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NOTIZIE EST #480 - KOSOVO/ITALIA
8 ottobre 2001


IL "GIALLO" RUGOVA
di Andrea Ferrario


[Nota: segue pił sotto, dopo i link, svariati successivi aggiornamenti sullo stesso argomento]

In "Notizie Est" #467 del 7 settembre scorso avevamo riferito per esteso di un articolo a firma di Ibrahim Rugova pubblicato il giorno precedente, il 6 settembre, dal quotidiano "La Padania", organo della Lega Nord, partito che fa parte della coalizione di governo. Pur esprimendo perplessità e sconcerto per i contenuti e la forma dell'articolo firmato Rugova, nonché per la sede in cui egli avrebbe scelto di esprimere il suo pensiero, avevamo dato credito all'autenticità dell'articolo, soprattutto perché non erano comparse smentite. Avevamo di conseguenza anche formulato alcuni nostri relativi commenti. Nelle ultimissime settimane sono tuttavia giunte, seppure con grande ritardo, delle smentite pubbliche di Rugova e dell'agenzia stampa del suo partito. La faccenda si è però successivamente complicata di nuovi elementi: la diffusione di un comunicato di Rugova chiaramente non autentico, la pubblicazione sulla "Padania" di un secondo articolo a firma Rugova, nel quale si smentisce la precedente smentita, e l'uscita di un'intervista al leader kosovaro sul quotidiano "Il Piccolo" di Trieste. Dal quadro complessivo degli elementi resisi ora disponibili siamo giunti personalmente ad avere fortissimi dubbi sull'autenticità degli articoli e dell'intervista di Rugova pubblicati in Italia. Sottolineiamo tuttavia che per il momento si possono al massimo formulare solo dubbi, vista l'assenza di elementi fattuali tali da consentire un giudizio definitivo. Inoltre, lo stesso Rugova ha smentito con grande ritardo l'autenticità dell'articolo e non lo ha fatto con il metodo che a nostro parere sarebbe più logico e consentirebbe di chiarire definitivamente la questione: quello, come minimo, di una richiesta di vedere pubblicata una sua smentita sulla "Padania" stessa. Riportiamo comunque qui sotto un ampio panorama degli elementi che abbiamo raccolto in merito alla questione, fermo restando che, qualora dovessero emergere altre importanti novità sull'argomento, ne terremo senz'altro informati i lettori. **NOTA: I link ai principali materiali citati nel testo e consultabili anche in linea vengono riportati alla fine dell'articolo e sono seguiti da una breve rassegna dei commenti della stampa kosovara sulla vicenda**

LE SMENTITE E IL COMUNICATO FALSO
Ibrahim Rugova, e l'agenzia QIK controllata dal suo partito, la LDK, hanno smentito a più riprese pubblicamente l'autenticità dell'articolo pubblicato dalla "Padania" il 6 settembre scorso. La prima smentita è arrivata molto tardi, il 21 settembre, ed è stata formulata da Rugova nel corso di una conferenza stampa nella quale ha affermato di non conoscere nemmeno l'esistenza del giornale "La Padania" ("Epoka e Re", 24 settembre 2001). Rugova era precedentemente stato assente dal Kosovo per un viaggio ufficiale in Canada dal 10 al 17 settembre. Il giorno dopo la prima smentita, cioè il 22 settembre, l'agenzia di stampa kosovara Kosovapress, controllata dal Partito Democratico di Thaqi, ha pubblicato in traduzione albanese l'articolo del 6 settembre a firma Rugova, accompagnandolo con alcune dichiarazioni raccolte dalla stessa agenzia presso il direttore della "Padania", Giuseppe Baiocchi, il quale ha affermato, secondo quanto riporta la Kosovapress: "La versione originale con la firma di Rugova è ancora a Prishtina, nelle mani del suo portavoce per l'Italia, Stefano Silenzi, che si è occupato della traduzione dall'albanese all'italiano". Baiocchi, sempre secondo la Kosovapress, si è detto meravigliato della smentita di Rugova e ha aggiunto che "l'articolo e' personalmete del signor Rugova, e io sono in attesa di altre notizie a riguardo da parte del signor Silenzi, attualmente a Prishtina" (Kosovapress, 22 settembre 2001).

