DIFENDERE
I DIRITTI DEGLI IMMIGRATI
PER
DIFENDERE QUELLI DI TUTTI NOI!
Ancora una volta gli immigrati sono duramente
attaccati e sono indicati come la causa della criminalità
presente nei quartieri e nelle città italiane.
Una parte della società italiana
vorrebbe che gli immigrati entrassero in Italia (e in Europa) solo se possono
servire alle imprese per i propri interessi (meglio se precari e sottopagati,
come propone il sindaco di Milano Albertini), per tutti gli altri non c’è
posto, quindi fuori.
In maniera ipocrita questo governo con
un semplice decreto ha stabilito che quelli che fino a ieri erano profughi
di guerra ora sono di nuovo semplicemente clandestini da rimandare al proprio
paese.
La città di Torino in questi giorni
ha deciso in modo vergognoso di traslocare i nomadi del campo dell’Arrivore
in un nuovo campo, tra la discarica dell’immondizia e il canile municipale,
per tranquillizzare i “cittadini perbene”, relegando queste persone tra
gli “scarti” e i “rifiuti”. Questo mentre a Milano la giunta ha fatto radere
al suolo un altro campo nomadi e a Roma è in atto una durissima
campagna contro i nomadi presenti in città.
Nel campo di concentramento per immigrati
irregolari di Corso Brunelleschi da quando è entrato in funzione
a maggio sono passati centinaia di uomini e donne colpevoli soltanto di
non possedere un pezzo di carta che dica che hanno il diritto di vivere
qui insieme a noi, e qui cercare di costruire una possibilità di
vita migliore per sé e per le proprie famiglie. Nei diversi campi
in Italia, come quello di via Corelli a Milano in cui siamo entrati in
delegazione la scorsa settimana, si contano ormai a migliaia i migranti
che sono stati chiusi in gabbie tipo zoo, in strutture che non rispettano
la costituzione dello stato italiano e che sono incivili e inumane.
La questura di Torino si sta distinguendo
nell’applicare in modo restrittivo la legge sull’immigrazione 40/98 rigettando
le domande di rinnovo del permesso di soggiorno di coloro che sono disoccupati
(cosa assurda in un paese con un alto tasso di disoccupazione e di lavoro
in nero). Questo fa sì che persone in regola vengono fatte diventare
irregolari, cacciandole nella clandestinità, pronte per l’espulsione.
Un buon modo di regolare i flussi migratori!
Nel clima della caccia all’immigrato aperto
dalle campagne contro la criminalità sono aumentati i fermi e i
controlli sul territorio e si sta creando un clima che permette alle forze
di polizia ogni possibile arbitrio.
Questi sono alcuni dei motivi che ci fanno
dire che bisogna riprendere a fare qualcosa per difendere i diritti di
tutti, italiani e immigrati, per far sentire una voce diversa da
quelle che oggi attacca in maniera indiscriminata tutti gli immigrati,
e in particolare quelli non regolari, accusandoli di essere tutti criminali.
Per discutere di questo, per decidere
cosa fare, vi invitiamo ad una
in Corso Brescia 14 presso la sede dello sportello giuridico IGI