Oggetto: [EntarteteKunst n.53] Un attacco alla commercializzazione della Web Art
Oggetto: [EntarteteKunst n.54] Attivismo estremo
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EntarteteKunst e un periodico on-line dedicato al vandalismo artistico,
al terrorismo
culturale, al furto creativo, al boicottaggio estroso, al plagio e a tutte quelle
forme
di arte radicale - arte degenerata, anti-arte o avanguardia che dir si voglia - che
vengono considerate indegne dall'intellighenzia e che si consumano ai margini del sistema
artistico ufficiale o addirittura della legalita.
EntarteteKunst non ha periodicita fissa, mediamente un numero ogni
quindici giorni. La
maggior parte dei testi e in italiano, tuttavia alcuni potrebbero non essere
tradotti.
E' possibile spedire a EntarteteKunst testi pertinenti ai temi trattati
specificando
"Testo consigliato per EntarteteKunst "; se non saranno off-topic verranno
divulgati nella
successiva EntarteteKunst.
EntarteteKunst e anticopyright: tutto il materiale divulgato e
liberamente piratabile
e citabile, se pubblicato teneteci informati.
EntarteteKunst e un termine usato dal partito di Hitler per condannare larte
moderna
che, con il suo punto di vista soggettivo e individualistico, era considerata anarchia
politica e culturale, tanto che Hitler ne ordino la repressione. Allora come ora
nessuno
era sicuro di cosa fosse esattamente larte moderna, tanto che fu necessario
organizzare
una mostra di arte degenerata perche i tedeschi potessero capire cosa
diavolo si
pretendeva che sgominassero. Fu cosi che nel luglio 1937 venne inaugurata unesposizione
di arte moderna a Monaco. Laccesso era riservato agli adulti, perche i bambini
non
dovevano essere traviati, e si chiamava EntarteteKunst. Doveva servire da
esempio, da
monito agli artisti e a tutta la gente che potesse trovare attraente tale forma darte.
Oggi non si organizzano piu mostre di arte degenerata, il sistema si e
affinato, gli
indesiderati vengono semplicemente allontanati dalla societa. Per i casi piu
difficili
si ricorre alle galere o ai manicomi; altri mezzi, stessi fini.
Se oggi venisse organizzata unaltra EntarteteKunst pensiamo che la
maggior parte del
materiale lo ricaverebbero dai nostri archivi, ecco spiegato il nome.
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Data: marted́ 31 agosto 1999 0.13
Oggetto: [EntarteteKunst n.53] Un attacco alla commercializzazione
della Web Art
_EntarteteKunst_n.53___________________________________________11_07_1999_
[English version: http://www.0100101110101101.ORG/EntarteteKunst/01org_it.html
]
EntarteteKunst non si e mai occupato di Arte con la A maiuscola, tanto meno di
net.art
perche ci e sempre sembrata una forma darte come tutte le altre.
Qualcosa pero sembra
stia cambiando: anche allinterno del mondo della net.art sta nascendo una nuova
corrente
estremamente critica e radicale e, sorpresa sorpresa, tutto ebbe inizio proprio in Italia.
Un solo appunto: il seguente articolo fa molta confusione tra "Luther Blissett"
e
"0100101110101101.org", dovuta al fatto che Luther Blissett ha appoggiato fin
dall'inizio
le attivita' di 0100101110101101.org e, attraverso i suoi articoli, ne e' stato fino ad
ora il piu' lucido interprete, la qual cosa la dice lunga sull'arretratezza del sistema
artistico italiano.
dal New York Times, rubrica arts@large
( http://www.nytimes.com/library/tech/99/07/cyber/artsatlarge/08artsatlarge.html
)
8 luglio 1999
Un attacco alla commercializzazione della Web Art
di Matthew Mirapaul
Richard Rinehart pensa che potra essere lui la prossima vittima, e la cosa non lo
preoccupa.
