NO
ai LAGER
per immigrati clandestini!

La Stampa 14 MARZO 1999

Ancora in corteo contro il centro di detenzione temporanea per extracomunitari in attesa di espulsione che, aprirà i battenti in corso Brunelleschi. Ancora gente in strada per dire «no» a quella struttura fatta di containers e recinzioni d’acciaio alte quattro metri che, in molti, hanno già ribattezzato lager. Oltre trecento le persone che, ieri, hanno sfilato da Porta Palazzo alla prefettura. Pochi gli italiani: un centinaio, forse meno. Molti, invece, gli extracomunitari che hanno fatto proprio 1’appello lanciato dalla «Rete cittadina immigrazione e diritti» e si sono uniti alla manifestazione, pacifica e senza momenti di tensione, ma sorvegliata da vicino da 4n nutrito schieramento di polizia e carabinieri. Tra gli extracomunitari giovani e anziani, gente arrivata in Italia parecchi anni fa, e oggi in possesso di permesso di soggiorno, e decine di clandestini. Ancora una volta sono stati distribuiti volantini in italiano e in arabo, nei quali si chiede una sanatoria generalizzata.
Sono stati scanditi slogans contro Bossi e ogni tipo di razzismo, e a favore di una integrazione vera. Momenti di folclore e appelli alla non apertura del centro (programmata per il 10 aprile prossimo): ecco la manifestazione di ieri. Insomma, un corteo all’insegna della .solidarietà, che ha raccolto consensi tra la gente impegnata nello struscio del sabato pomeriggio. Che non ha spaventato commercianti ed esercenti. E che, lungo la strada, ha raccolto decine di persone che 4anno fatto ingrossare le fila dei dimostranti.«E’ stato un momento di riflessione comune, di coinvolgimento sociale: la clandestinità non e un reato. Uomini e donne hanno diritto a muoversi liberamente; non possiamo accettare che gli individui abbiano maggiori restrizioni di movimento rispetto a merci e finanza», hanno spiegato i promotori dell’iniziativa. Partito da piazza Borgo Dora poco prima delle 17 il serpentone umano, lungo più di 200 metri, e approdato un paio d’ore più tardi in piazza Castello. E qui una delegazione di manifestanti e stata ricevuta in prefettura, dove ha consegnato un documento firmato «Rete cittadina immigrazione e diritti».Due pagine scritte al computer nelle quali sono sottolineati gli aspetti salienti della questione immigrazione. Dallo sfruttamento degli stranieri al centro pi permanenza temporaneo, definito <<un insulto al rispetto e alla dignità degli esseri umani, nel totale silenzio dei benpensanti». Terminato il corteo restano le riflessioni, fatte dagli aderenti alla Rete, sull’utilità del centro e sulla necessita di estendere la sanatoria per i clandestini. «Torneremo in piazza: la nostra è una battaglia civile».

Lodovico Poletto

 

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