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    -----Messaggio originale-----
    Da: P.C.I. - Partito Comunista Italiano <p.stilan@flashnet.it>
    Data: mercoledì 9 giugno 1999 1.10
    Oggetto: Dedicata ad Andrea


     

    OGGI DEDICATA AD ANDREA
      FINGI CHE QUATTRO MI BASTONIN QUI' E LI' CI SIEN DUGENTO A DIR: OHIBO' ! SENZA SPOSTARSI O MUOVERSI DI LI' E POI SAPPIMI DIR COME STARO' CON QUATTRO INDIAVOLATI A FAR DIR SI E CON DUGENTO CITRULLI A DIR: OHIBO' !   Poesia di Giuseppe Giusti (1809 - 1850), poeta  del Risorgimento italiano.   (Ogni riferimento alla situazione politica italiana attuale  non e' puramente casuale).

    ==================================================================
                    "L'ORA dei Comunisti"
            FOGLIO POLITICO TELEMATICO DEL P.C.I.
                             SEZIONE PIETRO SECCHIA
                           Via Corinto 5 - 00146 ROMA - Telfax: 065.433.250                                                            http://OrCo.freeweb.org  *** http://village.flashnet.it/users/fn028394
                                 E.mail: p.stilan@flashnet.it>
                                                **+++++++++++**
    In questo momento ogni comunista deve assumersi le proprie responsabilita:
                RICOSTRUIRE IL PARTITO COMUNISTA ITALIANO

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    -----Messaggio originale-----
    Da: VERDI DELLA LOMBARDIA <marcellos@tin.it>
    Data: giovedì 10 giugno 1999 1.52
    Oggetto: FRITTATA ECOLOGICA E TAM TAM PER L'EUROPA


    comunicato stampa

    FRITTATA ECOLOGICA E TAM TAM PER L'EUROPA

    Venerdi' alle ore 12.30 i Verdi chiuderanno la campagna elettorale
    per le elezioni europee alla presenza del Portavoce nazionale Luigi
    Manconi, in Piazza S.Babila. Parteciperanno anche il Ministro
    all'Ambiente Edo Ronchi, il capolista alle elezioni europee Reinhold
    Messner e i candidati Franz Di Cioccio, cantante e batterista della
    PFM, e Nando Dalla Chiesa, leader di Italia Democratica.

    Verra' preparata una frittata biologica, utilizzando 1000 uova
    rigorosamente provenienti da allevamenti biologici e cotta in un
    forno a energia solare, per dimostrare come il problema degli
    alimenti sani sia oggi di drammatica attualita' per le scelte politiche
    dell'Unione Europea.

    Franz Di Cioccio giungera' in Piazza S.Babila alle ore 12.00 alla
    testa del corteo "UN TAM TAM PER L'EUROPA" insieme a 20
    percussionisti milanesi. Franz Di Cioccio vuole cosi' sottolineare a
    chiusura della campagna elettorale che la musica porta un
    messaggio forte di pace e di speranza. "La musica costruisce i
    ponti che la guerra distrugge - ha dichiarato il musicista -. In questi
    giorni sto raccogliendo adesioni di illustri artisti di tutti i generi
    musicali con i quali partiro' in pullman per girare l'Europa dei
    conflitti, delle tensioni e delle guerre etniche. Andremo a portare un
    messaggio multiculturale, perche' la musica e' fatta di tante razze".

    Cordiali saluti.

    Federazione dei Verdi
    della Lombardia

     

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    -----Messaggio originale-----
    Da: Divino Buthangas <buthan@freemail.it>
    Data: venerdì 11 giugno 1999 15.40
    Oggetto: Votare e Bombardare


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    >Continua la campagna anarcociclistica per
    >sabotare il voto del finesettimana.
    >Attaccate un target sulla vostra scheda.
    >
    >Divino Buthangas, Anarcociclista
    >
    >
    >____________________________________________
    >regalati una e-mail - http://www.freemail.it

     

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    -----Messaggio originale-----
    Da: m00w <subjesus@geocities.com>
    Data: sabato 12 giugno 1999 15.08
    Oggetto: [m00w] fantaterrorismo


    da Repubblica Online, 10 giugno 99

    Le "brigate rotte" rivendicano di essere gli autori dei messaggi Br
    inviati ai politici

    Le lettere con le pallottole? Scherzo "demen-terrorista"


    MILANO - Le lettere con le pallottole e la firma delle Brigate rosse
    inviate la settimana scorsa all'Ansa - alla gentile attenzione di
    Massimo D'Alema, Silvio Berlusconi, Pierferdinando Casini e Vittorio
    Sgarbi - al vicesindaco di Milano Riccardo De Corato, al cardinal
    Martini e al giornalista Giampaolo Pansa sarebbero solo uno scherzo.

    Anzi, sarebbero una sorta di provocazione "situazionista", o meglio
    "demen-fanta-terrorista". Lo sostiene una nuova lettera, anche questa
    anonima, firmata da tali "Mike, Snortz, Amy, Milla", che salutano alla
    torinese, "cerea", si autodefiniscono "brigate rotte" e spiegano:

    "Abbiamo raggiunto il nostro scopo: creare un caso di cronaca sulla
    spinta emotiva del ritorno del terrorismo rosso in Italia".

    Il motivo del gesto "demen-fanta-terrorista" sarebbe il seguente:
    raccogliere materiale per una "nostra tesi" sulla distorsione
    giornalistica dell'informazione.

    "Fatta la doverosa premessa che nulla ci accomuna con la morte di
    Massimo D'Antona", scrivono, "abbiamo creduto, e a ragione, di sfruttare
    il primo fatto di sangue a sfondo politico che sarebbe accaduto in
    Italia. Siamo ben coscienti della gravità di ciò che abbiamo avviato a
    livello giudiziario e per questo crediamo che vi dobbiamo altre
    giustificazioni e fondamentali scuse, con lo scopo principe di non far
    disperdere preziose risorse di intelligence su una pista
    demen-fanta-terroristica".

    Ecco allora che "Mike, Snortz, Amy, Milla" mettono in chiaro tutte le
    loro mosse. La prima busta, spiegano, è stata spedita da una cassetta
    delle lettere di viale Zara e conteneva "un mix di redazionali datati
    1978, la fotocopia del film 'La mia generazione' e il proiettile calibro
    357". La busta che è stata fatta trovare a Cinisello Balsamo vicino al
    Mc Donald's, scrivono ancora, "volevamo segnalare un pista eventuale da
    seguire vicino agli ambienti della zona Nord ex industriale di Milano,
    da sempre culla di un fenomeno violento di matrice operaia".

    La settimana scorsa, quando erano arrivate le sette lettere con le
    pallottole, gli inquirenti non si era sbilanciati. Ma non era sembrato
    che le ritenessero credibili. Tutte e sette uguali, contenevano un
    collage di varie fotografie, parte di una risoluzione strategica delle
    Br del 1978, la stella a cinque punte, piccole foto di D'Alema, Agnelli
    e Clinton e la locandina del film "La mia generazione".