Il 25 settembre il "giallo" si arricchisce di un nuovo colpo di scena: l'agenzia ANSA riceve un fax intestato "Presidenza Lega Democratica del Kosovo e Consiglio di Amministrazione" contenente dichiarazioni attribuite a Ibrahim Rugova nelle quali si stabilisce un nesso tra l'UCK, definito "un mostro dai mille tentacoli", e Bin Laden, asserendo in particolare che l'UCK sarebbe stato addestrato da un luogotenente di quest'ultimo, Mohammed Zawhiri. Tale comunicato chiaramente non autentico (si veda sotto), e anch'esso oggetto di smentite, ha avuto comunque risonanza internazionale, essendo stato rilanciato in tutto il mondo dall'agenzia russa ITAR-TASS. Sui retroscena di questo fax ha pubblicato un esteso articolo il numero del 2 ottobre del settimanale di Tirana "Reportazh", supplemento del quotidiano "Gazeta Shqiptare". Sul fax viene citato come contatto un fantomatico "Ufficio Stampa del Presidente Rugova Delegati per l'Italia" con sede a Pristina e a Grdelika, località dal nome serbo che a una verifica è risultata assolutamente inesistente in Kosovo. Vi sono altri dati palesemente falsi: per esempio viene attribuito a un numero telefonico del Kosovo il prefisso internazionale inesistente 0011 (quello del Kosovo è 00381). Nel comunicato vengono forniti i nomi dei rappresentanti di Rugova per l'Italia: Nicoletta Curzi, Domenico Mandelli e Stefano Silenzi, che, come abbiamo visto, è la persona che avrebbe tradotto in italiano i testi a firma Rugova pubblicati dalla "Padania". Vengono dati vari numeri di telefono: uno è un cellulare al quale risponde lo stesso Silenzi, mentre un altro risulta intestato a Gino Zannoni, di Grottammare in provincia di Ascoli Piceno. Quest'ultimo, secondo quanto scrive "Reportazh", è il padre di Pietro Zannoni, noto per avere fondato nel 1995 un'agenzia stampa che ha diffuso notizie non vere riguardanti i Balcani. Una di tali notizie non vere, quella della morte del generale serbo-bosniaco Mladic, era stata ripresa a suo tempo perfino dal TG1. Zannoni è stato particolarmente attivo nel 1996, quando aveva distribuito informazioni, non corroborate da documentazioni di prova, su rapporti tra il Partito Socialista albanese e il regime serbo e tra quest'ultimo e il quotidiano di Tirana "Koha Jone", proprio nel momento in cui il regime di Berisha stava conducendo una campagna contro la stampa indipendente. Queste informazioni provenienti da Zannoni sono state diffuse il più delle volte dall'organo del Partito Democratico di Berisha, "Rilindja Demokratike" ("OMRI Daily Digest", 29 gennaio, 30 gennaio e 7 febbraio 1996; "IFEX Action Alert", 26 gennaio 1996).

Il 26 settembre il QIK emette un altro comunicato in cui si nega ancora una volta l'autenticità degli articoli a firma Rugova e si scrive che quest'ultimo non ha, e non ha mai avuto, alcuna rappresentanza politica a Roma. Il QIK afferma inoltre che è in atto "una campagna selvaggia per discreditare la LDK e il suo presidente [...] per discreditare la politica albanese in Kosovo e per destabilizzare il Kosovo alla vigilia delle elezioni". Il giorno dopo, il 27 settembre, la falsità del comunicato e l'inesistenza di una rappresentanza a Roma vengono denunciati anche dal portavoce di Rugova, Skender Hyseni (RFE/RL NewsLine, 26 settembre 2001). Sempre il 27 settembre, lo stesso Rugova, nel corso di una visita all'assemblea municipale di Prishtina, denuncia di fronte ai giornalisti la circolazione di testi falsamente a lui attribuiti, sottolineando che "negli ultimi tre-quattro mesi è in atto una campagna selvaggia contro il Kosovo, la LDK e me. L'obiettivo è quello di creare conflitti tra di noi. Sono tutte falsificazioni, lanciate da un centro specifico, al fine di disorientare i funzionari internazionali e il progresso in Kosovo" ("Bota Sot", 28 settembre 2001).

