IN CORTEO CONTRO IL LAGER DI CORSO BRUNELLESCHI
Sabato 13 MARZO 1999

Le
dichiarazioni del Ministro dell’Interno di voler sanare tutti gli immigrati
che ne abbiano fatto richiesta entro il 15 dicembre scorso e che rispondano
ai requisiti richiesti dalla legge e un atto di buon senso nella direzione
giusta, tenendo conto soprattutto del clima di criminalizzazione verso
gli immigrati che si respira in Italia oggi. Un atto di buon senso, ma
che non può bastare. Noi rifiutiamo integralmente la politica della
programmazione dei flussi migratori, asse portante della legge
Turco-Napolitano.
Infatti e inaccettabile che si subordini
l’accesso all’Europa ricca soltanto al bisogno di manodopera da parte degli
imprenditori. La proposta aberrante del sindaco di Milano Albertini, di
un patto territoriale che preveda per gli immigrati salari minori e libertà
assoluta di licenziamento per i datori di lavoro, e solo una conseguenza
estrema di quella stessa logica. Più in generale siamo contrari
alla strumentalizzazione da parte di molti partiti politici della questione
immigrazione, della criminalizzazione degli immigrati e degli immigrati
irregolari in particolare. Noi siamo contro la clandestinità, non
contro i clandestini, perché essere irregolare significa essere
più sfruttato, più sottoposto a ricatti e angherie, significa
insomma non poter vivere una vita dignitosa, alla luce del sole. Per questo
chiediamo che siano regolarizzate anche le persone che non possono dichiarare
una casa o un lavoro stabile, anche quelli che non hanno milioni per pagare
dichiarazioni false di lavoro o di alloggio a italiani compiacenti. Rivendichiamo
la libera circolazione delle persone e il diritto a cercare una possibilità
di vita migliore per tutti, come hanno fatto per decenni gli italiani emigrati
in tutto il mondo. Ma chiediamo anche che Torino recuperi un po’ del suo
pudore.
E’ possibile che la città assista
in silenzio allo squadrismo simbolico di personaggi come il parlamentare
Borghezio, che in quella campagna vergognosa contro l’immigrazione irregolare
(che ha la sua punta nel referendum leghista) sta prendendo spunto dal
peggior immaginario che la storia occidentale ha prodotto: le squadre delle
camicie verdi che si aggirano la sera nei quartieri a controllare le strade,
le spedizioni per disinfettare i treni su cui viaggiano gli immigrati,
le messe contro l’invasione dell’islam? A quando le panchine con su scritto
white e coloured, a quando i roghi dei libri, a quando sui tram i posti
differenziati per razza?
È possibile che Torino assista
impassibile all’apertura di quell’obbrobrio che è il campo di detenzione
per immigrati irregolari (cioè persone che non hanno commesso alcun
reato) che è il lager di corso Brunelleschi,
una ferita alla città, alla sua tradizione di civiltà, a
quella città che e riuscita ad accogliere centinaia di migliaia
di immigrati meridionali negli sessanta?.
È possibile assistere impassibili
all’ipocrisia dei politici e agli arbitri delle forze dell’ordine che stanno
espellendo persone che hanno fatto la richiesta di regolarizzazione o che
stanno espellendo minori a decine, rimandati in Albania e Marocco, perché
I’Assessore Lepri dice che non ci sono più soldi per finanziare
i progetti di tutela di questi bambini, o che hanno raso al suolo in fretta
e furia il campo di roulotte e tende dei Rom di Corso Cuneo o all’ipocrisia
dell’ultima crociata contro l’abusivismo dei venditori ambulanti?
Noi crediamo di no, crediamo che sia importante
che da un lato gli italiani inizino a reagire a tutto questo e crediamo
che sia allo stesso tempo importante che gli immigrati incomincino ad organizzarsi
per difendere i propri diritti.
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