizing anybody. When the U.N. is here they can bear witness that what we are saying is the truth. Q: I assume you know that NATO will not accept your idea of a compromise. Milosevic: Well, I don't know what NATO will accept. IF NATO insists on the occupation of our country, we have no choice but to defend ourselves against this further act of aggression. Q: If you wouldn't quibble about the word "force" for U.N. peacekeepers, the end of hostilities could be speeded up. Milosevic: But I told you we are willing to accept a U.N. presence and are ready to negotiate its composition. But please understand that after all those crimes against our nation and its people, we cannot accept representatives of the countries that committed aggression against us. We would like to see representatives of neutral countries. Q: Any further points? Milosevic: My fourth point is the political process. We will continue direct negotiations with Mr. Rugova in the presence of the international community. They can listen to every single word that is spoken, but they cannot act as mediators. We want to achieve the widest possible autonomy for Kosovo within Serbia. So we must negotiate the composition of new institutions and the local police. Before the war, there were 120 villages with elected Albanian local police. Some were killed by KLA terrorists. My fifth point is free access for UNHCR and the International Red Cross. Sixth, an economic recovery plan for the three Yugoslav federation states that have been heavily damaged by NATO aggression. Q: Back to the compositon of U.N. peacekeepers, which you don't like to call a force. Since NATO members are not acceptable, what would you see to European participation as EU, not as individual NATO countries.? Milosevic: There are European countries that are not members of NATO, like Ireland, that would be acceptable. Q: Contingents from Russia, Ukraine and Belarus have also been mentioned. Milosevic: They, too, would be acceptable. Q: Surely you are not prepared to face several more weeks of NATO bombing as the diplomatic haggling continues. Milosevic: One more day is too much. But what choice do we have if NATO insists on occupying Yugoslavia. To that we will never surrender. We Serbs are as one on this life and death issue of national honor and sovereignty. -- Copyright 1999 by United Press International. All rights reserved. -- Copyright 1999 by United Press International |
-----Messaggio originale-----
Da: gurmanyach <gurmanyach@mx3.redestb.es>
Data: lunedì 3 maggio 1999 0.46
Oggetto: Empleo y desempleo en el tiempo del miedo (Eduardo Galeano)
LECCIONES CONTRA LOS VICIOS INUTILES
El desempleo multiplica la delincuencia, y los salarios humillantes la estimulan.
Nunca tuvo tanta actualidad el viejo proverbio que enseña: "El vivo vive del bobo, y
el bobo de su trabajo". En cambio, ya nadie dice, porque nadie lo creería aquello de
"trabaja y prospararás".
El derecho laboral se está reduciendo al derecho de trabajar por lo que quieran
pagarte y en las condiciones que quieran imponerte. El trabajo es el vicio más inútil.
No hay en el mundo mercacía más barata que la mano de obra. Mientras caen los salarios y
aumentan los horarios, el mundo laboral vomita gente. "Tómelo o déjelo, que la cola
es larga".
EMPLEO Y DESEMPLEO EN EL TIEMPO DEL MIEDO
La sombra del miedo muerde los talones del mundo, que anda que te anda, a los
tumbos, dando sus últimos pasos hacia el fín de siglo. Miedo de perder: perder el
trabajo, perder el dinero, perder la comida, perder la casa, perder: no hay exorcismo que
pueda proteger a nadie de la subita maldición de la mala pata. Hasta el más ganador
puede, de buenas a primeras, convertirse en perdedor, un fracasado indignoi de perdón y
compasión.
¿Quién se salva del terror a la desocupación? ¿Quién no teme ser un naufrago
de las nuevas tecnologías, o de la globalización, o de cualquier otro de los muchos
mares picados del mundo actual? Los oleajes, furiosos, golpean: la ruina o la fuga de las
industrias locales, la competencia de la mano de obra más barata de otras latitudes, o el
implacable avance de las máquinas, que no exigen salarios, ni vacaciones, ni aguinaldo,
ni jubilación, ni indemnización por despido, ni nada más que la electricidad que las
alimenta.
El desarrollo de la tecnología no está sirviendo para multiplicar el tiempo del
ocio y los espacios de libertad, sino que está multiplicando la desocupación y está
sembrando el miedo. Es universal el pánico ante la posibilidad de recibir la carta que
"lamenta comunicarle que nos vemos obligados a prescindir de sus servicios en razón
de la nueva política de gastos", o "debido a la impostergable reestructuración
de la emprese", o porque sí nomás, que ningún eufemismo alivia el fusilamiento.
Cualquiera puede caer, en cualquier momento y en cualquier lugar; cualquiera puede
convertirse, de un día para el otro, en un viejo de cuarenta años.
