-----Messaggio originale-----
Da: m00w-l <subjesus@geocities.com>
Data: sabato 7 agosto 1999 18.43
Oggetto: [m00w] Mostri Italiani


Necessaria premessa: circa un anno fa la Thalidografix autoproduzioni ha dato alle stampe (o meglio, alle xerografie) un geniale micro-box contenente 9 figurine-ritratto di altrettanti serial killer italiani (Marco Bergamo, Pietro Pacciani, Gianfranco Stevanin, Carlo Grandi, Leonarda Cianciulli, Luigi Chiatti, Donato Bilancia, Maurizio Minghella, Ferdinand Gamper), realizzate dai migliori illustratori-fumettari in circolazione: Marco Corona, Miguel Angel Martin, Claudio Parentela, Michele Mordente, Filippo Scozzari, Max Trager, Gianluca Viano, Stefano Zattera, accompagnate sul retro da un breve profilo biografico e da un booklet con interventi critici di Roberto Cavallera e Michele Mordente sulla figura del serial killer.
Un progetto alquanto anomalo da queste parti, in parte ispirato a quelli avviati già nel decennio scorso da alcune case editrici indipendenti americane come la Eclipse (vedi la mitica serie "True Crime"), ma che in questo caso deturna in maniera del tutto peculiare le modalità di "normale" fruizione italica della figurina (o "trading card" che dir si voglia), stornandola dal classico contesto "Albo dei calciatori- Serie completa di Savage Dragon - Figurine di Playboy" a cui anni e anni di campionati di calcio e fiere del fumetto ci hanno abituato nostro malgrado.
A distanza di un anno, registriamo dunque le prime reazioni di panico morale a mezzo stampa, probabilmente dovute in buona parte alla riemergenza mediatica del processo Stevanin.
Vi rigiriamo (sottoscrivendola più o meno in toto) la risposta che gli autori di Mostri Italiani hanno ritenuto opportuno diffondere in seguito ad alcuni articoli allarmati apparsi su varie testate nazionali e locali. L'abbiamo già detto poco tempo fa, ma tant'è, "repetita iuvant":
the song remains the same...
 

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COMUNICATO STAMPA

luglio 1999
 

Chi ha paura delle figurine?
 

"Stupratori e serial killer sulle figurine" (Corriere della Sera)

"Assassini da collezione" (D la repubblica delle Donne)

"Figurine vietate" (Alias/Il manifesto)

"Pericolosa e senza rispetto per le vittime" (Il Resto del Carlino)

"Serial killer che passione: ecco le figurine dei mostri" (Il Resto del Carlino)

"I mostri? Sono a fumetti" (Il Resto del Carlino)

"Serial killer da collezione: le figurine underground degli assassini al top (Il mattino di Padova)

Questi sono solo alcuni dei titoli usati dalla stampa ufficiale per "Mostri Italiani", la prima raccolta di figurine dei serial killer pubblicata in Italia e riguardante gli assassini seriali nostrani.
Mostri Italiani non si rivolge a un pubblico morboso in cerca dell'ultima trovata estrema ma a lettori adulti e maturi per raccontare le storie di nove tra i principali assassini seriali che in quasi cent'anni hanno insanguinato il nostro stivale.
Com'era prevedibile i media hanno parlato con tono duro e colpevolista di quest'iniziativa che è nata con lo scopo di porre l'attenzione su una realtà sociale di cui si parla troppo poco e, soprattutto, solo in occasioni particolari.
Quello dei serial killer è sicuramente un argomento delicato che ci porta a fare i conti con tutta una serie di aspetti morali.
Contrariamente, però, a quanto ci si aspettava le critiche più aspre sono state rivolte esclusivamente all'uso del mezzo figurina.
In realtà la figurina è nata nel secolo scorso con intenti esclusivamente didattici, divenendo solo in seguito una merce-gioco per i bambini. Probabilmente è per questo che oggi viene rifiutata a priori come strumento culturale e divulgativo. E' proprio invece la sua semplicità e immediatezza a renderla particolarmente adatta alla veicolazione di un qualsiasi messaggio, anche sociale. Questo è il motivo della nostra scelta.
I mezzi di comunicazione si scagliano contro il "mostro" di turno solo nel momento del processo, quando l'assassino, assicurato alla giustizia, è ormai incapace di recare alcun danno alla società.
In quel momento l'assassino non è un "mostro" ma IL MOSTRO, che incarna tutte le nostre paure ed è caricato di significati che vanno al di là di ciò che realmente ha rappresentato. Al termine del processo, poi, dopo aver "bruciato in piazza il fantoccio", tutto tace: IL MOSTRO E' SCOMPARSO!
Fino alla prossima volta, almeno.
Gli esperti parlano, infatti, di almeno quaranta assassini seriali in attività nel nostro paese. Dati agghiaccianti che ci fanno capire quanto possa essere pericoloso ignorare questa realtà.
Noi abbiamo cercato, per quanto possibile, di porre l'attenzione su questo fenomeno estremamente complesso, che dovrebbe essere studiato in maniera lucida e consapevole , se non altro per arginarlo e prevenire nuovi casi esemplari. E' solo da qualche anno che, con non poche difficoltà, l'Italia ha mosso i primi passi in questo tipo di ricerca. Molto rimane ancora da fare e potrà esser fatto, se solo l'opinione pubblica verrà messa a conoscenza del fenomeno in tutta la sua estensione e gravità e soprattutto si renderà conto di quanto possa essere pericoloso il cercare di rimuovere l'attenzione da questa terribile realtà. Il cittadino infatti esce allo scoperto e fa sentire la propria voce solo nei casi più clamorosi, quando non riesce più a nascondere a se stesso la propria paura. Ne è un esempio il caso degli assassinii nei treni in Liguria.
Per il resto preferisce ignorare. La figurina del mostro è invece lì a ricordare che quella degli assassini seriali è una realtà più vicina di quanto possiamo immaginare.
Forse e' per questo motivo che qualcuno ha paura delle figurine?

Mordente/Umiliacchi

Per ulteriori contatti:
Michele Mordente, tel. 0335-6657592, 0974-824290, tmari@cilento.peoples.it
Gianluca Umiliacchi, tel. 0338-7728454, afa@racine.ra.it

http://www.geocities.com/SoHo/Cafe/8541/mostri.html

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