IL NUOVO ARTICOLO DELLA "PADANIA" E L'INTERVISTA DEL "PICCOLO"
Solo pochi giorni dopo tali smentite, e più precisamente il 3 ottobre, la "Padania" ha pubblicato un nuovo articolo a firma di Ibrahim Rugova, intitolato "Arsenali dell'UCK, un serbatoio per altri attentati di Bin Laden", premettendo una nota nella quale si afferma che "il presidente della Lega Democratica del Kosovo, Ibrahim Rugova, ribadisce e prosegue la sua collaborazione in esclusiva con la 'Padania' ". Nell'articolo Rugova (se è lui l'autore) denuncia le infiltrazioni integraliste nell'UCK ed esprime il suo "totale sdegno per la falsa smentita" delle sue dichiarazioni "riportata il giorno 25 dall'agenzia ANSA". Nell'articolo si stabilisce nuovamente un nesso tra UCK e Bin Laden, per il tramite di Zawhiri, anche se questa volta, a differenza di quanto si scriveva nel comunicato di Rugova denunciato come falso e ripreso dalla ITAR TASS, si parla di "infiltrati". Secondo quanto riporta l'articolo a firma Rugova, inoltre, nella LDK ci sarebbe una fazione che sta preparando una scissione e che sarebbe poi all'origine delle "false smentite". Si scrive infine che Rugova stesso sarebbe stato in trattative con "il vicepremier serbo" (evidentemente Nebojsa Covic). Lo stesso giorno, il 3 ottobre, sul quotidiano di Trieste "Il Piccolo", appartenente al Gruppo Editoriale L'Espresso, compare un'intervista a Rugova a cura del giornalista Mauro Manzin. Nell'intervista Rugova denuncia la presenza in Kosovo di migliaia di mujaheddin seguaci di Osama Bin Laden e parla ancora di Zawhiri, che si sarebbe "messo a arruolare e a cercare uomini nell'ex UCK per adottarli nella grande famiglia di Bin Laden". Egli inoltre afferma che sono stati tali mujaheddin a costituire "la frangia estrema del disciolto Uck", cercando di rendere più difficile il processo di pace in Macedonia. Questi mujaheddin, dice Rugova nell'intervista, costituirebbero il collegamento tra i capi negli Emirati Arabi e gli elementi più pericolosi nell'Europa Centrale. I contenuti di entrambi i pezzi, cioè l'articolo pubblicato dalla "Padania" e l'intervista del "Piccolo", sono in contraddizione con le smentite al comunicato di cui sopra e con altre dichiarazioni dello stesso Rugova pubblicate il 26 settembre dal "Bota Sot", quotidiano di riferimento della LDK in Kosovo, con le quali si negano i nessi tra Bin Laden e il Kosovo, definiti come frutto della propaganda serba. I pezzi della "Padania" e del "Piccolo" sono stati pubblicati in contemporanea nel momento in cui Rugova si trovava in viaggio in Norvegia e Svizzera (dall'1 al 5 ottobre). Fino a oggi da Prishtina non è giunta alcuna reazione al nuovo articolo della "Padania" e all'intervista del "Piccolo".