La scorsa settimana Rinehart ha venduto una copia della sua opera in rete "An
Experience
Base -
A Boolean Typhoon" per $52.50 dal sito d'aste "eBay", diventando uno dei
numerosi artisti
digitali che stanno esplorando le potenzialita commerciali delle loro attivita
in rete.
Ma la vendita fa di lui un probabile bersaglio degli attivisti che negli ultimi mesi hanno
attaccato artisti simili copiando i loro siti.
Operando sotto lo pseudonimo di "Luther Blissett", la persona o il gruppo ha gia
duplicato due siti di arte digitale, l'esposizione "Surface" organizzata da
HELL.com e la
galleria online Art.Teleportacia, caricando poi le repliche sul sito 0100101110101101.org.
In alcuni messaggi e-mail spediti a mailing list sull'arte, "Blissett" ha
spiegato che le
azioni sono basate "sulla convinzione che l'informazione deve essere libera" e
sulla
speranza che la Rete possa essere un paradiso del no-copyright dove l'arte digitale non
"regredisca" aderendo al modello dell'arte tradizionale basato sulla proprieta
e sul
mercato.
"Possono rigirarla come vogliono, ma in ultima analisi questo e semplicemente
un furto",
dice Kenneth Aronson, il fondatore di HELL.com. "E' una trovata pubblicitaria per far
conoscere un gruppo di persone evidentemente senza talento".
Luther Blissett era un calciatore inglese del cui nome si sono appropriati alcuni
beffatori mediatici e terroristi culturali. Il sito 0100101110101101.org e
registrato a
un indirizzo di Bologna, in Italia, ma un sito del Luther Blissett Project e
ospitato sul
server della Idiosyntactix, un gruppo artistico con sede a Toronto.
Dmytri Kleiner, un membro della Idiosyntactix, ha dichiarato che il suo gruppo appoggia
gli attivisti e fornisce loro lo spazio sul server, ma non e mai stato coinvolto
nella
duplicazione dei siti.
Tentando di contattare gli attivisti via e-mail si ottengono solo risposte futili o
off-topic, persino meno illuminanti dei confusi manifesti spediti alle mailing list
sull'arte. Tuttora, i siti copiati evidenziano la sfida a cui gli artisti digitali vanno
incontro tentando di assegnare un valore ad un lavoro cosi facilmente riproducibile.
Queste questioni sono parte di cio che ha spinto Rinehart, un artista di Berkeley,
Calif,
a mettere all'asta su eBay la sua opera "An Experience Base".
Alla fine dei dieci
giorni dell'asta, Robbin Murphy, un artista newyorkese, cofondatore del sito
"artnetweb",
ha fatto l'offerta piu alta,di $52.50, per acquistare un clone dell'originale
digitale.
Rinehart ha dichiarato: "$52.50 e il giusto prezzo del lavoro? Beh, non
necessariamente,
perche ho venduto una copia del lavoro a Robbin, non i diritti esclusivi di
proprieta.
Ho venduto la sola forma di propireta rilevante nell'"universo
elettronico": la
proprieta intellettuale. Forse gli artisti digitali potrebbero guadagnare nella
quantita
a basso prezzo quello che perdono nell'unicita ad alto prezzo."
Eppure i sostenitori della tattica "blissettiana" affermano che la proprieta
intellettuale sia una facile scappatoia. Riferendosi ai creatori del progetto privato
HELL.com, Kleiner dice, "Mi rifiuto di accettare che possiedano alcuna proprieta
intellettuale. Stanno semplicemente modificando la conoscenza intellentuale che tutti
condividiamo. Di fatto, stanno minacciando di rubarla e impacchettarla come se fosse
loro".
HELL.com e' un spazio web privato per la collaborazione creativa tra artisti, ma la mostra
"Surface" e' stata aperta, all'inizio di quest'anno, ad ospiti invitati, come
preludio al
lancio di una mostra con visite pay-per-view, sempre quest'anno.
