In 20 mila marciano per gli immigrati
Milano: centri sociali, verdi e Rifondazione in un corteo
di solidarietà
Fo: in via Corelli c'è un lager, una ferita indegna
MILANO. "Siamo tutti clandestini". Accompagnato
dalla colonna sonora delle canzoni di Fabrizio De Andrè, il corteo
multicolore ha iniziato la sua lunga marcia da piazza Oberdan, due passi
dal centro, uno dei luoghi più caldi di Milano per la microcriminalità,
e si è concluso nella periferia blindata degli stranieri, a Est
della città, tra canti, petardi, slogan e qualche retorica. Pochissime
le scritte sui muri, molti i cori dedicati al sindaco Albertini, tanti
gli extracomunitari presenti.
E' stato il corteo più lungo degli ultimi anni:
sette chilometri di percorso riempiti da circa 20 mila persone (15 mila
per la questura) scese in piazza per portare solidarietà agli immigrati
e per chiedere la chiusura del centro di "detenzione temporanea" di via
Corelli, voluto dalla giunta Albertini. "Un lager", secondo gli organizzatori
della manifestazione (centri sociali, verdi, prc, Naga, partito umanista);
una struttura per fronteggiare l'emergenza immigrazione secondo gli amministratori
del polo. "Una grande ferita che ti apre lo stomaco, una cosa triste, un
pollaio indegno di una società civile" per il Nobel Dario Fo e la
moglie Franca Rame, che ieri, insieme con l'ex presidente della commissione
giustizia Giuliano Pisapia, i consiglieri regionali Torri e Monguzzi, hanno
formato una delegazione che a conclusione del corteo è entrata a
visitare il centro di via Corelli.
Così, dopo la "tolleranza zero" del Polo a sfilare
per le strade è stata la Milano che si definisce "tollerante" e
che, a differenza della Lega, sogna una società multirazziale. Una
Milano di sinistra ma pronta a contestare anche le leggi del governo dell'Ulivo,
accusato comunque di avallare le scelte "razziste" della giunta Albertini,
come ricordavano le contestazioni all'ex ministro degli Interni Napolitano
e lo striscione che campeggiava a metà del corteo: "I clandestini
sono D'Alema e Albertini". A 500 metri dall'ingresso del centro per gli
immigrati la manifestazione si è dovuta fermare, bloccata da un
agguerrito contingente di polizia, schierato a difesa dei muri che in questi
giorni racchiudono, ospitati in 8 container, 70 extracomunitari. "Bisogna
dare atto al personale della Croce rossa, della polizia e dell'assistenza
sociale - ha detto in un improvvisato comizio Dario Fo - che stanno facendo
tutto lo sforzo possibile per rendere meno pesante la vita di questi poveretti
reclusi. Ma anche se tra i container regna la pulizia e l'asetticità,
quello di via Corelli rimane pur sempre un lager. I criminali che vengono
dall'estero sono organizzati nei luoghi di partenza, non stanno certo al
freddo e senza tetto". E mentre Pisapia ha annunciato la creazione di un
collegio di avvocati che agirà gratuitamente per gli immigrati,
il consigliere regionale di Rifondazione, Torri, ha subìto una contestazione
proprio da alcuni extracomunitari che al grido di "fascista" gli hanno
ricordato come, proprio il suo partito, "aveva approvato i centri quando
era al governo". [p. col.] |