COSA CI HANNO DETTO BAIOCCHI, MANZIN E SILENZI
Vista la complicatezza del caso, abbiamo ritenuto opportuno contattare telefonicamente il direttore della "Padania", Baiocchi, l'autore dell'intervista a Rugova per il "Piccolo", Mauro Manzin, e Stefano Silenzi. Baiocchi ci ha detto di avere avuto un contatto telefonico con Rugova già nel maggio-giugno scorso, cioè più o meno nel periodo delle elezioni politiche in Italia. Gli articoli di Rugova, ha detto Baiocchi, sono giunti successivamente alla "Padania" via posta, fax o e-mail, sempre accompagnati da una lettera personale dello stesso Rugova e del suo vice Hyseni, con la quale si attestava l'autenticità dei singoli articoli. Il direttore della "Padania" ha tenuto a sottolineare che l'interesse del giornale a una presenza di Rugova sulle sue pagine si è rafforzato dopo l'11 settembre, alla luce dei problemi relativi ai miliziani islamici e nell'imminenza della scelta democratica che il Kosovo dovrà fare, aggiungendo che la Lega Nord, il partito di cui la "Padania" è l'organo, è sempre stata a favore dell'identità e dell'autonomia dei popoli. Mauro Manzin del "Piccolo", che abbiamo sentito telefonicamente, ci ha detto di avere trattato con contatti che gli garantiscono l'autenticità dell'intervista. Abbiamo sentito anche Stefano Silenzi, sempre per telefono, che a una nostra domanda ha confermato di essere il rappresentante per l'Italia di Rugova e della LDK. Silenzi ha inoltre detto di avere collaborato in passato all'agenzia di Gino e Pietro Zannoni. Egli ha poi tenuto a specificare che l'agenzia era un'iniziativa di Gino Zannoni, il padre, di professione medico psichiatra, mentre il figlio Pietro si è limitato a collaborarvi.

CONCLUSIONE
Abbiamo espresso all'inizio di questo numero di "Notizie Est" i nostri fortissimi dubbi sull'autenticità delle parole di Rugova riportate in Italia - lasciamo tuttavia giudicare ai lettori sulla base di quanto abbiamo riportato qui sopra. Ci permettiamo solo, in chiusura, di aggiungere alcune domande: Perché a Pristina compaiono solo smentite, anche pubbliche, e in Italia solo materiali di segno opposto? E' plausibile che una personalità dal ruolo politico delicato e di primo piano a livello internazionale come Rugova faccia la scelta del tutto atipica di nominare proprio rappresentante in Italia un cittadino italiano, che inoltre afferma di avere collaborato in passato all'agenzia di Zannoni? Perché Rugova, che non avrebbe sicuramente problemi a fare pubblicare suoi articoli sui più diffusi giornali italiani, avrebbe invece fatto, proprio alla vigilia delle elezioni in Kosovo, l'autogol politico di intervenire sulle pagine dell'organo di un partito noto nei Balcani per avere dato a suo tempo un sostegno attivo a Milosevic? E perché, da parte loro, Rugova e il suo partito si limitano a ripetute smentite, astenendosi dall'intervenire direttamente presso la "Padania" (riguardo all'intervista del "Piccolo" finora non è stata formulata alcuna smentita) affinché cessi la pubblicazione degli articoli a firma Rugova che definiscono falsi?

LINK:

* Articolo della "Padania" del 6 settembre:
http://www.lapadania.com/2001/settembre/06/06092001p08a1.htm

* Articolo della "Padania" del 3 ottobre:
http://www.lapadania.com/2001/ottobre/03/03102001p06a1.htm

* Intervista pubblicata dal "Piccolo" il 3 ottobre:
http://www.ilpiccolo.kataweb.it/ilpiccolo/arch_03/trieste/in03/rugo.html

* Articolo del settimanale albanese "Reportazh":
http://www.reportazh.com/textet/aktualitet/aktualitet4.htm

* Sito del QIK:
http://www.kosova.com

* Sito della Kosovapress:
http://www.kosovapress.com


"GIALLO" RUGOVA: AGGIORNAMENTO DEL 21.10.01
a cura di Andrea Ferrario


La settimana scorsa, tra l'11 e il 12 ottobre il "giallo" Rugova, di cui avevamo riferito per esteso in "Notizie Est" #480 dell'8 ottobre 2001, si è arricchito di un nuovo capitolo. La mattina dell'11 ottobre, infatti, il quotidiano di Roma "Il Manifesto" usciva con una notizia in breve nel quale si riferiva che Rugova, in una nota stampa, aveva annunciato le dimissioni dagli incarichi nel suo partito, la LDK, nonché l'abbandono della vita politica in seguito a una lotta interna fra fazioni contrapposte della LDK, una delle quali avrebbe l'intenzione di sostenere "le frange più estreme e irriducibili dell'ex UCK, che si sono opposte alla recente operazione di disarmo della guerriglia". Le brevi righe erano seguite da un lapidario "no comment" del caporedattore esteri Tommaso Di Francesco.