In maggio, gli attivisti hanno caricato il contenuto di "Surface" in
0100101110101101.org,
insieme ad una scherzosa versione modificata dell'introduzione all'originale
HELL.com.
Definendolo "astuto", Aronson ha fatto notare agli attivisti che il loro sito
stava
violando i diritti degli autori, imponendo che il materiale venisse rimosso. Ma il sito e'
ancora la.
"E' prendere in giro l'elitarismo fighetto" commenta Kleiner.
Ma Rinehart ha detto che gli attivisti potrebbero cadere in preda dei loro stessi
argomenti. Dice di non essere d'accordo con "la loro riduttiva definizione di
Internet
come un caotico e idealistico accesso per tutti".
"Beh, qualcosa lo e', ma altro sicuramente no". "La Rete e la net.art sono
sufficientemente grandi da contenere molte attitudini diverse. Sono d'accordo che la parte
"libera" venga protetta fortemente, ma non che dobbiamo diventare tutti
ugualmente elitari
e disgustosamente dogmatici e dichiarare che solo un tipo di arte e' quello giusto."
Auriea Harvey, un'artista di Ney York che ha preso parte a "Surface", prende una
posizione
simile, ma afferma di non essersi preoccupata della duplicazione del sito in se'.
"Ogni volta che qualcuno guarda qualcosa in Rete, ne viene fatta automaticamente una
copia
nel cache". "Ho visto delle magistrali ricombinazioni dei miei lavori on line.
Chi se ne
frega del copyright? Se non vuoi che ti rubino qualcosa, allora non metterla in
Rete".
"Il problema che ho avuto era con quella assurda e poco lungimirante idea per cui e'
in
qualche modo sbagliato o anti-Rete cercare di sperimentare nuovi modi di mostrare o
procurarsi del reddito dal tuo lavoro". "Un mondo dove la net.art fosse come
Luther
Blissett vuole che sia, sarebbe molto noioso. Dal loro caos esce stagnazione."
Harvey stessa ha appena comprato un lavoro di net.art, l'opera di Olia Lialina "If
You
Want To Clean Your Screen", da Art.Teleportacia, la prima galleria a vendere opere
create
per la Rete. Il mese scorso gli attivisti Blissett hanno copiato i files del sito, li
hanno in qualche modo alterati, e rimessi on-line in 0100101110101101.org, in versione
"anti-copyright". Lialina, che cura il sito, ha affermato di aver apprezzato
cosi' tanto
la copia d'aver incluso un link ad essa nella sezione "Under Construction" della
sua
galleria.
In realta questa non e' la prima volta che un sito d'arte viene copiato. Nel 1997,
l'artista sloveno Vuk Cosic si e' impossessato dei contenuti del sito di Documenta X, che
si tiene ogni cinque anni in Germania. Il sito ufficiale fu tolto dalla Rete [Per essere
venduto come cd-rom ndr.], ma un fac-simile sopravvive ancora nel sito di Cosic.
Nonostante Cosic non riveli le motivazioni che l'hanno spinto a copiarlo, creare una
presenza permanete on-line di un'evento temporaneo del mondo reale ha qualche merito
artistico [??? ndr.].
Da parte sua, Rinehart sembra sfidare la sorte. Persino prima di sapere delle azioni di
"Blissett", ha incluso nel suo sito una sezione "Copyright", nella
quale invita i
visitatori a "rubare questo sito" fornendo degli esempi sulla flessibile
interazione tra
copyright e creativita' nel mondo dell'arte.
Lo disturberebbe se l'opera diventasse parte della collezione a 0100101110101101.org?
"Non mi importerebbe molto, anche se penso che il loro lavoro potrebbe giovarmi"
ha
affermato Rinehart. "Penso che i loro esperimenti siano utili, se non altro perche'
esplorano nuove possibilita'. Buon per loro! Ma mi interessano meno di altre attivita'
artistiche che ho visto".
