Sabotaggio in Italia
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.Zip!, Fabrizio P. Belletati e le edizioni Derive Approdi stanno raccogliendo testimonianze di lavoratori («garantiti» o «precari», «manuali» o «intellettuali», del «pubblico» o del privato, purché dipendenti) a proposito delle tecniche di sabotaggio («fisico» o «cognitivo», «micro» o «macro», episodico o continuativo, individuale o collettivo) sul luogo di lavoro. 
Per «sabotaggio» intendiamo, ad esempio: il rallentamento o l’arresto della produzione; lo spreco o l’utilizzo alternativo del tempo di lavoro; il danneggiamento delle merci o dei mezzi di produzione; scherzi a superiori e/o datori di lavoro; furto e rivendita di prodotti o risorse della compagnia ecc.
L’importante e che tali atti siano stati compiuti nel contesto della routine quotidiana del lavoro, e non in momenti di aperto conflitto quali scioperi, gatti selvaggi, tumulti ecc. 
Il periodo che ci interessa va dagli anni Ottanta a oggi. 
Lo scopo immediato e la pubblicazione di un libro per certi versi analogo a Sabotaggio negli Usa, con in più l’intenzione di riprendere in mano lo strumento dell’inchiesta per documentare pratiche "molecolari" di disfattismo e rifiuto del lavoro, diffusissime nell’Italia degli eurosacrifici ma quasi mai rilevate dai tradizionali indicatori del conflitto e della «coscienza di classe». 
Le testimonianze vanno recapitate – nella forma che preferite – entro il 30 giugno 1999 a: tom9351@iperbole.bologna.it e a zip@ecn.org; oppure a: 
F. Guglielmi, casella postale 744, 40100 Bologna centrale




zip@ecn.org