    La nuova lettera che rivendica il "falso" si conclude con i
    ringraziamenti ai complici involontari: una guardia giurata che "a sua
    insaputa" avrebbe fornito i proiettili, "il padre di uno di noi che ci
    ha fornito il Pc" e "l'homeless che ha inserito la busta commerciale
    nocciola formato A4 nel terzo cestino sul viale Flavio Testi di fronte a
    Mc Donald's". Quanto ai destinatari, i quattro spiegando di non avere
    nulla "di personale" e si scusano per il tono e le minacce: "Non ce ne è
    uno che meriti la nostra attenzione e il nostro tempo...".

    "Non sentirete più parlare di noi", concludono. E precisano: "Non siamo
    di Sesto San Giovanni, o di Cinisello, o di Genova". Ma, forse sempre
    "per scherzo", una traccia la lasciano, quando scrivono che l'idea delle
    "brigate rotte" è nata in "un parco di una cittadina del Nord", e quando
    fanno notare la scritta "mio cugino" accanto alla foto di Claudio
    Amendola, il protagonista del film "La mia generazione".


    --
    ___________________________________________________________
    DISCLAIMER
    -----------------
    Ricevi questo messaggio perché risulti iscritto alla mailing list di
    m00w - mondo underground webzine
    http://www.geocities.com/SoHo/Cafe/8541
    -----------------
    Per essere rimosso dalla lista fai un reply con "ZOMBI" nel subject.
    -----------------
    Per iscriverti: "ULTIMA E DECISIVA PARTITA" nel subject
    -----------------
    "<Le trasmissioni riprenderanno alle ore 9>
    PKD rimase a guardare per un po' la nebbia sullo schermo, poi accese una

    sigaretta e voltò lo sguardo.
    Fuori dalla finestra, il cielo era purpureo.
    <EXIT>"

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    -----Messaggio originale-----
    Da: m00w <subjesus@geocities.com>
    Data: domenica 13 giugno 1999 10.59
    Oggetto: [fwd]: la storia si ripete!


    Fabio Casagrande Napolin
    (mailto:ma0244@mg.sctrade.it - http://www2.cybercities.com/~abastor)
    wrote:

    > Chi non conosce la storia è destinato a riviverla, eccovene un esempio, e
    > pentitevi dei vostri peccati!
    >
    > -----------------------------------------------------------------------
    >
    > DISPOSIZIONI PER L'ACQUISTO DELL'INDULGENZA GIUBILARE
    >
    > Col presente decreto, che dà esecuzione alla volontà del Santo Padre
    > espressa nella Bolla per l'indizione del Grande Giubileo dell'Anno 2000,
    > e
    > in virtù delle facoltà dallo stesso Sommo Pontefice ad essa attribuite,
    > la
    > Penitenzieria Apostolica determina la disciplina da osservare per
    > l'acquisto dell'indulgenza giubilare.
    >
    > Tutti i fedeli, convenientemente preparati, possono abbondantemente
    > fruire, lungo l'arco dell'intero Giubileo, del dono dell'indulgenza,
    > secondo le determinazioni qui di seguito specificate.
    >
    > Premesso che le indulgenze concesse sia in forma generale sia per
    > speciale rescritto restano in vigore durante il Grande Giubileo, si
    > ricorda che l'indulgenza giubilare può essere applicata per modo di
    > suffragio alle anime dei defunti: con tale offerta si compie un insigne
    > esercizio di carità soprannaturale, in virtù del vincolo mediante il
    > quale
    > nel mistico Corpo di Cristo i fedeli ancora pellegrini sulla terra sono
    > uniti a quelli che hanno già concluso il loro cammino terreno. Resta
    > inoltre valida anche lungo l'anno giubilare la norma secondo cui
    > l'indulgenza plenaria può essere acquistata soltanto una volta al
    > giorno.(20)
    >
    > Culmine del Giubileo è l'incontro con Dio Padre, per mezzo di Cristo
    > Salvatore, presente nella sua Chiesa, in modo speciale nei suoi
    > Sacramenti. Per questo motivo, tutto il cammino giubilare, preparato dal
    > pellegrinaggio, ha come punto di partenza e di arrivo la celebrazione del
    > sacramento della Penitenza e di quello dell'Eucaristia, mistero pasquale
    > di Cristo nostra pace e nostra riconciliazione: è questo l'incontro
    > trasformante che apre al dono dell'indulgenza per sé e per altri.
    >
    > Dopo aver celebrato degnamente la confessione sacramentale, che in via
    > ordinaria, a norma del can. 960 del CIC e del can. 720 § 1 del CCEO, deve
    > essere quella individuale ed integra, il fedele, ottemperando agli
    > adempimenti richiesti, può ricevere o applicare, durante un congruo
    > periodo di tempo, il dono dell'indulgenza plenaria anche quotidianamente
    > senza dover ripetere la confessione. Conviene tuttavia che i fedeli
    > ricevano frequentemente la grazia del sacramento della Penitenza, per
    > crescere nella conversione e nella purezza del cuore.(21) La
    > partecipazione all'Eucaristia - necessaria per ciascuna indulgenza - è
    > opportuno che avvenga nello stesso giorno in cui si compiono le opere
    > prescritte.(22)
    >
    > A questi due momenti culminanti deve accompagnarsi, innanzitutto, la
    > testimonianza di comunione con la Chiesa, manifestata con la preghiera
    > secondo le intenzioni del Romano Pontefice, e poi anche l'esercizio di
    > atti di carità e di penitenza, secondo le indicazioni date più sotto:
    > tali
    > atti intendono esprimere quella vera conversione del cuore alla quale
    > conduce la comunione con Cristo nei Sacramenti. Cristo, infatti, è
    > l'indulgenza e la propiziazione per i nostri peccati (cfr 1 Gv 2, 2).
    > Egli, effondendo nei cuori dei fedeli lo Spirito Santo che è la "
    > remissione di tutti i peccati",(23) spinge ciascuno ad un filiale e
    > fiducioso incontro con il Padre delle misericordie. Da questo incontro
    > sgorgano gli impegni di conversione e di rinnovamento, di comunione
    > ecclesiale e di carità verso i fratelli.
    >
    > Viene confermata anche per il prossimo Giubileo la norma secondo cui i
    > confessori possono commutare, in favore di coloro che siano
    > legittimamente
    > impediti, sia l'opera prescritta sia le condizioni richieste.(24) I
    > religiosi e le religiose tenuti alla clausura, gli infermi e tutti coloro
    > che comunque non fossero in grado di uscire dalla propria abitazione,
    > potranno compiere, in luogo della visita di una certa chiesa, una visita
    > nella cappella della loro casa; se neppure questo fosse loro possibile,
    > potranno acquistare l'indulgenza unendosi spiritualmente a quanti
    > compiono
    > nel modo ordinario l'opera prescritta, offrendo a Dio le loro preghiere,
    > le loro sofferenze ed i loro disagi.
    >
    > Quanto agli adempimenti necessari, i fedeli potranno acquistare
    > l'indulgenza giubilare:
    >
    > a Roma, se compiranno un pio pellegrinaggio ad una delle Basiliche
    > patriarcali, cioè alla Basilica di San Pietro in Vaticano, o
    > all'Arcibasilica del Ss.mo Salvatore al Laterano, o alla Basilica di
    > Santa Maria Maggiore, o a quella di San Paolo sulla via Ostiense, e ivi
    > parteciperanno devotamente alla Santa Messa o ad un'altra celebrazione
    > liturgica, come le Lodi o i Vespri, o ad un esercizio di pietà (ad
    > esempio
    > la Via Crucis, il Rosario mariano, la recita dell'inno Akathistos in
    > onore
    > della Madre di Dio); inoltre, se visiteranno, in gruppo o singolarmente,
    > una delle quattro Basiliche patriarcali, ed ivi attenderanno per un certo
    > periodo di tempo all'adorazione eucaristica ed a pie meditazioni,
    > concludendole col " Padre nostro ", con la professione di fede in
    > qualsiasi legittima forma, e con l'invocazione della Beata Vergine Maria.
    > Alle quattro Basiliche patriarcali vengono aggiunti, in questa speciale
    > occasione del Grande Giubileo, i seguenti altri luoghi, alle medesime
    > condiz! ! ioni: la Basilica di Santa Croce in Gerusalemme, la Basilica di
    > San Lorenzo al Verano, il Santuario della Madonna del Divino Amore, le
    > Catacombe cristiane.(25)
    >
    > In Terra Santa, se, con l'osservanza delle stesse condizioni,
    > visiteranno la Basilica del Santo Sepolcro in Gerusalemme, o la Basilica
    > della Natività a Betlemme o la Basilica dell'Annunciazione a Nazareth.
    >
    > Nelle altre circoscrizioni ecclesiastiche, se compiranno un sacro
    > pellegrinaggio alla Chiesa cattedrale o ad altre Chiese o luoghi
    > designati dall'Ordinario, ed ivi assisteranno devotamente ad una
    > celebrazione liturgica, o ad altro pio esercizio, come sopra indicato per
    > la città di Roma; inoltre, se visitando, in gruppo o singolarmente, la
    > Chiesa cattedrale o un Santuario designato dall'Ordinario, ivi
    > attenderanno per un certo periodo di tempo a pie meditazioni,
    > concludendole col " Padre nostro ", con la professione di fede in
    > qualsiasi legittima forma, e con l'invocazione della Beata Vergine Maria.
    >
    > In ogni luogo, se si recheranno a rendere visita per un congruo tempo ai
    > fratelli che si trovino in necessità o difficoltà (infermi, carcerati,
    > anziani in solitudine, handicappati, ecc.), quasi compiendo un
    > pellegrinaggio verso Cristo presente in loro (cfr Mt 25, 34-36), ed
    > ottemperando alle consuete condizioni spirituali, sacramentali e di
    > preghiera. I fedeli vorranno certamente rinnovare tali visite nel corso
    > dell'Anno Santo, potendo acquistare in ciascuna di esse l'indulgenza
    > plenaria, ovviamente non più che una sola volta al giorno. L'indulgenza
    > plenaria giubilare potrà essere acquistata anche mediante iniziative che
    > attuino in modo concreto e generoso lo spirito penitenziale che è come
    > l'anima del Giubileo. Così astenersi almeno durante un giorno da consumi
    > superflui (per esempio dal fumo, dalle bevande alcooliche, digiunando o
    > praticando l'astinenza secondo le norme generali della Chiesa e le
    > specificazioni degli Episcopati) e devolvendo una proporzionata somma in
    > denaro! ! ai poveri; sostenere con un significativo contributo opere di
    > carattere religioso o sociale (in specie a favore dell'infanzia
    > abbandonata, della gioventù in difficoltà, degli anziani bisognosi, degli
    > stranieri nei vari Paesi in cerca di migliori condizioni di vita);
    > dedicare una congrua parte del proprio tempo libero ad attività che
    > rivestono interesse per la comunità, o altre simili forme di personale
    > sacrificio.
    >
    > Roma, dalla Penitenzieria Apostolica, 29 novembre 1998, prima domenica di
    > Avvento.
    >
    > William Wakefield card. Baum
    > Penitenziere Maggiore
    >
    > c Luigi De Magistris
    > Reggente
    >
    >