Rinehart ha inoltre fatto notare che potrebbe persino beneficiarne se il suo lavoro
riapparisse la'. "Forse essere hackerati sul loro sito potrebbe diventare una sorta
di
onore tra i net artisti, magari alzare persino i prezzi dei lavori originali".
Related Sites
An Experience Base - A Boolean Typhoon
eBay
artnetweb
HELL.com
Art.Teleportacia
0100101110101101.ORG http://www.0100101110101101.ORG/
Luther Blissett Project http://www.syntac.net/lutherblissett/
Idiosyntactix http://www.syntac.net/
Auriea Harvey's Entropy8
Documenta
Vuk Cosic's DocumentaX
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Data: marted́ 31 agosto 1999 0.13
Oggetto: [EntarteteKunst n.54] Attivismo estremo
_EntarteteKunst_n.54___________________________________________06_08_1999_
Attivismo estremo
di Nico Piro
Nessuno sa con esattezza chi si nasconde dietro ®ark, il nome in codice dei nuovi
profeti del sabotaggio, specializzati nellincitare alla rivolta contro
le
multinazionali e i nuovi miti dellera digitale: le grandi aziende dellhi-tech.
Tra i
loro nemici giurati ce anche la rivista Wired, per molti la bibbia
della rivoluzione
binaria, accusata di amplificare le direttive delle grandi corporation e la loro immagine
leggendaria
Si chiamano ®ark e da piu parti sono considerati il gruppo piu radicale
del
cyberspazio, sospesi tra lelogio del sabotaggio, inteso come nuovo modo per
scardinare
laffarismo delle multinazionali, e lestetica del gesto sovversivo. Non a caso
? tengono
a precisare ? il nome del gruppo, frutto della combinazione della erre cerchiata
(registred) e dellacronimo di trade mark (marchio registrato) simboli onnipresenti
del
potere delle grandi aziende, si pronuncia art mark.
Considerano Internet come una grande occasione per far sentire la loro voce e lanciare
linvito alla rivolta senza filtri o censure dei media.
Il loro sito e uno spazio pubblico nel cyberspace, zona franca
disinquinata dai
messaggi, dagli stili di vita e dalla cultura che le corporation cercano di imporre alla
societa ogni giorno. Luogo dove tutti gli attivisti anti-aziendali possono
liberamente
incontrarsi. Si dichiarano stanchi di affermazioni tecno-entusiaste (e figlie
della
celebrazione delle aziende big della microelettronica o del software) sul genere di il
corpo umano e obsoleto, il nuovo potere e virtuale e aziendale,
linformatica
produrra sostituti del cervello umano.
Multinazionale, potere da combattere
Il punto di partenza della loro riflessione e quello del mondo contemporaneo dove
ormai i
governi contano sempre meno. E in questo si sentono differenti dai ribelli stile anni
60. Il loro nemico principale e piuttosto il potere rappresentato dalle
grandi
multinazionali. Quello classico di tipo istituzionale-centralizzato, nella
loro ottica,
semplicemente non esiste.
Il terreno ideale di lotta non e, quindi, quello della rivolta tout court ma
piuttosto
quello delle azioni capillari, diffuse, distribuite proprio come la rete del potere
aziendale. Larma del cambiamento diventa il sabotaggio, strumento per rendere loperato
delle corporation piu umano e meno distruttivo per la natura e per le persone.
Insomma
qualcosa di molto realistico, qualche passo indietro rispetto allideale
rivoluzionario
classico.
E tra le azioni di sabotaggio piu famose promosse dal gruppo ci sono: lhacking
di
SimCopter e il rapimento di Barbie e GI Joe. Il primo caso riguarda linserimento,
nel
videogame di simulazione elicotteristica del filone nato da SimCity, di un bacio gay da
parte di Jacques Servin, programmatore della Maxis, la software house che produce il
gioco. Bacio scoperto solo dopo la stampa delle 50.000 copie del titolo.
