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MORTI NEI CAMPI DI TRAPANI E ROMA
CENTINAIA
DI ANNEGATI NEL CANALE D’OTRANTO
E
NEL MAR DI SICILIA
LA
CLANDESTINITA’ DI STATO UCCIDE!
Quattro cittadini
stranieri sono morti asfissiati durante una rivolta nel centro di detenzione
di Trapani, un altro è morto per mancanza di cure nel campo di Roma.
Centinaia di persone
sono morte annegate nel canale d’Otranto e nel mare di Sicilia nel tentativo
di raggiungere con ogni mezzo le coste italiane. Sono morti perché
la loro nave è stata speronata da una fregata guardiacoste italiana
o perché un gommone è affondato oppure sono morti di freddo
durante la traversata. Sono morti congelati nelle celle frigorifere dei
Tir mentre cercavano di varcare le frontiere, tra i carrelli degli aereoplani,
bruciati nelle stive delle navi come a Genova o a Patrasso in Grecia. Uno
stillicidio quotidiano di morti e di drammi. Vittime di una guerra condotta
dalla Fortezza Europa contro gli stranieri. Ogni guerra ha i suoi morti
e i suoi prigionieri. I prigionieri di questa guerra stanno rinchiusi nei
centri di detenzione per migranti, a Torino sono in corso Brunelleschi.
Il campo di corso Brunelleschi (ma ne esistono in tutta Italia e in tutta
Europa) è costruito ad immagine e somiglianza dei campi di concentramento
per prigionieri della seconda guerra mondiale: gabbie, baracche, filo spinato,
mura di cinta. A gestirli (circondati dai poliziotti) non a caso c’è
la Croce Rossa Militare. In corso Brunelleschi passa la nuova frontiera
dell’Europa, qui è risorto lo stesso muro, la cui caduta a Berlino
avevamo celebrato tutti come un atto di libertà.
In questi campi
non ci sono criminali.
Gli uomini e le
donne che vi sono rinchiusi in attesa di essere espulsi non hanno commesso
alcun reato. Sono colpevoli solo di aver cercato una chance di vita migliore
senza avere il pezzo di carta necessario. Hanno avuto fretta, non hanno
avuto voglia di aspettare di sapere se un imprenditore del nord-est o del
nord-ovest era disposto ad assumerli. Sono colpevoli di aver pensato che
nell’epoca della globalizzazione, quando merci e capitali si spostano liberamente,
fosse naturale che anche gli uomini fossero liberi di scegliere dove vivere.
Morti alle frontiere
e gabbie per gli uomini servono a tranquillizzare l’opinione pubblica europea
che vive nell’insicurezza, ci dicono. Può essere, ma è una
scelta di destra. Noi pensiamo invece che l’unica sicurezza sia la libertà,
l’allargamento dei diritti di cittadinanza, di inclusione di tutti, la
lotta contro la precarizzazione, una più equa ripartizione della
ricchezza sociale. Non le gabbie.