NO
ai LAGER
per immigrati clandestini!

La tragica morte di quattro cittadini immigrati detenuti nei campi di detenzione per migranti di Roma e Trapani, avvenuta nei giorni scorsi, ha squarciato per un momento la cappa di silenzio e indifferenza.
In questi mesi abbiamo denunciato l'inaccettabilità dell'esistenza di queste strutture per un'Europa che si vuole civile, l'incostituzionalità della detenzione di persone che non hanno commesso alcun reato, I'intollerabile silenzio che ne ha circondato l'apertura con l'introduzione della legge Turco Napolitano in materia di immigrazione, II 24, 25 e 26 dicembre siamo stati per tre giorni e per tre notti in presidio permanente davanti al centro di detenzione per migranti in corso Brunelleschi, a Torino, per chiederne la chiusura, per rivendicare il diritto alle associazioni che difendono i cittadini immigrati di entrarci, per pretendere che sia concessa l'autorizzazione a giornalisti e foto- grafi di entrare e documentare la realtà di questi luoghi.
Siamo tornati oggi, venerdì 14 gennaio, davanti alla prefettura di Torino in presidio permanente, giorno e notte, e ci saremo anche domani (oggi per chi legge ndr) per portare la nostra denuncia, per far vedere a tutti le poche fotografie che abbiamo potuto scattare di uomini e donne in gabbia: davanti a quella prefettura che è responsabile della gestione del centro.
Riteniamo che la battaglia per la chiusura dei centri di detenzione per migranti sia un passaggio essenziale nella lotta più generale per la conquista dei diritti di cittadinanza per tutti, per la libera circolazione delle persone, per la costruzione di un'Europa aperta e libera, per tutti.
Soprattutto alla luce delle dichiarazioni del neoministro dell'Interno Bianco che ha difeso, a nome del governo, l'esistenza dei centri di detenzione, proponendone addirittura la costruzione di nuovi.
Chiediamo un incontro con il prefetto e l'autorizzazione per una nostra delegazione a entrare domani, sabato 15, nel centro di detenzione di corso Brunelleschi, con la possibilità di parlare con i migranti rinchiusi e con l'autorizzazione per documentare, fotograficamente e attraverso riprese, la realtà del centro. Invitiamo inoltre la ministra alla Solidarietà sociale Turco ad entrarci insieme a noi per rendersi conto personalmente delle condizioni che si vivono in questi centri.

Zip Senza Frontiere

da Liberazione del 15 gen 2000

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