La Repubblica 14 MARZO 1999

Strana città questa Torino, che ama confrontarsi solo sui temi dell’ordine pubblico. Giovedì scorso, ci avevano pensato i superstiti del comitato spontaneo di San Salvario, con la loro «provocazione virtuale» del porto d’armi per difendersi dagli spacciatori. E, ieri, e giunta la risposta di chi giudica un errore, anzi «un lager», quel centro di prima accoglienza che i110 aprile sarà aperto in corso Brunelleschi. Cosi, nel pomeriggio subalpino, il centro ha visto sfilare, in un clima di grande serenità e senza incidenti, la manifestazione della Rete cittadina Immigrazione e Diritti. Oltre 300 persone, in gran parte extracomunitari, sono partite da piazza Borgo Dora e, raccolte dietro un largo striscione della Rete cittadina, hanno raggiunto la prefettura dopo aver percorso corso Giulio Cesare, corso XI Febbraio e via XX Settembre. Il corteo si e mosso con un ritardo di circa un’ora, a causa del guasto al motore di uno dei furgoni sui quali erano montati gli impianti per diffondere musica e slogan. «È possibile che Torino assista impassibile all’apertura di quell’obbrobrio, un campo di detenzione per immigrati irregolari? In corso Brunelleschi si prepara un vero e proprio lager, una ferita alla città, alla sua tradizione di civiltà. La stessa Torino che, negli Anni 60, era riuscita ad accogliere migliaia di immigrati meridionali...», hanno spiegato gli organizzatori della manifestazione. Poi, ricevuti in prefettura, i rappresentanti della Rete cittadina Immigrazione e Diritti hanno consegnato un documento nel quale sono sottolineati gli aspetti più salienti della questione immigrazione e dove si mette in rilievo come « la decisione del governo di allargare la sanatoria a tutti coloro che ne abbiamo presentato richiesta entro il 15 dicembre scorso, sia un atto apprezzabile, ma ancora insufficiente».«perché spiegano gli esponenti della Rete sarà mantenuto il limite, inaccettabile per noi, del rispetto dei requisiti richiesti: lavoro regolare, abitazione, ingresso in Italia anteriore al 27 marzo ’98, nessun precedente penale. Per 1’immigrato, che non rispetti anche uno solo di questi punti, scatterà 1’espulsione». Ma sorgerà davvero un «lager» in corso Brunelleschi? Il vicesindaco Domenico Carpanini spegne i toni della polemica.«Nessuno vuole davvero esaltare quella struttura dice. È però, una dolorosa necessità se si vuole realizzare una rigorosa attività di controllo e di espulsione di quegli immigrati clandestini che commettono illeciti e che sono entrati nelle strutture della criminalità cittadina. Nessuno, comunque, nella nostra città vuole persecuzioni o lager...».