La sera stessa l'agenzia France Presse (AFP) distribuiva un breve lancio in cui si affermava che "in una dichiarazione all'AFP di Roma" il leader kosovaro Rugova aveva annunciato le dimissioni da capo della LDK e l'abbandono della vita politica. Il giorno dopo, tuttavia, la stessa AFP distribuiva un altro comunicato, nel quale si riportava la secca smentita da parte della LDK delle notizie riguardanti le dimissioni di Rugova e il suo abbandono della politica. Come ha riferito l'AFP, il portavoce di Rugova, Skender Hyseni, ha definito "falso" e "pura manipolazione" il comunicato diffuso a Roma, parlando a proposito di un'operazione "di destabilizzazione" in vista delle elezioni del 17 settembre. I due vicepresidenti della LDK, Kole Berisha e Naim Jerliu, hanno nuovamente smentito l'esistenza di un ufficio di rappresentanza di Rugova o della LDK a Roma. Anche Simon Haselock, direttore delle comunicazioni per l'UNMIK, ha giudicato il comunicato un falso diffuso da persone che "vogliono arrecare un colpo basso a Rugova". Smentite analoghe sono state riportate il 12 ottobre anche dall'agenzia stampa QIK, controllata dalla LDK, che per la prima volta ha smentito anche l'autenticità dell'intervista a Rugova pubblicata dal "Piccolo" il 3 ottobre.

L'AFP scrive in più che "Il Manifesto" stava per pubblicare il 12 ottobre, come già "La Padania", un articolo "di Rugova", ma che vi ha poi rinunciato. "Il Manifesto" ha detto all'AFP di avere parlato telefonicamente con Rugova e ha confermato all'agenzia francese il tenore del comunicato, che secondo il giornale di Roma, testimonierebbe di una "lotta sorda" all'interno della LDK (era la stessa tesi contenuta negli articoli "di Rugova" per "La Padania").

Nessuno dei tre quotidiani italiani ("Padania", "Piccolo" e "Manifesto") ha pubblicato una riga sulle numerose smentite giunte da Prishtina. Il "Piccolo", dopo la sua "intervista" del 3 ottobre, non ha più nemmeno affrontato l'argomento Kosovo. La "Padania", da parte sua, ha pubblicato il 17 ottobre un altro articolo, basato su fonti russe, relativo a presunti legami tra Bin Laden e il Kosovo, ma non ha dedicato neanche una riga alle smentite. Il "Manifesto", invece, ha pubblicato il 19 un breve articolo relativo all'incendio di una sede della LDK, intitolato "Attentato contro la Ldk", nonostante dalle indagini risulti che l'incendio sia dovuto semplicemente a un cortocircuito, come viene tra l'altro riferito anche all'interno dell'articolo del giornale romano. Sebbene nell'articolo si parli anche di Rugova, non compare una parola sulle smentite alla notizia del suo abbandono precedentemente pubblicata dallo stesso giornale. "Il Manifesto" inoltre aveva ripreso più volte come autentiche le dichiarazioni contenute negli articoli "di Rugova" pubblicati dalla "Padania" - più precisamente in un articolo di Mario Boccia del 7 settembre sulla Macedonia (l'unico dove ne è stata citata la fonte), in uno di Tommaso Di Francesco dell'8 settembre a sostegno delle tesi di organi della "comunità internazionale" sul fatto che non vi sia stato alcun genocidio in Kosovo, e in un altro di Tommaso Di Francesco del 29 settembre in cui si asseriscono legami tra Bin Laden e l'UCK, nonché tra lo stesso Bin Laden e i musulmani di Bosnia - in questo ultimo articolo le dichiarazioni di Rugova sono state riportate come autentiche nonostante fossero state nel frattempo già smentite a più riprese in pubblico dallo stesso leader kosovaro.


