Non è un gruppo di giovani di partito, quindi non ha da snocciolarvi la »linea politica» su qualsiasi argomento. Concorda nella riunione settimanale alcune opinioni da fare conoscere su temi che di volta in volta sono proposti. Fino ad ora l’attenzione degli Invisibili i stata assorbita dai tanti problemi che si vivono all’Università: numero chiuso, numero degli appelli, didattica, edilizia universitaria con la cronica mancanza di spazi. Dall’altra parte gli alti costi della permanenza nell’Università: le tasse, libri, trasporti, affitti, vitto ecc. Questi argomenti nella nostra discussione sono raccolti e divisi in due grandi temi:
Un diritto di cittadinanza fondamentale
da tutelare e la possibilità, per ogni giovane, di accedere ad una
Università che funzioni.
E’ importante infatti avere spazi sufficienti
per ogni studente, un posto nell’aula durante la lezione, aule studio,
spazi consultazione nelle biblioteche, posti letto in residenze, spazi
per l’organizzazione di attività culturali in Case dello Studente,
personale nelle segreterie in modo da evitare code senza fine, un numero
di docenti adeguato al numero degli iscritti in modo tale da migliorare
finalmente la didattica, riuscire a parlare con i docenti ai ricevimenti
e forse finalmente riuscire a concordare persino la tesi.
Tutti hanno il diritto di scegliere liberamente il corso di studi che preferiscono, siamo per questo contro i test selettivi e il numero chiuso. Verificheremo presto se la Convenzione sugli Spazi assegnati dal Comune di Torino all’Università è sufficiente a garantire tale libertà. Non ci sembra di chiedere la luna!
Non siamo innamorati delle Università
inglesi, tedesche, francesi o scandinave pero e sconcertante viaggiare
in Europa, perché se non è tutto positivo, almeno le richieste
avanzate nel capoverso precedente sono la normalità.
La richiesta di un Reddito di Cittadinanza
(potete chiedere la documentazione nello spazio degli Invisibili in particolare
le "Dieci tesi sul Reddito di Cittadinanza" del
docente universitario ed economista Andrea Fumagalli) è la presa
d’atto di una situazione che è assolutamente banale ricordare: -
laureati o meno in questo mondo è difficile trovare lavoro e quando
lo trovi non è un lavoro stabile, insomma non è il posto
fisso, il mercato del lavoro è infatti flessibile, precario, ecc.
Contemporaneamente però lo studente universitario deve pagare le
tasse che sono in continuo aumento, le spese di trasporto (auto, treno,
rete urbana), costo di libri per ogni esame, affitto, mensa o vitto per
chi abita fuori Torino.
Non c’è, nulla da aggiungere se
non sperimentare delle proposte, una di queste, non pretendiamo che sia
l’unica, è la richiesta di un Reddito di Cittadinanza.