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    -----Messaggio originale-----
    Da: Depla <fenrir@iol.it>
    Data: domenica 13 giugno 1999 12.37
    Oggetto: Fw: Possiamo permettere che questo avvenga? - NOAM CHOMSKY -


    > Un articolo di Noam Chomsky
    >
    >- NOAM CHOMSKY -
    >
    >I l 24 marzo le forze aeree Nato guidate dagli Stati uniti hanno iniziato a
    >bombardare la Repubblica Federale di Jugoslavia, incluso
    >il Kosovo, che la Nato considera una provincia della Serbia. Il 3 giugno,
    >la Nato e la Serbia hanno raggiunto un accordo di pace.
    >Gli Usa hanno dichiarato vittoria, avendo concluso con successo la loro
    >"battaglia di 10 settimane per costringere il signor
    >Milosevic ad arrendersi", come ha scritto Blaine Harden sul New York Times.
    >Non sarebbe perciò necessario usare forze di terra
    >per "ripulire la Serbia" come Harden aveva raccomandato nell'articolo "Come
    >ripulire la Serbia". Una raccomandazione naturale
    >alla luce della storia americana, dominata dalle sue origini e fino ad oggi
    >dal tema della pulizia etnica. Ma con una avvertenza: il
    >termine "pulizia etnica" non è del tutto appropriato. Le operazioni di
    >pulizia condotte dagli Usa sono ecumeniche: l'Indocina e
    >l'America centrale ne sono due esempi recenti.
    >
    >Pur avendo dichiarato vittoria, Washington non ha ancora dichiarato la
    >pace: i bombardamenti continueranno finché i vincitori
    >riterranno di aver imposto la loro interpretazione dell'accordo sul Kosovo.
    >Fin dall'inizio, i bombardamenti erano stati lanciati come
    >una questione di significato cosmico, il test di un Nuovo Umanesimo, in cui
    >gli "stati illuminati" (Foreign Affairs) aprono una nuova
    >era della storia umana guidata da "un nuovo internazionalismo in cui la
    >brutale repressione di interi gruppi etnici non sarà più
    >tollerata" (Tony Blair). Gli stati illuminati sono gli Stati uniti e il suo
    >alleato britannico, e forse anche altri iscritti alle loro crociate
    >per la giustizia.
    >
    >A quanto pare, lo status di "stati illuminati" viene conferito per
    >definizione. Non si tenta di fornirne prove o argomentazioni,
    >certamente non derivanti dalla loro storia. Poiché in qualunque caso la
    >storia non è giudicata pertinente dalla familiare dottrina del
    >"mutamento di corso", invocata regolarmente per spedire il passato nei
    >recessi più profondi della memoria, scongiurando così il
    >pericolo che qualcuno faccia domande ovvie: se le strutture istituzionali e
    >la distribuzione del potere sono sostanzialmente
    >immodificati, perché aspettarsi un cambiamento radicale in politica, o
    >qualunque cambiamento, fatti salvi gli aggiustamenti tattici?
    >
    >Ma simili domande non sono in agenda. "Fin dall'inizio la questione del
    >Kosovo ha riguardato la nostra reazione a fatti negativi che
    >accadono in luoghi non importanti", ha spiegato l'analista Thomas Friedman
    >sul New York Times non appena è stato annunciato
    >l'accordo. Egli poi loda gli stati illuminati per aver perseguito il
    >principio morale secondo cui "una volta iniziate le deportazioni dei
    >profughi, ignorare il Kosovo sarebbe stato sbagliato... e dunque ricorrere
    >a una grande guerra aerea per un obiettivo limitato era la
    >sola cosa che avesse senso".
    >
    >Una difficoltà di minore portata è che la preoccupazione sulle
    >"deportazioni dei rifugiati" non avrebbero potuto essere la
    >motivazione per la "grande guerra aerea". Il Commissario delle Nazioni
    >Unite per i rifugiati (Unhcr) ha dato notizia dei primi
    >profughi registrati fuori del Kosovo il 27 marzo (4mila profughi), tre
    >giorni dopo che erano iniziati i bombardamenti. Il bilancio è
    >aumentato fino al 4 giugno, con un totale di 670mila profughi nei paesi
    >confinanti (Albania, Macedonia), altri 70mila profughi in
    >Montenegro (all'interno della Repubblica Federale di Jugoslavia), e 75mila
    >partiti per altri paesi. Le cifre, sfortunatamente fin
    >troppo familiari, non includono i numeri, sconosciuti, di coloro che si
    >sono dispersi all'interno del Kosovo, circa 2-300 mila persone
    >nell'anno precedente l'inizio dei bombardamenti secondo la Nato, moltissimi
    >altri dopo.
    >
    >Indiscutibilmente, la "grande guerra aerea" ha fatto precipitare
    >l'escalation della pulizia etnica e di altre atrocità. Lo hanno riferito
    >ripetutamente corrispondenti locali e analisi retrospettive. Lo stesso
    >quadro viene presentato nei due principali documenti che
    >cercano di descrivere i bombardamenti come una reazione alla crisi
    >umanitaria nel Kosovo. Quello più esteso, fornito dal
    >Dipartimento di stato a maggio, è appropriatamente intitolato "Cancellare
    >la storia: la pulizia etnica in Kosovo"; il secondo è
    >l'incriminazione di Milosevic e dei suoi soci da parte del Tribunale
    >Internazionale sui crimini di guerra in Jugoslavia dopo che Usa e
    >Gran Bretagna "hanno spianato la strada a ciò che sembrava
    >un'incriminazione alquanto veloce fornendo (alla procuratrice Louise)
    >Arbour l'accesso all'intelligence e ad altre informazioni che a lungo le
    >erano state negate dai governi occidentali", come ha riferito
    >il New York Times in due intere pagine dedicate all'incriminazione.
    >Entrambi i documenti sostengono che le atrocità sono iniziate "il
    >o intorno al 1 gennaio"; in entrambi, comunque, la cronologia dettagliata
    >rivela che le atrocità sono continuate come prima finché i
    >bombardamenti hanno condotto a una rapida escalation. E non si è trattato
    >certo di una sorpresa. Il generale Wesley Clark ha
    >descritto queste conseguenze come "del tutto prevedibili" - naturalmente
    >un'esagerazione; niente negli affari degli uomini è così
    >prevedibile, sebbene sia ora evidente che le conseguenze erano state
    >previste.
    >
    >Un piccolo elenco degli effetti della "grande guerra aerea" è offerto da
    >Robert Hayden, direttore del Center for Russian and East
    >European Studies dell'Università di Pittsburgh: "Gli incidenti tra civili
    >serbi nelle prime tre settimane di guerra sono stati di più di
    >tutti gli incidenti da entrambe le parti avvenuti in Kosovo nei tre mesi
    >che hanno condotto a questa guerra, e tuttavia quei tre mesi
    >erano considerati una catastrofe umanitaria". Certo, queste particolari
    >conseguenze non contano nel contesto dell'isteria sciovinista
    >che è stata montata per demonizzare i serbi, raggiungendo altezze
    >stratosferiche mentre i bombardamenti prendevano apertamente
    >di mira la società civile e perciò richiedevano una difesa più fervente.
    >
    >Per caso, almeno lo spunto di una risposta più credibile alla domanda
    >retorica di Friedman è stata data sul Times lo stesso giorno
    >da Stephen Kinzer, in un servizio da Ankara. Egli scrive che "il più noto
    >difensore dei diritti umani in Turchia è entrato in prigione"
    >per scontare la condanna per aver "invitato lo stato a raggiungere un
    >accordo pacifico con i ribelli kurdi". Pochi giorni prima,
    >Kinzer aveva indicato obbliquamente che la storia è assai più complessa:
    >"Alcuni (kurdi) dicono di essere stati oppressi sotto il
    >regime turco, ma il governo insiste che a loro vengono garantiti gli stessi
    >diritti degli altri cittadini". Ci si potrebbe chiedere se
    >questo faccia veramente giustizia di alcune delle più radicali operazioni
    >di pulizia etnica della metà degli anni '90, con decine di