"GIALLO" RUGOVA - AGGIORNAMENTO DEL 7 NOVEMBRE 2001:
UN ARTICOLO ANCHE SU "LA REPUBBLICA"
a cura di Andrea Ferrario

Sembra incredibile dopo tutto quello che è emerso, ma il "giallo" Rugova continua ad arricchirsi di nuovi capitoli.

Oggi uno dei maggiori quotidiani italiani, cioè "La Repubblica", ha pubblicato una breve notizia in cui si dice che Rugova è stato trasferito in una clinica nei pressi di Parigi dopo il collasso che lo ha colto il 2 novembre scorso per il digiuno che stava effettuando da dieci giorni contro il terrorismo (potete leggere l'articolo a: http://www.repubblica.it/quotidiano/repubblica/20011107/esteri/20arts.html). In effetti un lettore ci aveva segnalato alcuni giorni fa che su uno dei quotidiani distribuiti gratuitamente nelle stazioni della metropolitana di Milano (putroppo non sono riuscito a ricuperare il testo in questione, né a individuarne i dati esatti) era comparsa la notizia che Rugova stava effettuando uno sciopero della fame per protestare contro la presenza in Kosovo di terroristi legati a Bin Laden. In realtà, nessuna di tali notizie, cioè il collasso e il conseguente ricovero, nonché lo sciopero della fame, trova riscontro nei fatti. Infatti Rugova sta svolgendo normalmente in questi giorni la sua campagna elettorale per le imminenti elezioni del 17 novembre. Ieri ha tenuto a Istog (Istok), nei pressi di Peja (Pec), uno dei suoi più grandi comizi, durante il quale ha parlato di fronte a circa 10.000 persone, come riferisce il quotidiano di Belgrado "Danas" nel suo numero di oggi (http://www.danas.co.yu). Anche nel sito del partito del leader kosovaro, la LDK, compare la notizia dei comizi elettorali di Rugova nella zona di Peja, accompagnata in primo piano da una relativa foto, in cui Rugova appare in perfetta salute in piedi sul podio (la potete vedere a: http://www.kosova.com). Ho inoltre risfogliato tutti i numeri degli ultimi giorni della sistematica rassegna stampa dell'OSCE sul Kosovo (che copre tutti i quotidiani di Prishtina e di Belgrado) e non compare alcuna notizia né del digiuno, né del collasso, né del ricovero nei pressi di Parigi, mentre sono numerose le notizie quotidiane sulla intensa e attiva campagna elettorale che Rugova sta conducendo. A quanto ci risulta, nessun media balcanico in generale ha riportato notizie di un malore di Rugova o di un suo sciopero della fame, con l'eccezione del quotidiano macedone "Vecer". Quest'ultimo, un tabloid scandalistico strettamente controllato dal partito del premier Georgievski, aveva pubblicato il 30 ottobre un breve articolo in cui si affermava, per l'ennesima volta, che Rugova avrebbe denunciato, "nel suo ultimo comunicato stampa", la presenza in Kosovo di terroristi di Al Qaeda legati all'UCK e ai musulmani di Bosnia. Alla fine dell'articolo "Vecer" riportava la notizia che Rugova avrebbe cominciato uno sciopero della fame di protesta - tuttavia, perfino una testata scandalistica come "Vecer" ha ritenuto opportuno in tale occasione scrivere che si trattava di una notizia non confermata (una traduzione in inglese dell'articolo di "Vecer" è comparsa sul sito "Reality Macedonia": http://www.realitymacedonia.org.mk). "La Repubblica" nel suo numero di oggi si richiama come fonte a un "comunicato della Lega Democratica del Kosovo", senza aggiungere ulteriori particolari. Visti i precedenti, vi sono motivi per sospettare che il quotidiano sia un'altra "vittima" dei comunicati falsi dell'inesistente rappresentanza di Rugova in Italia o di un'altra falsa rappresentanza del leader kosovaro (il servizio della "Repubblica" in questione proviene da Parigi).

Arrivati a questo punto, la faccenda non può che lasciare allibiti. L'impressione è quella che sia sufficiente inventarsi un'inesistente ufficio di rappresentanza di un importante leader estero, per vedersi poi pubblicare notizie prive di ogni riscontro o addirittura interviste, e questo non una o due volte, ma a più riprese e anche su testate di primo piano. Speriamo di sbagliarci e che le testate coinvolte riescano a chiarire quanto prima tutta questa misteriosa vicenda.




