NO
ai LAGER
per immigrati clandestini!

Il Manifesto 24 gennaio 1999

Un corteo di mille persone ha attraversato ieri pomeriggio le vie del centro cittadino.
Centri sociali, immigrati, studenti e altre realtà di base torinesi si sono uniti per urlare il proprio dissenso all’apertura del «centro di permanenza temporanea» per clandestini, che verrà ospitato dietro le mura dell’ex caserma di corso Brunelleschi. Un vero e proprio successo l’iniziativa indetta dalla «Rete immigrazione e diritti» dunque, un successo inaspettato per gli stessi organizzatori. Infatti al concentramento, previsto per le ore 16, non si erano presentati in molti, ma via via che il corteo toccava i punti dove gli immigrati si ritrovano il numero dei partecipanti e cresciuto. “La manifestazione è riuscita in pieno”, dicono dalla rete cittadina, «questo significa che il nostro piccolo lavoro territoriale sta dando i suoi frutti. Ora più che mai siamo convinti che non esiste solo la Torino della non tolleranza e del razzismo, ma c’è un’altra città pronta a mobilitarsi contro l’apertura di questo lager».

Cinque punti

Cinque i punti principali di discussione portati in piazza dai manifestanti: la chiusura di tutti i centri di permanenza, una netta opposizione alla legge Turco-Napolitano, il diritto all’asilo, una libera circolazione delle persone e una sanatoria generalizzata. Dietro lo striscione unitario («Contro i centri di detenzione») più di cinquecento immigrati che per tutto il tragitto hanno testimoniato dal furgone degli interventi (e con gli adesivi appiccicati dietro la schiena) la propria situazione di «clandestini». «Qualcosa sta cambiando anche qui da noi», spiega un esponente dei centri sociali torinesi, «e la prima volta che in piazza scendono gli immigrati che fino ad oggi sono rimasti in silenzio su questo problema.

Il lager di corso Brunelleschi non deve aprire le sue porte, ne oggi ne mai. Continueremo a portare avanti le nostre iniziative perché questo avvenga». Ma la solidarietà e arrivata anche dalle persone impegnate nello shopping del sabato pomeriggio; molti infatti si sono fermati a discutere con i manifestanti, applaudendo gli interventi che si susseguivano.
Attimi di tensione si sono registrati a fine corteo, quando la manifestazione aveva ormai raggiunto piazza Castello, cuore della Torino bene. Qui alcuni esponenti, circa una decina, di un gruppo di estrema destra hanno cercato di infiltrarsi tra i partecipanti, ma sono stati prontamente allontanati, senza incidenti, dal servizio d’ordine.

Alla «Rete cittadina immigrazione e diritti» hanno già aderito il csa Gabrio, il collettivo antirazzista autonomo, la cooperativa Senza Frontiere, il comitato Chiapas, la Federazione Anarchica e Punto Zip.

«Non bisogna comunque fermarci a questo successo», aggiungono gli organizzatori, «oggi deve diventare uno stimolo per andare avanti su questa strada e rivendicare una sanatoria generalizzata». Dunque anche Torino ha voluto dire la sua in questa giornata nazionale contro le intolleranze e il razzismo sempre più presenti.
Una città dove il problema immigrazione e sempre più sentito e dove questa questione e stata analizzata solo dalla parte dei comitati spontanei di quartiere e dalla destra. Ma dopo la manifestazione di ieri qualcosa di diverso spunta al1’orizzonte e questo cambiamento arriva proprio da chi fino a poco tempo fa era mistrattato: gli immigrati.
 
 

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