    >migliaia di morti, 3500 villaggi distrutti, da 2.5 a 3 milioni di
    >rifugiati, e odiose atrocità riferite dettagliatamente dalle maggiori
    >organizzazioni per i diritti umani, ma ignorate. Questi risultati sono
    >stati ottenuti grazie a un massiccio sostegno militare da parte
    >degli Usa, in aumento durante la presidenza Clinton, mentre le atrocità
    >raggiungevano un picco massimo, inclusi jet, elicotteri da
    >attacco, equipaggiamento per l'antiguerriglia, e altri mezzi di terrore e
    >distruzione, insieme all'addestramento e alle informazioni di
    >intelligence per alcuni dei peggiori assassini. Questi crimini, senza
    >dubbio, sono solo un esempio della risposta fornita dagli stati
    >illuminati alla profonda domanda "come dovremmo reagire quando fatti
    >negativi accadono in posti senza importanza?".
    >
    >Le consegne da Washington, comunque, sono le solite: sottolinea i crimini
    >del nemico ufficiale di oggi, e non permettere che ti
    >distraggano altri crimini simili o peggiori che potrebbero facilmente
    >terminare grazie al ruolo cruciale dei paesi illuminati nel
    >perpetuarli. Obbediamo agli ordini, allora, e atteniamoci al Kosovo.
    >
    >Un'analisi minimamente seria dell'accordo sul Kosovo deve prendere in
    >considerazione le opzioni diplomatiche del 23 marzo, il
    >giorno prima che fosse lanciata la "grande guerra aerea", e confrontarle
    >con l'intesa raggiunta dalla Nato e dalla Serbia il 3 giugno.
    >Qui dobbiamo distinguere due versioni: (1) i fatti e (2) il colpo a effetto
    >- cioè, la versione Usa/Nato che racchiude resoconti e
    >commenti negli stati illuminati. Anche l'occhiata più superficiale rivela
    >che i fatti e l'effetto differiscono grandemente. Così il New
    >York Times ha presentato il testo dell'accordo con un inserto intitolato:
    >"Due piani di pace: come differiscono". I due piani di pace
    >sono l'intesa di Rambouillet presentato alla Serbia il 23 marzo come
    >ultimatum prendere-o-essere-bombardati, e l'accordo di pace
    >sul Kosovo del 3 giugno. Ma nel mondo reale ci sono tre "piani di pace",
    >due dei quali erano sul tavolo il 23 marzo: l'intesa di
    >Ranbouillet e le risoluzioni dell'Assemblea Nazionale Serba che ad esso
    >rispondevano.
    >
    >Cominciamo con i due piani di pace del 23 marzo, chiedendoci come essi
    >differivano e quanto abbiano in comune con l'accordo di
    >pace sul Kosovo del 3 giugno, tornando poi rapidamente a ciò che che
    >potremmo ragionevolmente attenderci se infrangiamo le
    >regole e prestiamo attenzione agli (ampi) precedenti.
    >
    >L'accordo di Rambouillet prevedeva l'occupazione militare completa ed il
    >controllo politico del Kosovo da parte della Nato, ed una
    >efficace occupazione militare Nato del resto della Jugoslavia. La Nato
    >avrebbe dovuto "costituire e guidare una forza militare"
    >(Kfor) in Kosovo e intorno ad esso, "che opererà sotto l'autorità e
    >soggetta alla direzione e al controllo politico del North Atlantic
    >Council (Nac) attraverso la catena di comando della Nato"; "il comandante
    >del Kfor è l'autorità ultima sul campo". Entro breve
    >tempo, tutte le forze armate jugoslave e la polizia alle dipendenze del
    >ministero degli interni dovranno rischierarsi in "siti di
    >acquartieramento approvati", poi ritirarsi in Serbia, salvo piccole unità
    >assegnate a incarichi di sorveglianza delle frontiere con armi
    >limitate (e specificate in dettaglio) che avrebbero il solo compito di
    >difendere i confini da attacchi, e "controllare attraversamenti
    >illeciti dei confini", senza permesso di muoversi in Kosovo al di fuori di
    >queste funzioni. "Tre anni dopo l'entrata in vigore di questo
    >accordo, si dovrà tenere un meeting internazionale per un accordo
    >definitivo per il Kosovo". Questo periodo è stato costruito in
    >modo da preparare un non menzionato referendum sull'indipendenza.
    >
    >Per quanto riguarda il resto della Jugoslavia, i termini per l'occupazione
    >sono espressi nell'appendice B: Status della forza di
    >implementazione militare multi-nazionale. Il periodo cruciale recita: "8.
    >Il personale Nato avrà l'accesso pieno e senza restrizioni,
    >insieme ai propri veicoli, navi, aerei ed equipaggiamento, attraverso la
    >Repubblica Federale di Jugoslavia compreso lo spazio aereo,
    >e le acque territoriali. Compresi i diritti di bivacco, di manovra, di
    >alloggio, e di utilizzo di qualunque area o infrastrutture necessarie
    >per il sostegno, l'addestramento, e le operazioni". Il testo detta le
    >condizioni che permettono alle forze Nato di agire come credono
    >attraverso il territorio della Repubblica Federale di Jugoslavia, senza
    >obbligo o preoccupazione per le leggi del paese o la
    >giurisdizione delle sue autorità, che dovranno, comunque, seguire gli
    >ordini della Nato "su una base di priorità e con tutti i mezzi
    >appropriati". Un articolo prevede inoltre che "tutto il personale della
    >Nato rispetterà le leggi applicabili nella Repubblica federale di
    >Jugoslavia...", ma con una definizione tale da renderlo vuoto: "Senza
    >pregiudizio per i loro privilegi e immunità come previsto in
    >questa Appendice..."
    >
    >Si è speculato che la scelta delle parole fosse stata fatta in modo da
    >garantire un rifiuto. Forse è così. E' difficile immaginare che
    >qualunque paese accetterebbe tali termini, se non in caso di resa
    >incondizionata.
    >
    >Il secondo piano di pace è stato presentato in risoluzioni dell'Assemblea
    >nazionale Serba il 23 marzo. L'Assemblea ha rigettato la
    >richiesta di un'occupazione militare Nato, e ha chiesto all'Osce e alll'Onu
    >di facilitare un accordo diplomatico pacifico. Ha
    >condannato il ritiro della Missione di verifica in Kosovo dell'Osce
    >ordinato dagli Usa il 19 marzo in preparazione del
    >bombardamento del 24 marzo. Le risoluzioni richiedevano negoziazioni che
    >portassero al "raggiungimento di un accordo politico su
    >un'ampia autonomia di Kosovo e Metohija, con la garanzia di una piena
    >parità di tutti i cittadini e delle comunità etniche e nel
    >rispetto della sovranità e dell'integrità territoriale della Repubblica di
    >Serbia e della Repubblica Federale di Jugoslavia." Sebbene "il
    >parlamento serbo non accetta la presenza di truppe militari straniere in
    >Kosovo e Metohija", è pronto a discutere qualità e quantità
    >della presenza internazionale in Kosmet (Kosovo/Metohija) nel momento
    >stesso della firma dell'accordo politico sull'auto-governo
    >concordato e accettato dai rappresentanti di tutte le comunità nazionali
    >che lì vivono.
    >
    >I punti essenziali di queste decisioni sono riportati dai principali
    >servizi di comunicazione e perciò certamente conosciuti in tutte le
    >sale stampa. Numerose ricerche su database hanno rilevato che raramente
    >vengono menzionati. I due piani di pace del 23 marzo
    >rimangono così sconosciuti per l'opinione pubblica. Per quanto riguarda il
    >significato delle Risoluzioni dell'Assemblea Nazionale
    >Serba, le risposte sono note ai fanatici fiduciosi. Gli altri avrebbero
    >pure un modo di trovare le risposte: esplorare le possibilità. Ma
    >gli stati illuminati hanno preferito bombardare.
    >
    >Torniamo all'accordo del Kosovo del 3 giugno. Come ci si sarebbe potuti
    >attendere, è un compromesso tra i due piani di pace del