[RIQUADRO:] LE REAZIONI DELLA STAMPA KOSOVARA DOPO IL 3 OTTOBRE
Il 4 ottobre, giorno successivo alla pubblicazione del secondo articolo a firma Rugova sulla "Padania" e dell'intervista dello stesso al "Piccolo", svariati giornali kosovari hanno pubblicato articoli sulla vicenda. Ne riportiamo qui sotto alcuni brani. Ricordiamo in particolare che "Epoka e Re" è un quotidiano schierato con il PDK di Hashim Thaqi, mentre "Bota Sot" sostiene apertamente la LDK e Rugova. Tutti i brani sono stati tradotti dalla versione inglese pubblicata nel bollettino "The Monitor", curato dalla Missione OSCE in Kosovo.

"EPOKA E RE" - Articolo intitolato: "Il danno arrecato da Rugova alla nazione parlando contro l'UCK": "Quando Rugova nega l'UCK, i sacrifici dei martiri, quando non consente l'erezione di statue ai martiri, la creazione di commissioni per raccogliere prove da inviare all'Aia, ci si può immaginare cosa tenga in serbo per domani. Fino a quando questa nazione continuerà a mangiare i pasti che le fornisce Rugova?"

"RILINDJA" - Editoriale intitolato: "L'avversione dei russi e degli italiani": "Oltre ai serbi e ai macedoni, anche i russi e gli italiani hanno espresso, nella maniera più priva di scrupoli, la loro avversione antialbanese. E' comprensibile che i serbi, i macedoni e i russi la pensino allo stesso modo, perché appartengono allo stesso gruppo, ispirato dal loro ortodossismo estremo. Ma perché un giornale italiano deve cadere nella trappola del gioco ortodosso? Questa vicenda ha causato differenti reazioni, non solo tra gli albanesi in Kosovo, ma anche nel mondo civilizzato in generale. Il giornale italiano 'La Padania' ha presentato un 'argomento caldo', affermando che il presidente della LDK, Rugova, avrebbe affermato che i 'terroristi' albanesi sono collegati a Osama Bin Laden. Questo articolo 'sensazionale', naturalmente, viene ripreso dall'agenzia russa Itar-Tass. Uno dei nostri giornali ha pubblicato questa 'interessante' notizia in inglese. Le 'notizie di prima mano', indipendentemente dal fatto che siano vere o meno, hanno un effetto di propaganda sulla politica di ogni paese, mentre la loro denuncia, per utilizzare il gergo giornalistico, è come un 'sacco di inezie' che, una volta disperso nell'aria, non può più essere raccolto. L'agenzia stampa kosovara QIK definisce l'interferenza della "Padania" e della Itar-Tass uno scandalo. [...] Quali sono stati i motivi della Padania e della Inter-Tass nel fare un'equazione tra gli albanesi e Osama Bin Laden? Naturalmente lo fanno per propaganda e per motivi politici. In realtà il loro obiettivo è quello di lanciare una pietra contro il Kosovo, in modo tale che negli americani nasca un'avversione nei confronti degli albanesi perché "sono con Osama Bin Laden". La campagna antialbanese è stata perpetuata dall'alleanza Skopje-Belgrado. La politica albanese in Kosovo non può essere screditata né dalle agenzie di stampa "La Padania" e Itar-Tass, né dal regime di Djindjic e Trajkovski. Queste agenzie non hanno mai sentito delle fosse comuni degli albanesi uccisi dalle bande di Milosevic, o delle uccisioni di civili nella FYROM da parte delle bande di Trajkovski? Perché la "Padania" e la Itar-Tass stanno mentendo?".