Nel secondo caso, invece, dopo un tentativo andato a vuoto, la BLO (Barbie Liberation
Organization) ha raccolto lappello di un gruppo di veterani del Vietnam, feroci
oppositori dei giocattoli di guerra come appunto i GI Joe. Sono stati rapiti
molti
esemplari della bionda Barbie e del nerboruto soldato, ne sono state invertite le vocine
registrate (da Barbie a GI Joe e viceversa) e reintrodotti sul mercato cosi
modificati.
Triade sovversiva
Gli strumenti chiave dellazione del gruppo sono tre: le idee, i fondi, i sabotatori.
Le
prime possono venire da chiunque, limportante e che si tratti di unidea
di sabotaggio e
non di un modo per danneggiare un concorrente. E, soprattutto e fondamentale che lazione
non metta a rischio la vita ne la salute di nessuno.
I fondi vengono raccolti con due meccanismi diversi. In primis quello della semplice
adesione al gruppo con une-mail allindirizzo investhome@rtmark.com, (attenzione ®ark
non assomiglia proprio al Rotary...) con diverse quote minime discrizione: 15
dollari
danno diritto al titolo di attivista e alla spedizione a casa del video Bringing IT
to
YOU (una sorta di promo del gruppo in stile televendita).
Con 50 dollari si diventa cospiratori e si ha diritto allorologio ®ark.
100 dollari e la quota minima per ottenere il grado di anarchico, che avra in
dotazione
il video, lorologio e persino il Cd audio modificato Decostructing Beck.
Essere un sabotatore costa 200 dollari ma il gadget e davvero speciale: una copia
alterata di SimCopter. Con 1.000 dollari si diventa un $mastermind, che potra
esporre
in casa il maxi-striscione del gruppo.
5.000 dollari, infine, sono la somma che da il titolo di terrorista culturale e una
Barbie modificata dal Barbie Liberation Organization.
E inoltre possibile finanziare specifici progetti, partecipando al sistema dei fondi
dinvestimento ®ark (molto simili per meccanismo a quelli acquistabili in
Borsa, ma dalla
natura in questo caso ben diversa) oppure proponendo azioni di sabotaggio e mettendo a
disposizione i soldi necessari a realizzarle, come hanno fatto i veterani del Vietnam nel
caso di Barbie e GI Joe.
Ma i contributi possono anche non essere necessariamente economici, basti pensare che, al
momento, per attuare progetti non ancora specificati il gruppo cerca il codice di un gioco
del tipo vola e bombarda (preferibilmente Mac, ma Pc va bene lo stesso) o
immagini della
campagna pubblicitaria lanciata in Italia nel settembre scorso (e subito ritirata) dalla
Diesel. Quella, per intenderci, della ragazza con la sega in mano e, sullo sfondo, un
secchio della spazzatura pieno di gambe di donna.
Per chi volesse partecipare alle azioni del gruppo in maniera un po piu soft,
ci sono
anche iniziative piu tranquille come lannuale concorso di poesia aziendale, a
cui
indirizzare stralci di comunicati, ordini di servizio e documenti interni, straordinari
esempi dellodierno linguaggio aziendale.
Trovata lidea, trovati i fondi, trovato il codice, trovate persino le parole per
mettere
in atto il sabotaggio, manca lelemento finale necessario a completare il quadro: il
lavoratore sovversivo. Uno o piu dipendenti dellazienda finita nel
mirino pronti a
mettere in atto il piano, come nel caso della Maxis Software e di SimCopter.
La rivolta dei lavoratori
Al sabotatore finira la somma raccolta a finanziamento del progetto, che la potra
utilizzare per sopravvivere una volta che scattera il suo (probabile) licenziamento.