    >23 marzo. Sulla carta, almeno, gli Usa/Nato hanno abbandonato le loro
    >richieste principali, che avevano condotto al rifiuto
    >dell'ultimatum da parte della Serbia. La Serbia a sua volta ha acconsentito
    >ad una "presenza di sicurezza internazionale con una
    >partecipazione consistente della Nato schierata sotto il comando e il
    >controllo unificati... sotto l'egida delle Nazioni Unite".
    >Un'aggiunta al testo affermava che "la posizione della Russia (secondo cui)
    >il contingente russo non dovrà essere sottoposto al
    >comando Nato e la sua relazione con la presenza internazionale sarà
    >governata da rilevanti intese addizionali". Non è consentito
    >alla Nato o alle forze di "sicurezza internazionale" l'accesso al resto
    >della Jugoslavia. Il controllo politico del Kosovo non è affidato
    >alla Nato ma al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che istituirà
    >"un'amministrazione provvisoria del Kosovo". Il ritiro delle forze
    >jugoslave non è specificato in dettaglio come a Rambouillet, ma è simile,
    >anche se accelerato. Il resto rientra nell'ambito dei piani
    >del 23 marzo.
    >
    >L'esito suggerisce che il 23 marzo si sarebbe potuto continuare nelle
    >iniziative diplomatiche. Certo la situazione attuale non è quella
    >del 23 marzo. Un titolo del Times il giorno dell'accordo del Kosovo lo
    >dimostra: "I problemi del Kosovo stanno appena
    >cominciando". Tra i "problemi sconcertanti", osservava Serge Schmemann, c'è
    >il rimpatrio dei rifugiati, "nella terra di cenere e di
    >tombe che era la loro casa", e la "costosa sfida di ricostruire le economie
    >del Kosovo, della Serbia e dei loro vicini".Questi
    >"problemi sconcertanti" sono nuovi. Sono "gli effetti dei bombardamenti" e
    >la crudele reazione serba ad essi, sebbene i problemi
    >che precedevano il ricorso alla violenza da parte degli stati illuminati
    >fossero sufficientemente scoraggianti. Spostandoci dai fatti
    >all'effetto, i titoli hanno salutato la grandiosa vittoria degli stati
    >illuminati e dei loro leader, che hanno costretto Milosevic a
    >"capitolare", ad "arrendersi", ad accettare una "forza guidata dalla Nato",
    >e ad arrendersi "in modo tanto prossimo a una resa
    >incondizionata quanto chiunque avrebbe potuto immaginare", sottomettendolo
    >a "un accordo peggiore di quello di Rambouillet, che
    >aveva rifiutato". La storia non è andata proprio così. Passando ad un
    >significato più ampio, l'"eminente storico militare" britannico
    >John Keegan "vede la guerra come una vittoria non solo per le forze aeree
    >ma per il 'Nuovo ordine mondiale' che il presidente
    >Bush dichiarò dopo la guerra del Golfo", riferisce l'esperto militare Fred
    >Kaplan. Keegan ha scritto che "se Milosevic è davvero un
    >uomo sconfitto, tutti gli aspiranti-Milosevic in giro per il mondo dovranno
    >riconsiderare i loro piani".
    >
    >La valutazione è realistica, sebbene non nei termini che Keegan può aver
    >avuto in mente: piuttosto, alla luce degli obiettivi e del
    >significato del Nuovo ordine mondiale, così come è rivelato da un
    >importante documento degli anni '90 su cui non è mai stato
    >riferito, ed una pletora di prove fattuali che ci aiuta a capire il vero
    >significato dell'espressione "Milosevic in giro per il mondo". Per
    >attenersi soltanto alla regione balcanica, le critiche non tengono conto
    >delle ampie operazioni di pulizia etnica e delle terribili atrocità
    >all'interno della Nato, sotto la giurisdizione europea e con il decisivo e
    >crescente sostegno degli Usa, che non sono state condotte in
    >risposta ad un attaco da parte della forza militare più temibile del mondo
    >e alla minaccia di una imminente invasione. Questi crimini
    >sono legittimi secondo le regole del Nuovo ordine mondiale, forse anche
    >meritorie, come lo sono le atrocità commesse altrove che
    >si conformano agli interessi osservabili dei leader degli stati illuminati
    >e sono regolarmente attuati da loro quando necessario. Questi
    >fatti, non particolarmente oscuri, rivelano che nel "nuovo
    >internazionalismo... la brutale repressione di interi gruppi etnici" non
    >sarà
    >semplicemente "tollerata", ma attivamente favorita - esattamente come nel
    >"vecchio internazionalismo" del Concerto dell'Europa,
    >gli Usa stessi, e molti altri autorevoli predecessori.
    >
    >Mentre i fatti e l'effetto differiscono profondamente, si potrebbe
    >obiettare che i media a i commentatori sono realistici quando
    >presentano la versione Usa/Nato come se questi fossero i fatti. Essa
    >diventerà i fatti, come semplice conseguenza della
    >distribuzione del potere e della volontà di di articolare le opinioni in
    >funzione dei suoi bisogni. E' un fenomeno preciso. Esempi
    >recenti includono il Trattato di pace di Parigi del gennaio 1973 e gli
    >accordi di Esquipulas dell'agosto 1987.
    >
    >Nel primo caso, gli Usa furono costretti a firmare dopo il fallimento dei
    >bombardamenti di Natale per indurre Hanoi ad
    >abbandonare l'accordo Usa-Vietnam dell'ottobre precedente. Kissinger e la
    >Casa Bianca improvvisamente annunciarono
    >lucidamente che avrebbero violato ogni elemento significativo del Trattato
    >che stavano firmando, presentandone una versione
    >differente che fu adottata in resoconti e commenti, cosicché quando il
    >Vietnam del Nord rispose alle gravi violazioni Usa, diventò
    >l'aggressore incorreggibile che andava punito.
    >
    >La stessa tragedia/farsa avvenne quando i presidenti dell'America Centrale
    >giunsero all'accordo di Esquipulas (spesso chiamato
    >"Piano Arias") superando la forte opposizione degli Stati Uniti. Washington
    >improvvisamente avviò un'escalation bellica in
    >violazione dell'unico "elemento indispensabile" dell'accordo, quindi
    >procedette a smantellare gli altri articoli con la forza, riuscendovi
    >in pochi mesi, e continuando a minare ogni ulteriore sforzo diplomatico
    >fino alla vittoria finale. La versione di Washington
    >dell'accordo, che differiva profondamente dal testo in alcuni aspetti
    >cruciali, divenne la versione accettata. L'esito poté perciò
    >essere annunciato nei titoli come una "Vittoria per il fair play degli
    >Stati Uniti", con gli americani "Uniti nella gioia" oltre le
    >devastazioni e lo spargimento di sangue, sopraffatti dall'estasi "in
    >un'epoca romantica" (titoli sul NYT).
    >
    >E' superfluo analizzare le ricadute in questi e in numerosi casi simili.
    >C'è poca ragione di attendersi che questa volta si dipani una
    >storia diversa - alla solita, e cruciale, condizione: se noi lo permettiamo.
    >
    >(trad. Marina Impallomeni)
    >
    >
    >
    >----------------------------------------------------
    >+++ Quanto costa e chi fabbrica la guerra +++
    >
    >    dossier curato da Tactical Media Crew
    >
    >     - http://www.tmcrew.org/news/nato -
    >----------------------------------------------------
    >
    >----------------------------------------------------------------
    >
    >                 T a c t i c a l   M e d i a   C r e w
    >                       http://www.tmcrew.org
    >                    e-mail: tactical@tmcrew.org
    >
    >-------------------- keep.free.media.free -----------------------
    >
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    >   Key fngrprnt: F0DD  F218  A698  267A   37D1   F3C9  3969
    >-----------------------------------------------------------------
    >