"BOTA SOT" - Articolo intitolato "Il terrore mediatico di Umberto Bossi contro il leader pacifista Ibrahim Rugova e la nazione albanese": "Il 26 settembre il QIK ha emesso una dichiarazione dell'ufficio di Rugova che condannava 'una campagna di invenzioni e di falsificazioni mirata a discreditare la politica albanese in Kosovo. Una campagna selvaggia di falsificazioni è stata avviata contro Ibrahim Rugova, il presidente della LDK, in diversi circoli e media al di fuori del Kosovo'. Questa campagna denigratoria è stata ripresa in Kosovo soprattutto dai media di sinistra, che si sono assunti il ruolo di amplificatori. Essi ritengono che i partiti di sinistra in Kosovo, rappresentati da Hashim Thaqi, avranno dei vantaggi se Rugova viene discreditato dai suoi nemici. L'obiettivo di questo terrore mediatico è la distruzione del futuro del Kosovo e della sua indipendenza. Gli inquisitori medievali dei Balcani credono che distruggendo il mito di Rugova elimineranno le aspirazioni degli albanesi alla libertà e all'indipendenza. La Serbia è interessata a conseguire questo obiettivo. Ciò significa che il "pasto delle streghe" viene cucinato a Belgrado. Un Kosovo indipendente e democratico preserverà l'integrità territoriale e la sovranità della Macedonia. Ma gli slavo-macedoni non sono interessati a preservarle, perché il loro obiettivo è la spartizione della Macedonia secondo i loro gusti barbarici. Anche l'Italia non ha potuto resistere a questo vascello medievale balcanico. L'Italia è stata nota per i suoi atteggiamenti antialbanesi durante il regime di Lamberto Dini. Questa volta non si tratta di Lamberto Dini, bensì del giornale "La Padania" e del suo direttore politico Umberto Bossi, il presidente del partito di estrema destra Lega Nord e uno dei ministri dell'attuale governo italiano. Ora Umberto Bossi ha preso il posto di Lamberto Dini. [...]

"BOTA SOT" - Articolo intitolato "Chi è Pietro Zanini [sic] e chi sono gli Zanini italiani": "Un'intervista 'immaginata' e una serie di falsificazioni e intrighi sono stati lanciati alcuni giorni fa nei confronti del presidente della LDK, Ibrahim Rugova. Un'intervista immaginaria di Rugova con un giornale italiano, pubblicata n un giornale kosovaro, è stata parte di queste falsificazioni. Questo intrigo è stato scoperto. Il nome dell'inventore di questo intrigo è Pietro Zanini. Il suo nome è comparso per la prima volta in Albania nel 1994 e nel 1995 prima delle elezioni generali. E' nato a San Benedetto del Tronto. Il 10 luglio 1995 ha fondato un'agenzia stampa chiamata l'Ufficio Stampa di Pietro Zanini. Ma l'italiano Zanini ha la sua rete in Kosovo" [...]

Il 6 ottobre si è fatto sentire ancora "Epoka e Re":

"EPOKA E RE" - Articolo intitolato: "Ecco perché Rugova non pensa a denunciare 'La Padania'": "Esaminiamo le ragioni punto per punto: - Se il Dr. Rugova davvero non ha firmato quello che ha detto migliaia di volte durante la guerra in Kosovo, e specialmente durante i bombardamenti della NATO, 'Epoka e Re' dovrebbe essere ringraziato mille volte per avere ricordato cosa si sta facendo con la firma di 'leader kosovaro moderato' nel giornale-spazzatura 'La Padania', che è guidato dagli amici più stretti del Dr. Rugova (il seme russo-serbo di Lamberto Dini). - Se il Dr. Rugova davvero non ha firmato quello che ha detto migliaia di volte durante la guerra in Kosovo, e specialmente durante i bombardamenti della NATO, quando ha umiliato gli albanesi e ha fatto di fronte a tutto il mondo un circo di se stesso nello zoo di Milosevic, egli dovrebbe valutare con un po' più di sobrietà il peso e il danno che arreca a se stesso, al Kosovo e agli albanesi in Macedonia con tali dichiarazioni rilasciate nel momento meno adatto.

Il Dr. Rugova non è così 'perso' come sembra a causa degli eccessi di alcool e di alcuni altri sedativi. A volte le persone hanno un chiaro riflesso, in particolare quando hanno la sensazione del rischio di rimanere senza quegli articoli di consumo ai quali sono fatalmente assuefatti".