IMMIGRATI GIORNATA DI MOBILITAZIONE
- CINZIA GUBBINI - ROMA
R oma, Torino, Palermo, Bologna, Sesto Fiorentino. Sabato si torna in piazza per chiedere la chiusura dei centri di permanenza temporanea. Una risposta forte alle parziali aperture del governo - l'"umanizzazione" dei centri - dopo le mobilitazioni che si sono svolte un po' in tutta Italia e che hanno contribuito ad alzare il velo sull'esistenza dei centri di detenzione.
Tutte le manifestazioni si raccolgono intorno ad un punto fermo: i centri di permanenza devono essere chiusi. Una posizione che si è andata rafforzando, fino a mettere in discussione l'intero impianto delle politiche sull'immigrazione. Difficile, per ora, riproporre un appuntamento nazionale come quello del 29 gennaio di Firenze e Milano; è evidente, però, che intorno alla questione dei centri si sta strutturando - non senza difficoltà - un arcipelago di realtà di base eterogenee sì, ma unite dagli stessi obiettivi.
E la molteplicità di forze che aderiscono alla protesta contro l'istituzione di quelli che eminenti giuristi hanno definito "luoghi di sospensione del diritto", è tanto più evidente se si considerano singolarmente le manifestazioni che si svolgeranno sabato. A Roma si torna a Ponte Galeria dove il 15 gennaio fu impedito ad un nutrito corteo di arrivare al centro. Ci saranno l'Osservatorio sui rifugiati e migranti (Orma), i centri sociali, l'Arci Solidarietà Lazio, la federazione romana di Prc, l'associazione Ya Basta!, il Comitato straniero per stranieri, il Coordinamento contro le guerre dell'Università e molte realtà di base. Qualcuno arriverà anche dal sud. "La manifestazione è autorizzata fino al centro - spiega Guido Lutrario di Orma - e una delegazione potrà entrare".
"Non ci saranno le 10 mila persone del 29 - spiega Riccardo Torregiani della Casa dei diritti sociali di Firenze - anche perché abbiamo scelto di ritrovarci a Sesto Fiorentino, dove probabilemnte verrà aperto un centro nonostante il giudizio di "inopportunità" espresso dal presidente della regione". L'appuntamento toscano è alle 10,30 nella piazza del Comune di Sesto. "Le adesioni sono molto ampie: Centri sociali, Cobas, l'Associazione per il rinnovamento della sinistra, Prc e tanti altri".
Interessante, anche se meno ampio, il
fronte che ha aderito alla manifestazione di Torino, che partirà
alle 15,30 da piazza Sabotino e terminerà di fronte al Cpt di corso
Brunelleschi. Oltre al centro sociale Askatasuna, alla Federazione Anarchica,
al Gabrio, al Comitato torinese Chiapas, scendono in piazza anche le Case
occupate del Berrocchio, Prinz Eugen, Asilo occupato - le realtà
degli "squatter" torinesi.
Eppure a Torino si è verificato qualche
inconveniente: non aderiscono formalmente, infatti, la federazione di Prc
e Puntozip - un'associazione che funge da cerniera con il mondo degli immigrati.
"Non ci siamo trovati d'accordo sulle date - spiega Andrea del Gabrio -
c'è chi voleva aspettare per stabilire un contatto più solido
con gli stranieri".
Più compatta la situazione di Palermo, dove un corteo organizzato dal Coordinamento per la pace, partirà alle 16 da piazza Castelnuovo. "Ci sono tre centri in Sicilia - spiega Pietro Milazzo del Coordinamento - e anche se verrà smantellato quello di Termini Merese, che versa in pessime condizioni, già sono arrivati fondi per aprirne di nuovi. Vorremmo, presto, fare una manifestazione nazionale qui in Sicilia". Due gli appuntamenti per Bologna: l'area dei centri sociali e delle Tute bianche si ritroverà alle 15,30 a Piazza Maggiore per un presidio; mentre la Rete antirazzista dà appuntamento alle 15 davanti al centro di permanenza di Via Mattei. "Nessuna contrapposizione - spiega Domenico di Ya Bsta! - abbiamo soltanto scelto di caratterizzare anche il centro cittadino". Intanto, per domenica 27 è prevista un'assemblea nazionale a Ostia presso il centro socio-abitativo Vittorio Emanuele.