Alla manifestazione del Leoncavallo tanti immigrati. Spray anti-Albertini. Il cardinale: invito alla tolleranza

Ventimila per la solidarietà

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Lo striscione in testa al corteo («Chiudiamo il lager di via Corelli») è chiaro: sfila la solidarietà agli immigrati, dopo i cortei del Polo e della Lega. Davanti a tutti, il Nobel Dario Fo e la moglie Franca Rame poi l'onorevole Giuliano Pisapia di Rifondazione. Attorno alcuni leoncavallini in tuta bianca, dietro migliaia di persone: durante il corteo aumenteranno fino ad essere, per alcuni quasi ventimila, secondo altri diecimila in più.

Dal camion del Leoncavallo si scatena la musica, vengono scanditi slogan sull'eguaglianza: danno voce alle decine di cartelli e striscioni contro il razzismo eper l'eguaglianza. Il corteo avanza «verso il lager» dove sono rinchiusi gli immigrati: spuntano le bombolette spray e sui muri tornano i graffiti anti-Albertini «colpevole» di aver lanciato la taglia. Qualche petardo sovrasta gli slogan, alcuni fumogeni gialli e verdi coprono per un attino i cartelli.

Alle 16 i manifestanti imboccano viale Argonne. Sfilano gli striscioni del partito umanista, poi dei Comunisti, degli anarchici, dei Verdi. Fra di loro alcuni cartelli. Su uno è scritto «vogliamo un mondo di tutti i colori», su un altro «Fermiamo il razzismo». Delegazioni sono giunte da Pavia ed altre città lombarde. Dal pulmann di Rifondazione comunista scaturiscono le note di canzoni di Fabrizio De André.

In prossimità della chiesa in viale Artgonne un senzatetto cade a terra abbandonando sulla panchina alcune fette di salume. E' un altro dramma della povertà. Alcuni chiamano l'ambulanza: giunge, causa il traffico dopo venti minuti e porta via il malcapitato solo svenuto. Il corteo intanto continua a sfilare: pochi gli esponenti politici e fra loro Bruno Ambrosi, ex consigliere regionale e il consigliere comunale Franco Calamida. La testa del corteo entra alle 17 in via Corelli, i manifestanti gridano slogan contro discriminazioni e ghettizzazione di immigrati. Intanto arriva anche l'eco delle parole del cardinal Martini che invita alla solidarietà, contro ogni forma di intolleranza.

R.G.,


Domenica, 24 Gennaio 1999
Milano