®ark, come spiegano i membri del gruppo, incita alla rivolta i lavoratori che non
dipendono dal loro lavoro ma a quelli che, per un motivo o per laltro,
possono
permettersi di vivere il licenziamento non come un terribile dramma. E
il caso dei
lavoratori a termine, di chi opera in piu settori professionali, di chi e alla
fine
della carriera, di lavoratori molto richiesti.
Impossibile sapere chi ci sia dietro la sigla ®ark. Lanonimato che copre i
membri del
gruppo e totale, sembra che addirittura non si conoscano fra loro.
La prima volta si sono incontrati nel cyberspazio, dove hanno verificato (sempre in forma
anonima) la reciproca corrispondenza di filosofia e progetti. La maggior parte dei
componenti del gruppo proviene dalla West Coast, ma ce anche qualcuno che
opera
sullaltro versante degli Stati Uniti. Per loro stessa ammissione, lavorano tutti nel
mondo accademico...
A tuttoggi, secondo il ®ark-pensiero la capacita di critica e dattacco
alla mitologia
delle grandi multinazionali e ancora molto ridotta, perche non e ancora
chiaro
allopinione pubblica quanto sia elevato il loro peso sulla nostra societa e
quanto il
mercato freni lindividualita.
Via via che, con il tempo, questa coscienza si sviluppera, allora il sabotaggio
diventera un atto tanto comune e quotidiano, naturale e ovvio come andare alla
macchinetta-distributrice di caffe.
O almeno, questo e cio che si augura ®ark.
[tratto da Internet News, mensile della Casa Editrice Tecniche Nuove S.p.A. ©
1995/99.
Tutti i diritti sono riservati]
:::link:::
http://www.rtmark.com
:::brevi:::
da la Repubblica - Bologna, 24 luglio 99
Due tele cinquecentesche che erano esposte nella Sala dei Carracci a Palazzo
Fava, fino
a poco tempo fa annessa al Grand Hotel Baglioni, sono state sfregiate da ignoti
visitatori che si sono intrufolati nello storico palazzo. La rivelazione e
stata fatta,
mesi dopo il fatto, ieri mattina dal direttore dellalbergo. (...) Le tele rovinate
sono
appese ad una parete del terzo piano dellalbergo, in un salottino sul
pianerottolo dello
scalone centrale e le mostra sconfortato il direttore: Sono dei Carracci o della
scuola -
dice -, in quella hanno fatto delgi sbaffi sotto gli occhi e labbiamo gia
fatta
ripulire. Questaltra e ancora da ripulire sperando che possa ritornare come
era una
volta. Sono stati fatti segni, a quanto pare, con un pennarello. I segni sono
evidenti
senza nemmeno avvicinarsi troppo: un punto nero poprio sullocchio del personaggio
che
impugna la daga, un grumo di colore estraneo al centro dellopera e unaltro sul
corpo del
personaggio morente. (...)
:::update:::
EntarteteKunst ha aperto una nuova sezione: la Galleria, dove e possibile ammirare
la
documentazione fotografica di alcuni dei piu riusciti atti vandalici degli anni
90:
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Data: marted́ 31 agosto 1999 0.14
Oggetto: [EntarteteKunst n.55] Insurrezione robotica
_EntarteteKunst_n.55___________________________________________30_08_1999_
Insurrezione Robotica nelle strade di Filadelfia
Il 10 e l11 agosto, lIstituto di Autonomia Applicata (I.A.A.) ha
condotto con successo,
in diversi quartieri della citta' di Filadelfia, una serie di performance, come parte
della loro ultima iniziativa di ricerca, Rogues Gallery [schedario fotografico dei
criminali n.d.t]. Questo progetto si serve del Graffiti Writer, un robot telecomandato
sviluppato dallo I.A.A., capace di dipingere con bombolette spray messaggi sullasfalto
alla velocita di 10 - 15 miglia lora.
