1999: Un primo Maggio di tensione, violenza e barbarie a Torino.

Una pacifica contestazione al corteo ufficiale avvenuta nella mattinata, terminata con qualche tafferuglio, e' stata presa come pretesto per un'azione squadristica da parte delle forze dell'ordine che richiama inevitabilmente i peggiori anni della storia italiana.
Abbiamo rivisto poliziotti, digos e carabinieri usare senza alcun motivo armi da fuoco per le strade, pestare indiscriminatamente donne e uomini che avevano l'unica colpa di trovarsi nei pressi di un centro sociale, fermare e trattenere per 10 ore in questura 80 persone senza che fossero indagate di alcun reato, distruggere qualunque cosa si trovasse all'interno del centro sociale, macerare centinaia di libri del centro di documentazione con un impeto ed una rabbia troppo simili a quelli di una squadraccia fascista.
Con disgusto abbiamo poi appreso dai media ufficiali che si e' trattato di una "semplice perquisizione" per tutelare "l'ordine democratico" della città.
Inutile chiedersi in cosa consista questa democrazia tanto difesa..... ci chiediamo piuttosto quali siano i fini di una simile politica dell'ordine pubblico. Il Questore Izzo, in stretto connubio con il governo DS della citta', sta' forse pensando di usare la repressione violenta su qualunque forma di dissenso politico-sociale? Pensa veramente di zittire qualunque voce usando pistola e manganello? Com'e' possibile che le forze politiche e realmente democratiche della citta' tacciano di fronte a cosi' palesi violazioni dei piu' elementari principi della democrazia e del pluralismo?
Non tollereremo mai che simili gravi intimidazioni possano essere presentate e giustificate a tutela di un non ben precisato "ordine democratico", riteniamo il Questore Izzo responsabile in prima persona dell'accaduto, anche perche' presente alla devastazione ed evidente regista delle operazioni.
Ne chiediamo il suo immediato allontanamento per evitare di trasformare la città in poligono di tiro contro chi difende un pensiero libero ed autonomo.
Esprimiamo la nostra solidarietà alle compagne/i del Centro Sociale Askatasuna e invitiamo tutti a partecipare alla manifestazione di Sabato 8 Maggio.
Rifiutiamo l'imposizione di un ordine che considera illegali donne e uomini in base al loro paese di provenienza, si arroga il diritto di usare la piu' becera violenza nelle circostanze utili al suo dominio per poi condannarla in ogni altra situazione, che fa' del diritto uno strumento da usare per la legittimazione dei propri fini e per la condanna del dissenso.
Per una societa' libera e pluralista, per un confronto aperto e paritario.

Punto Zip!
 

LE FOTO DEL CSA ASKATASUNA DI TORINO DOPO LA DEVASTAZIONE DELLA POLIZIA DEL QUESTORE IZZO DEL 1 MAGGIO 99

zip@ecn.org