En su informe sobre los años '96 y '97, dice la OIT, la Organización
Internacional del Trabajo, que "la evolución del empleo en el mundo sigue siendo
desalentadora". En los países industrializados, el desempleo sigue estando muy alto
y aumentan las desigualdades sociales, y en los llamados países en desarrollo, hay un
progreso espectacular del desempleo, una pobreza creciente y un descenso del nivel de
vida. "De ahí que cunda el miedo", concluye el informe. Y el miedo cunde: el
trabajo o la nada. A la entrada de Auschwitz, el campo nazi de exterminio, un gran cartel
decía: "El trabajo os hará libres". Más de medio siglo después, el
funcionario o el obrero que tiene trabajo debe agradecer el favor que alguna empresa le
hace permitiéndole romperse el alma día tras día, carne rutina, en la oficina o en la
fábrica. Encontrar trabajo, o conservarlo, aunque sea sin vacaciones, ni jubilaciones, ni
nada, y aunque sea a cambio de un salario de mierda, se celebra como si fuera milagro.
Eduardo Galeano, "Patas arriba"
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Reenvío del Colectivo "Devorame Otra Vez" (Kasa de la Muntanya)
muntanya@iname.com
-----Messaggio originale-----
Da: Leoncavallo <csleo@tin.it>
Data: lunedì 3 maggio 1999 13.29
Oggetto: Calendario attività 4\10 maggio
>CENTRO SOCIALE LEONCAVALLO
>VIA WATTEAU 7, TEL 02 6705185 FAX 02 6705621 EMAIL
CSLEO@TIN.IT
>
>
>Calendario attività 4\10 maggio
>
>Martedì 4
>
>h. 21.00 riunione
>dellAssociazione Leoncavallo Libri
>
>h. 21.30 Corso di italiano e riunione del gruppo di lavoro con gli ospiti
>ucraini
>
>Giovedì 6
>
>h. 19.00 riunione del gruppo milanese di appoggio a Carovana 99
metti che
>500 indiani
>
>h. 21.30 riunione dellassociazione Ya basta!
>
>h. 21.30 Corso di italiano e riunione del gruppo di lavoro con gli ospiti
>ucraini
>
>h. 22.30 La guerra vista dalla Luna operetta musicale sulla guerra di
>Avion Travel con Fabrizio Bentivoglio, regia televisiva di Sergio Rubini,
>spettacolo per le comunità straniere di Milano
>
>
>Venerdì 7
>
>h. 23.00 La guerra vista dalla Luna operetta musicale sulla guerra di
>Avion Travel con Fabrizio Bentivoglio, regia televisiva di Sergio Rubini
>
>h. 23.00 Posteggio abusivo cabaret al baretto
>
>Sabato 8
>
>h. 22.30 Trio Zambrini per la rassegna Jazz from Hell
>
>Domenica 9
>
>h. 15.30 La Balena percorso di animazione\ spettacolo per bambini (con un
>numero massimo di 25) allinterno della grande balena, con laboratori di
>costruzione, giocattoli, burattini, strumenti musicali.
>
>h. 19.00 A proposito di pulizia etnica
presentazione di Croazia, Operazione
>tempesta: quando la pulizia etnica la fece il governo della Croazia nella
>regione delle Kraine, preparato e supportato da consiglieri militari
>americani, e 300.000 persone vennero deportate in Iugoslavia, quelle stesse
>che adesso il governo iugoslavo vuole utilizzare per replicare in Kosovo la
>stessa barbarie.
>
>a seguire: Cena a sostegno della riattivazione della scuola primaria
>pubblica nei villaggi rurali del comune di Tompojevci, scuola multietnica e
>multiculturale in slavonia orientale Croazia, che per questo carattere
>viene lasciata in abbandono del governo Croato
>
>h. 22.00 Legittima Difesa spettacolo di TEATROAPERTO, condotto da Renzo
>Martinelli, con musiche originali di Alberto Camerini (9\13 maggio)
>
>
>
>Lunedì
>
>h. 22.00 Assemblea di gestione del centro
>programmazione delle prossime attività contro le logiche di polizia
>nazionale ed internazionale: contro il lager di Milano, via Corelli, e
>contro la partecipazione italiana alla guerra in Iugoslavia e in Kosovo
>
>h. 22.00 Legittima Difesa spettacolo di TEATROAPERTO, condotto da Renzo
>Martinelli, con musiche originali di Alberto Camerini
>
>
>
>
>Rettifica, il dibattito e la cena per la scuola di Tompojevci avverranno
>settimana prossima.
Se manca qualcosa è perchè tu non hai
scritto!