Rogues Gallery trasforma lo spazio pubblico in luogo critico per la liberta di
parola e
il dialogo pubblico, e allo stesso tempo trasforma i cittadini comuni in piccoli
criminali. Sotto laspetto di una performance, gli operai dello I.A.A. hanno reso
Graffiti
Writer disponibile ai membri del pubblico, i quali hanno usato il robot per scrivere
messaggi personali sullasfalto. Gli agenti dello I.A.A. hanno agito solo come
aiutanti -
sia il contenuto dei messaggi che la vera e propria operazione di Graffiti Writer e
stata
lasciata nelle mani dei civili.
Lo I.A.A. ha realizzato Rogues Gallery in diversi posti di Filadelfia, inclusi
Rittenhouse Square, Clark Park, Fairmount Park, il Museo dArte di Filadelfia, e
diversi
altri luoghi nel centro della citta. Tra gli autori dei messaggi cerano
muratori, un
senzatetto, e un gruppo di ragazze scout, oltre ad alcuni rappresentanti del pubblico
presente. Nessuno e stato arrestato.
Rendendo Graffiti Writer pubblicamente disponibile - ha affermato Kay Saracera un
socio
dello I.A.A. - raggiungiamo diversi scopi. Da un lato, stiamo incoraggiando le persone ad
essere espressive e a condividere i loro pensieri con le loro comunita.
Secondariamente,
stiamo esplorando la possibilita di usare le nuove tecnologie per creare spettacoli
pubblici che possano alterare la concezione della gente del mondo che la circonda. Se
fossimo andati in un parco e avessimo dato alle persone delle bombolette spray, nessuno
avrebbe scritto niente perche siamo sempre stati condizionati a pensare che i
graffiti
siano una cosa distruttiva - per non dire illegale. Invece, usando un robot, dipingere
sullasfalto sembra immediatamente un comportamento accettabile. In un certo senso
stiamo
usando il robot per creare, almeno temporaneamente, uno spazio per lazione e
lespressione libere nel centro della citta, e in pieno giorno.
Stiamo anche facendo una dichiarazione circa la liberta di espressione, e lo
spazio
pubblico - ha affermato John Henry la testa calda dello I.A.A. -. Lo spazio pubblico sta
rapidamente scomparendo in questa citta, rimpiazzato da centri commerciali, parchi
attrezzati, e comunita controllate - praticamente solo clubs con proprie regole e
imposizioni, dove qualsiasi forma di dissenso pubblico o protesta politica e
assolutamente vietato. Invece di contestare questo spazio, la sinistra ha abbandonato la
nave, riponendo ingenuamente le sue speranze in internet come una sorta di spazio da sogno
utopico, nel quale ognuno puo dire cio che vuole. Ma la liberta di
parola non ha senso
senza la possibilita di essere ascoltati. In altre parole, la liberta di
espressione
richiede lopportunita di poterci vedere in faccia ogni tanto - non puo
avvenire con
uninterruzione. La liberta di parola e fondamentalmente un
fenomeno del mondo reale, e
se non pretendiamo il diritto di dire quello che vogliamo, dove vogliamo, i discorsi
pubblici diventeranno poco piu di una masturbazione pubblica.
Inoltre - ha aggiunto Luther Blisset (sic.) un membro dello I.A.A. - infrangere le
leggi
e divertente!
E completamente assurdo... ha perfettamente senso, ha commentato un
astante non
identificato.
LIstituto di Autonomia Applicata e unorganizzazione indipendente di
ricerca sullarte e
la tecnologia, impegnato nello studio dellautodeterminazione individuale e
collettiva,
per lo sviluppo di tecnologie che realizzino questi scopi. Altre performance della Rogues
Gallery sono previste per i prossimi mesi in diversi posti sconosciuti.
:::contact:::
Per ulteriori informazioni, o per richiedere immagini da riprodurre, scrivete allIstituto
di Autonomia Applicata : iaa-media@yahoo.com.
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