     

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    -----Messaggio originale-----
    Da: Giovani Verdi - Cambia Musica! <marcellos@tin.it>
    Data: martedì 15 giugno 1999 14.22
    Oggetto: ADESIONE DEI GIOVANI VERDI AL PRESIDIO PER LA LEGGE SULLA MUSICA




    All'ARCI Nuova Associazione
    C.Attenzione Nevio Salimbeni

    Alle redazioni giornalistiche / spettacoli



    ADESIONE DEI GIOVANI VERDI AL PRESIDIO PER LA RAPIDA
    APPROVAZIONE DELLA LEGGE SULLA MUSICA


    A nome dei Giovani Verdi, siamo felici di aderire al presidio
    organizzato dall'Arci Nuova Associazione  a favore
    dell'approvazione della Legge sulla Musica, che si terrà davanti al
    Senato della Repubblica domani 16/6/99 dalle 11.00 alle 14.00.

    I Giovani Verdi sono impegnati in questi mesi nell'analoga
    campagna "Cambia Musica!" per l'approvazione della nuova Legge
    e a favore della diminuzione dell'IVA sui CD e gli spazi per i giovani.

    Oltre 600 musicisti hanno già aderito all'appello promosso dai
    Giovani Verdi (on line sul sito:
    http://www.verdi.it/giovaniv/cambiamusica/ ). Tra i firmatari Vasco
    Rossi, Ligabue, Piero Pelù, Franz Di Cioccio, Luca Carboni,
    Eugenio Finardi, 99 Posse e molti altri.

