-----Messaggio originale-----
Da: Depla <fenrir@iol.it>
Data: lunedì 23 agosto 1999 17.18
Oggetto:Toni Negri ottiene la semilibertà


----- Original Message -----
From: umberto eco <umberto_eco@hotmail.com>
To: <ecn-news@ecn.org>
Sent: Friday, August 06, 1999 9:10 AM
Subject: Toni Negri ottiene la semilibertà


L'ex leder di Autonomia operaia sta scontando la condanna
per il processo "7 aprile". Immediate le polemiche

Toni Negri ottiene
la semilibertà

ROMA - Toni Negri potrà uscire dal carcere, a patto di ritornare a dormire
in cella. Con una decisione destinata a riaprire le polemiche sugli anni di
piombo, il tribunale di sorveglianza di Roma ha infatti concesso il regime
di semilibertà all'ex leader di Autonomia operaia. Contro il parere negativo
della Procura generale, i giudici hanno accolto, a livello collegiale, la
richiesta degli avvocati di Negri.

Ovviamente, le reazioni di dissenso non hanno tardato ad arrivare. "E' una
decisione sconcertante", ha tuonato Maurizio Gasparri, vicepresidennte di An
alla Camera. "Quanti hanno irresponsabilmente concesso la semilibertà all'ex
leader di Autonomia operaia evidentemente non si sono accorti del ritorno
delle Brigate Rosse, che poco tempo fa hanno ucciso D'Antona, o non si sono
accorti del coinvolgimento di esponenti terroristici nella rapina di Milano
in occasione della quale è stato ucciso un poliziotto: il terrorismo rosso
ritorna e i magistrati irresponsabili rimangono". Secondo Gasparri, quindi,
questi giudici "andrebbero allontanati dalla magistratura". L'esponente di
An non lesina frecciate a proposito dell'altro "detenuto eccellente" degli
anni 70: "Attendiamo adesso la festa del terrorismo ferragostano, quando
uscirà dal carcere anche Adriano Sofri. I due potranno incontrarsi e casomai
continuare a incoraggiare 'i compagni che sbagliano', armati di pistole
nelle strade d'Italia".

Sulla stessa linea di Gasparri un altro esponente di An, Mirko Tremaglia:
"Non bisogna dimenticare che fu il capo delle bande di autonomia e che
costituisce un pericolo permanente per la sicurezza e per la legalità. E'
inconcepibile e veramente assurdo che questa operazione avvenga dopo che le
Brigate Rosse si sono riaffacciate con l'assassinio di D'Antona. Negri non
si è mai pentito e l'opinione pubblica è spaventata per la criminalità di
quest'ultimo periodo in ogni parte d'Italia. Negri deve tornare in galera".

Per difendere dagli attacchi di Gasparri la legge Gozzini sui benefici
carcerari, interviene il verde Paolo Cento: "La semilibertà concessa a Toni
Negri rispetta pienamente le leggi vigenti, così come i benefici concessi
qualche settimana fa a Mambro e Fioravanti. E' politicamente irresponsabile
il commento di Gasparri che fa finta di non conscere queste norme per
alimentare quel clima di irrazionalità dove tutto si confonde: dalla
criminalità al terrorismo, alle vicende completamente distanti tra loro di
Negri e Sofri. La decisione del tribunale di sorveglianza è importante, al
di là della vicenda Negri, perchè rilancia il tema del reinserimento dei
condannati nella vita civile e sociale".

Toni Negri, che già da un anno era stato ammesso al lavoro esterno alla
Caritas, era rientrato spontaneamente in Italia, dopo una lunga latitanza
trascorsa in Francia, l'1 luglio 1997 per scontare una condanna a 12 anni di
reclusione per il cosiddetto processo "7 aprile". Il nome di Toni Negri
compare per la prima volta in un'inchiesta giudiziaria nel 1979, quando il
pm Pietro Calogero dispose l'arresto di una ventina di esponenti di
Autonomia operaia, tra cui anche Franco Piperno e Oreste Scalzone. Nel 1983
Negri è eletto deputato nelle liste del Partito Radicale, con oltre 13 mila
preferenze. A settembre dello stesso anno si trasferisce in Francia, vicino
Parigi. E' qui che il 12 aprile 1984 lo raggiunge la sentenza di primo grado
del processo "7 aprile": condanna a 30 anni di reclusione per una lunga
serie di reati, tra cui associazione sovversiva e banda armata.

Nel giugno del 1987 i giudici d'Appello riducono la condanna a 12 anni. Il 2
luglio 1988, a conclusione della legislatura il deputato radicale non
percepisce più l'indennità parlamentare. Il 4 ottobre 1988, la prima sezione
penale della Corte di Cassazione conferma la condanna. Il 26 marzo 1990,
infine, a conclusione del processo denominato "Rosso-bis", i giudici
d'Appello di Milano riducono la condanna per Negri da 10 anni a un anno e 8
mesi di reclusione.



______________________________________________________
Get Your Private, Free Email at http://www.hotmail.com