Domenica 24 Gennaio 1999
In 20 mila marciano per gli immigrati 
Milano: centri sociali, verdi e Rifondazione in un corteo di solidarietà 
Fo: in via Corelli c'è un lager, una ferita indegna 

MILANO. "Siamo tutti clandestini". Accompagnato dalla colonna sonora delle canzoni di Fabrizio De Andrè, il corteo multicolore ha iniziato la sua lunga marcia da piazza Oberdan, due passi dal centro, uno dei luoghi più caldi di Milano per la microcriminalità, e si è concluso nella periferia blindata degli stranieri, a Est della città, tra canti, petardi, slogan e qualche retorica. Pochissime le scritte sui muri, molti i cori dedicati al sindaco Albertini, tanti gli extracomunitari presenti.
E' stato il corteo più lungo degli ultimi anni: sette chilometri di percorso riempiti da circa 20 mila persone (15 mila per la questura) scese in piazza per portare solidarietà agli immigrati e per chiedere la chiusura del centro di "detenzione temporanea" di via Corelli, voluto dalla giunta Albertini. "Un lager", secondo gli organizzatori della manifestazione (centri sociali, verdi, prc, Naga, partito umanista); una struttura per fronteggiare l'emergenza immigrazione secondo gli amministratori del polo. "Una grande ferita che ti apre lo stomaco, una cosa triste, un pollaio indegno di una società civile" per il Nobel Dario Fo e la moglie Franca Rame, che ieri, insieme con l'ex presidente della commissione giustizia Giuliano Pisapia, i consiglieri regionali Torri e Monguzzi, hanno formato una delegazione che a conclusione del corteo è entrata a visitare il centro di via Corelli.
Così, dopo la "tolleranza zero" del Polo a sfilare per le strade è stata la Milano che si definisce "tollerante" e che, a differenza della Lega, sogna una società multirazziale. Una Milano di sinistra ma pronta a contestare anche le leggi del governo dell'Ulivo, accusato comunque di avallare le scelte "razziste" della giunta Albertini, come ricordavano le contestazioni all'ex ministro degli Interni Napolitano e lo striscione che campeggiava a metà del corteo: "I clandestini sono D'Alema e Albertini". A 500 metri dall'ingresso del centro per gli immigrati la manifestazione si è dovuta fermare, bloccata da un agguerrito contingente di polizia, schierato a difesa dei muri che in questi giorni racchiudono, ospitati in 8 container, 70 extracomunitari. "Bisogna dare atto al personale della Croce rossa, della polizia e dell'assistenza sociale - ha detto in un improvvisato comizio Dario Fo - che stanno facendo tutto lo sforzo possibile per rendere meno pesante la vita di questi poveretti reclusi. Ma anche se tra i container regna la pulizia e l'asetticità, quello di via Corelli rimane pur sempre un lager. I criminali che vengono dall'estero sono organizzati nei luoghi di partenza, non stanno certo al freddo e senza tetto". E mentre Pisapia ha annunciato la creazione di un collegio di avvocati che agirà gratuitamente per gli immigrati, il consigliere regionale di Rifondazione, Torri, ha subìto una contestazione proprio da alcuni extracomunitari che al grido di "fascista" gli hanno ricordato come, proprio il suo partito, "aveva approvato i centri quando era al governo". [p. col.]