    Cordiali saluti.

    Roma, 15.06.1999


    Marcello Saponaro
    Franco Parlavecchio



    //////////////////////////////////////////////////
    Marcello Saponaro
    responsabile campagna "Cambia Musica!"
    per il Coordinamento Nazionale Giovani Verdi
    Cell.: 0347.4149789
    Fax  : 035.4823519 (dopo le h. 18.00)
    email: marcellos@tin.it
    Url  : http://www.verdi.it/giovaniv/cambiamusica/
    //////////////////////////////////////////////////

    Aggiungi Cambia Musica! ai tuoi links:
    http://www.verdi.it/giovaniv/cambiamusica/

     

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    -----Messaggio originale-----
    Da: m00w <subjesus@geocities.com>
    Data: lunedì 21 giugno 1999 14.03
    Oggetto: [m00w] Resident Evil sotto sequestro


    da "Il Tempo", 19 giugno 99

    Disposizione della Procura romana

    VIDEOGIOCO PER BAMBINI CON GLI ZOMBI-CANNIBALI SEQUESTRATO IN TUTTA
    ITALIA

    di Augusto Parboni

    ROMA - Una città in mano agli zombi. Morti viventi che si cibano di
    cadaveri. Queste alcune delle scene di un videogioco che hanno convinto
    un magistrato della Procura di Roma a chiedere, e poi ottenere dal
    giudice per le indagini preliminari Dario Donghia, il sequestro
    preventivo di tutte le confezioni in commercio sul territorio nazionale.
    "Resident Evil", numero 1 e 2, è il gioco finito nel mirino della
    magistratura capitolina in seguito ad una denuncia presentata dal
    Movimento diritti civili, che avrebbe evidenziato immagini violente e
    pericolose per lo sviluppo psichico dei minori. La stessa conclusione è
    stata raggiunta dai consulenti tecnici nominati dalla Procura, Francesco
    Bruno e Giampaolo Nicolais, che hanno dovuto accertare quali conseguenze
    avrebbe portato l'uso del videogioco nei ragazzi sotto i 14 anni.
    In base alle indagini effettuate dal pubblico ministero circondariale
    Maria Bice Barborini, il gioco, disponibile sia per la Play Station sia
    per i personal computer, offenderebbe il "sentimento morale dei minori
    degli anni quattordici e potrebbe costituire per essi incitamento alla
    corruzione, al delitto o al suicidio". E in base alle perizie depositate
    nelle mani del magistrato, il videogioco raffigura immagini
    impressionanti, come la "fuoriuscita di sangue e materiale cerebrale
    quando gli zombi vengono uccisi o il distacco netto della testa dal
    corpo degli stessi".
    L'operazione, eseguita dalla sezione di polizia giudiziaria della
    Guardia di Finanza del nucleo centrale di Roma, ha portato al sequestro
    di oltre cinquemila confezioni in tutte le regioni italiane; è la prima
    volta che viene disposto un sequestro del genere nel campo dei
    videogiochi. Per ora comunque nel fascicolo d'inchiesta aperto dal
    sostituto procuratore non risulta ancora nessun iscritto nel registro
    degli indagati: il reato ipotizzato dal pm Barborini è quello di
    pubblicazione e spettacoli osceni. La casa produttrice del gioco è la
    "Virgin Interactive", che ha il suo stabilimento in Belgio. Le
    confezioni, secondo quanto è stato verificato dal magistrato, non
    avrebbero avuto la scritta "vietato ai minori" ed erano disponibili
    sugli scaffali dei negozi per bambini. Le Fiamme Gialle, che hanno
    eseguito a tappeto il sequestro in tutti i capoluoghi di provincia e
    regione, dalla capitale hanno coordinato circa 350 volanti, che stanno
    comunque ancora cercando di eliminare dal commercio le ultime scatole di
    "Resident Evil".
    Quanto alla società che in Italia distribuisce il videogioco
    "incriminato", la Sony Computer Entertainment - si opporrà al decreto di
    sequestro chiedendone il riesame. "In Italia - ha affermato
    l'amministratore delegato Corrado Buonanno - girano film in cui la
    violenza è molto più percepibile".

    --
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    DISCLAIMER
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    Ricevi questo messaggio perché risulti iscritto alla mailing list di
    m00w - mondo underground webzine
    http://www.geocities.com/SoHo/Cafe/8541
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    Per essere rimosso dalla lista fai un reply con "ZOMBI" nel subject.
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    Per iscriverti: "ULTIMA E DECISIVA PARTITA" nel subject
    -----------------
    "<Le trasmissioni riprenderanno alle ore 9>
    PKD rimase a guardare per un po' la nebbia sullo schermo, poi accese una

    sigaretta e voltò lo sguardo.
    Fuori dalla finestra, il cielo era purpureo.
    <EXIT>"
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    -----Messaggio originale-----
    Da: m00w <subjesus@geocities.com>
    Data: lunedì 21 giugno 1999 14.05
    Oggetto: [m00w] Y2K


    MILLENNIUM BUG:
    LOS ANGELES INVASA DAGLI ESCREMENTI

    LOS ANGELES - Allarme duemila a Los Angeles: un parco e varie strade
    della metropoli californiana sono state invase dagli escrementi per il
    guasto di un sistema di emergenza delle fogne messo alla prova in vista
    del temuto black-out dei computer il prossimo 31 dicembre. Sedici
    milioni di litri di acque putride si sono riversate nei dieci acri di
    Woodley Park, un'area verde che, per un'ironica coincidenza, il comune
    aveva preso in considerazione per i festeggiamenti del prossimo
    Capodanno. Gli operai della città hanno lavorato per ore con giganteschi
    aspiratutto per risucchiare la sporcizia. "Non ci saranno problemi
    sanitari: i batteri restanti saranno "bruciati" dai raggi ultravioletti
    del sole", ha rassicurato l'amministrazione comunale.
    La fuoriuscita fognaria è avvenuta durante un test dei sistemi di
    emergenza.

    --
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    "<Le trasmissioni riprenderanno alle ore 9>
    PKD rimase a guardare per un po' la nebbia sullo schermo, poi accese una

    sigaretta e voltò lo sguardo.
    Fuori dalla finestra, il cielo era purpureo.
    <EXIT>"
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    -----Messaggio originale-----
    Da: Andrea Pizzamiglio <andrea.pizzamiglio@automation.it>
    Data: martedì 22 giugno 1999 15.12
    >Prova a vedere sto' sito qua.

    >Prova a vedere sto' sito qua.
    >
    >www.warez.com
    >
    >
    >
    >Andrea Pizzamiglio
    >HPLC Engineer
    >----------------------------------
    >email: andrea.pizzamiglio@automation.it
    >url: http://www.automation.it/
    >

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    -----Messaggio originale-----
    Da: luca <ippoippo@tin.it>
    Data: martedì 22 giugno 1999 20.50
    Oggetto: foto Clinton


    billclinton.gif (62714 byte)

    >beccati questa foto Baffa
    >
    >CENTOFUOCHI

     

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    -----Messaggio originale-----
    Da: mimmo teramo <mimmo.teramo@tiscalinet.it>
    Data: mercoledì 23 giugno 1999 23.04
    Oggetto: a proposito della lista "cobas"


    A proposito della Lista "Cobas per l’Autorganizzazione"

     

    Come era facilmente prevedibile, l’avventura della lista Malavenda-Socialismo Rivoluzionario che, abusivamente, si è coperta dietro la sigla Cobas, si è conclusa nel peggiore dei modi.

