Una pacifica contestazione al corteo ufficiale
avvenuta nella mattinata, terminata con qualche tafferuglio, e' stata presa
come pretesto per un'azione squadristica da parte delle forze dell'ordine
che richiama inevitabilmente i peggiori anni della storia italiana.
Abbiamo rivisto poliziotti, digos e carabinieri
usare senza alcun motivo armi da fuoco per le strade, pestare indiscriminatamente
donne e uomini che avevano l'unica colpa di trovarsi nei pressi di un centro
sociale, fermare e trattenere per 10 ore in questura 80 persone senza che
fossero indagate di alcun reato, distruggere qualunque cosa si trovasse
all'interno del centro sociale, macerare centinaia di libri del centro
di documentazione con un impeto ed una rabbia troppo simili a quelli di
una squadraccia fascista.
Con disgusto abbiamo poi appreso dai media
ufficiali che si e' trattato di una "semplice perquisizione" per tutelare
"l'ordine democratico" della città.
Inutile chiedersi in cosa consista questa
democrazia tanto difesa..... ci chiediamo piuttosto quali siano i fini
di una simile politica dell'ordine pubblico. Il Questore Izzo, in stretto
connubio con il governo DS della citta', sta' forse pensando di usare la
repressione violenta su qualunque forma di dissenso politico-sociale? Pensa
veramente di zittire qualunque voce usando pistola e manganello? Com'e'
possibile che le forze politiche e realmente democratiche della citta'
tacciano di fronte a cosi' palesi violazioni dei piu' elementari principi
della democrazia e del pluralismo?
Non tollereremo mai che simili gravi intimidazioni
possano essere presentate e giustificate a tutela di un non ben precisato
"ordine democratico", riteniamo il Questore Izzo responsabile in prima
persona dell'accaduto, anche perche' presente alla devastazione ed evidente
regista delle operazioni.
Ne chiediamo il suo immediato allontanamento
per evitare di trasformare la città in poligono di tiro contro chi
difende un pensiero libero ed autonomo.
Esprimiamo la nostra solidarietà
alle compagne/i del Centro Sociale Askatasuna e invitiamo tutti a partecipare
alla manifestazione di Sabato 8 Maggio.
Rifiutiamo l'imposizione di un ordine
che considera illegali donne e uomini in base al loro paese di provenienza,
si arroga il diritto di usare la piu' becera violenza nelle circostanze
utili al suo dominio per poi condannarla in ogni altra situazione, che
fa' del diritto uno strumento da usare per la legittimazione dei propri
fini e per la condanna del dissenso.
Per una societa' libera e pluralista,
per un confronto aperto e paritario.
Punto Zip!
LE FOTO DEL CSA ASKATASUNA DI TORINO DOPO LA DEVASTAZIONE DELLA POLIZIA DEL QUESTORE IZZO DEL 1 MAGGIO 99