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ai LAGER per immigrati clandestini! |
CHIUDIAMO
CORSO BRUNELLESCHI
E
TUTTI I LAGER PER MIGRANTI!
Zip Senza Frontiere lotta per la chiusura
dei centri di detenzione dal 24 ottobre 1998:
vogliamo la libera circolazione delle persone e non solo delle merci e
dei capitali, la costruzione di un’Europa sociale e non di un’Europa-fortezza
come vogliono i governi e le banche, con gli immigrati ridotti a forza-lavoro
precaria, con diritto di accesso temporaneo solo se necessari agli imprenditori.
Pensiamo che l’Assemblea
organizzata da 26 associazioni, gruppi sociali, politici, sindacali e religiosi
che si è svolta all’Avogadro l’11 marzo e la manifestazione
del 25 marzo siano due passaggi importanti nella costruzione di un
movimento ampio e plurale che rivendichi più dignità e più
diritti per tutti, in primo luogo per le persone a cui la dignità
è negata e che è esclusa dai diritti.
La riuscita di questa manifestazione è
importante perché ritornano in piazza cittadini immigrati e italiani
insieme a rivendicare più libertà per tutti, perché
questo avviene a Torino, dove sulla questione immigrazione si sono giocate
partite importanti a livello legislativo, sociale e mediatico (infatti
a San Salvario a Torino prima e nella Milano di Albertini poi si è
costruita l’equazione immigrato clandestino = delinquente), e poi perché
in Piemonte si presenta per le regionali Livia Turco che ha firmato la
legge che istituisce i campi di concentramento
per migranti senza documenti.
Quindi quella del 25 marzo può
essere una giornata che segna un percorso e rilancia la mobilitazione su
questa questione, mobilitazione che dopo la giornata di lotta del 29 gennaio
a Milano, Firenze e Trapani si era arenata anche per beghe di basso profilo.
Al primo posto della nostra lotta c’è la chiusura dei campi per migranti.
Riteniamo importante che ognuno si mobiliti
nelle forme che crede più opportune, che si batta la via legale
dell’incostituzionalità dei centri, quella della protesta civile,
la mobilitazione degli intellettuali o quant’altro. Proprio nella pluralità
delle forme di conflitto sta la forza dei veri movimenti.
Vogliamo però dirlo chiaramente:
per chiudere corso Brunelleschi (e tutti gli
altri centri) è indispensabile che a fianco di tutto ciò
una parte della società, anche minoritaria, ma sufficientemente
ampia e articolata, decida di percorrere con determinazione la via della
disobbedienza civile e che per questo metta in campo i propri corpi (con
le dovute tutele) e che questo porti alla mobilitazione delle persone richiuse
nei centri.
Il centro verrà chiuso secondo
noi solo quando diverse centinaia di persone, appartenenti ad uno spicchio
significativo di società civile, saranno disponibili ad andare davanti
a corso Brunelleschi, determinati ad entrare lì dentro e chiudere
definitivamente il centro, imponendo in questo modo una nuova legalità
che viene negata dallo Stato che crea campi di concentramento e vi rinchiude
persone che non hanno commesso alcun reato, solo allora.
Dobbiamo essere pronti a dichiarare pubblicamente che quel portone in corso Brunelleschi deve essere tolto, quelle grate abbattute, quel filo spinato tagliato, che su questo tema di civiltà non c’è mediazione possibile, che non basta una fila di poliziotti per impedirci di farlo, perché siamo nel giusto. Quindi andare e farlo.
Solo quest’atto di civiltà, questa dimostrazione determinata di disobbedienza civile può riuscire a dimostrare che una parte della società europea, non è disponibile per nessun motivo, per rispondere a nessuna paura, a rivedere attivi in Europa quei campi di concentramento che hanno popolato così orribilmente gli incubi della storia europea del XX° secolo.
LA LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE E’ UN NUOVO DIRITTO DI CITTADINANZA CHE DOBBIAMO CONQUISTARE!
ZIP SENZA FRONTIERE