PER UNA STAGIONE DI MOBILITAZIONI
E DI RADICAMENTO SOCIALE

Nel prossimo periodo ci aspettano una serie di appuntamenti che impongono, a chi si oppone al neoliberismo e si batte per un alternativa al capitalismo, una nuova capacità di iniziativa.

1° maggio a Roma

In contemporanea con le manifestazioni nei più importanti centri mondiali, contro i licenziamenti, la precarizzazione generale, le stragi sul lavoro per rilanciare il protagonismo e l’autorganizzazione del proletariato contemporaneo.

19 e 20 maggio ad Ancona

“Conferenza europea per lo sviluppo e la sicurezza dell’Adriatico e dello Ionio”, con cui il patto di stabilità per i Balcani farà convivere gli affari della ricostruzione con il mantenimento dello stato di guerra in tutta la regione.

24 e 25 maggio a Firenze

Incontro dei paesi appartenenti alla NATO per fissare i successivi passaggi dell’allargamento dell’alleanza.

24, 25 e 26 maggio alla Fiera di Genova

Mostra convegno internazionale TEBIO. Una vetrina che vede protagoniste le multinazionali che operano nell’ingegneria genetica, a partire dalle famigerate Monsanto e Du Pont.
TEBIO serve ad accelerare la commercializzazione dei prodotti genetici, chiedere la massima liberalizzazione di questo commercio, imporre la brevettabilità della materia vivente. Per giovedì 25 maggio è già fissata la
manifestazione.

8 al 12 giugno a Bologna

Si terrà il vertice dei paesi OCSE, i paesi più industrializzati, sulla piccola e media industria.

Questi appuntamenti vanno visti tutti insieme ed hanno senso solo se rendono visibile un’opposizione, una pratica politica e sociale che si muove su obbiettivi precisi ed utilizza un linguaggio semplice e diretto.

Per quanto ci riguarda partiamo dall’esperienza del controvertice di Firenze (novembre ’99 contro Clinton, Blair, D’Alema…), che ci ha spinto a moltiplicare gli sforzi per costruire sempre più forti collegamenti ed arrivare ad una circolazione internazionale delle lotte. Per questo abbiamo partecipato alla battaglia contro la globalizzazione di Seattle, giornate epocali che hanno avuto la capacità di indicare l'obbiettivo giusto, praticarlo, e portare a casa la vittoria (l’azione diretta ha conquistato la scena, mentre l’OMC non riusciva a centrare il risultato della libertà totale di circolazione delle merci e dei capitali). Da Seattle sono emerse precise indicazioni: la possibilità di una risposta globale al neoliberismo da parte dei soggetti concreti che lo subiscono; la capacità di costruire la propria forza dentro le contraddizioni intercapitalistiche ed
interimperialistiche.
Eppure, siamo preoccupati. Abbiamo girato l’Italia per presentare il libro su Seattle, visto e sentito analisi comuni sui processi di globalizzazione capitalistica, le politiche neocoloniali, il centrosinistra che concepisce i mercati finanziari, le banche internazionali, i cartelli transnazionali come i luoghi decisivi, ed interpreta la politica come attuazione delle direttive del Fondo Monetario Internazionale, della Banca Mondiale, dell’OMC.
Ma ci siamo anche resi conto, di quante storie misere sono prodotte dalla difficoltà di fare i conti con questa fase, con i reali rapporti di forza. Rimuovere il faticoso processo di costruzione di un’identità antagonista contemporanea, che si misura sui processi materiali dell’oggi e non su astratte ideologie, porta all’implosione.
Questi appuntamenti, tutti, non devono essere scadenze fini a se stesse, dove si conta “i propri numeri”, e gruppi, più o meno consistenti, trovano la giustificazione al proprio esistere …

La visibilità nelle piazze dell’opposizione deve servire a misurarsi con gli effetti, ogni giorno più concreti, delle politiche neoliberiste: nei luoghi di lavoro, nelle scuola; contro le privatizzazioni, le produzioni nocive e tossiche. Deve servire a dare risposte, voce e forza, nei territori, nei luoghi di lavoro e di studio a chi subisce queste politiche.
E’ questo, a nostro avviso, il terreno di confronto, estremamente pratico, a cui tutti siamo chiamati.

Movimento antagonista toscano