    Se questo gioco d’azzardo mirava a conquistare un seggio europeo, la bocciatura della lista in 4 delle 5 Circoscrizioni avrebbe dovuto consigliare ai giocatori un immediato ritiro. Invece, questi irresponsabili e megalomani, lungi dall’abbandonare l’assurda impresa con il minor danno per tutti, hanno lasciato che il veicolo, oramai senza guida, si schiantasse contro il muro delle urne, totalmente incuranti del colpo inferto ai Cobas.

    Così, tra la sera del 13 giugno e la mattina del 14, circa trenta milioni di persone (tanto sono stati coloro che hanno seguito per almeno mezzora i resoconti elettorali attraverso le TV) hanno visto la sigla Cobas assimilata ad un prefisso telefonico internazionale (0,07 è stato il brillante risultato finale), traendone la conclusione dell’assoluta inconsistenza e demenzialità dei Cobas stessi.

    Ora che il danno all’immagine dei Cobas è stato fatto e che la credibilità dello Slai-Cobas di Pomigliano d’Arco è compromessa, invitiamo questa struttura, da cui non è venuta ancora neanche un’autocritica, a riprendere a contrastare i disegni padronali e governativi, piuttosto che dedicarsi a manicomiali giochi d’azzardo; ad ogni buon conto la diffidiamo fin d’ora dal reiterare l’uso della sigla Cobas per qualsiasi ulteriore prurito elettoralistico.

    Quanto al gruppetto di Socialismo Rivoluzionario, il tentativo di mascherarsi dietro il nome Cobas non ha ingannato gli/le elettori/trici che lo hanno severamente punito. Questi "socialisti rivoluzionari" sono stati travolti dal ridicolo (che purtroppo si è riverberato sulla sigla Cobas): la tanto strombazzata, "potente" macchina organizzativa ha garantito ai due membri del loro massimo organo dirigente presenti in lista, ad esempio a Roma, ben 30 e 7 preferenze, rispettivamente!

     

    Cobas - Confederazione dei Comitati di Base

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    -----Messaggio originale-----
    Da: Alieno <aciclo@freemail.it>
    Data: venerdì 25 giugno 1999 13.00
    Oggetto: Forward: [nihil] Carolyn<christov@ntt.it>


    >piccola premessa il tutto viene dalla lista nihil
    >tale carolyn e' la responsabile artistica dell'accademia
    >di francia a Roma il resto leggetevelo.
    >| Una missiva per lei (ma non solo) gentilissima 
    >| creatura che si muove disinvolta nel
    >| mondo dell' arte contemporanea ma che
    >| suo malgrado si e' persa nella rete,
    >| luogo molto ma molto meno sicuro dei giardini
    >| di villa medici non trova?
    >| ;(
    >| Vuole essere tolta dalla graticola scottante
    >| ed incrostata di nihil?
    >| Ma lo sa quello che si perde?
    >| Qui immezzo si aggirano le menti migliori ma
    >| sopratutto anche le peggiori del panorama
    >| "artistico" della penisola italica e non solo...
    >| Qui non si cucinano panini come opere d'arte
    >| ma si lascia gelare il sangue nelle vene
    >| con molto piu' succulente dosi di silicio.
    >|
    >| Ma forse Carolyn e come lei tutti i critici
    >| che si sono lamentati per essere diventati
    >| inspiegabilmente nihilisti preferoscono
    >| digeribili manicaretti, magari cucinati
    >| da Vissani tra i giovini di belle speranze
    >| immolati (non a caso) nel EX(?)Mattatoio.
    >|
    >| "Artefatti e fighetti..." e questa non e'
    >| una mia affermazione ma quella di chi alla
    >| fantasmagorica biennale ha datto forma negli
    >| ultimi anni.
    >|
    >| Carissimi critici fedeli alla linea se qualcosa si
    >| muove non e' certo tra le siepi di villa medici
    >| o tra le mucche(nemmeno pazze SIC!) del mattatoio
    >| tantomeno tra le sicure mura delle varie
    >| bi-tri-quadri-ennali;qualcosa si muove dove voi
    >| avete paura anche solo di mettere il naso.
    >|
    >| Si muove su nihil come sulle strade di notte
    >| bloccando il traffico oppure deturnando luoghi
    >| e riti collettivi come quello elettorale
    >| ed e' fatto da chi non si difende
    >| (tantomeno si fregia) della comoda etichetta
    >| di ARTISTA.
    >|
    >| I veri arte-fatti si avvicinano alle male-fatte
    >| sono scomodi e raramnete muesificabili e
    >| se lo diventano e' giusto pisciarci dentro.
    >| Vero R.Mutt?
    >|
    >| "Artefatti e fighetti..."
    >| La prendiamo come una affermazione di colpa
    >| per cui forse non ci sono scusanti.
    >|
    >| Helena anche tra artefatti e fighetti
    >| si trova del buono ma basta cosi' poco
    >| per fermare una ExMattanza ;)?
    >|
    >| Cari Centri Sociali ma non sentivate lo spirito
    >| immolato che stanco di aggirarsi per l'europa
    >| era stato muesificato sotto i vostri occhi?
    >| siamo o non siamo i cattivi della situazione?
    >|
    >| Ed ora per Carolyn (se hai superato la tua
    >| spocchia congenita data dall'affermarsi CRITICA/O
    >| e sei arrivata fino a  questo punto...)
    >| e per chiunque si voglia disiscriversi inizio ad
    >| urlarvi le mie istruzioni:
    >|
    >| SAPPIATE CHE E' UN VOSTRO PROBLEMA!
    >|
    >| E' gia' siete nella rete che pensavate linda e
    >| pulita controllata e sicura ma non e' cosi', o
    >| meglio non ancora per cui l'unica cosa da fare
    >| e' imparare come e cosa fare e farlo VELOCEMENTE.
    >|
    >| Oppure rimanere anhiliti cosi' che forse qualche
    >| buon malfattorenonartista illuminera' la vostra
    >| vita critica.
    >|
    >| (A)5-macchina del Kuneo Anarcociclista
    >| che finito su nihil per volere oscuro(?)
    >| si e' perso e non lo trovano piu'!
    >|
    >|
    >|
    >| ________________________________________________________
    >| la tua seconda email gratuita (anche terza, quarta, ...)
    >| http://www.freemail.it
    >| >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
    >| E' possibile che nel momento in cui, sconfitta dallo Stato, cessa di esistere, la macchina da guerra attesti al piu' alto grado la sua irriducibilita', si dissemini in macchine per pensare, amare, morire, creare, che dispongono di forze vive o rivoluzionarie suscettibili di rimettere in questione
    >| lo Stato vincitore?
    >|                                             GILLES DELEUZE
    >|                                             FELIX GUATTARI
    >| >>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>
    >|
    >|
    >
    >________________________________________________________
    >la tua seconda email gratuita (anche terza, quarta, ...)
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